Cosa fare a Londra oltre i luoghi più famosi? Tra quartieri inaspettati, mercati, concept store, nuovi hotel, musei contemporanei e locali con una storia da raccontare. Una mini guida agli indirizzi più interessanti per vivere la città oltre gli itinerari più classici.
Londra non è una città da visitare. È una città da vivere. Cambia quartiere dopo quartiere, pub dopo pub, mercato dopo mercato. Puoi tornarci dieci volte e trovare sempre un motivo per ritornare.
Se è la vostra prima volta ci sono i grandi classici: il Big Ben, il Tamigi, Westminster, Notting Hill, Camden, e tutte le tappe imprescindibili. Ma poi il bello arriva quando si esce dall’itinerario perfetto e si entra nella Londra che continua a reinventarsi. Perchè qui passato e futuro convivono continuamente: puoi bere una pinta in un pub frequentato da artisti e scrittori e poi attraversare la strada ed entrare nel nuovo ristorante di uno dei nomi più influenti dell’hospitality internazionale.
Dal fascino residenziale di Marylebone all’energia creativa dell’ East London, dai pho vietnamiti di Dalston ai curry di Brick Lane, dai musei di design agli hotel che sono già diventati destinazioni, ecco gli indirizzi da salvare.


Dove fare colazione e iniziare la giornata nel modo giusto:
A Londra la colazione non è solo il momento prima di iniziare la giornata. Puoi capire molto di una città da quello che beve al mattino: oggi Londra passa dal matcha preparato con precisione quasi scientifica, dai caffè specialty dove si parla di fermentazioni e origini del chicco, ai banconi storici dove un espresso resta semplicemente un espresso.
La cosa bella? Qui tutto convive.

E. Pellicci – Bethnal Green
La vera Londra passa anche da qui. Aperto dal 1900, questo storico caffè nell’East London è un viaggio nel tempo: bancone in legno, interni originali e una famiglia che continua a gestirlo dopo cinque generazioni. È il posto perfetto per ricordarsi che Londra non è fatta solo di nuove aperture: alcuni indirizzi diventano iconici proprio perché resistono.
Da ordinare: la classica full english breakfast, colazione all’inglese con uova, bacon, fagioli e tutto quello che serve per cominciare la giornata alla grande.
Bar Italia – Soho
Dal 1949 è un’istituzione. Un espresso al bancone, il rumore delle conversazioni, i taxi fuori dalla porta: Bar Italia rappresenta una Londra che profuma di casa e tradizione.
Da ordinare: caffè, cornetto e qualche minuto a osservare Soho passare senza sosta.
Jolene – Shoreditch
La bakery che ha conquistato chef, creativi e londinesi ossessionati dal pane fatto bene. Si viene per il lievitato perfetto e si resta per quei dolci impossibili da dimenticare.
Da ordinare: il loro famoso cardamom bun, una spirale di pasta lievitata al burro profumata al cardamomo. Il dolce perfetto per entrare nel mondo delle bakery londinesi: uno di quei motivi per cui si fa la fila senza nemmeno lamentarsi.

Climpson & Sons – Broadway Market
Uno degli indirizzi che hanno reso Londra una capitale dello specialty coffee. Affacciato su Broadway Market, è una vera istituzione dell’East London: caffè tostato dietro l’angolo, atmosfera rilassata e il continuo via vai di creativi, freelance e abitanti del quartiere.
Da ordinare: un flat white con il loro specialissimo Broadway Blend.


