di Giuseppe Gagliano –
La ferrovia Yekepa-Buchanan è diventata uno dei principali terreni della competizione economica per le risorse minerarie dell’Africa occidentale. Washington sostiene l’apertura dell’infrastruttura liberiana a più operatori, favorendo l’accesso della statunitense Ivanhoe Atlantic, mentre ArcelorMittal ha ottenuto dal governo di Monrovia un’estensione di lungo periodo dei propri diritti minerari e garanzie sulla capacità ferroviaria necessaria alle sue attività.
Ivanhoe Atlantic punta a utilizzare la linea per trasportare attraverso la Liberia il minerale estratto dal giacimento di Kon Kweni, nella vicina Guinea, fino al porto atlantico di Buchanan. Il progetto, valutato circa 1,8 miliardi di dollari, dovrebbe consentire inizialmente il trasporto di alcuni milioni di tonnellate all’anno, con l’obiettivo di raggiungere successivamente i 30 milioni.
L’utilizzo della rete liberiana rappresenta per Ivanhoe la soluzione più breve per raggiungere l’Atlantico, evitando la costruzione di una nuova infrastruttura ferroviaria interamente attraverso la Guinea.
Nell’aprile 2025 Massad Boulos, consigliere del presidente Donald Trump per l’Africa, aveva espresso il sostegno statunitense alla trasformazione della ferrovia in un’infrastruttura amministrata da un operatore indipendente e accessibile a più imprese. La posizione aveva rafforzato le aspettative di Ivanhoe Atlantic e messo sotto pressione il ruolo fino ad allora dominante di ArcelorMittal.
Il gruppo siderurgico ha però reagito cercando garanzie sulla capacità ferroviaria necessaria all’espansione delle proprie attività minerarie e sulla durata della propria presenza in Liberia.
Documenti depositati negli Stati Uniti mostrano inoltre un’attività di lobbying condotta per conto di ArcelorMittal Liberia. Nell’ultimo trimestre del 2025 Navigators Global ricevette 140mila dollari dalla società legale Bryan Cave Leighton Paisner per attività riguardanti lo sviluppo minerario liberiano, gli interessi commerciali statunitensi e il trasporto ferroviario africano.
L’attività interessò diverse istituzioni americane, tra cui Congresso, Dipartimento di Stato, Ufficio del vicepresidente, Consiglio per la sicurezza nazionale e Ufficio esecutivo del presidente. Questi documenti attestano l’azione di pressione svolta a Washington, ma non dimostrano da soli un intervento personale di Trump a favore della società.
Alla fine di gennaio 2026 il governo liberiano ha esteso fino al 2050 l’accordo minerario con ArcelorMittal, prevedendo inoltre la possibilità di un ulteriore rinnovo di 25 anni. Il gruppo verserà 200 milioni di dollari e manterrà garanzie sulla capacità ferroviaria necessaria alle proprie attività.
ArcelorMittal perde così il precedente controllo esclusivo sull’infrastruttura, ma conserva una posizione centrale nel sistema minerario liberiano. La gestione della ferrovia dovrebbe diventare indipendente nell’ottobre 2030 e l’accesso verrà aperto ad altri operatori, chiamati a contribuire finanziariamente agli ampliamenti necessari.
La capacità destinata alle attività di ArcelorMittal resterà comunque tutelata mentre il gruppo punta ad aumentare significativamente la produzione di minerale di ferro. L’intesa porta inoltre a circa 3,5 miliardi di dollari gli investimenti complessivi dichiarati dalla società in Liberia.
La ferrovia Yekepa-Buchanan assume un’importanza strategica che supera il valore dell’infrastruttura stessa. Collegando le aree minerarie dell’interno al porto di Buchanan, determina infatti costi e possibilità di esportazione di alcuni dei principali giacimenti della regione.
Il minerale di ferro ad alta concentrazione è inoltre importante per l’industria siderurgica, le infrastrutture e la produzione di acciai avanzati. La disponibilità di minerale di qualità elevata permette di ridurre alcuni processi di lavorazione e il relativo consumo energetico.
La competizione assume una dimensione ancora più ampia per la presenza cinese nel vicino progetto di Simandou, in Guinea, dove imprese e capitali cinesi partecipano allo sviluppo di una grande rete ferroviaria e portuale destinata all’esportazione del minerale.
Gli Stati Uniti hanno quindi interesse alla formazione di corridoi alternativi capaci di collegare le risorse della Guinea all’Atlantico senza dipendere esclusivamente da infrastrutture nelle quali Pechino esercita una forte influenza. In questa prospettiva il collegamento attraverso la Liberia e Buchanan assume un valore geoeconomico.
Washington ha interesse sia al successo di Ivanhoe Atlantic, società statunitense impegnata nello sviluppo minerario regionale, sia alla permanenza di ArcelorMittal, grande gruppo industriale già radicato in Liberia e con importanti attività anche negli Stati Uniti. Più che scegliere un unico operatore, la politica americana punta quindi a mantenere le infrastrutture e le risorse della regione all’interno di una rete economica occidentale capace di competere con quella cinese.
Il presidente liberiano Joseph Boakai ha cercato a sua volta di sfruttare la competizione tra gli investitori. L’apertura della ferrovia permette di attirare nuovi capitali e ridurre la dipendenza da un unico utilizzatore, mentre l’accordo con ArcelorMittal garantisce ulteriori entrate e investimenti di lungo periodo.
Resta però aperta la questione dei benefici per l’economia liberiana. L’aumento delle esportazioni minerarie può generare maggiori entrate fiscali e investimenti infrastrutturali, ma non garantisce automaticamente lo sviluppo di attività industriali locali e occupazione qualificata.
La partita intorno alla ferrovia Yekepa-Buchanan mostra così come la competizione internazionale per le risorse africane si giochi sempre più attraverso infrastrutture, concessioni e accesso ai porti. In Liberia la sfida non riguarda soltanto ArcelorMittal e Ivanhoe Atlantic, ma il controllo dei corridoi attraverso i quali il minerale dell’Africa occidentale raggiungerà i mercati mondiali.
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