Rendimento del 31,11% annuo e protezione fino al -50% su big cap americane


Il certificato di Vontobel con ISIN DE000BD0HR66 su Intel, AMD, Goldman Sachs e JP Morgan Chase prevede l’erogazione di una cedola mensile del 2,59% per un flusso cedolare annuo del 31,11%, a condizione che nessuno dei quattro sottostanti perda oltre il 50% dai valori di strike, condizione valida anche per il rimborso al valore nominale alla scadenza.

La situazione del mercato

I risultati delle trimestrali hanno confermato la stima degli analisti di una crescita degli utili del 23% su base annua per le società dell’S&P 500, il settimo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra. Il settore bancario si è confermato tra i più brillanti, riportando un trimestre tra i più redditizi del listino americano. Il settore tech e dei semiconduttori si confermano invece i più selettivi su guidance e tempi di ritorno degli investimenti in intelligenza artificiale.

Emesso il 13 luglio 2026, il certificato quota a 980€ su un nominale di 1.000€ portando il rendimento potenziale a scadenza vicino al 33% annualizzato. Worst-of del basket è Intel a -20% ma con un margine sulla barriera ancora ampio.

Intel

Il secondo trimestre 2026 ha mostrato risultati solidi: ricavi in crescita del 25% su base annua, la performance più forte degli ultimi 15 anni, con il business Data Center ancora in forte espansione. Il management continua a spingere sugli investimenti e sullo sviluppo del business negli Stati Uniti. Anche la guidance mostra ottime prospettive tra i 15,8 e 16,8 miliardi di dollari.

Il prezzo di strike si trova a 112,88$, mentre il livello barriera a 56,44$.







AMD

I dati dell’ultima trimestrale hanno confermato il ruolo da protagonista dell’azienda nel settore. I ricavi sono cresciuti del 38% su base annua, attestandosi oltre i 10 miliardi di dollari, con il segmento data center salito del 57%. Margini lordi in netto miglioramento a oltre il 53%, con utili superiori alle attese del mercato.

Il prezzo di strike si trova a 554,27$, mentre il livello barriera a 277,14$.







Goldman Sachs

Il secondo trimestre 2026 si è rivelato il migliore di sempre per l’azienda: i ricavi sono saliti a 20,3 miliardi di dollari e l’utile netto è balzato a 6,6 miliardi, in crescita del 78%, con un utile per azione di quasi 21 dollari. A spingere i conti sono stati soprattutto il trading e le commissioni da consulenza su fusioni e acquisizioni. Risultati che confermano e superano ampiamente lo slancio già mostrato nel primo trimestre dell’anno.

Il prezzo di strike si trova a 1059,54$, mentre il livello barriera a 529,77$.







JP Morgan Chase

L’azienda ha registrato il trimestre più redditizio della sua storia: ricavi al +28% in più rispetto a un anno prima e un utile netto record di 21,2 miliardi, in crescita del 41%. Il risultato è stato trainato dal ritorno delle IPO e dalla crescita del margine di interesse. Il solido livello dei risultati ha permesso alla banca di guardare con fiducia ai prossimi trimestri, pur mantenendo prudenza per i rischi economici ancora presenti tra geopolitica e inflazione.

Il prezzo di strike si trova a 335,42$, mentre il livello barriera a 167,71$.







Protezione e rendimento

La barriera di protezione a scadenza come quella cedolare sono poste al -50% dai valori di strike. Il livello di protezione è il fattore più importante in quanto ci fa capire fino a dove il nostro capitale nominale è garantito dall’emittente. In questo caso quindi il capitale nominale alla scadenza è protetto se nessuno dei titoli sottostanti avrà perso più del 50% dal prezzo iniziale di strike. L’osservazione per il rimborso al valore nominale avviene solamente alla chiusura dell’ultimo giorno di durata e non dipende dall’andamento dei titoli nel corso della vita del certificato.

Le cedole prevedono l’effetto memoria, quindi nel caso in cui uno dei quattro titoli si trovi al di sotto della barriera alla data di osservazione, la cedola non viene pagata ma accantonata in memoria. Sarà sufficiente che entro la scadenza (anche eventualmente il giorno stesso della scadenza) il titolo worst of risalga al di sopra di tale livello per vedere erogate tutte le cedole precedentemente accantonate.

