A più di un mese dalle elezioni amministrative di Messina, arrivano i risultati del IV Quartiere. La coalizione progressista che ha sostenuto Santino Cannavò presidente si è classificata terza con 4.769 voti, dietro alla coalizione del sindaco Federico Basile, che con Renato Coletta presidente ha ottenuto 9.732 voti, e al centrodestra, che con Nicola Cucinotta ha raggiunto 5.616 voti. L’ex candidato presidente del centrosinistra nel quarto quartiere del Comune di Messina riconosce la sconfitta dal punto di vista numerico, ma evidenzia alcuni elementi che, a suo giudizio, meritano una riflessione più ampia: il peso specifico delle due liste che lo hanno sostenuto, la differenza positiva tra il voto al candidato presidente e quello raccolto complessivamente da PD e Movimento 5 Stelle, e la necessità di costruire un nuovo soggetto politico progressista, radicato nei territori e aperto alle esperienze civiche. Il messaggio consegnato ai cittadini da Cannavò non si limita dunque al commento post-elettorale, ma assume il tono di un documento politico rivolto al futuro dell’area progressista messinese.
Il confronto con Coletta e Cucinotta nel IV Quartiere
Il risultato del IV Quartiere di Messina consegna un quadro netto dal punto di vista numerico. La coalizione legata a Basile sindaco e a Renato Coletta presidente si colloca al primo posto con 9.732 voti. Al secondo posto si posiziona il centrodestra con Nicola Cucinotta, che ottiene 5.616 voti. Terza la coalizione progressista con Santino Cannavò, ferma a 4.769 voti. Cannavò, però, invita a leggere questi dati considerando la sproporzione delle forze in campo. La sua coalizione era sostenuta da due liste, quelle del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, mentre Coletta contava su 13 liste e Cucinotta su 6 liste. Secondo Cannavò, il voto di trascinamento avrebbe inciso in modo determinante sull’esito finale. Proprio su questo punto si concentra una delle riflessioni più rilevanti: la coalizione progressista, pur avendo una struttura numericamente più ridotta, avrebbe registrato un peso medio per lista significativo, tale da imporre una valutazione non soltanto aritmetica ma politica del risultato.
La lettera di Santino Cannavò ai cittadini
Nella sua lettera ai cittadini, Santino Cannavò ricostruisce il risultato e ne propone una lettura politica articolata, partendo dalla constatazione dell’esito elettorale e arrivando alla proposta di un nuovo percorso per l’area progressista. Cannavò scrive: “finalmente a più di un mese dalle elezioni ammnistrative di Messina giungono i risultati del IV Quartiere. La coalizione progressista con Santino Cannavò Presidente giunge terza con 4769 voti dopo quella di Basile sindaco con Renato Coletta presidente con voti 9732 e quella del centro destra con Nicola Cucinotta con voti 5616. Un risultato che se visto dal punto di vista numerico è netto ed è una sconfitta ma che se analizzato dal punto di vista politico non è proprio così. Certamente la sproporzione delle forze in campo, di Coletta con le sue 13 liste a sostegno e di Cucinotta con le sue 6 contro le 2 che mi hanno sostenuto, favorite dal voto di trascinamento, hanno fatto la differenza, ma in proporzione al numero delle liste il distacco è stato nettamente inferiore a un loro possibile risultato che sarebbe dovuto essere di gran lunga superiore.
Il peso specifico medio delle due liste della coalizione progressista in confronto alle altre liste è stato di gran lunga superiore. Quindi c’è da riflettere più sulla strategia, forse sbagliata, di aver presentato solo due liste visto il voto di trascinamento che sulla scelta qualità della proposta politica e del programma. Poi analizzando il rapporto tra Cannavò Presidente 4769 e quelli dei due partiti PD con 2521 e 5stelle con 1264 per un totale di 3785 si evidenzia una differenza positiva di circa 1000 voti che evidentemente premia la coalizione nell’aver proposto a un dirigente di associazione proveniente dal terzo settore la candidatura da indipendente alla presidenza della IV circoscrizione. Quindi in questo caso una strategia vincente apprezzata dall’elettorato che a mio giudizio dovrebbe fare riflettere per il futuro. Per tutto ciò segnalo almeno due aspetti: il primo, la necessità di proporre per il futuro candidature provenienti dall’esperienza civica; il secondo, la necessità di costruire un soggetto politico “poliedrico” di base, più vicino alle esperienze civiche già avviate in diverse città italiane.
