Dopo tanti anni di duro lavoro e di fedele servizio, potrebbe essere arrivato il momento di salutare la nostra amata quattroruote e di pensare a una nuova vettura per la mobilità di ogni giorno e per affrontare i viaggi più lunghi. Per la scelta del prossimo mezzo abbiamo a disposizione una gamma quasi infinita di modelli, con diverse alimentazioni, ma cosa fare quello precedente?
Se l’auto non è più utilizzabile o non conviene ripararla, la rottamazione rappresenta la soluzione più semplice e sicura, informandosi con attenzione su procedura, documenti e costi da sostenere. Attenzione poi all’abbandono del mezzo da rottamare: si rischiano sanzioni anche molto pesanti.
Cos’è la rottamazione auto
Per rottamazione dell’auto si intende la radiazione della vettura dal PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, e la sua demolizione presso un centro autodemolizioni autorizzato.
La procedura di demolizione e radiazione dal PRA è disciplinata dal DPR n. 358/2000 e dalle successive disposizioni del Codice della Strada: mediante l’istituzione dello Sportello Telematico dell’Automobilista e della procedura digitale, la gestione delle pratiche amministrative è stata notevolmente semplificata.
La rottamazione della vecchia automobile è un requisito obbligatorio per chi vuole richiedere gli incentivi statali, stanziati per l’acquisto di una vettura più ecologica, con la finalità di ridurre la circolazione dei veicoli con le classi ambientali più inquinanti. Oggi sembra poter servire anche per accedere al noleggio sociale.
La procedura da seguire
La procedura deve seguire un percorso preciso, a partire dal possesso e dalla presentazione dei documenti necessari. Di fondamentale importanza poi, il rilascio del certificato di rottamazione da parte dell’autodemolitore, che comprova l’effettiva e corretta conclusione della procedura.
Dal momento della radiazione dal PRA, il veicolo non è più soggetto al pagamento del bollo ed è possibile anche richiedere la cessazione del contratto assicurativo o il trasferimento della polizza su un altra vettura.
I documenti necessari
Prima di procedere con la rottamazione, occorre essere in possesso dei seguenti documenti:
- il libretto di circolazione;
- il certificato di proprietà;
- le targhe, sia anteriore che posteriore;
- i documenti dell’intestatario della vettura, ovvero fotocopia della carta d’identità, patente di guida e codice fiscale in corso di validità.
In caso la persona che consegna la vettura sia diversa da quella proprietaria, occorre presentare anche una delega con la firma dell’intestatario, oltre alle fotocopie dei suoi documenti.
Una volta in possesso dei documenti, occorre procedere con i passaggi previsti per il completamento della procedura:
- la consegna della vettura presso il centro di demolizione autorizzato o il concessionario;
- la consegna dei documenti necessari;
- la sottoscrizione di un modulo di consegna del veicolo e della documentazione corrispondente;
- la cancellazione dal PRA da parte del centro o del concessionario, entro 30 giorni dalla ricezione della vettura presentando la richiesta di “cessazione della circolazione per demolizione”;
- il rilascio del certificato di rottamazione della vettura.
Conclusa la procedura, la vettura non potrà più essere messa in circolazione, non sarà più soggetta all’obbligo del pagamento del bollo e non sarà più assicurabile. Per disdire completamente l’assicurazione si deve presentare il certificato di rottamazione alla compagnia assicurativa.
Il certificato di rottamazione
Il certificato di rottamazione è il documento fondamentale che solleva il proprietario dall’obbligo del pagamento del bollo e dell’assicurazione, oltre a provare l’effettiva conclusione della circolazione della vettura e sollevare il proprietario da responsabilità legali e fiscali collegate al mezzo.
Queste le informazioni contenute nel certificato valido e completo:
- i dati relativi all’ex proprietario del veicolo (nome, cognome, documenti presentati);
- i dati relativi al veicolo rottamato;
- il numero di identificazione della procedura;
- il timbro del centro di autodemolizioni.
Questo certificato deve essere conservato con cura per un periodo minimo di dieci anni, in modo da poter essere presentato in caso di eventuali contestazioni future che potrebbero derivare da possibili disguidi burocratici o da errori informatici.
I costi di rottamazione
I costi per la rottamazione sono influenzati da diversi fattori e composti da una parte di costi fissi e una di costi variabili.
Generalmente la spesa totale per la rottamazione di un’auto è compresa tra gli 80 e i 200 euro circa e su questa cifra possono incidere i costi da sostenere per l’uso del carroattrezzi o, al contrario, essere più contenuti in caso di promozioni, ad esempio da parte del centro di raccolta, o se si decide di accedere agli eventuali incentivi disponibili per la rottamazione.