Dishoom – Shoreditch
Una colazione londinese con biglietto di sola andata per l’India. Ispirato ai vecchi Irani café di Bombay, è divantato uno dei posti più amati della città per iniziare la giornata in modo decisamente speziato.
Da ordinare: bacon naan roll, chai e una colazione alla Bombay.
Café Clement – St Clement
Il nuovo indirizzo che dimostra che Londra ama reinventare anche il concetto di café. Nato dalla visione di Nick Jones, fondatore di Soho House, è un luogo da vivere dalla mattina alla sera: colazione, pranzo, caffè o drink in un ambiente rilassato ma curatissimo.
Da ordinare: un caffè al mattino o un drink prima di cena. Il bello è restare più del previsto.
Dove mangiare:
Forse il modo migliore per capire Londra è sedersi a tavola perchè qui ogni quartiere racconta una storia diversa: dalle comunità vietnamite di Dalston ai curry di Brick Lane, dai mercati gastronomici nelle ex chiese ai nuovi ristoranti guidati da chef che stanno riscrivendo la cucina contemporanea.
È una città dove la tradizione britannica convive con influenze arrivate da ogni parte del mondo: puoi mangiare un piatto nato dall’immigrazione di una comunità centenaria e, la sera stessa, provare il nuovo indirizzo di uno chef che sta cambiando la scena gastronomica.
Londra non ha una sola cucina. Ha mille cucine che convivono nella stessa strada.

Paul Rothe & Son – Marylebone
La bottega dove portarsi a casa un pezzo di Londra. Aperta dal 1900, questa piccola gastronomia di Marylebone è un viaggio nella vecchia città: sandwich preparati al momento, conserve, marmellate, chutney e prodotti inglesi difficili da trovare altrove.
Da ordinare: uno dei loro sandwich classici da mangiare passeggiando per il quartiere, ma soprattutto da mettere in valigia una loro marmellata o un barattolo di Marmite, la famosa crema inglese spalmabile a base di estratto di lievito, dal gusto molto intenso e divisivo: gli inglesi la amano, tutti gli altri devono provare a capirla.
Simpson’s in the Strand – Strand
Il grande classico londinese che torna sotto i riflettori. Dopo una lunga chiusura, uno dei ristoranti più iconici di Londra ha riaperto con Jeremy King, riportando in vita il fascino della grande sala britannica: carrelli d’argento, servizio impeccabile e quell’atmosfera da film d’epoca che sembra appartenere a un’altra Londra.
Da ordinare: il roast beef, simbolo della casa, lasciandosi conquistare dall’esperienza della sala, quando il rito conta quasi quanto il piatto.
The George Public House – Fitzrovia
Il pub inglese che vi farà ricredere sulla cucina britannica. Dimenticate l’idea di una cucina pesante e senza sorprese: nei pub londinesi la tradizione sta vivendo una nuova stagione. The George è il posto giusto per scoprire i grandi classici fatti bene, tra atmosfera d’altri tempi, bancone in legno e tavoli pieni di conversazioni.
Da ordinare: fish and chips, il grande classico britannico con pesce croccante e patatine, oppure uno Scotch egg, l’uovo sodo avvolto in carne speziata, impanato e fritto: uno dei simboli dello snack da pub inglese.
Sessions Arts Club – Clerkenwell
Il ristorante dove Londra mette arte, cucina e atmosfera nello stesso piatto. Nascosto dentro l’antico Old Sessions House, è uno degli indirizzi più affascinanti della nuova scena londinese: un ex tribunale trasformato in un ristorante pieno di opere d’arte, mobili vintage e luci soffuse, dove ogni sala racconta una storia diversa. In cucina, invece, la storia è tutta della chef Fenella Brereton, che porta in tavola una cucina stagionale, elegante e senza troppi fronzoli.
Da ordinare: il Sunday roast, il classico pranzo domenicale britannico: carne arrosto, verdure croccanti, pudding e gravy. Una di quelle tradizioni inglesi che vale la pena provare almeno una volta.