Ci sarà da lavorare. Oggi come colazione, per ciò che riguarda il IV quartiere, sono comunque soddisfatto perché Emanuele Carlo e Gabriele Ferrante a cui faccio i miei più sinceri complimenti sono stati eletti consiglieri della IV circoscrizione. Due militanti seri e preparati.
È un punto di partenza. Come ho già scritto, dal “laboratorio politico” della IV circoscrizione costruito in appena trenta giorni possiamo trarre quindi indicazioni che potrebbero essere utili per l’affermazione dell’area progressista alle prossime elezioni amministrative. Per il futuro, iniziando da oggi, è necessario pensare alla elaborazione di un nuovo “soggetto politico” coinvolgendo chi in questa campagna elettorale ha collaborato a questa esperienza e ci ha creduto.
Un soggetto che sia presente sul territorio nelle sue varie forme; che tenga insieme le tante anime politiche che fanno riferimento al campo progressista; che sia pragmatico elaborando risposte concrete per i problemi cittadini, quali: l’occupazione, la sanità, la riqualificazione sociale e ambientale, la crescita delle diseguaglianze, che faccia della prossimità l’indicatore indispensabile per la riorganizzazione nei quartieri dei servizi di welfare; che proponga una mobilità capillare, fluida, sostenibile, complessa e intermodale; che metta al servizio dei cittadini le istituzioni, gli edifici pubblici, le scuole, gli spazi comuni; che sappia essere “il difensore civico” dei territori e delle sue comunità; che si intesti le vertenze necessarie per il riconoscimento del diritto ai servizi essenziali per tutte e tutti, in particolare per le fasce deboli; un “soggetto politico” espressione dell’area progressista aperto, inclusivo, che aggreghi e non divida, che metta in sinergia le migliori forze sociali, ambientali e politiche dei movimenti, delle associazioni del terzo settore, dei partiti politici, dei sindacati, delle comunità religiose e laiche.
Una proposta politica “solida e istituzionale” e contemporaneamente “liquida e movimentista” l’una in osmosi con l’altra, in continua elaborazione, che analizzi e proponga soluzioni per lo sviluppo della città, che pur in una visione complessiva lavori per tematiche. Un governo ombra sempre pronto a governare. C’è da analizzare, studiare, elaborare e costruire. Ringrazio e invito a dare una mano per il futuro a tutte e tutti “i compagni di viaggio” che mi hanno e ci hanno sostenuto contribuendo al risultato ottenuto: le candidate e i candidati delle due liste (PD e 5 stelle), le amiche e gli amici, le compagne e i compagni che hanno creduto nella proposta e hanno partecipato fattivamente alla campagna elettorale nelle piazze, nei mercati, in strada, negli incontri pubblici, nella gestione della comunicazione social. Ringrazio i soci e i dirigenti delle associazioni sociali, culturali, politiche e ambientali, i movimenti di base formali e informali che ho incontrato e insieme a loro anche i cittadini che mi hanno sostenuto nella campagna elettorale. Ringrazio i dirigenti del PD e del Movimento 5 stelle che mi hanno proposto la candidatura da indipendente come presidente del IV quartiere. Nei prossimi giorni quando avremo a disposizione tutti i dati elettorali avremo modo di analizzare meglio i risultati. Ma ad oggi posso affermare che l’esperienza maturata in questi trenta giorni ha creato tante aspettative, per questo abbiamo il dovere di continuare.
Ora si tratta di lavorare per il futuro che inizia da oggi”.
