Un’invenzione del 1973 torna alla ribalta: il futuro dei terminali automatizzati – Come gli azionamenti omnidirezionali consentono di risparmiare milioni
Magazzini a scaffalatura alta del futuro: perché le ruote rigide per container sono obsolete
Le catene di approvvigionamento globali stanno raggiungendo i loro limiti, non solo in termini di tempo, ma soprattutto di spazio. Nei porti marittimi, nei magazzini a scaffalatura alta e negli hub intermodali, dove ogni metro quadro conta, i veicoli convenzionali, con i loro enormi requisiti di spazio per le manovre, diventano un ostacolo costoso. La soluzione a questo collo di bottiglia potrebbe risiedere in un’invenzione apparentemente insignificante degli anni ’70, che ora viene ulteriormente sviluppata per la logistica dei carichi pesanti: la ruota Mecanum. Il suo design unico consente a veicoli di diverse tonnellate di muoversi da fermi in qualsiasi direzione, anche lateralmente. Che si tratti del posizionamento millimetrico dei container, in magazzini a scaffalatura alta completamente automatizzati o nelle complesse interfacce del trasporto multimodale, questa tecnologia omnidirezionale promette un’efficienza spaziale senza precedenti. Ma dove risiedono esattamente le potenzialità economiche, per chi è finanziariamente vantaggioso e quali ostacoli tecnici devono ancora essere superati per una diffusione su larga scala? Un’analisi approfondita di una tecnologia che pensa letteralmente fuori dagli schemi.
Perché le ruote rigide non sono più sufficienti per la logistica del futuro
I terminal container, i magazzini a scaffalatura alta e gli hub intermodali sono sottoposti a una pressione che è cambiata radicalmente negli ultimi anni. Le catene di approvvigionamento globali oggi devono operare non solo rapidamente, ma soprattutto in modo efficiente in termini di spazio, risparmio energetico e resistenza alle interruzioni. I concetti classici di veicoli con sterzo a perno o trazione differenziale raggiungono i loro limiti fisici quando si tratta di corridoi stretti, carichi pesanti e frequenti cambi di direzione. È proprio a questo punto che acquista importanza una tecnologia che, a prima vista, può sembrare poco appariscente, ma il cui impatto sul flusso dei materiali e sull’utilizzo dello spazio è considerevole: la ruota Mecanum.
Il principio è stato inventato nel 1973 dall’ingegnere svedese Bengt Ilon, che lavorava per l’azienda Mecanum AB. L’idea di base è tanto semplice quanto efficace: diversi rulli cilindrici a rotazione libera sono montati sul bordo di ciascuna ruota, disposti con un angolo di 45 gradi rispetto all’asse della ruota. Ogni ruota è azionata indipendentemente da un proprio motore, in modo che, combinando con precisione la direzione e la velocità di rotazione di tutte le ruote, sia possibile generare praticamente qualsiasi direzione di movimento desiderata senza bisogno di sterzo meccanico. Un veicolo con questo sistema di propulsione può muoversi lateralmente, girare sul posto, manovrare in diagonale o accelerare da fermo in qualsiasi direzione desiderata, con una manovrabilità paragonabile a quella di un hovercraft, ma con una precisione significativamente maggiore e un contatto completo con la strada. Ciò che è stato consolidato da anni nella robotica e nell’intralogistica viene ora ulteriormente sviluppato per gli scenari applicativi ben più esigenti della logistica dei carichi pesanti: per la movimentazione di container interi, per i magazzini automatizzati a scaffalatura alta e per l’integrazione senza soluzione di continuità di diverse modalità di trasporto nel trasporto multimodale.
Le basi tecniche della mobilità insolita
Per comprendere il potenziale economico di questa tecnologia, vale la pena esaminare più da vicino il suo funzionamento. Una ruota Mecanum è composta da un mozzo e da una serie di rulli convessi a scorrimento libero, distribuiti uniformemente lungo la circonferenza della ruota. Questi rulli non possiedono un proprio meccanismo di azionamento; ruotano passivamente attorno al proprio asse, inclinato di 45 gradi. L’azionamento è invece fornito dalla ruota nel suo complesso, che viene mossa da un singolo motore tramite un cuscinetto reggispinta assiale. Grazie alla disposizione inclinata dei rulli, ogni movimento di azionamento genera due componenti di forza: una nella direzione di marcia e una perpendicolare ad essa. Quando diverse ruote di questo tipo, in genere quattro, vengono azionate con diverse combinazioni di direzione e velocità, alcune componenti di forza si annullano a vicenda, mentre altre si sommano per generare il movimento complessivo. In questo modo, teoricamente, si creano dieci schemi di movimento di base, tra cui il movimento rettilineo in avanti e indietro, il movimento laterale a sinistra e a destra, il movimento diagonale in tutte e quattro le direzioni e la rotazione sul posto in senso orario e antiorario.