Nel contesto attuale di forte incertezza, investire in certificati, anziché nei titoli sottostanti, permette di generare un flusso cedolare, e quindi un rendimento positivo, anche in caso di lateralità o considerevole discesa dei listini azionari.

Durata e possibile scadenza anticipata

La scadenza naturale del certificato è prevista per l’11 ottobre 2027, con una durata di 15 mesi, ma da gennaio 2027 sarà prevista la possibilità di richiamo anticipato da parte dell’emittente. Dall’osservazione cedolare di gennaio infatti, qualora tutti e quattro i titoli si trovino al di sopra del 100% del loro valore iniziale, il certificato scade anticipatamente rimborsando il valore nominale di 1.000€ e pagando la cedola mensile del 2,59%.

Considerando quindi le sei cedole del 2,59% in caso di richiamo alla prima osservazione il rendimento potenziale è oltre al 17% in sei mesi, considerando anche il capital gain dato dall’acquisto sotto la pari a 980€. Qualora anche solo uno dei titoli fosse sceso sotto i valori di strike, lo stesso meccanismo si ripeterà con il trigger autocall che decrescerà del 3% ogni mese, fino ad un minimo del 76%. Un livello di autocall così fortemente discendente su durate brevi permette di sostenere il prezzo anche in caso di discesa dei sottostanti.

Scenari a scadenza

Qualora non avvenisse l’autocall prima della naturale scadenza, ad ottobre 2027 si avranno due scenari:

  • il rimborso al nominale di 1.000€ a certificato qualora nessuno dei sottostanti si trovi in quel momento in ribasso di oltre il 50% dai prezzi di strike. In questo caso il rendimento sarà pari alla somma delle 15 cedole mensili del 2,59% incassate durante la vita del prodotto, per un totale di oltre il 40%, considerando anche il capital gain dato dall’acquisto sotto la pari a 980€. Va sempre ricordato che i certificati generano redditi diversi e in caso di minusvalenze presenti in portafoglio queste cedole permetterebbero di andarle a compensare, ottenendo quindi l’esenzione dal pagamento del capital gain fino alla completa copertura delle minus pregresse.
  • rimborso in misura proporzionale rispetto alla performance negativa del worst of qualora almeno uno dei quattro titoli si trovi sotto alla barriera di protezione. Se ad esempio JP Morgan Chase dovesse scendere del 54% rispetto ai valori di strike, il certificato rimborserebbe 460€ su un nominale di 1.000€, anche se a tale valore andrebbero comunque sommate le cedole incassate nel corso della vita del prodotto.

3 caratteristiche da osservare

Il certificato appena analizzato, il DE000BD0HR66, ha tre caratteristiche molto interessanti:

  • Rendimento: il flusso cedolare è notevole e pari al 2,59% mensile (31,11% annuo). Il certificato offre esposizione al settore dei semiconduttori e a quello bancario garantendo comunque protezione da eventuali correzioni del mercato.
  • Autocall step down: il trigger fortemente discendente per l’osservazione autocall permette di mantenere alto il prezzo anche in caso di correzione da parte dei sottostanti ed inoltre, in caso di richiamo alla prima osservazione disponibile consente ottenere un rendimento vicino al 17% in sei mesi.
  • Protezione profonda: il valore nominale del certificato a scadenza ed il flusso cedolare sono protetti fino a ribassi del 50% da parte dei sottostanti, lasciando quindi spazio e proteggendo l’investitore anche in caso di importanti correzioni del mercato.

Va infine specificato che investire in certificati espone al rischio di fallimento dell’emittente e al rischio di azzeramento del sottostante, casi che possono provocare la perdita dell’intero investimento. In questo caso l’emittente è Vontobel che presenta un rating A+ (Standard & Poor’s). Il basket è composto da quattro aziende ben capitalizzate e patrimonialmente stabili, motivo per cui il rischio azzeramento del sottostante è limitato.

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