Brick Lane – East London
Il posto dove andare per fare il giro del mondo restando nella stessa strada. Un tempo il cuore della comunità bengalese e famoso soprattutto per il curry, oggi Brick Lane è una delle zone più eclettiche di Londra: i ristoranti indiani e bengalesi, convivono (specialmente di Domenica per il mercato tradizionale) con lo street food internazionale.
Da ordinare: un curry in uno dei ristoranti storici della zona, un bagel appena sfornato da Brick Lane Beigel Bake, simbolo del quartiere e aperto 24 ore, oppure lasciarsi guidare dai profumi dei market e finire a provare a una cucina sconosciuta (fino ad oggi).
Mercato Mayfair – Mayfair
Una chiesa sconsacrata trasformata nel nuovo salotto gastronomico di Londra. Dentro la splendida ex chiesa di St Mark’s si trova uno dei food market più interessanti della città: tre piani di cucine da tutto il mondo, cocktail bar e tavoli condivisi dove la tradizione incontra la nuova scena food londinese.
Da ordinare: il lobster roll, il panino ripieno di aragosta più iconico della nuova scena food londinese.
Tay Do Café – Shoreditch
Il Vietnam senza prendere un volo per Hanoi. Nel cuore della comunità vietnamita di Dalston, Tay Do Café è uno di quei posti frequentato da chi vive il quartiere: comunità vietnamita, residenti e londinesi che entrano per mangiare e restano per l’atmosfera: tavoli semplici, profumi di spezie e piatti autentici.
Da ordinare: un pho fumante, il grande classico vietnamita con brodo aromatico, noodles di riso ed erbe fresche, oppure un bánh mì da mangiare passeggiando per l’East London.
Old Town 97 – Chinatown
La Chinatown che non dorme mai. Quando Soho spegne le luci, qui continua la vita: Old Town 97 è uno di quei ristoranti senza troppi fronzoli dove arrivare tardi (qui si servono piatti fino alle 4 di notte), sedersi e ordinare qualcosa di caldo mentre la notte di Londra continua fuori. Piatti generosi, atmosfera da piccolo café asiatico e quella sensazione di essere finiti nel posto giusto dopo mezzanotte.
Da ordinare: char siu (maiale arrosto alla cantonese) e riso saltato.

Dove bere:
Se a Londra si mangia il mondo, lo si beve anche. Dalla pinta bevuta in un pub che esiste da secoli al cocktail creato da un bartender visionario, Londra ha trasformato il bere in una forma di cultura.
Ci sono locali dove si va per la storia, altri per scoprire la prossima tendenza: pub con il legno scuro e fiumi di birra, cocktail bar nascosti, terrazze con vista e indirizzi dove la musica conta quanto il drink.

Decimo at The Standard – King’s Cross
Uno dei rooftop più belli di Londra, dove andare soprattutto per l’aperitivo. Firmato dallo chef Peter Sanchez-Iglesias, Decimo unisce influenze spagnole e messicane in un ambiente vivace, con una terrazza che guarda i tetti di King’s Cross ed è perfetta al tramonto.
Da ordinare: un margarita (tra i migliori della città) accompagnato da qualche tapas dello chef per iniziare la serata con una delle viste più belle di Londra.
Village Underground – Shoreditch
Il posto dove la musica incontra l’anima creativa di Shoreditch. Dopo anni come punto di riferimento della scena indipendente londinese, il Village Underground torna sotto i riflettori con un nuovo rooftop che apre al pubblico le iconiche carrozze della metro londinese sospese sul tetto. Un ex magazzino vittoriano trasformato in spazio per live, DJ set, arte e serate dove può succedere qualsiasi cosa.
Da ordinare: salire in carrozza per un drink che diventano velocemente due o forse più.
Side Hustle – NoMad London, Covent Garden
Nascosto nell’ex Bow Street Police Station, dentro il NoMad London, Side Hustle è uno degli indirizzi più interessanti della nuova scena londinese: cocktail ispirati all’America Latina, luci basse e un’atmosfera da club unito a snack stellati. Non è un caso che sia stato premiato come Bar Food Menu of the Year ai CLASS Bar Awards: qui il cibo accompagna il cocktail con una proposta ispirata al Messico, tra tacos e piatti da condividere.
Da ordinare: un cocktail a base di agave e qualche crispy chicken tacos.
Royal Oak – Columbia Road
Il pub dell’East London che sembra uscito da un film di Guy Ritchie. E infatti lo è. Location cult di Lock, Stock and Two Smoking Barrels: qui si respira ancora quella Londra fatta di personaggi, storie e incontri casuali. Tutto il fascino del vecchio pub inglese: legno scuro, birre alla spina e bancone sempre affollato.
Da ordinare: una pinta al bancone dopo una passeggiata al mercato dei fiori di Columbia Road.
The Old Blue Last – Shoreditch
Il pub dove sono passate le prossime grandi band. Un piccolo pub nel cuore di Shoreditch diventato leggenda della scena musicale indipendente londinese: sotto si beve una pinta, sopra si ascoltano live e nuovi talenti prima che diventino famosi.
Da ordinare: una birra al bancone mentre si controlla la lavagna per capire chi suona quella sera.


