Dal Comune aiuti e accoglienza proposti, ma sempre rifiutati
📌 FLASH NEWS – Il Comune di Assisi ricostruisce la vicenda del cittadino invalido sfrattato: dal 2022 proposti i sostegni economici e accoglienza, rifiutati dall’uomo. Dal 12 agosto 2026 il cittadino risulta residente nel Comune di Perugia.
Il Comune interviene sulla vicenda dello sfratto
Il Comune di Assisi ricostruisce la vicenda del cittadino invalido sfrattato dalla propria abitazione, dopo le notizie apparse sulla stampa negli ultimi giorni. L’Amministrazione comunale sostiene di avere seguito il caso fin dal dicembre 2022, mettendo a disposizione dell’interessato diverse forme di sostegno economico e soluzioni di accoglienza.
Secondo quanto riferito dal Comune nel comunicato diffuso il 2 settembre, le proposte avanzate dagli uffici sarebbero state rifiutate dall’uomo, che avrebbe dichiarato di essersi organizzato autonomamente. L’Amministrazione precisa inoltre che il cittadino non risulta più residente ad Assisi e che dal 12 agosto 2026 è residente nel Comune di Perugia.
Il Comune interviene anche sul dibattito sviluppatosi intorno al caso, chiedendo di abbassare i toni e di evitare, secondo quanto affermato dall’Amministrazione, strumentalizzazioni delle situazioni di disagio e ricostruzioni capaci di mettere in discussione l’operato degli uffici comunali.
La prima richiesta risale al dicembre 2022
La ricostruzione fornita dall’Amministrazione parte dal 16 dicembre 2022, quando il Tribunale di Perugia chiese formalmente l’assistenza dell’ufficio Servizi Sociali del Comune di Assisi in vista dell’esecuzione dell’ordine di liberazione dell’immobile.
Gli operatori sociali, secondo quanto riferito dal Comune, si attivarono contattando l’interessato e organizzando un incontro negli uffici comunali. L’uomo si presentò accompagnato dal figlio.
In quel momento il rilascio dell’abitazione risultava già programmato per il 6 febbraio 2023. I Servizi Sociali illustrarono quindi le possibilità di intervento disponibili sulla base degli strumenti previsti dal regolamento comunale.
Tra le soluzioni prospettate figurava un contributo economico destinato a sostenere i costi dell’affitto di una nuova abitazione. Fu inoltre valutata la possibilità di ricorrere a una residenza servita per anziani autosufficienti oppure a centri di accoglienza.
Le proposte dei Servizi Sociali non furono accettate
In base alla versione fornita dall’Amministrazione comunale, il cittadino non accettò le soluzioni prospettate, comunicando agli operatori di avere già provveduto autonomamente alla propria sistemazione.
Nonostante questa decisione, le assistenti sociali furono presenti anche nel momento previsto per la liberazione dell’immobile da parte del Custode giudiziario. Quando venne effettuato l’accesso, però, nell’abitazione non si trovava nessuno.
Il Comune riferisce che, successivamente a quella giornata, l’uomo non si sarebbe più rivolto ai Servizi Sociali di Assisi per presentare richieste di sostegno. L’Amministrazione sottolinea che gli uffici intervengono quando vengono avanzate domande di assistenza e ribadisce di avere garantito la propria disponibilità fin dalle prime fasi della vicenda.
La cancellazione anagrafica per irreperibilità
Un altro elemento affrontato nella ricostruzione riguarda la residenza anagrafica dell’interessato. Su questo punto il Comune precisa che l’ufficio Servizi Demografici avrebbe operato applicando la normativa vigente e svolgendo le verifiche necessarie per accertare la situazione.
Secondo quanto riportato nella nota, furono richieste informative e compiuti diversi accertamenti. Durante questa fase, sempre in base alla ricostruzione comunale, l’interessato non avrebbe avuto interlocuzioni con l’ufficio, né avrebbe presentato richieste attraverso altri canali.
