…denuncia il fallimento organizzativo dell’Amministrazione.
riceviamo e pubblichiamo
Apprendiamo con stupore le dichiarazioni del Sindaco, che tenta di trasformare una legittima critica politica all’operato dell’Amministrazione nell’ennesima occasione di propaganda e di mistificazione della realtà.
Sia chiaro fin da subito, nessun componente dell’opposizione ha mai votato contro la Biblioteca comunale, contro la cultura o contro il personale che quotidianamente garantisce un servizio prezioso per la città.
Al contrario, riconosciamo pienamente il valore del lavoro svolto negli anni dal personale della Biblioteca “Nilde Iotti”, capace di costruire una realtà culturale dinamica, di qualità e punto di riferimento per l’intera comunità.
Proprio perché crediamo nel valore della Biblioteca, riteniamo che essa meriti rispetto, programmazione e serietà amministrativa.
L’astensione espressa in Consiglio comunale rappresenta infatti una precisa contestazione politica nei confronti del metodo adottato dall’Amministrazione.
Il Sindaco accusa l’opposizione di aver anteposto il “gioco politico” agli interessi della città. La verità è esattamente opposta.
Se oggi si è arrivati in Aula senza un confronto preventivo sul nuovo Regolamento, la responsabilità ricade esclusivamente sulla maggioranza, assente sia un commissione che ieri in aula.
La Commissione consiliare competente, convocata proprio per consentire l’approfondimento dell’atto, non si è potuta svolgere per la mancanza del numero legale, determinata dall’assenza dei consiglieri di maggioranza. Inoltre, era assente anche l’Assessore competente, che avrebbe dovuto illustrare il provvedimento e confrontarsi con i commissari.
Il consigliere Luigino Bucchi, delegato dall’opposizione, si è ritrovato presente insieme alla sola commissaria Mensurati, rendendo impossibile qualsiasi discussione.
Ci chiediamo allora chi ha realmente svilito il ruolo delle istituzioni? Chi ha impedito il confronto democratico previsto dal regolamento comunale? Chi ha privato il Consiglio comunale della necessaria fase di approfondimento?
Certamente non l’opposizione.
Sostenere oggi che il mancato voto favorevole rappresenti un attacco al lavoro della biblioteca significa utilizzare strumentalmente il lavoro della Biblioteca e dei suoi operatori per nascondere le evidenti e gravi responsabilità politiche dell’Amministrazione.
Nessuno ha ostacolato l’aggiornamento del regolamento. È stata invece la stessa maggioranza a dimostrare di non essere in grado di programmare e nemmeno di garantire il regolare funzionamento della Commissione competente su un provvedimento che essa stessa definisce urgente e strategico.
Sul punto interviene anche il consigliere comunale Paolacci, direttamente chiamato in causa dal Sindaco nel comunicato diffuso alla stampa.
«Trovo singolare che il Sindaco abbia ritenuto opportuno chiamarmi personalmente in causa nel tentativo di attribuire all’opposizione responsabilità che appartengono esclusivamente alla sua maggioranza. Respingo con decisione ogni accusa e rimando al mittente ogni tentativo di strumentalizzazione. Se oggi si cerca un responsabile del mancato confronto sul regolamento della Biblioteca, il Sindaco dovrebbe rivolgere lo sguardo ai banchi della sua maggioranza, assente in Commissione e incapace persino di garantire il numero legale su un provvedimento che definisce strategico e urgente. Il rispetto delle istituzioni non si misura con i comunicati stampa o con gli attacchi personali, ma garantendo il corretto funzionamento degli organismi consiliari e assicurando ai consiglieri la possibilità di svolgere pienamente il proprio ruolo.
Vorrei evidenziare, inoltre, come il Sindaco non abbia ancora ben chiaro il funzionamento del Consiglio comunale, dal momento che un voto di astensione (come quello espresso dall’opposizione) non è per nulla equiparabile ad un voto contrario.
Le polemiche costruite ad arte non servono a nascondere le evidenti difficoltà politiche e organizzative di un’Amministrazione sempre più priva di metodo, programmazione e coesione politica».
Purtroppo, questo non è nemmeno un episodio isolato ma una prassi.
Si tratta infatti dell’ennesima dimostrazione di un metodo amministrativo ormai consolidato, fatto di improvvisazione, rincorsa continua alle scadenze e totale assenza di programmazione.
Lo abbiamo già denunciato nella vicenda del Consorzio Sociale, rimasto bloccato a Cerveteri per oltre un anno mentre altri Comuni procedevano con ben altra rapidità, con conseguenze concrete sui servizi destinati alle famiglie e alle persone più fragili.
Oggi assistiamo a quello stesso schema. Mancata pianificazione, scarsa considerazione del ruolo delle Commissioni consiliari e incapacità di organizzare efficacemente l’azione amministrativa.
Di tutto questo la responsabilità politica ricade sull’Amministrazione comunale e sul Sindaco, che della Giunta è il capo politico e ne coordina l’azione.
L’opposizione continuerà a svolgere il proprio mandato con serietà e senso delle istituzioni, ma pretende di essere messa nelle condizioni di esercitare pienamente le proprie prerogative, nel rispetto della trasparenza, della partecipazione e del confronto democratico.
Noi continueremo a denunciare un modo di amministrare che, giorno dopo giorno, mostra tutti i limiti di una maggioranza sempre più fragile e priva della necessaria solidità politica.
Cerveteri merita un’Amministrazione capace di programmare, governare e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Non è più accettabile proseguire con una maggioranza incapace di garantire stabilità, metodo e visione strategica. La città non può continuare a pagare il prezzo di ritardi, improvvisazione e assenza di programmazione.
I Consiglieri Comunali d’opposizione
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Redazione OrticaWeb
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