Rasputin’s – Hackney
Nascosto in una parte meno turistica di Mare Street, Rasputin’s è l’opposto dei cocktail bar patinati: sedie spaiate, adesivi sui muri, staff cool, hot dog e un’atmosfera da locale di quartiere. Considerato uno dei migliori esempi di vero dive bar londinese, ha fatto del suo spirito low budget il suo punto di forza.
Da ordinare: il loro Martini con cinque olive giganti è diventato un piccolo simbolo.
French House – Soho
Il bar dove la vecchia Soho continua a brindare. Un piccolo locale diventato leggenda: frequentato da artisti, scrittori e personaggi della cultura londinese, conserva ancora quell’atmosfera bohémien fatta di tavoli stretti, conversazioni infinite e bicchieri al bancone.
Da ordinare: un bicchiere di vino bianco e le loro ostriche, il modo più Soho possibile per iniziare la serata, magari imbattendosi in un concerto dal vivo.
Cheri Amour – Hackney Wick
Uno dei segreti meglio custoditi dell’East London. Una chiatta trasformata in cocktail bar, ormeggiata lungo il canale di Hackney Wick. Pochi tavoli, atmosfera intima e la sensazione di essere lontanissimi dalla Londra più turistica.
Da ordinare: un cocktail della casa e, se il tempo lo permette, un posto sul ponte al tramonto. Una delle chicche più autentiche della città.
Dove curiosare, perdersi, scoprire:
La cosa più bella di Londra? I posti che non potrebbero esistere da nessun’altra parte. Piccoli musei, negozi indipendenti, collezioni improbabili e indirizzi così speciali da sembrare inventati, invece è tutto vero ed è una buona ragione per perdersi e magari cambiare programma.


V&A East Storehouse – Hackney Wick
Il museo dove si entra dietro le quinte, nientemeno che del mitologico V&A, Victoria & Albert Museum. Un gigantesco deposito “segreto”, dove interi pezzi di mondo vengono conservati e mostrati al pubblico: dalla Frankfurt Kitchen, la cucina modernista del 1920 considerata una rivoluzione del design domestico, a mobili, scenografie, moda e oggetti che raccontano come abbiamo vissuto negli ultimi secoli.
Se non bastasse c’è anche l’archivio di David Bowie, con costumi, strumenti e appunti che raccontano il lato più creativo e nascosto di una delle icone più geniali del Novecento.
Da fare: prenotate l’esperienza “Order an Object” per chiedere di vedere da vicino un pezzo della collezione.
The Wallace Collection – Marylebone
La casa di un aristocratico inglese trasformata in museo. Sale con tappezzerie, dipinti, armature, mobili francesi e una collezione talmente elegante da sembrare ancora abitata. Uno dei posti migliori per capire il lato più romantico e nascosto di Londra.
Da fare: concedetevi un tè nell’Orangery: una serra di vetro nascosta nel cuore di Londra, perfetta per sentirsi per un’ora ospiti di una casa aristocratica.
Sir John Soane’s Museum – Holborn
Il museo del collezionista ossessivo. Una casa piena di statue antiche, sarcofagi, frammenti romani, quadri e oggetti raccolti dall’architetto John Soane. Più che una visita sembra di entrare nella mente di qualcuno con una passione impossibile da fermare.
Da non perdere: la sala delle sculture e il gioco di specchi.


