Il mercato del fotovoltaico è maturo ma sono ancora molto pochi gli utenti che possono accedere ai vantaggi dell’economia green. Il problema, per milioni di italiani, resta sempre lo stesso: chi abita o lavora in edifici condominiali, in un centro storico vincolato o in affitto non ha spazio, non ha autorizzazioni, non ha i presupposti giuridici per installare un impianto. Una quota consistente della popolazione, insomma, rimane tagliata fuori dalla transizione energetica proprio mentre il fotovoltaico raggiunge la sua maturità tecnologica e i costi di produzione scendono al punto da rendere più conveniente produrre energia che comprarla. Novotecna sta rispondendo con un’alternativa gestionale: “Il fotovoltaico virtuale”, che assegna all’utente una quota di produzione di un impianto remoto e accredita in bolletta un importo proporzionale alla quota attribuita. L’iniziativa di Novotecna, PMI di Catanzaro certificata ESCo, diventata società Benefit, è basata su un brevetto proprietario ed esclusivo che alloca digitalmente la produzione. “Penso a chi non ha la possibilità di installare fisicamente un impianto, magari chi vive in condominio o in centro storico, un’azienda”, scandisce l’Ing Antonio Procopio, CEO di Novotecna, società costituita con Gennaro Palermo, il General Manager della Società, tratteggiando la platea del prodotto arrivato sul mercato a fine marzo.
Servono pochi elementi tecnici: una piattaforma integrata che mette insieme i consumi dell’utenza e la produzione di un impianto fisico “Il sistema opera sulla bolletta del cliente simulando sia l’autoconsumo che la cessione dell’energia in surplus. Se l’impianto remoto produce, ad esempio, cinque unità e il cliente ne consuma tre, le due unità in eccesso vengono economicamente conteggiate a favore del cliente, così come la quota autoconsumata”, dichiara l’ing. Procopio e continua “non si tratta di un mero investimento finanziario, né di un prepagamento dell’energia bensì di considerare l’impianto remoto e gestirlo come se fosse fisicamente connesso al punto di prelievo (casa o azienda), da qui la gestione ‘virtuale’.
Il meccanismo è quello dell’allocazione digitale: Novotecna installa gli impianti fisici sulle coperture di capannoni presi in concessione, poi alloca all’utente quota di quella produzione. “L’utente diventa comproprietario dell’impianto fisico, che è locato da un’altra parte e quindi nel punto di prelievo del cliente non è necessario installare niente”, precisa il CEO.
La vera differenza, secondo l’azienda, sta in una parola: trasferibilità. La produzione non è incollata a un luogo, ma all’utenza. “Se ti sposti ti porti insieme la produzione al nuovo punto di prelievo”, rilancia l’Ingegnere Procopio. Immaginate un cliente che vive otto mesi in città e tre al mare – cambia la sede di consumo dalla piattaforma e sposta la produzione dove serve, quando serve. “Stessa logica per chi vive in affitto e non vuole immobilizzare denaro in un immobile altrui. C’è poi la scalabilità: si comprano quote aggiuntive, si aggiungono batterie virtuali man mano che cambiano le esigenze, senza toccare la potenza del contatore né muovere un operaio”, conferma il General Manager Palermo.
“La piattaforma garantisce una totale trasparenza, permettendo all’utente di verificare quando vuole la dinamica dei flussi energetici e dei consumi in bolletta, grazie ad una applicazione web che permette anche di trasferire il valore dell’energia in surplus, quella prodotta e non autoconsumata dall’utenza, all’APP Novotecna Mobility che gestisce le colonnine di ricarica installabili al punto di prelievo o anche la ricaricare su colonnine di altri operatori in roaming”, racconta l’ing Procopio. Questi dati possono essere incrociati e verificati con quelli riportati in dettaglio sulla bolletta, assicurando una massima trasparenza.
La scelta di produzione sul territorio meridionale fa la differenza sul conto economico. “Un modo per esprimere la creatività del sud”, rivendica il CEO, che piazza gli impianti sui tetti del suo territorio, lì dove l’irraggiamento è più generoso e la stessa potenza rende più che al Nord. Anche i proprietari dei capannoni ci guadagnano: l’azienda cede loro quote di potenza, trasformando in reddito superfici che altrimenti resterebbero vuote e infruttuose. L’azienda opera in modalità Benefit ed è anche ideatrice e promotrice di una Fondazione che gestisce CER sul territorio.
“Abbiamo deciso di trasformarci in società Benefit”, ricorda il CEO, che rivendica un’attività dove lo scopo non è solo il profitto ma anche il beneficio per il territorio. Ai soci delle comunità energetiche, per esempio, l’energia arriva a costo industriale, margine d’impresa azzerato.
Procopio evidenzia “se ne parla sempre molto poco e in modo simbolico, ma conta moltissimo avere l’autonomia elettrica. Ho notato che chi possiede un’auto elettrica ha il terrore delle ricariche. Il nostro è un sistema che consente di convergere su colonnine alimentate da energia autoprodotta in modo virtuale”.
I numeri, per ora, sono quelli di un avvio. Circa 250 kilowatt attivati in meno di un mese, una decina di persone in struttura e uno spazio di interesse ampissimo del mercato. La vendita corre in videochiamata – niente sopralluoghi, basta la bolletta per dimensionare la quota – e dal prossimo anno l’azienda conta di affiancare agenzie locali su tutto il territorio italiano. Il futuro del fotovoltaico virtuale poggia su tre gambe: digitalizzazione dell’energia, frammentazione della proprietà degli impianti e sostenibilità finanziaria per gli utenti.
L’articolo Fotovoltaico virtuale: Novotecna, la PMI calabrese che porta il sole in bolletta e alimenta le auto elettriche proviene da Fortune Italia.
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