Non si parli di rafforzamento quando le nuove assunzioni non bastano nemmeno a coprire il turn over. Ogni forza in più è importante ma non basta: i poliziotti devono essere messi in condizioni di poter lavorare e con una remunerazione adeguata. Poi, la provincia della Spezia, con un totale di 223 operatori, è un caso emblematico: queste forze non sarebbero ancora sufficienti ad affrontare tutte le esigenze del territorio. Per questo serve una maggiore incisività anche da parte della politica regionale. È lo spaccato redatto dalla segreteria del Sindacato italiano appartenenti Polizia della Liguria attraverso le parole di Roberto Traverso che in una lunga nota elenca tutte le criticità della categoria, focalizzandosi anche sul territorio spezzino dove sono presenti 188 operatori negli uffici della questura e altri 35 nel commissariato sarzanese.

Focalizzandosi sulla Spezia, Traverso precisa: “I servizi essenziali sono garantiti con risorse insufficienti e lo straordinario non può diventare un modello organizzativo. Occorre garantire una molteplicità di servizi che non possono essere compressi senza conseguenze. Bisogna garantire che la Volante esca e che il controllo del territorio sia assicurato. Bisogna mantenere pienamente operative la Squadra Mobile e la Digos, garantire l’Ufficio Immigrazione, l’attività amministrativa, i servizi di passaporti e tutti gli altri uffici. E contemporaneamente bisogna assicurare l’ordine pubblico in una città caratterizzata da una realtà industriale e portuale particolarmente delicata. Il problema è che, quando le risorse non bastano, si finisce per mettere una pezza con lo straordinario, con la reperibilità, con cambi e sovrapposizioni di turno. I servizi si fanno, certo. Ma dobbiamo anche chiederci con quali sacrifici e nel rispetto di quali condizioni contrattuali. Lo straordinario deve essere uno strumento per affrontare esigenze straordinarie, non il meccanismo ordinario attraverso il quale si garantiscono i servizi essenziali”.

Traverso cita anche la questione economica: “Lo straordinario in termini netti può arrivare a circa 10 euro l’ora: è una remunerazione che riteniamo assolutamente insufficiente. È una delle battaglie che il Siap porta avanti da tempo: il sacrificio deve essere riconosciuto anche economicamente. Sappiamo che per molti colleghi lo straordinario rappresenta anche un’opportunità per incrementare il proprio reddito. Ma non possiamo accettare che questo diventi una giustificazione per utilizzare sistematicamente strumenti eccezionali per compensare carenze strutturali. Non possiamo aumentare il potere salariale dei poliziotti mettendo però a rischio il loro riposo, la loro salute e la loro sicurezza”.

Nell’analisi della situazione sarzanese il segretario Siap scrive: “Particolare attenzione deve essere riservata al Commissariato di Sarzana, che conta appena 35 operatori. Sarzana non può essere considerata una semplice articolazione periferica. È un Commissariato autonomo, con funzioni di Autorità di Pubblica Sicurezza, e deve continuare a garantire pienamente il proprio ruolo sul territorio. Con 35 operatori bisogna chiedersi seriamente come si possano garantire continuità e qualità dei servizi senza ricorrere sistematicamente a sacrifici straordinari. La questione si collega anche alla difesa dell’impianto della legge 121 del 1981, che ha riformato la Polizia di Stato e ridefinito l’assetto dell’Autorità di Pubblica Sicurezza. Non possiamo permettere che la carenza di personale diventi il grimaldello per depotenziare progressivamente il ruolo dei Commissariati e della Polizia di Stato sul territorio. Se vogliamo difendere l’impianto della legge 121, dobbiamo mettere le strutture nelle condizioni di funzionare realmente”.

Per Traverso è necessario un intervento a tutto campo e con un coinvolgimento diretto della Regione Liguria proprio per la particolarità del territorio: “Sappiamo benissimo che la carenza di organico della Polizia di Stato è un problema nazionale. Ma la ripartizione delle risorse sul territorio nazionale dipende anche dal peso politico che viene attribuito alla sicurezza. E la Liguria deve avere la capacità istituzionale di far valere le proprie specificità. Una specificità che riguarda anche la presenza e l’infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso. In Liguria si parla ancora troppo poco dell’infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso. È una caratteristica negativa della nostra regione che non possiamo continuare a sottovalutare. Abbiamo un territorio strategico sotto il profilo portuale, industriale, logistico e turistico, e proprio per questo particolarmente esposto a interessi criminali. Non possiamo permetterci di affrontare questo fenomeno con risorse insufficienti”.

Nell’appello alle istituzioni regionali il Siap precisa: “Siamo consapevoli della dimensione nazionale del problema e sappiamo che il Governo deve accelerare sulle assunzioni e mantenere gli impegni presi. Ma proprio perché conosciamo il problema, chiediamo che venga affrontato con serietà anche sul piano territoriale. La Liguria deve far sentire la propria voce. Genova, La Spezia, Savona e Imperia hanno bisogno di risorse adeguate. La Regione deve chiedere con forza al Dipartimento della Pubblica Sicurezza di intervenire e deve farlo senza accontentarsi di annunci che non corrispondono alla realtà degli organici. Non chiediamo privilegi per la Polizia di Stato. Chiediamo che la sicurezza venga considerata una priorità reale e non soltanto una parola da utilizzare nei comunicati stampa”.

La nota del sindacato rimarca anche l’importanza di ogni nuova leva “Noi non contestiamo l’arrivo di nuovi colleghi. Ogni nuovo poliziotto è importante”. Il Siap rinnova anche l’apprezzamento per il questore della Spezia Sebastiano Salvo perché “ha avuto il coraggio di rappresentare pubblicamente le difficoltà legate alle risorse. È un atteggiamento che si distingue rispetto a chi preferisce dimostrare che tutto si riesce comunque a fare”. Il Siap ha ricordato anche il costante impegno dei propri delegati su tutti i territori: “Alla Spezia il segretario provinciale Siap Alberto Gallina sta seguendo con attenzione e determinazione le problematiche legate agli organici e all’organizzazione dei servizi. Allo stesso modo, va riconosciuto l’impegno del segretario regionale Siap Liguria Alessandro Dandero, che sta portando queste problematiche all’attenzione regionale, sostenendo la necessità di un intervento complessivo sulle risorse destinate alla sicurezza in Liguria”.

“Quando i numeri ci dicono che non si riesce nemmeno a coprire il turnover, non possiamo parlare di rafforzamento – conclude Traverso –: possiamo e dobbiamo parlare, invece, della necessità di intervenire”.


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 Chiara Alfonzetti

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