CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: PRESENTATA IN AULA LA RETE CONTRO LE POVERTÀ “TUTTI CONTRO LE POVERTÀ”» – Agenzia giornalistica Opinione. Notizie da Italia


13.26 – mercoledì 1 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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La seconda giornata della sessione di giugno e luglio del Consiglio provinciale di Bolzano ha ospitato la presentazione della Rete contro le povertà “Tutti contro le povertà”.

Il presidente Angelo Gennaccaro ha ricordato che l’aula è il luogo del confronto democratico e della rappresentanza della comunità, esprimendo soddisfazione per un’iniziativa dedicata a un tema di grande rilevanza sociale come il contrasto alle povertà.

La Rete è stata indicata come esempio di collaborazione tra istituzioni, ricerca, volontariato e società civile, e solo attraverso dialogo e lavoro comune è possibile costruire risposte efficaci e promuovere una società più inclusiva.

Roberta Rigamonti, presidente della Federazione per il Sociale e la Sanità ETS, ed Elisa Berger, coordinatrice della Rete dell’Alto Adige “Tutti contro le povertà” della Federazione, hanno spiegato che la Rete è nata nel maggio 2025 sulla base di un Manifesto sottoscritto da diversi attori, tra cui l’allora presidente del Consiglio provinciale Arnold Schuler a nome dell’istituzione che rappresentava.

Il Manifesto prevede cinque misure per contrastare la povertà: combatterla ovunque e in tutte le sue forme, rafforzare i valori nella società, promuovere le relazioni interpersonali, garantire pari opportunità per tutte e tutti, e soddisfare i bisogni fondamentali.


La povertà non può essere affrontata solo in modo puntuale o occasionale, e la sua prevenzione è una responsabilità condivisa.

La Rete concentra il proprio impegno sulla prevenzione, mentre la lotta diretta è demandata ai partner.

Per il programma 2026 e 2027, che coinvolge 22 organizzazioni e istituzioni, sono previsti interventi di sensibilizzazione su temi come povertà educativa e mercato degli affitti, attività di raccolta dati e monitoraggio, una formazione per giornalisti e il convegno “Chi beneficia delle opportunità – e chi resta indietro?” in ottobre a Bolzano.

Ruth Sapelza, ricercatrice del Centro di Competenza per il Lavoro sociale e le Politiche sociali di unibz e delegata dell’Università nella Rete, ha riferito che, con il sostegno della Provincia, sono stati condotti studi empirici sulla povertà per fornire basi scientifiche a politiche e pratiche informate.

Tra questi, lo studio “Rischi di povertà per le famiglie con figli tra 0 e 15 anni in Alto Adige” del 2021 e 2022, presentato dal ricercatore di unibz Evan Tedeschi, mostra che la povertà non riguarda solo il reddito ma anche condizioni abitative, stabilità e tipologia dell’occupazione dei genitori, livello di istruzione e stato di salute dei componenti della famiglia.


La vulnerabilità cresce in presenza di tre o più figli, di un solo genitore, oppure in caso di recente trasferimento in Alto Adige.

Christa Ladurner, sociologa del Forum Prevenzione, ha illustrato il tema della povertà educativa, che non si limita al successo scolastico ma comprende la possibilità di sviluppare i propri talenti ed è strettamente legata alle condizioni di vita delle famiglie.

In presenza di carenze è necessario intervenire precocemente con formazione linguistica, un’offerta formativa lungo tutto l’arco della giornata, sostegno alle famiglie e proposte di tempo libero e culturali accessibili a tutti, altrimenti la povertà educativa si ripercuote sulla società generando anche costi.

Monica Devilli, presidente di Coopbund Alto Adige Südtirol, ha sottolineato che locazioni accessibili sono uno strumento di coesione sociale.

Attualmente i costi abitativi non sono sostenibili e la proprietà è sempre meno accessibile, perciò occorre promuovere affitti stabili e sostenibili con modelli orientati al bene comune.


Tra gli strumenti da valorizzare rientrano le cooperative a proprietà indivisa, le locazioni di lunga durata e i progetti abitativi intergenerazionali, considerando la sostenibilità nel tempo delle politiche abitative.

Gli interventi sono stati seguiti da un confronto con consigliere e consiglieri.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiesto alla Rete di sostenere la raccolta permanente e regolare dei dati sulla povertà.

Sven Knoll di Süd-Tiroler Freiheit ha richiamato il tema della povertà in età avanzata e i profili di giustizia ad essa connessi, facendo riferimento anche alla concorrenza esercitata dall’immigrazione.

Brigitte Foppa del Gruppo verde ha ringraziato per la presentazione della realtà.


L’assessore Marco Galateo ha affermato che non può esserci sviluppo economico se qualcuno viene lasciato indietro e ha apprezzato l’attenzione dello studio alla prima infanzia.

Franz Ploner di Team K si è detto stupito per la scarsità e la scarsa attualità dei dati e ha chiesto se per l’Alto Adige esista un indice di riferimento e come i dati vengano elaborati.

Le relatrici hanno risposto alle domande.

Christa Ladurner ha spiegato che il problema della povertà nella terza età è noto, ma la Rete è partita dai più piccoli e dalla povertà educativa, segnalando anche l’attività di un team del Forum Prevenzione che assiste le famiglie in molteplici situazioni e le offerte a bassa soglia.

Ruth Sapelza ha ringraziato Kompatscher e ribadito che l’indice di deprivazione finanziaria è composto da molti fattori in modo multidimensionale, aggiungendo che nella lotta alla povertà è necessario rimuovere le barriere strutturali e che anche le persone anziane rientrano nello studio ASTAT.


Roberta Rigamonti ha concluso sottolineando che la povertà non è un fallimento individuale, ma dipende anche dal mancato intervento su aree prioritarie per le persone come abitazione, lavoro e istruzione.

La sola Rete non basta, ha detto, perché spetta alla politica creare le condizioni affinché nessuno sia lasciato indietro.

Angelo Gennaccaro ha ringraziato le rappresentanti e i rappresentanti della Rete e ha manifestato l’impegno a incontrarsi con regolarità per mantenere uno scambio proficuo.

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