GUGLIONESI. La XVI edizione dell’iniziativa, svoltasi lo scorso 14 agosto 2026, ha riportato la comunità di Guglionesi sulle tracce ancora vive di una pagina dolorosa della storia locale.
Sotto il cielo d’agosto, circa duecento persone hanno camminato insieme per ripercorrere le tappe di una ferita antica: quella del 6 ottobre 1943. Tra strade, case e silenzi, “Passeggiando sotto le stelle” ha trasformato il ricordo in un’esperienza collettiva di ascolto e consapevolezza.
Proprio quel percorso ha mostrato che la memoria storica, quando viene narrata con passione, rigore e autenticità, non resta confinata negli archivi o nei libri. Si riaccende nei passi di chi attraversa i luoghi, negli sguardi di chi ascolta, nel silenzio di chi comprende che quei fatti, pur lontani nel tempo, continuano a interrogare il presente.
Da qui è emerso il senso più profondo dell’iniziativa: non una semplice rievocazione, ma un ritorno consapevole nei punti in cui la storia ha lasciato segni invisibili. Spazi attraversati ogni giorno e spesso dati per scontati sono tornati a parlare, restituendo domande, volti e memorie.
L’edizione di quest’anno, sempre curata da Nicolino Del Torto, è stata dedicata alle drammatiche vicende del 6 ottobre 1943, data impressa nella memoria di Guglionesi e legata alla cosiddetta “strage dell’olio”. Quel giorno la guerra entrò all’improvviso nella vita quotidiana del paese: attraversò le case, colpì le famiglie, spezzò sicurezze antiche e lasciò una ferita destinata a restare nella memoria collettiva.
Il valore della manifestazione è stato proprio questo: andare oltre la commemorazione, restituendo voce alle persone e agli ambienti segnati dal conflitto bellico. Fermarsi davanti a case, vicoli, portoni e balconi apparentemente ordinari ha significato riconoscere in essi la presenza silenziosa di paure, attese e ricordi. In questo modo, il percorso ha assunto il valore di un vero gesto comunitario: umanizzare di nuovo quella quotidianità e restituire alle pietre le voci che hanno ascoltato.
A rendere possibile questo intreccio tra ricerca storica, cammino e partecipazione collettiva è stato il lavoro paziente e appassionato di Nicolino Del Torto, che da anni custodisce e trasmette la memoria locale con competenza, dedizione e profondo legame con il territorio. Il suo libro Storia di Guglionesi tra guerra e rinascita, pubblicato nel 2025 e dedicato ai fatti e ai personaggi del periodo compreso tra il 1943 e il 1950, rappresenta il frutto maturo di questo percorso: non solo una ricostruzione documentata, ma un’opera capace di restituire voce, volto e umanità a una stagione decisiva delle vicende cittadine. Anche da quella ricerca ha preso forza la serata, dando vita a una narrazione corale in cui approfondimento storico, testimonianza diretta e partecipazione emotiva si sono intrecciati con naturalezza.
Nel corso della serata, Nicolino Del Torto ha guidato l’intero percorso, accompagnando il pubblico tra ricordi e riflessioni. Alla sua voce si sono affiancate quelle di Antonio D’Ambrosio, Corrado Del Torto, Francesca Sisto, Alberico Del Torto, Marianna Danise e Margherita Ferrero: voci diverse, raccolte intorno a un unico racconto comune fatto di guerra entrata nel paese, della paura nelle famiglie, della quotidianità segnata dalla scarsità, del valore essenziale dell’olio, del dllapeso dei bombardamenti e responsabilità, oggi più che mai, di custodire ciò che accadde.
Dentro questa narrazione corale, le testimonianze hanno avuto un ruolo decisivo. Sono state le voci dei testimoni a trasformare il racconto storico in memoria viva, avvicinando i presenti alla dimensione più umana degli eventi e ricordando che la storia, prima ancora di diventare documento, passa attraverso chi l’ha vissuta, ascoltata e custodita.
Di particolare valore è stata la presenza di due interventi legati in modo diretto e profondo a quella memoria. Vittorio Sorella, testimone oculare della giornata del 6 ottobre 1943, ha rappresentato un ponte vivo con gli eventi di allora. Emigrato in Canada subito dopo la Seconda guerra mondiale, non ha mai reciso il filo affettivo con Guglionesi, dove continua a tornare ogni volta che può, portando con sé il ricordo di ciò che ha visto e il legame profondo con il paese delle sue radici. Accanto a lui, Vittoria Foglia ha condiviso una testimonianza familiare di grande valore umano: attraverso il racconto della madre, che aveva vissuto in prima persona le atrocità di quei bombardamenti, ha restituito alla serata il filo intimo della memoria trasmessa in famiglia. Le loro voci hanno ricordato a tutti che la storia non è fatta soltanto di date e documenti, ma anche di esperienze custodite, consegnate e salvate da una generazione all’altra.
La partecipazione dei presenti ha dato alla serata un’intensità particolare. Nel silenzio dell’ascolto e nel passo condiviso, la passeggiata è diventata un momento di raccoglimento e appartenenza: non soltanto un modo per ricordare, ma un gesto semplice e profondo per riconoscersi in una storia comune, comprendere le proprie radici e consegnare alle nuove generazioni la consapevolezza del passato.
Per questo “Passeggiando sotto le stelle” si conferma molto più di un appuntamento culturale estivo: è un gesto d’amore verso Guglionesi, verso la sua storia e verso la sua comunità. È un invito a non lasciare la memoria chiusa negli archivi o nei racconti privati, ma a riportarla nei luoghi in cui è nata, tra le strade e le persone, perché possa continuare a essere accessibile, condivisa e viva.
Il successo dell’edizione 2026 dimostra che la cultura, quando nasce da un autentico legame con il territorio, sa generare partecipazione, identità e senso di comunità. Dimostra soprattutto che il passato, se raccontato con rispetto, passione e verità, non resta alle nostre spalle: cammina accanto a noi, attraversa i luoghi che abitiamo e continua a parlare al presente.
Un sentito ringraziamento va a Nicolino Del Torto, ai relatori, ai testimoni, agli sponsor Ceras Srl e Italiangas e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione. Ma il grazie più profondo va alle persone che hanno scelto di esserci e di mettersi in ascolto: donne, uomini, giovani e meno giovani che, camminando sotto le stelle, hanno condiviso un tratto di memoria e restituito voce a Guglionesi, alla sua storia e alle presenze che ancora la abitano. È anche grazie a loro se quella memoria, per una sera, non è rimasta soltanto racconto: è tornata a essere comunità.

Margherita Ferrero




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