Fra i tavoli della manifestazione, una bambina potrà chiedere a una ricercatrice come nasce una scoperta e ricevere parole fedeli al lavoro di laboratorio, comprensibili anche al primo incontro. SuperScienceMe vive in quel dialogo breve: chi studia ogni giorno si ferma ad ascoltare e restituisce al pubblico il senso del proprio mestiere.
La voglia di esserci arriva subito… organizzare una giornata distribuita su più città richiede però indicazioni che oggi non accompagnano ancora l’annuncio. Il motto scelto per l’edizione, Research is your North STAR, richiama una stella polare; per chi partecipa il cammino comincia molto prima di varcare una porta.
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Chi prepara l’incontro con il pubblico
La presentazione del 7 settembre nella Cittadella regionale ha riunito Eulalia Micheli, assessore calabrese all’Istruzione e allo Sport con delega alle Politiche giovanili e Gianluigi Greco, rettore dell’Università della Calabria, l’Unical. Accanto a loro sedevano Giovanni Cuda, rettore dell’Università Magna Graecia e Massimo Lauria, prorettore dell’Università Mediterranea.
Il Cnr era rappresentato da Lidietta Giorno, responsabile di SuperScienceMe. Per l’Università della Basilicata partecipava Giovanna Rizzo, coordinatrice del progetto. Loredana Giannicola, alla guida dell’Ufficio scolastico regionale per la Calabria, portava al tavolo il lavoro con le scuole.
Dietro quella fotografia i compiti sono già divisi: la Regione copre una parte delle spese, atenei e Cnr preparano le attività; l’Ufficio scolastico mette in relazione il progetto con le classi, mentre Giunta e Consiglio aprono sedi normalmente dedicate alle riunioni.
Visite e visitatori raccontano numeri diversi
La stima diffusa il 7 settembre cambia significato insieme al sostantivo usato. ANSA parla di “visite previste”; la Regione Calabria usa “visitatori”. Una persona che prende parte a quattro attività produce quattro accessi qualora il conteggio registri ogni ingresso, mentre vale una sola unità se vengono calcolati gli individui.
Nei materiali pubblicati non compare la regola usata per il conteggio e non sappiamo se le classi siano già comprese. Finché quel riferimento resterà assente, la stima non dirà quante persone distinte sono attese; un confronto con le edizioni passate avrebbe senso soltanto usando la stessa misura per tutti gli anni.
La parola laboratorio comprende esperienze molto diverse
Nel linguaggio della manifestazione, “laboratorio” non identifica soltanto una stanza attrezzata: comprende esperimenti e dimostrazioni, oltre a proposte ludico-educative e incontri con chi lavora nella ricerca. Il totale annunciato non equivale a duecento spazi fisici o ad altrettanti turni riservabili.
Le scienze umane affiancheranno il diritto. Medicina ed economia avranno posto accanto alla tecnologia e alle discipline sperimentali. Il catalogo dell’edizione non associa ancora ogni proposta al tema trattato, all’ente che la conduce, alla sede e alla durata; chi desidera scegliere seguendo i propri interessi non dispone per ora di queste coordinate.
Il migliaio annunciato aspetta ancora nomi e competenze
Le presenze non sono ripartite fra le università partner e il Cnr, né fra le due regioni. Le comunicazioni non dicono se il totale comprenda ricercatori, dottorandi, assegnisti e tecnologi; neppure il personale che affiancherà le dimostrazioni riceve un conteggio distinto.
La durata del coinvolgimento non è definita: il conteggio riguarda soltanto la serata principale oppure comprende gli appuntamenti precedenti e le attività scolastiche? Davanti a un banco, sapere chi risponderà conta almeno quanto conoscere il titolo del laboratorio; associare persone e competenze darebbe al pubblico la libertà di scegliere chi ascoltare.
La mappa obbliga a scegliere una zona prima dell’attività
Le sedi calabresi annunciate non formano un unico campus. Una è nell’area cosentina; le altre si trovano nel capoluogo regionale e sullo Stretto. Chi pensa di seguire più incontri dovrà costruire la propria giornata dentro una sola zona oppure calcolare trasferimenti che, senza orari, restano impossibili da stimare.
