Dai dati alla programmazione, un organismo permanente per affiancare soprattutto i piccoli Comuni. Puchetti: «Non sarà un luogo di discussione astratta, ma uno strumento concreto al servizio delle decisioni pubbliche»
CAMPOBASSO. Spopolamento, invecchiamento della popolazione, servizi sempre più difficili da garantire, infrastrutture carenti e profonde disuguaglianze tra i territori. Sono alcune delle grandi questioni che il Molise è chiamato ad affrontare e sulle quali, troppo spesso, la programmazione rischia di scontrarsi con la frammentazione delle informazioni e con le difficoltà operative dei Comuni più piccoli.
Da questa esigenza nasce l’“Osservatorio sulle Aree interne e urbane delle Province molisane”, istituito dal Consiglio provinciale di Campobasso con l’approvazione del relativo Regolamento di organizzazione e funzionamento.
L’Osservatorio avrà sede presso la Provincia di Campobasso e sarà un organismo permanente di natura tecnico-consultiva e scientifica. L’obiettivo è rafforzare la capacità di conoscere i fenomeni che attraversano il territorio, analizzarli e trasformare i dati in strumenti utili alla pianificazione e alla programmazione delle politiche pubbliche.
Un cambio di metodo che punta innanzitutto sulla costruzione di una base conoscitiva comune. Tra le attività previste figurano infatti la raccolta, l’elaborazione e la condivisione dei dati statistici sulle aree provinciali, la realizzazione di archivi aggiornati e storici, il monitoraggio delle politiche territoriali e il supporto tecnico agli Enti locali nella predisposizione dei propri strumenti di programmazione.
L’organismo potrà formulare raccomandazioni e proposte, seppure non vincolanti, e lavorare per intercettare e valorizzare le opportunità finanziarie e progettuali messe a disposizione dall’Unione europea, dallo Stato e dalla Regione.
Una funzione particolarmente importante in una regione caratterizzata da una forte presenza di piccoli centri e da amministrazioni che non sempre dispongono, al proprio interno, delle strutture e delle competenze tecniche necessarie per affrontare programmi complessi.
«Con l’istituzione dell’Osservatorio – ha dichiarato il presidente della Provincia di Campobasso, Giuseppe Puchetti – mettiamo a disposizione dei Comuni e dell’intero territorio uno strumento stabile di conoscenza, analisi e programmazione. Per affrontare problemi complessi come lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione, la carenza dei servizi, le difficoltà infrastrutturali e le disuguaglianze territoriali, servono dati aggiornati, competenze e una visione condivisa».
Il nuovo organismo avrà una struttura aperta alla collaborazione con Comuni e Unioni di Comuni, Università, centri di ricerca, associazioni di categoria, Gruppi di azione locale, Terzo settore, cooperative e altre istituzioni qualificate.
Ogni anno sarà elaborato un report sullo stato delle aree interne e urbane delle Province molisane. Al documento potranno affiancarsi dossier tematici, studi, incontri pubblici e iniziative di comunicazione e divulgazione. L’intenzione è creare nel tempo una fotografia costantemente aggiornata delle trasformazioni demografiche, economiche e sociali del Molise.
«Le Province – ha sottolineato Puchetti – devono tornare a esercitare pienamente il proprio ruolo di coordinamento e assistenza nei confronti degli Enti locali. L’Osservatorio nasce proprio con questo obiettivo: supportare soprattutto i Comuni più piccoli, favorire la cooperazione istituzionale e utilizzare nel modo più efficace le risorse europee, nazionali e regionali».
Il Regolamento apre anche alla partecipazione della Provincia di Isernia. Qualora il percorso istituzionale venga condiviso, il presidente dell’Ente di via Berta potrà assumere il ruolo di vicepresidente dell’Osservatorio.
La presidenza sarà invece affidata al presidente pro tempore della Provincia di Campobasso o a un suo delegato. È prevista inoltre la nomina di un coordinatore, individuato attraverso una procedura comparativa sulla base di comprovate competenze, insieme alla costituzione di un Comitato istituzionale, tecnico e scientifico, di gruppi di lavoro tematici e di una segreteria tecnica interna alla Provincia.
«Abbiamo scelto una struttura aperta, flessibile e senza costi aggiuntivi, capace di coinvolgere la Provincia di Isernia, le amministrazioni comunali, l’Università, il mondo della ricerca, le categorie produttive e le realtà sociali – ha aggiunto il presidente –. Le dinamiche demografiche, economiche e sociali non si fermano ai confini amministrativi: per questo vogliamo costruire una lettura unitaria e omogenea dei fenomeni che interessano tutto il Molise».
L’Osservatorio opererà secondo principi di neutralità politica, indipendenza tecnico-scientifica, continuità istituzionale, trasparenza, rigore metodologico e cooperazione tra le istituzioni. La sua costituzione non comporterà la nascita di un nuovo Ente, non attribuirà funzioni amministrative autonome e, secondo quanto stabilito dal Regolamento, non determinerà oneri aggiuntivi per la Provincia.
L’iniziativa si colloca nel quadro delle politiche europee, nazionali e regionali dedicate ai territori più fragili e ai sistemi urbani, a partire dalla Strategia nazionale per le aree interne e dal Programma regionale Molise Fesr-Fse+ 2021-2027.
La geografia individuata comprende sei aree interne – Alto Medio Sannio, Fortore, Isernia-Venafro, Mainarde, Matese e Medio Basso Molise – e due aree urbane, Campobasso e Termoli. Territori differenti, ma attraversati da fenomeni che richiedono sempre più una lettura sovracomunale e una capacità di programmazione condivisa.
«Questo Osservatorio – ha concluso Puchetti – non dovrà essere un luogo di discussione astratta, ma uno strumento concreto al servizio delle decisioni pubbliche e delle comunità. Conoscere meglio i territori significa programmare interventi più efficaci, cogliere maggiori opportunità e costruire politiche realmente aderenti alle esigenze dei cittadini».
La sfida, ora, sarà trasformare dati, studi e analisi in scelte operative. Perché nelle aree interne del Molise il tempo della semplice fotografia dei problemi rischia di essere già scaduto: la vera misura dell’Osservatorio sarà la sua capacità di aiutare istituzioni e Comuni a costruire risposte concrete.
EB
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione
Source link