Una volta accertata l’assenza dell’uomo dal territorio comunale, i Servizi Demografici adottarono il provvedimento di cancellazione per irreperibilità. Il Comune precisa che si sarebbe trattato dell’applicazione delle disposizioni anagrafiche e non di una decisione discrezionale dell’Amministrazione.
Dal 12 agosto la residenza è a Perugia
La situazione anagrafica è stata successivamente definita attraverso ulteriori verifiche. Il cittadino era risultato residente ad Assisi dal 2022 fino al 22 giugno 2026.
Il quadro sarebbe poi cambiato definitivamente il 12 agosto 2026, quando l’uomo ha chiesto e ottenuto la residenza nel Comune di Perugia. È questo uno degli elementi sui quali l’Amministrazione di Assisi concentra la propria ricostruzione, anche in relazione alle notizie diffuse sul caso.
La normativa, ricorda il Comune, prevede che ogni cittadino dichiari la propria residenza e la dimora abituale e comunichi le variazioni intervenute. Gli uffici di Assisi sostengono quindi di avere seguito l’iter previsto dopo aver verificato che l’interessato non fosse più presente nel territorio comunale.
Il nuovo contatto tentato dall’assessore Francesca Corazzi
La vicenda è tornata all’attenzione dell’Amministrazione negli ultimi giorni. L’assessore Francesca Corazzi ha provato a mettersi in contatto con l’uomo, che inizialmente, secondo quanto comunicato dal Comune, avrebbe rifiutato ogni interazione.
Il contatto è stato successivamente stabilito il 30 agosto, con una conversazione telefonica durata circa un’ora. Durante il colloquio l’assessore avrebbe invitato il cittadino ad accettare un nuovo incontro con i Servizi Sociali, con l’obiettivo di esaminare la situazione e individuare una possibile soluzione.
Non è stato tuttavia possibile, secondo quanto riferito dall’Amministrazione, stabilire una data certa per l’incontro. Durante la stessa telefonata l’uomo avrebbe inoltre confermato di essere attualmente residente a Perugia.
Valter Stoppini interviene sulla pensione di invalidità
Anche il sindaco di Assisi Valter Stoppini ha seguito direttamente il caso. Il primo cittadino ha avuto un’interlocuzione con la Direttrice dell’INPS di Perugia per chiarire gli aspetti relativi alla residenza e alla conseguente erogazione della pensione di invalidità civile.
In base alle informazioni riportate nel comunicato del Comune di Assisi, la prestazione risulta ripristinata.
L’Amministrazione ribadisce quindi che, nonostante il trasferimento della residenza a Perugia, rimane disponibile a incontrare l’interessato. La posizione espressa dal Comune è che, nel corso della vicenda iniziata nel dicembre 2022, gli uffici abbiano attivato gli strumenti a loro disposizione, proponendo sostegni economici e possibilità di accoglienza.
Il Comune chiede di abbassare i toni
Nel ricostruire cronologicamente quanto avvenuto, l’Amministrazione respinge implicitamente una rappresentazione secondo la quale il cittadino sarebbe stato lasciato senza assistenza. Il Comune sostiene invece di avere offerto diverse possibilità di sostegno già prima dell’esecuzione dello sfratto, mantenendo la disponibilità dei Servizi Sociali anche nelle fasi successive.
«Chiediamo che si abbassino i toni — afferma l’Amministrazione comunale — evitando strumentalizzazioni del disagio delle persone e ombre sull’operato del Comune di Assisi, che ha sempre agito correttamente, secondo la legge e in linea con i valori dell’accoglienza e dell’inclusione su cui la città di San Francesco si fonda».
La ricostruzione diffusa il 2 settembre 2026 punta dunque a chiarire la sequenza degli interventi compiuti dal dicembre 2022 fino agli ultimi contatti di agosto. Il Comune conferma infine la propria disponibilità a un nuovo incontro, pur ricordando che l’uomo, dal 12 agosto, risulta formalmente residente nel Comune di Perugia.
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