La lettura politica della sconfitta: due liste contro tredici e sei
Il primo elemento evidenziato da Santino Cannavò riguarda la sproporzione tra le forze in campo. La coalizione progressista si è presentata nel IV Quartiere con due liste, PD e Movimento 5 Stelle, mentre gli avversari principali potevano contare su un numero molto più ampio di liste a sostegno. Secondo Cannavò, le 13 liste di Renato Coletta e le 6 liste di Nicola Cucinotta, favorite dal voto di trascinamento, hanno inciso in modo determinante sul risultato finale. Tuttavia, l’ex candidato presidente sostiene che, in proporzione al numero delle liste, il distacco avrebbe potuto essere molto più ampio. Da qui nasce la riflessione sulla strategia adottata. Cannavò non mette in discussione la qualità della proposta politica e del programma, ma segnala la possibilità che la scelta di presentare soltanto due liste possa essere stata un limite, soprattutto in un contesto elettorale in cui il voto di trascinamento ha avuto un peso significativo.
Il dato dei voti: Cannavò sopra le liste di PD e Movimento 5 Stelle
Uno dei passaggi centrali della lettera riguarda il rapporto tra i voti ottenuti da Cannavò presidente e quelli raccolti dalle liste che lo sostenevano. Cannavò ha ottenuto 4.769 voti, mentre il PD ha raccolto 2.521 voti e il Movimento 5 Stelle 1.264 voti, per un totale di 3.785 voti. La differenza positiva è di circa 1.000 voti. Per Cannavò, questo dato premia la scelta della coalizione di candidare alla presidenza della IV Circoscrizione un dirigente di associazione proveniente dal terzo settore, indicato come indipendente. In questa lettura, la candidatura civica avrebbe avuto una capacità di attrazione superiore rispetto al perimetro strettamente partitico. Si tratta di un elemento che Cannavò invita a considerare per il futuro dell’area progressista a Messina, soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative.
Candidature civiche e nuovo soggetto politico progressista
Dalla lettura del voto, Cannavò trae due indicazioni politiche. La prima riguarda la necessità di proporre in futuro candidature provenienti dall’esperienza civica. La seconda riguarda la costruzione di un soggetto politico “poliedrico” di base, più vicino alle esperienze civiche già avviate in diverse città italiane. Il tema è quello del rapporto tra partiti, movimenti, associazioni e società civile. Secondo Cannavò, il risultato ottenuto nel IV Quartiere di Messina dimostrerebbe che una proposta progressista può risultare più forte se capace di aprirsi a figure radicate nel territorio, riconoscibili per l’impegno sociale e civico. La prospettiva indicata è quella di un soggetto politico capace di tenere insieme le diverse anime del campo progressista, senza rinunciare alla presenza dei partiti ma superando una logica esclusivamente partitica.
Eletti Emanuele Carlo e Gabriele Ferrante nel IV Quartiere
Pur riconoscendo la sconfitta, Cannavò esprime soddisfazione per l’elezione di Emanuele Carlo e Gabriele Ferrante come consiglieri della IV Circoscrizione. Ai due eletti rivolge i complimenti, definendoli militanti seri e preparati. La loro elezione viene presentata come un punto di partenza per la coalizione progressista nel quartiere. La presenza di due consiglieri consente infatti all’area che ha sostenuto Cannavò di mantenere una rappresentanza istituzionale e di continuare il lavoro avviato durante la campagna elettorale. Questo risultato diventa, nella lettura dell’ex candidato presidente, uno degli elementi da cui ripartire per costruire una presenza politica stabile sul territorio.
Il “laboratorio politico” della IV Circoscrizione
Cannavò definisce l’esperienza della campagna elettorale nel IV Quartiere un “laboratorio politico” costruito in appena trenta giorni. Da questo laboratorio, secondo la sua analisi, possono arrivare indicazioni utili per l’affermazione dell’area progressista alle prossime elezioni amministrative. L’espressione “laboratorio politico” richiama un’esperienza non chiusa nel perimetro della competizione elettorale, ma aperta alla sperimentazione di forme nuove di partecipazione, coalizione e proposta. Cannavò sottolinea infatti la necessità di coinvolgere chi ha collaborato alla campagna e ha creduto in questa esperienza. La prospettiva è quella di trasformare un percorso elettorale breve in un progetto politico più stabile, capace di restare presente nei quartieri e di affrontare i problemi cittadini con metodo e continuità.