Questa caratteristica distingue in modo fondamentale i veicoli Mecanum dai sistemi di sterzo convenzionali. Un veicolo convenzionale richiede un raggio di sterzata o almeno una manovra di spostamento complessa per cambiare direzione. Al contrario, un veicolo Mecanum può entrare in un corridoio laterale da un corridoio principale ad angolo retto senza alcuna manovra di sterzata. Per la pianificazione logistica, ciò rappresenta un cambio di paradigma: i percorsi di marcia non devono più essere dimensionati per i raggi di sterzata, ma possono essere ridotti alla larghezza effettiva del veicolo più pochi millimetri di spazio di sicurezza. La conseguenza pratica è una densità di carico notevolmente maggiore nei magazzini e nelle aree di trasbordo, poiché corridoi più stretti sono sufficienti per accedere allo stesso numero di spazi di stoccaggio o scaffalature.
Tuttavia, questo concetto presenta anche limitazioni fisiche di notevole importanza per l’utilizzo con carichi pesanti. La superficie di contatto effettiva relativamente ridotta delle singole ruote si traduce in un’elevata pressione sul terreno, il che impone requisiti elevati alle condizioni del manto stradale e non garantisce prestazioni ottimali su ogni tipo di superficie. Inoltre, le transizioni discrete tra le ruote causano lievi vibrazioni durante il rotolamento, che possono essere percepibili a seconda della configurazione del telaio. Le ricerche attuali sull’analisi e l’ottimizzazione dei telai con ruote Mecanum dimostrano, tuttavia, che queste vibrazioni possono essere ridotte a tal punto, grazie a un’adeguata sospensione e smorzamento all’interno del telaio, da non avere effetti significativi sul carico, che risulta particolarmente delicato. Per il robusto container, progettato per il trasporto in condizioni difficili, questo aspetto assume naturalmente un ruolo secondario, mentre rimane rilevante per le merci più delicate nei settori logistici correlati.
Terminal container: quando l’agilità diventa un vantaggio competitivo
La movimentazione dei container nei porti marittimi e nei terminal ferroviari è tra i settori più intensivi in termini di capitale e altamente automatizzati della logistica globale. I principali operatori terminalistici europei si affidano già a veicoli autonomi per rendere più efficiente il trasporto orizzontale dei container tra banchine, aree di stoccaggio e collegamenti ferroviari. Un esempio recente è quello dell’operatore terminalistico Eurogate che, insieme al suo partner tecnologico Embotech, ha avviato un secondo progetto pilota con trattori terminalistici autonomi presso il terminal container di Amburgo, dopo il successo di un primo progetto pilota tecnico a Wilhelmshaven. Questi trattori autonomi gestiscono il trasporto dei container tra il terminal ferroviario e il terminal container attraverso le zone di trasbordo dei tradizionali carrelli a cavalletto e vengono testati in traffico misto con veicoli a guida manuale. Anche in Nord America, le principali compagnie ferroviarie stanno investendo massicciamente in flotte di veicoli autonomi per i loro terminal intermodali. Un fornitore ha già percorso oltre 500.000 miglia e movimentato più di 300.000 container senza conducente, con l’obiettivo dichiarato di espandere la flotta a diverse centinaia di veicoli nei prossimi anni.
In questo contesto, sorge spontanea la domanda su quali ulteriori vantaggi potrebbero offrire i sistemi di propulsione Mecanum rispetto agli attuali trattori autonomi e ai carrelli a cavalletto. La differenza cruciale risiede nella capacità di posizionarsi lateralmente senza manovre di smistamento. I veicoli terminali convenzionali, anche se autonomi, sono ancora vincolati dai limiti geometrici degli assali sterzanti tradizionali e richiedono un corrispondente spazio di manovra per i cambi di direzione. Un veicolo di trasporto basato su Mecanum, invece, potrebbe movimentare un container lateralmente da una posizione fissa, precisamente sotto una gru o direttamente accanto a un vagone ferroviario, senza intralciare il traffico circostante con manovre di smistamento. Per le aree terminali, la cui espansione è ormai difficilmente realizzabile a causa della limitata disponibilità di spazio nei porti urbani, questo tipo di risparmio di spazio diventa un fattore strategico. Anche piccoli miglioramenti nell’utilizzo dello spazio di un terminal possono avere un impatto economico significativo, considerati gli elevatissimi prezzi dei terreni nelle zone portuali.