Prince Charles Cinema – Soho
Il cinema dove i film diventano rituali. Una sala indipendente diventata leggenda per maratone cult, classici, proiezioni in 35 mm e serate in cui il pubblico conosce le battute meglio degli attori.
Da fare: controllare il programma prima di partire e allenarsi alla maratana cinematografica.
Daunt Books – Marylebone
La libreria che vale il viaggio. Una delle librerie più belle di Londra: legno, gallerie, luce naturale e scaffali organizzati per destinazioni. Perfetta per chi parte con una valigia e torna con troppi libri.
Da comprare: una guida di viaggio vintage o un romanzo inglese.
Third Man Records – Soho
Il negozio di dischi di Jack White che infatti sembra un set dei White Stripes. Una macchia gialla nel cuore di Soho: vinili, edizioni speciali, memorabilia e un piccolo live club nascosto nel basement. Non è solo un negozio, è un manifesto per chi pensa ancora che la musica sia un oggetto da collezionare.
Da comprare: un vinile dell’etichetta o una stampa speciale.
KOIBIRD – Marylebone
Uno di quei negozi che chi conosce la moda londinese mette subito in agenda. Un concept store indipendente nato per scovare brand internazionali emergenti, tra moda, gioielli, beauty e oggetti d’autore. È il posto giusto per scoprire i nomi di cui sentirete parlare molto.
Da comprare: un souvenir che non sapevate di volere, fino a quando non lo vedete e diventa improvvisamente indispensabile.
Goodhood – Shoreditch
Il negozio che spiega cosa succede nell’East London. Moda, design, beauty, libri e oggetti scelti con un gusto impeccabile. Più che uno store è un osservatorio sul mondo creativo londinese.
Da comprare: una rivista, un oggetto di design o un capo difficile da trovare altrove.
Hoxton Street Monster Supplies – Hoxton
Il negozio dove si vendono lacrime, pozioni e paura in scatola. Uno degli indirizzi più assurdi di Londra: un emporio per mostri con prodotti come “Brain Jam” e “Salts Made From Tears”. Dietro questa follia c’è però una storia molto londinese: il negozio nasce per sostenere Ministry of Stories, il progetto di scrittura creativa per giovani co-fondato anche da Nick Hornby.
Da comprare: una confezione di lacrime da portare agli amici.
Poetry Pharmacy – Soho
La farmacia dove la medicina sono le parole. Una libreria dove le poesie vengono “prescritte” in base all’umore: malinconia, amore, ansia, bisogno di ispirazione. Un piccolo rifugio poetico nascosto sopra Oxford Street.
Da comprare: i celebri flaconi di Poemcetamol, le “pillole poetiche” dedicate a felicità, coraggio o conforto.


Camden Passage Antique Market – Islington
La Londra dell’antiquariato che non ti aspetti. Nascosto nel quartiere di Angel, Camden Passage è un piccolo mondo fatto di antiquari, negozi vintage e botteghe indipendenti. Il mercato dell’antiquariato, attivo soprattutto il mercoledì e il sabato, è il posto giusto per cercare gioielli d’epoca, stampe, oggetti da collezione e piccoli tesori dimenticati.
Da fare: passeggiare senza cercare nulla: spesso i pezzi migliori sono quelli che non stavate cercando.
Columbia Road Flower Market – East London
La domenica mattina più colorata di Londra. Un’esplosione di fiori, musica, caffè e piccoli negozi indipendenti. Anche se non comprate nulla, vale la pena venirci per respirare l’atmosfera del quartiere.
Da fare: arrivare presto e fermarsi in uno dei caffè della via.
London Fields Market – Hackney
Il mercato dove capire come vive la Londra creativa. Tra produttori locali, street food, pane artigianale, caffè specialty e bancarelle indipendenti, racconta il lato più giovane e rilassato dell’East London. Perfetto da abbinare a una passeggiata a London Fields, il verdissimo parco famoso per il London Fields Lido, una delle piscine all’aperto più iconiche della città.
Da provare: uno snack dal mercato e una birra al parco come fanno i locals.
Alfies Antique Market – Marylebone
La cattedrale dell’antiquariato londinese. Un edificio intero dedicato al vintage e al collezionismo: quattro piani di mobili, gioielli, ceramiche, arte, lampade, abiti d’epoca e oggetti impossibili da catalogare. È uno di quei posti dove entri “solo per dare un’occhiata” e rischi di perdere un pomeriggio intero.
Da fare: perdersi tra la storia, trovare un tesoro e proseguire fino al rooftop per una pausa tra i tetti di Londra.
Dove dormire:



