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La settimana dal 10 al 14 agosto sarà particolarmente importante per i mercati, soprattutto per capire come potrà evolvere la politica monetaria della Federal Reserve dopo il sorprendente indebolimento del mercato del lavoro americano.

Il momento centrale arriverà mercoledì alle 14:30 con l’inflazione USA di luglio, seguito giovedì dai prezzi alla produzione e venerdì dalle vendite al dettaglio.

In Europa l’attenzione sarà invece rivolta alla crescita, con il PIL britannico giovedì e quello dell’Eurozona venerdì.

Lunedì 10 agosto – Si parte dalla Bank of Japan

Ore 01:50 – Giappone: verbali della riunione BoJ di luglio

La settimana inizia nella notte con i verbali dell’ultima riunione della Bank of Japan. Gli investitori cercheranno indicazioni sul dibattito interno alla banca centrale e soprattutto sulla traiettoria futura dei tassi. Eventuali segnali più restrittivi potrebbero sostenere lo yen e avere ripercussioni anche sul mercato obbligazionario internazionale.

La giornata europea e quella americana saranno invece relativamente povere di appuntamenti macro di primo piano.

Martedì 11 agosto – Banca centrale australiana, Italia e mercato immobiliare USA

Ore 06:30 – Australia: meeting della Reserve Bank of Australia. Primo appuntamento importante della giornata. Oltre alla decisione sui tassi conteranno soprattutto le indicazioni sulla traiettoria futura della politica monetaria.

Ore 10:00 – Italia: bilancia commerciale di giugno. Il dato offrirà nuove indicazioni sull’andamento dell’export italiano e sulla domanda proveniente dall’estero.

Ore 11:30 – BCE: operazione MRO. Verrà comunicato l’ammontare delle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema.

Ore 12:00 – USA: NFIB Small Business Optimism di luglio. Indicatore interessante per valutare la fiducia delle piccole imprese americane, particolarmente sensibili al costo del credito e all’andamento della domanda interna.

Ore 14:55 – USA: Redbook settimanale. Il dato sulle vendite delle catene commerciali offrirà una prima indicazione sull’andamento dei consumi.

Ore 15:00 – BCE: pubblicazione del bilancio consolidato.

Ore 16:00 – USA: vendite di case esistenti di luglio. Un appuntamento da seguire alla luce dell’elevato livello dei rendimenti Treasury e dei tassi sui mutui. La tenuta o meno dell’immobiliare rappresenta uno dei termometri della trasmissione della politica monetaria all’economia reale.

Ore 18:00 – USA: EIA, Monthly Energy Report. Il rapporto mensile dell’Energy Information Administration sarà particolarmente interessante in una fase nella quale petrolio, inflazione e situazione dello Stretto di Hormuz restano strettamente collegati.

Mercoledì 12 agosto – Il giorno dell’inflazione americana

Ore 13:00 – USA: richieste settimanali di mutui.

Ma il vero appuntamento della settimana arriverà alle 14:30.

Ore 14:30 – USA: inflazione di luglio
Ore 14:30 – USA: inflazione core di luglio

Il CPI sarà probabilmente il dato macro più importante dell’intera settimana. Dopo i Nonfarm Payrolls di luglio molto più deboli delle attese, il mercato ha ridimensionato la probabilità di un nuovo rialzo dei tassi Fed. Adesso sarà l’inflazione a stabilire se questa reazione sia giustificata.

Un CPI inferiore alle attese rafforzerebbe lo scenario di una Fed meno aggressiva, con potenziale discesa dei rendimenti Treasury e del dollaro e un possibile ulteriore sostegno per Wall Street. Al contrario, un’inflazione persistente, soprattutto nella componente core, potrebbe creare una situazione più difficile: mercato del lavoro in rallentamento ma prezzi ancora elevati, riaprendo il dibattito sul rischio stagflazione e riportando pressione sul mercato obbligazionario.

Particolarmente importante sarà quindi la reazione del Treasury decennale. In questa fase il mercato dei bond potrebbe essere persino più importante della prima reazione degli indici azionari.

Ore 16:30 – USA: scorte e produzione di greggio EIA. Da monitorare alla luce della volatilità del petrolio e degli sviluppi in Medio Oriente.