Allo stesso tempo, bisogna rimanere realistici: i container che pesano fino a trenta tonnellate a pieno carico rappresentano una sfida tecnica considerevole per i sistemi di ruote Mecanum. Gli attuali moduli di ruote Mecanum per carichi pesanti raggiungono capacità di carico di poche tonnellate per ruota, mentre fornitori specializzati hanno già sviluppato veicoli omnidirezionali per carichi pesanti per il trasporto tra i capannoni degli stabilimenti con capacità di carico da quindici a trenta tonnellate. Pertanto, la tecnologia non è ancora sufficientemente matura per sostituire completamente i carrelli a cavalletto convenzionali nelle operazioni quotidiane ad alte prestazioni di un grande terminal, ma stanno già emergendo applicazioni economicamente valide per nicchie specifiche, come il trasferimento preciso tra vagoni ferroviari e aree di stoccaggio intermedie in spazi ristretti.
Magazzino container a scaffalature alte: densità anziché distanza
Mentre la movimentazione tradizionale dei container avviene all’aperto, un secondo ambito applicativo sta acquisendo sempre maggiore importanza, strutturalmente simile all’intralogistica classica: i magazzini automatizzati a scaffalatura alta per container o supporti di carico standardizzati come casse mobili e contenitori. È qui che emerge la vera forza della tecnologia Mecanum. In un magazzino a scaffalatura alta con corridoi stretti, la possibilità di girare ad angolo retto senza raggio di curvatura si rivela immediatamente preziosa, in quanto riduce drasticamente la larghezza dei corridoi e, di conseguenza, aumenta significativamente la densità di scaffalatura.
Un esempio fondamentale tratto dall’intralogistica consolidata illustra il principio: i sistemi di trasporto senza conducente, dotati di sensori omnidirezionali a 360 gradi e chassis Mecanum, sono già in grado di movimentare autonomamente carichi fino a sette tonnellate all’interno dei magazzini, senza essere vincolati a binari fissi, e possono cambiare direzione o ruotare sul proprio asse in qualsiasi momento. Questo principio può essere ulteriormente sviluppato per i magazzini a scaffalatura alta, dove i mezzi di trasporto non sono più organizzati su pallet, ma come casse mobili, container standard o speciali cassette di stoccaggio. I veicoli che parcheggiano lateralmente in un compartimento della scaffalatura per depositare direttamente il carico non necessitano di un’area di manovra aggiuntiva davanti alla scaffalatura, aumentando così significativamente la superficie di stoccaggio utilizzabile all’interno di un capannone esistente, senza la necessità di nuove costruzioni o ampliamenti strutturali. Questo effetto è di notevole importanza economica, soprattutto per gli edifici esistenti le cui planimetrie sono determinate dalle strutture portanti e dalle griglie di pilastri preesistenti, poiché l’automazione può essere implementata a posteriori senza costose modifiche strutturali.
Un altro vantaggio, spesso sottovalutato, riguarda il posizionamento di precisione. I magazzini automatizzati a scaffalatura alta richiedono un posizionamento millimetrico dei carrelli di carico per garantire il corretto funzionamento di trasloelevatori, sistemi di gru e stazioni di trasferimento. I telai Mecanum hanno già dimostrato le loro capacità di precisione in questo ambito, ad esempio nei carrelli per il cambio utensili nell’industria manifatturiera, poiché il controllo individuale di ciascuna ruota consente minuscoli movimenti correttivi in qualsiasi direzione. Per un magazzino container a scaffalatura alta, ciò significa che le posizioni di trasferimento nella parte anteriore delle scaffalature possono essere raggiunte con una precisione che i sistemi di sterzo differenziale convenzionali possono ottenere solo con un notevole sforzo di ingegneria del controllo. In combinazione con le moderne tecnologie di sensoristica, come i sistemi lidar o le telecamere per la percezione ambientale, ciò si traduce in sistemi di trasloelevatori completamente senza conducente che rimangono flessibili anche con container di diverse dimensioni, poiché il telaio stesso non presenta limitazioni geometriche per quanto riguarda la direzione di avvicinamento.
Dal punto di vista dei costi, tuttavia, occorre considerare che le ruote Mecanum sono significativamente più costose da acquistare e manutenere rispetto agli assali di trazione convenzionali, poiché ogni ruota richiede un proprio motore, riduttore e sensori per un controllo preciso della velocità. Inoltre, i numerosi cuscinetti a rulli delle singole ruote si usurano maggiormente sotto carico continuo rispetto a una superficie di scorrimento convenzionale, il che può comportare costi di manutenzione più elevati in un magazzino a scaffalature alte con turni operativi 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Un’analisi economica accurata deve quindi sempre valutare il risparmio di spazio derivante da corridoi più stretti rispetto al costo totale di proprietà più elevato del sistema di azionamento. In molti casi, soprattutto per siti molto costosi in centro città o in prossimità di porti, questo calcolo tenderà a favorire la soluzione Mecanum, mentre per siti meno costosi in aree rurali, le macchine di stoccaggio e prelievo convenzionali rimangono spesso la scelta più economica.
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Konrad Wolfenstein
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