Per la Basilicata la domanda è ancora più immediata: Potenza o Matera? Nessuna delle due città ha un’attività associata nelle pagine dell’edizione. L’ateneo lucano partecipa a SuperScienceMe dal 2020 e il progetto coinvolge istituti nazionali presenti nella regione ma una famiglia lucana non sa ancora se dovrà muoversi nel proprio capoluogo o attraversare il confine regionale.
L’ingresso è gratuito; alcuni turni richiederanno un posto riservato
La Commissione europea presenta la European Researchers’ Night come un appuntamento gratuito e aperto al pubblico. Per SuperScienceMe alcune attività saranno prenotabili: la gratuità elimina il biglietto, non il limite imposto dalla capienza di un laboratorio.
Il portale distingue già due registrazioni. Il modulo per i docenti raccoglie nome, cognome, codice fiscale, email e password; quello destinato ai visitatori richiede nome utente e credenziali di accesso. Entrambe le aree citano contenuti riservati e dirette video, senza collegare l’account ai turni del 2026.
Un adulto che prenota per un minore non sa quale profilo dovrà usare. Le scuole non hanno una procedura pubblica dedicata; lista d’attesa, annullamento, limite per persona e numero di posti non sono descritti. Sono informazioni che decidono l’accesso molto più della mera apertura del sito.
Cinque quartieri seguono le Missioni di Horizon Europe
Il Research Mission Park assegnerà un quartiere all’adattamento climatico e uno al cancro. Le città climaticamente neutrali e intelligenti avranno uno spazio autonomo. Oceani e acque condivideranno un’altra area; l’ultima sarà dedicata alla salute dei suoli.
I nomi anticipano i temi, non gli esperimenti che vi saranno collocati. La Star Label segnalerà le proposte in cui ricerca ed espressione artistica si incontrano. La pagina dedicata non pubblica i requisiti dell’etichetta né rivela chi la assegna; manca anche il numero delle attività che la riceveranno.
Il progetto comincia tra i banchi e raggiunge anche la pediatria
Researchers at Schools accompagna gli studenti durante l’anno. Ogni S-TEAM unisce almeno una persona impegnata nella ricerca a un insegnante; la classe lavora con loro su un progetto collegato alle Missioni europee e lo presenta al termine del cammino.
La selezione copre città e aree rurali, senza escludere i quartieri suburbani. Pesano il tipo e l’ordine dell’istituto; viene considerata anche la classe coinvolta. Per gli studenti, la Notte diventa così il momento visibile di un lavoro nato mesi prima.
Sperimenta in corsia nasce per i bambini ricoverati che non riescono a raggiungere il campus: chi fa ricerca entra nei reparti pediatrici con esperimenti e giochi didattici. La pagina dell’iniziativa cita l’Ospedale Civile di Cosenza e lo Spoke di Castrovillari; il titolo richiama Castrovillari, mentre il testo nomina entrambe le strutture. Nessuna data del 2026 è assegnata a uno dei due ospedali.
La settimana della ricerca passa anche dal cinema
Scienza e cinema è annunciata dal 21 al 24 settembre al Cinema Campus dell’Unical. Le giornate sono fissate, mentre titoli dei film e orari delle proiezioni non compaiono; mancano anche eventuali incontri con il personale scientifico e le modalità d’ingresso.
Yoga e mindfulness figura fra gli appuntamenti collaterali ma la pagina non riporta la data né la sede. Anche le modalità di accesso sono assenti. Le iniziative che precedono la Notte seguono calendari propri e non coincidono con l’apertura dei laboratori.
Per una famiglia la giornata comincia prima di partire
La sezione L’università dei Bambini richiama la scuola primaria ma non presenta le attività del 2026. Mancano fasce d’età più strette e l’eventuale presenza obbligatoria di un adulto. Per chi accompagna un figlio, questi riferimenti stabiliscono se una proposta sia adatta oppure no.
