Negli scorsi giorni gli agrigentini sono scesi in piazza per denunciare l’assenza di acqua nelle abitazioni Tra i manifestanti anche il sindaco Sodano: “Questa è una battaglia che dobbiamo vincere insieme”

AGRIGENTO – Le conseguenze della carenza d’acqua si fanno sentire in ogni settore. Problemi sono stati segnalati anche all’ospedale San Giovanni di Dio, mentre la distribuzione continua a essere irregolare. A peggiorare il quadro si aggiunge lo stop degli autobottisti, che hanno incrociato le braccia, rendendo ancora più difficile garantire l’approvvigionamento alle famiglie, ma anche le varie rotture alla rete idrica.

Ma non solo; anche i turni di distribuzione gestiti da Aica continuano a non rispettare una regolare programmazione; in molte abitazioni l’acqua manca da oltre venti giorni e numerosi residenti denunciano attese ancora più lunghe. Particolarmente drammatica la situazione nella zona di Maddalusa, dove i residenti ormai sono senz’acqua da circa tre mesi. Proprio da questo diffuso senso di esasperazione è nata la manifestazione che si è svolta in piazza Municipio. I cittadini sono scesi in piazza per rivendicare il diritto a un bene primario e indispensabile come l’acqua, chiedendo alle istituzioni interventi concreti e tempestivi per risolvere definitivamente una crisi che sta diventando insostenibile.

“Dall’inizio di maggio – ha detto una cittadina – siamo senz’acqua e facciamo avanti e indietro con i bidoni, con questo caldo non si può”. E uno degli organizzatori: “Ci rivolgiamo alle istituzioni per trovare una soluzione che possa venire incontro alle esigenze della popolazione e l’acqua è un bene vitale, imprescindibile. La nostra presenza serve per sensibilizzare l’opinione pubblica a comprendere il nostro stato attuale e i nostri bisogni”.

Alla manifestazione ha partecipato anche l’arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano che ha invitato “le autorità competenti e i rappresentanti della popolazione a sedersi attorno a un tavolo e cercare non semplici soluzioni, non soluzioni tampone, ma risposte a lungo termine”.

La situazione a Maddalusa e la protesta in piazza

Il Comune di Agrigento ha messo a disposizione di Aica la propria autobotte comunale, un mezzo finora impiegato per le attività del Centro operativo comunale, con l’obiettivo di contribuire ad alleviare, almeno in parte, i gravi disagi che continuano a interessare il territorio. “Perchè – ha detto il sindaco Michele Sodano prendendo parte alla manifestazione insieme ad alcuni assessori e consiglieri – l’acqua che manca la sento anch’io, ogni giorno, come voi. Ad Aica abbiamo detto, con una diffida formale, che Agrigento non resiste più, le case a secco in ogni quartiere e le perdite riparate con lentezza. Dobbiamo dirlo, ci hanno inviato delle rassicurazioni e confidiamo in un lavoro puntuale, ma non possiamo più accontentarci delle parole, abbiamo bisogno di fatti. Non posso combattere da solo, ha continuato il primo cittadino, ho chiesto a tutti i sindaci della provincia di riunirci subito in assemblea Ati, perché gli invasi sono ancora pieni e non possono sono più scuse. Questa battaglia va vinta insieme. C’è poi Maddalusa, e lo dico con onestà, è una ferita, una vicenda complicata, abbiamo aperto un supporto temporaneo, come da prerogative comunali, grazie alla Protezione civile per chi vive lì con unica casa. Solo 15 famiglie hanno chiesto aiuto finora, poche forse, perché qualcuno ha messo in giro paura invece che verità. A chi ha diritto a un aiuto dico, chiedetelo, senza paura. La strada è ancora lunga. Ma ci sono e ci sarò, ogni giorno, al fianco di questa città, così difficile, ma così desiderosa di riscatto”, ha concluso il sindaco Sodano.

Nei giorni scorsi la deputata del Movimento 5 stelle Ida Carmina, intervenuta alla Camera durante la discussione sul decreto Pnrr, ha portato nell’Aula di Montecitorio un bidoncino per l’acqua “simbolo – ha detto Carmina – di un diritto negato. La mia non è una provocazione, ma ho rappresentato la quotidianità che, nel 2026, vivono migliaia di famiglie agrigentine. È il contenitore che tanti cittadini sono costretti a riempire quando possono, perché dai rubinetti delle loro case non esce acqua. Questo bidoncino racconta più di qualsiasi statistica il fallimento di chi avrebbe dovuto garantire il diritto all’acqua. Il Governo ha dichiarato conclusa l’emergenza idrica il 9 maggio scorso, ma per gli agrigentini l’emergenza non è mai finita. Anzi, è peggiorata. Sono stati spesi 128 milioni di euro e i cittadini continuano a vivere tra turnazioni estenuanti, servizi sostitutivi insufficienti e rubinetti senz’acqua”, ha concluso nel suo intervento la deputata agrigentina.

Le nuove autobotti per fronteggiare l’emergenza idrica

Intanto la Regione Siciliana per sopperire all’emergenza ha finanziato sette nuovi autobotti che consentiranno ad Aica, gestore del servizio idrico integrato, di incrementare la propria capacità operativa e di rispondere con maggiore tempestività alle richieste provenienti dai Comuni e dalle comunità maggiormente interessate dalle difficoltà di approvvigionamento.

“Il risultato raggiunto – ha dichiarato il prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo – è il frutto di un lavoro istituzionale portato avanti con determinazione e continuità attraverso i numerosi incontri e tavoli convocati in Prefettura. È stato fondamentale mantenere costante il confronto tra tutti i soggetti coinvolti, rappresentando le esigenze concrete del territorio e ricercando soluzioni condivise. L’acquisto delle sette autobotti costituisce un importante passo avanti, ma non può rappresentare un punto di arrivo. È infatti necessario – ha proseguito il prefetto – continuare a svolgere un lavoro costante e condiviso, mantenendo alta l’attenzione sulle criticità del sistema e mettendo in campo ogni iniziativa utile a garantire agli utenti un servizio adeguato”.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Irene Milisenda

Source link

Di