Giovedì 13 agosto – PIL britannico e prezzi alla produzione USA

Ore 01:50 – Giappone: prezzi alla produzione di luglio. Il dato contribuirà a valutare l’intensità delle pressioni inflazionistiche a monte della catena produttiva giapponese.

Ore 08:00 – Regno Unito: PIL preliminare del secondo trimestre. Uno degli appuntamenti europei più importanti della settimana. Il mercato valuterà la capacità dell’economia britannica di continuare a crescere nonostante condizioni monetarie restrittive.

Ore 08:00 – Regno Unito: produzione industriale di giugno.

Ore 10:00 – Norvegia: meeting della banca centrale.

Ore 11:00 – Eurozona: produzione industriale di giugno. Dopo alcuni segnali contrastanti provenienti dall’economia europea, il dato aiuterà a capire la forza effettiva del settore manifatturiero.

Ore 14:15 – Federal Reserve: intervento di Beth Hammack. Il discorso sarà particolarmente seguito perché Hammack è votante. Arriverà inoltre appena 24 ore dopo il CPI, offrendo una delle prime interpretazioni da parte della Fed dei nuovi dati sull’inflazione.

Ore 14:30 – USA: richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Dopo il pessimo rapporto sui payroll di luglio, anche un indicatore normalmente di secondo piano acquista maggiore importanza. Un aumento significativo delle richieste rafforzerebbe l’ipotesi che il deterioramento del mercato del lavoro non sia limitato a un singolo mese.

Ore 14:30 – USA: prezzi alla produzione di luglio. Secondo grande test sull’inflazione dopo il CPI di mercoledì. Il PPI potrà fornire indicazioni sulle pressioni che stanno emergendo lungo la catena produttiva e sui potenziali effetti futuri sui prezzi al consumo.

Ore 16:30 – USA: scorte settimanali di gas naturale.

Venerdì 14 agosto – PIL Eurozona e consumatore americano

Ore 11:00 – Eurozona: PIL del secondo trimestre. Sarà il principale appuntamento europeo della settimana. Il mercato cercherà conferme sulla capacità dell’economia dell’area euro di mantenere una crescita positiva in un contesto ancora caratterizzato da debolezza industriale e consumi non particolarmente brillanti.

Ore 11:00 – Eurozona: bilancia commerciale di giugno.

Alle 14:30 l’attenzione tornerà nuovamente sugli Stati Uniti.

Ore 14:30 – USA: vendite al dettaglio di luglio. Dopo lavoro e inflazione, arriverà il terzo tassello fondamentale: il consumatore. Un dato solido potrebbe rassicurare sulla crescita americana, mentre una brusca frenata, dopo payroll così deboli, aumenterebbe i timori che il rallentamento dell’economia stia diventando più significativo.

Ore 16:00 – USA: fiducia dei consumatori University of Michigan, preliminare di agosto. Oltre all’indice generale sarà importante osservare le aspettative d’inflazione dei consumatori, particolarmente rilevanti per la Fed.

Una settimana che potrebbe cambiare nuovamente le aspettative sulla Fed

Il filo conduttore della settimana sarà quindi il rapporto tra crescita, occupazione e inflazione negli Stati Uniti. Il debole rapporto sul lavoro di luglio ha già incrinato la narrativa di un’economia talmente forte da richiedere necessariamente nuovi rialzi dei tassi. Ora serve però la conferma dell’inflazione.

Tre appuntamenti saranno quindi decisivi: CPI mercoledì alle 14:30, PPI giovedì alle 14:30 e vendite al dettaglio venerdì alle 14:30.

Se inflazione e consumi rallentassero insieme al mercato del lavoro, aumenterebbero le probabilità di una Fed più accomodante e potrebbe proseguire la discesa dei rendimenti obbligazionari.

Se invece l’inflazione sorprendesse al rialzo mentre il mercato del lavoro continua a indebolirsi, lo scenario diventerebbe decisamente più complesso: la Fed si troverebbe davanti al difficile compromesso tra stabilità dei prezzi e rallentamento della crescita.

Per questo, nella settimana di Ferragosto, nonostante volumi potenzialmente più contenuti, Wall Street, Treasury e dollaro potrebbero registrare movimenti tutt’altro che estivi.

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