Prossimità, welfare, mobilità e diritti: i temi indicati da Cannavò
Nel suo intervento, Cannavò indica anche i temi sui quali dovrebbe misurarsi il nuovo soggetto politico progressista. Al centro ci sono occupazione, sanità, riqualificazione sociale e ambientale, crescita delle diseguaglianze, riorganizzazione dei servizi di welfare nei quartieri e riconoscimento del diritto ai servizi essenziali per tutte e tutti, in particolare per le fasce deboli. Un ruolo centrale viene attribuito alla prossimità, indicata come criterio indispensabile per riorganizzare i servizi territoriali. Il quartiere, in questa visione, non è solo una circoscrizione amministrativa, ma il luogo in cui si misurano concretamente bisogni sociali, diseguaglianze, accesso ai servizi e qualità della vita. Cannavò richiama anche la necessità di proporre una mobilità capillare, fluida, sostenibile, complessa e intermodale, oltre alla valorizzazione delle istituzioni, degli edifici pubblici, delle scuole e degli spazi comuni al servizio dei cittadini.
Un soggetto progressista aperto, inclusivo e radicato nei territori
La proposta politica delineata da Cannavò punta alla costruzione di un soggetto progressista aperto e inclusivo, capace di aggregare e non dividere. L’obiettivo è mettere in sinergia le migliori forze sociali, ambientali e politiche dei movimenti, delle associazioni del terzo settore, dei partiti, dei sindacati, delle comunità religiose e laiche. Si tratta di una visione che prova a tenere insieme la dimensione istituzionale e quella movimentista. Cannavò parla infatti di una proposta politica “solida e istituzionale” e, allo stesso tempo, “liquida e movimentista”, in continua elaborazione e in grado di lavorare per tematiche pur dentro una visione complessiva della città. Il riferimento a un “governo ombra sempre pronto a governare” restituisce l’idea di un’opposizione o di un’area alternativa che non si limiti alla critica, ma costruisca competenze, programmi e soluzioni.
Il ringraziamento ai compagni di viaggio della campagna elettorale
La lettera si chiude con un ringraziamento rivolto a tutti coloro che hanno sostenuto la candidatura di Santino Cannavò nel IV Quartiere. Il riferimento è alle candidate e ai candidati delle due liste, PD e 5 Stelle, alle amiche e agli amici, alle compagne e ai compagni che hanno partecipato alla campagna elettorale nelle piazze, nei mercati, in strada, negli incontri pubblici e nella gestione della comunicazione social. Cannavò ringrazia anche i soci e i dirigenti delle associazioni sociali, culturali, politiche e ambientali, i movimenti di base formali e informali incontrati durante il percorso, insieme ai cittadini che hanno sostenuto la campagna elettorale. Un ringraziamento viene rivolto anche ai dirigenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, che hanno proposto la sua candidatura da indipendente alla presidenza del IV Quartiere. La conclusione è un invito a proseguire: l’esperienza, secondo Cannavò, ha creato aspettative e impone il dovere di continuare.
Il futuro dell’area progressista a Messina parte dal IV Quartiere
Il risultato del IV Quartiere consegna all’area progressista di Messina una sconfitta numerica, ma anche una serie di elementi politici che Cannavò considera utili per il futuro. La differenza tra il voto personale al candidato presidente e quello delle liste, l’elezione di due consiglieri circoscrizionali e la costruzione di un percorso civico in trenta giorni sono i punti da cui ripartire. La prospettiva indicata è quella di un nuovo soggetto politico territoriale, capace di unire partiti, associazioni, movimenti, terzo settore e cittadinanza attiva. Un soggetto che lavori sui problemi concreti della città e dei quartieri, dalla sanità alla mobilità, dall’occupazione al welfare, dalla riqualificazione ambientale alla tutela delle fasce deboli. Per Cannavò, il lavoro deve iniziare subito. Il futuro dell’area progressista, nella sua lettura, passa dalla capacità di trasformare il “laboratorio politico” del IV Quartiere in una proposta più ampia per Messina.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Danilo Loria
Source link