The Zetter Bloomsbury
Come entrare nella casa di un amico inglese con un gusto impeccabile. Solo che qui le townhouse sono ben sei, collegate tra loro e trasformate da James Thurstan Waterworth, ex design director di Soho house, in una sorta di dimora privata di un collezionista: antiquariato, tessuti, arte e oggetti raccolti in giro per il mondo. E il bello è che il sogno di viverci diventa possibile, almeno per qualche notte.
Camini accesi, poltrone vintage, libri, opere d’arte e arredi scelti con cura. Le 68 camere, tutte diverse, si affacciano su un sorprendente giardino nel cuore della città. Tra gli spazi più belli ci sono l’Orangery e le sale comuni, perfette per fermarsi per un caffè e sentirsi, per qualche ora, ospiti nella casa privata più bella di Bloomsbury.
Da fare: che soggiorniate qui oppure no, concedetevi un afternoon tea: tra finger sandwich, pasticceria e dolci perfettamente costruiti, è il modo più british per concedersi una pausa dopo il British Museum, proprio dietro l’angolo.


The Londoner – Leicester Square
L’hotel che trasforma il centro di Londra in un set cinematografico. Nel cuore di Leicester Square, la piazza che ha ospitato alcune delle più grandi première cinematografiche del mondo, The Londoner sembra uscito da un film: una facciata blu in maiolica (“solo” 15.000 piastrelle in terracotta smaltata), interni teatrali e un’atmosfera opulenta ma contemporanea.
Progettato da Woods Bagot e Yabu Pushelberg, è un vero resort verticale: 350 camere, 16 piani e perfino sei livelli sotto terra. Il bello, però, è quello che succede una volta dentro: una spa, un pub, champagne, un rooftop e una Whisky Room quasi segreta. E poi c’è l’arte: opere di artisti contemporanei come Edd Pearman e The Connor Brothers compaiono tra camere e spazi comuni, trasformando l’hotel in una meravigliosa galleria.
Il rischio è uno solo: perdersi felicemente dentro questo film.

E come effetto speciale, la cucina di Whitcomb’s, il ristorante signature dell’hotel. La cena prima del sipario. È il posto giusto se volete regalarvi una serata molto londinese: una cucina elegante ispirata al Mediterraneo, un calice di Champagne e poi dritti a teatro, a due passi dalle luci del West End.
Da fare: anche senza dormire qui, salite da 8 at The Londoner, rooftop bar e ristorante giapponese per sushi, cocktail e una delle viste più sorprendenti nel cuore di Leicester Square. Il posto giusto per perdersi un po’ più in alto dentro questo film londinese.



The London EDITION – Fitzrovia
La hall che vale il viaggio. Ci sono hotel famosi per le camere. The London EDITION è famoso per il modo in cui fa vivere gli spazi comuni.
Tra mille cornici, legno scuro, velluti e dettagli sofisticati, la sua hall è diventata uno dei luoghi più riconoscibili di Londra: più che una reception sembra un salotto privato dove la città entra e si ferma.
Il progetto è firmato dal designer Ian Schrager, insieme allo studio Yabu Pushelberg, che ha trasformato l’ex Berners Hotel in un indirizzo dall’estetica molto British, ma con quella dose di glamour newyorkese che Schrager sa fare così bene. 173 camere, e un mondo fuori dalla stanza. Tra il Lobby Bar, con il grande globo argentato di Ingo Maurer sospeso sul soffitto, il biliardo e i divani in velluto, e Berners Tavern, dove circa 200 opere tra fotografie, ritratti, paesaggi e nature morte riempiono le pareti dentro cornici dorate, sembra quasi di entrare in una casa privata di un collezionista. Solo che qui, invece del padrone di casa, c’è il genio di Jason Atherton in cucina.
Da fare: venite nel tardo pomeriggio, quando la hall cambia ritmo: il caffè diventa cocktail, il biliardo prende vita e The London EDITION mostra il suo lato più sociale. È uno di quei posti in cui Londra sembra essersi data appuntamento.
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Sara Reverberi
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