Le pagine disponibili non descrivono percorsi per mobilità ridotta né interpretariato LIS. Tacciono anche sui supporti destinati alle disabilità sensoriali. Suoni forti e stimoli visivi meritano avvisi separati, così come l’uso di materiali da manipolare; chi usa una sedia a rotelle o necessita di assistenza ha bisogno di queste informazioni prima di prenotare.
Le regole dei singoli laboratori dovranno specificare eventuali calzature chiuse e dispositivi protettivi. Sul versante degli spostamenti restano senza indicazioni navette, aree di sosta, varchi d’ingresso e documenti richiesti nei palazzi pubblici. Le classi non dispongono di modalità d’arrivo; un piano in caso di pioggia non è pubblicato. Senza la durata dei turni, nemmeno il tragitto fra due attività si lascia calcolare.
Il contributo regionale e l’accordo europeo appartengono a periodi diversi
Il finanziamento regionale già annunciato sostiene l’edizione corrente ma i documenti presentati il 7 settembre non ripartiscono la cifra fra le spese e non riportano l’esborso complessivo. Cofinanziamento significa che quella somma copre soltanto una parte; le carte consultate non dicono da dove arrivino le altre quote.
L’accordo di sovvenzione 101162548, intitolato ReSearch is your Elevation, riguardava il biennio 2024-2025 e disponeva di 300 mila euro. La scheda CORDIS fissa la durata dal 1° aprile 2024 al 31 marzo 2026. All’Unical spettavano 140 mila euro; Cnr e ateneo lucano ne ricevevano 50 mila ciascuno. L’Università Mediterranea e l’Università Magna Graecia avevano 30 mila euro ciascuna, mentre l’amministrazione regionale calabrese figurava senza quota europea.
Sommare la cifra regionale a quella europea unirebbe bilanci riferiti a cicli distinti. Il primo sostiene il 2026; il secondo appartiene a un progetto concluso. Nei materiali pubblici del ciclo MSCA 2026-2027 non compare un nuovo identificativo legato a SuperScienceMe.
L’elenco degli istituti Cnr appartiene al biennio precedente
La presentazione dell’edizione corrente cita numerosi istituti del Cnr attivi nelle due regioni, senza nominarli. Il progetto 2024-2025 elencava ITM, ICAR, IIT e NANOTEC. Comparivano anche IRPI, ISAFOM, ISAC, IRIB e IFC; per la Basilicata erano indicati ISM e IMAA.
Dal 1° luglio 2026 l’ex CNR-IMAA ha assunto il nome CNR-IMIOT. La vecchia pagina conserva la sigla precedente, ormai superata.
Quell’elenco documenta l’accordo chiuso a marzo e non assegna presenze ai laboratori di settembre. Trasferirlo senza una conferma aggiornata attribuirebbe al 2026 partecipazioni che nessun atto ha ancora indicato.
Quanti studenti hanno scelto l’università dopo SuperScienceMe?
Durante la presentazione è stato raccontato che alcuni ragazzi avrebbero orientato la scelta del corso universitario dopo esperienze legate alla manifestazione. Non risultano pubblicati questionari né percentuali; manca una rilevazione capace di misurare quante decisioni siano maturate in seguito a quel contatto.
Per misurare l’influenza dell’esperienza bisognerebbe ricontattare gli studenti nel tempo e raccogliere le loro risposte. L’incrocio con le iscrizioni successive completerebbe la rilevazione; finché un lavoro simile non sarà accessibile, la dichiarazione degli organizzatori rimarrà priva di una misura pubblica.
Chi arriva senza lessico specialistico deve sentirsi atteso
SuperScienceMe si rivolge anche a chi non ha mai messo piede in un laboratorio. Ogni scheda dovrebbe raccontare che cosa farà il visitatore e quanto durerà l’esperienza; le conoscenze richieste meritano una riga a parte, così una curiosità iniziale non si perde davanti a formule incomprensibili.
Nel servizio su ALGO 2026 all’Aquila raccontavamo un congresso destinato a specialisti con iscrizioni già chiuse. Qui entrano famiglie e classi; il linguaggio deve accompagnarle dalla scelta fino al banco dell’esperimento, senza farle sentire ospiti fuori posto.
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