I costi fissi
Nello specifico, i costi fissi prevedono:
- gli emolumenti ACI, ovvero i diritti di segreteria e le spese fisse per la gestione della pratica, per circa 13,50 euro;
- l’imposta di bollo di 32 euro se si utilizza il Certificato di Proprietà, che diventa di 48 euro presentando il modello NP3C (necessario per la denuncia di smarrimento del Certificato di Proprietà);
- la richiesta di cancellazione dal PRA per l’importo di 36,38 euro, che sale a 51,30 euro per le auto dotate di foglio complementare;
- la visura PRA di 7,10 euro da considerare per l’eventuale consultazione del registro in caso sia necessaria una verifica della situazione giuridica del veicolo.
I costi variabili
A questi costi occorre aggiungere quelli previsti dall’autodemolitore per la gestione burocratica della pratica e la demolizione della vettura. L’importo può variare tra i 30 e i 100 euro e va tenuto in considerazione anche il possibile utilizzo del carroattrezzi per il trasporto, in caso il mezzo non sia marciante.
All’importo potrebbe sommarsi anche il costo necessario per lo smaltimento di rifiuti speciali, che richiedono delle procedure specifiche e il rispetto di determinate norme di sicurezza e antinquinamento.
Novità 2026: rottamazione auto sottoposte a fermo amministrativo
Una considerazione a parte va effettuata per il caso delle auto fuori uso e sottoposte a fermo amministrativo. Se, fino a poco tempo, fa queste vetture erano considerate “congelate” in una specie di limbo perché non potevano circolare, ritenute non più idonee o riparabili, ma erano comunque soggette al pagamento del bollo e, in alcuni casi, anche dell’assicurazione, a partire dal mese di febbraio questa situazione è stata finalmente risolta.
La legge n. 14 del 26 gennaio 2026, in vigore dal 20 febbraio, ha permesso infatti la rottamazione anche per questi mezzi, coinvolgendo circa 4 milioni di vetture, molte ormai ridotte a carcasse abbandonate con rischi ambientali e situazioni di degrado paesaggistico, consentendo quindi la loro rimozione e la radiazione dal registro pubblico.
Come risparmiare
Esiste allora un modo per risparmiare o per annullare i costi della rottamazione? I casi possono essere due: si può utilizzare la vecchia vettura per accedere agli incentivi statali per l’acquisto di un’auto nuova oppure si può decidere di venderla a una ditta di autodemolizione per il recupero delle componenti.
Con l’applicazione degli incentivi statali per la rottamazione, quando previsti, i costi per la procedura vengono assorbiti dal concessionario e si può beneficiare di importanti agevolazioni economiche, con sconti considerevoli, per la sostituzione con un modello più ecologico. Per poter accedere a questi fondi pubblici, quando stanziati dal Governo, la vettura da rottamare dovrà però soddisfare specifici requisiti.
In alternativa alla rottamazione, la vettura può essere anche venduta per il recupero dei componenti presso un autodemolitore: si occuperà lui dell’intera procedura e dello smontaggio delle parti di ricambio per la loro rivendita, utili per le riparazioni o il restauro di altre auto.
Le sanzioni previste per i veicoli abbandonati e non rottamati
La rottamazione di un veicolo molto vecchio è obbligatoria? La rottamazione non è obbligatoria ma anche in questo caso occorre attenersi a quanto previsto dal Codice della Strada. Non è infatti possibile abbandonare un veicolo non assicurato e non utilizzato sulle strade pubbliche e, fatto ancora più grave, effettuare la demolizione senza rivolgersi a un centro autorizzato.
La sanzione amministrativa prevista in caso di abbandono di veicoli di categoria M1, N1 e dei tricicli a motore è piuttosto gravosa e va da 1.000 fino a 5.000 euro.
Il D.M. 460/99 definisce quando si verifica lo “stato di abbandono” del veicolo e stabilisce le caratteristiche che determinano questa condizione:
- la mancanza delle targhe o del contrassegno di circolazione, senza che sia stata effettuata la denuncia di furto;
- la mancanza di componenti della vettura e la cattiva conservazione del mezzo, senza che sia stata effettuata la denuncia di furto;
- la sosta, sia in maniera regolare che irregolare, per lungo tempo sul suolo pubblico.
Nei casi più gravi il veicolo potrebbe anche essere sottoposto a sequestro. Affidarsi sempre a un centro di demolizione autorizzato è quindi l’unico modo per concludere correttamente la procedura, evitare responsabilità future e ottenere la radiazione definitiva del veicolo dal PRA.
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