San Raffaele, sospeso lo sciopero della fame: oggi l’incontro tra Regione Lombardia e azienda


È stato sospeso lo sciopero della fame iniziato da Margherita Napoletano contro il licenziamento deciso dall’Ospedale San Raffaele di Milano. La coordinatrice della RSU CUB Sanità ha interrotto il digiuno insieme alle lavoratrici che avevano aderito alla stessa forma di protesta, mentre continua il presidio davanti all’ospedale.

La decisione arriva dopo l’incontro svoltosi il 30 luglio presso Regione Lombardia, quando Margherita Napoletano era giunta al quarto giorno di sciopero della fame, nonostante il caldo soffocante e le crescenti preoccupazioni per le sue condizioni di salute.

Nel corso dell’incontro, è stato chiesto al Direttore Generale Welfare di Regione Lombardia, Mario Melazzini, di intervenire presso la proprietà del San Raffaele per ottenere la convocazione urgente di un confronto con l’amministratore unico dell’ospedale, Marco Centenari, con un preciso ordine del giorno: il ritiro del licenziamento di Margherita Napoletano.

Melazzini si era impegnato a contattare la proprietà e, nella giornata di oggi, 31 luglio, incontrerà l’amministratore unico del San Raffaele.

Come concordato durante il confronto in Regione, la conferma dell’incontro ha determinato la sospensione dello sciopero della fame. Margherita Napoletano e le altre lavoratrici hanno però precisato che, qualora il San Raffaele non ritirasse il licenziamento, il digiuno potrebbe riprendere.

Resta invece confermato il presidio davanti all’ospedale, che continuerà fino al raggiungimento dell’obiettivo: il ritiro del licenziamento e il pieno rispetto della libertà e dell’agibilità sindacale.

Il caso arriva in Senato

Sulla vicenda è intervenuto anche il senatore di Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni, che ha presentato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta ai Ministri competenti che sarà discussa lunedì prossimo 3 Agosto al Senato.

Nell’atto parlamentare vengono chiesti chiarimenti sulla regolarità delle procedure adottate nei confronti di Margherita Napoletano, sull’eventuale sussistenza di condotte antisindacali e sulle iniziative che il Governo intende assumere per tutelare il diritto di critica e di rappresentanza sindacale.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione.


Interrogazione a risposta scritta

Ai Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali

Premesso che,

in data 24 luglio 2026, la Direzione del personale dell’Ospedale San Raffaele di Milano ha notificato il licenziamento, con effetto immediato, per giusta causa a Margherita Napoletano, storica delegata sindacale, coordinatrice della RSU ed esponente della CUB Sanità, nonché Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS);

la contestazione disciplinare posta alla base del licenziamento – legata alla presunta introduzione non autorizzata in un locale sindacale di una studentessa in tirocinio formativo – appare del tutto sproporzionata e, a giudizio delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, pretestuosa;

la dottoressa Napoletano, ingegnere clinico e rappresentante sindacale da oltre 25 anni, si è storicamente distinta per le battaglie a tutela della salute pubblica, della sicurezza sul lavoro e per la denuncia delle criticità gestionali della struttura ospedaliera;

in particolare, la delegata aveva recentemente denunciato, anche attraverso inchieste giornalistiche di rilevanza nazionale, come la trasmissione Report, le gravi carenze di organico e il massiccio ricorso ad appalti e cooperative esterne per il personale infermieristico, culminati nei disservizi del dicembre 2025 e oggetto di una recente relazione ispettiva del Ministero della Salute che ha confermato tali criticità;

il licenziamento di una figura di vertice della rappresentanza sindacale interna, a ridosso delle sue legittime attività di denuncia e di tutela dei diritti dei lavoratori, configura un gravissimo precedente e rischia di assumere i contorni di un’azione punitiva e ritorsiva, finalizzata a reprimere il dissenso e l’attività sindacale conflittuale;

tale provvedimento mina profondamente il sistema delle relazioni industriali, i diritti costituzionali sanciti dall’articolo 39 della Costituzione e le tutele previste dallo Statuto dei Lavoratori, legge n. 300 del 1970;

la vicenda ha suscitato una massiccia mobilitazione dei dipendenti della struttura, sfociata in scioperi della fame, presidi permanenti e manifestazioni di solidarietà davanti ai cancelli dell’ospedale, a dimostrazione della gravità del clima di tensione e della lesione dei diritti democratici nei luoghi di lavoro.

Per sapere,

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei gravissimi fatti esposti e quale sia il loro orientamento in merito ad un provvedimento che non può non apparire lesivo della libertà e dell’attività sindacale in una delle principali strutture sanitarie del Paese;

quali iniziative urgenti di competenza, anche per il tramite dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), intendano attivare al fine di verificare la regolarità delle procedure adottate nei confronti della delegata RSU Margherita Napoletano e l’eventuale sussistenza di condotte antisindacali da parte della dirigenza dell’Ospedale San Raffaele;

più in generale, quali azioni intendano intraprendere per garantire che l’esercizio del diritto di critica, di cronaca e di rappresentanza dei lavoratori, specialmente in materia di sicurezza sul lavoro e standard della sanità pubblica accreditata, non sia oggetto di sanzioni espulsive e bavagli aziendali.


Le prossime ore saranno decisive per conoscere l’esito dell’interlocuzione tra Regione Lombardia e i vertici del San Raffaele.

Il presidio continuerà fino al raggiungimento dell’obiettivo: il ritiro del licenziamento di Margherita Napoletano e il pieno rispetto della libertà e dell’agibilità sindacale.

Milano, 31 luglio 2026

CUB Sanità




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