Un Osservatorio permanente, un programma strategico regionale, una Carta per l’IA, un agente conversazionale unico e un nuovo centro di ricerca a Castello Utveggio. Un disegno di legge dell’Ars prova a costruire una struttura regionale per accompagnare la Sicilia nell’impatto dell’intelligenza artificiale.
La Sicilia prova a darsi una propria architettura istituzionale sull’intelligenza artificiale. Il Disegno di legge n. 1001/BIL, depositato all’Assemblea Regionale Siciliana su iniziativa dell’onorevole Salvatore Scuvera come primo firmatario, è stato incardinato e presentato dalla I Commissione “Affari istituzionali”, presieduta dall’onorevole Ignazio Abbate nel ruolo di presidente e relatore, per dare alla Sicilia una strategia organica sull’AI, mettendo insieme controllo, formazione, ricerca e innovazione.
Lungo il percorso di analisi ed emendamenti, il provvedimento si è arricchito dell’importante contributo di vari componenti della commissione e in particolare del deputato Pippo Lombardo (Sud chiama Nord), che ha partecipato attivamente al perfezionamento della norma in un’ottica pienamente bipartisan.
L’iter dell’iniziativa legislativa ha già registrato un passaggio fondamentale con l’approvazione del testo condiviso all’interno della Prima Commissione.
Una volta conclusa la fase relazionale, il testo è stato ufficialmente trasmesso alla Commissione Bilancio per definire e incassare la relativa copertura finanziaria da parte del Governo regionale.
Completato lo step contabile, il disegno di legge farà ritorno in Commissione per il voto finale, per poi approdare definitivamente nell’Aula di Palazzo dei Normanni per l’esame e la votazione conclusiva.
Un ddl che non si limita infatti a prevedere la nascita di un organismo destinato a osservare l’evoluzione dell’IA, ma costruisce intorno a esso un sistema più ampio che comprende monitoraggio, raccolta e analisi dei dati, formazione, ricerca, trasferimento tecnologico, sostegno alle startup, servizi digitali per i cittadini e programmazione strategica.
ilSicilia.it ha analizzato il contenuto del ddl e intervistato il presidente della I Commissione Ars Ignazio Abbate per tracciare un quadro generale della proposta, dei benefici e degli obiettivi ambiziosi per la Sicilia nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale per il territorio regionale.
Analisi del DDL N.1001
Il progetto ruota principalmente attorno a due strumenti. Da una parte l’Osservatorio permanente sull’intelligenza artificiale e inclusione digitale, istituito presso l’Assessorato regionale dell’Economia e coordinato funzionalmente con l’Autorità regionale per l’innovazione tecnologica; dall’altra il Centro di alta formazione e ricerca sull’intelligenza artificiale “Castello Utveggio”, con sede operativa a Palermo e struttura a rete, pensato anche per contrastare la fuga dei cervelli.
L’Osservatorio permanente: la Sicilia prova a governare l’IA
La prima caratteristica del provvedimento è proprio la sua ambizione. L’Osservatorio non viene concepito come un semplice organismo consultivo, ma come un soggetto chiamato a seguire l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla pubblica amministrazione, sul mercato del lavoro e sulla società siciliana.
Sono inoltre previsti esperti delle discipline scientifiche, sociali e umanistiche, rappresentanti del mondo sindacale e datoriale, della sociologia e della pedagogia, dell’industria e della sostenibilità ambientale, del terzo settore, delle imprese e startup innovative, oltre a competenze specifiche su cybersicurezza, protezione dei dati personali e tutela dei consumatori.
È quindi una struttura costruita per mettere insieme competenze molto diverse. L’IA, nella prospettiva del DDL, non viene considerata soltanto come una questione tecnologica, ma come un fenomeno capace di incidere sull’organizzazione della pubblica amministrazione, sull’occupazione, sui diritti, sui servizi e sulle disuguaglianze territoriali.
I componenti restano in carica cinque anni e possono essere confermati una sola volta. La partecipazione alle riunioni è personale e più di tre assenze ingiustificate in un anno comportano la decadenza dall’incarico. Il presidente dell’Osservatorio, inoltre, deve riferire annualmente alle commissioni Affari istituzionali e Attività produttive dell’Ars sul lavoro svolto e sui dati emersi.
È un elemento importante sul piano della trasparenza istituzionale, anche se bisogna distinguere tra monitoraggio e potere di intervento. Il testo attribuisce all’Osservatorio compiti di vigilanza, verifica, analisi e raccomandazione, ma non gli assegna espressamente poteri sanzionatori o la possibilità di bloccare autonomamente un sistema di IA. La sua efficacia dipenderà quindi in larga misura dalla capacità delle sue analisi di trasformarsi in decisioni della Regione.
Uno degli aspetti più rilevanti del DDL riguarda la volontà di misurare concretamente gli effetti dell’intelligenza artificiale. L’Osservatorio dovrebbe definire indicatori di performance, sia prima sia dopo l’introduzione delle tecnologie, per valutare l’efficacia dei servizi pubblici digitali, l’impatto occupazionale e la tutela dei diritti.
Il tema del lavoro assume un peso particolare. Ogni anno l’Osservatorio dovrebbe analizzare il mercato del lavoro regionale per individuare i settori economici e le professioni maggiormente esposti all’automazione e formulare alla Giunta indicazioni sulle priorità per la riqualificazione e la formazione professionale.
Per una regione come la Sicilia, dove la questione occupazionale e quella della formazione professionale sono già centrali, questa potrebbe diventare una delle funzioni più significative dell’organismo. L’obiettivo non sarebbe soltanto capire quali lavori potrebbero essere trasformati dall’IA, ma anticipare il cambiamento attraverso politiche di formazione e aggiornamento delle competenze.
Altrettanto centrale è la gestione dei dati. Il testo prevede il monitoraggio delle modalità di trattamento dei dati sensibili e della tutela della vita privata, mentre l’Ufficio di Statistica della Regione e le strutture regionali competenti per i servizi informatici e digitali dovrebbero fornire annualmente all’Osservatorio i flussi di dati relativi all’utilizzo dei sistemi di IA. L’organismo potrebbe inoltre richiedere ulteriori analisi statistiche e informazioni ai dipartimenti regionali e agli enti interessati.
Il DDL richiama espressamente il coordinamento con AgID, Garante per la protezione dei dati personali, regolamento europeo sull’intelligenza artificiale e GDPR, prevedendo anche la possibilità di raccordarsi con le autorità nazionali per eventuali “recinti protetti” (sandbox) regolamentari.
L’Osservatorio dovrebbe infine produrre ogni anno una relazione sull’efficienza delle misure monitorate, sulle buone pratiche e sulle criticità, valutando gli effetti sociali ed economici attraverso gli indicatori del sistema BES di Istat. Ogni tre anni dovrebbe inoltre elaborare un Programma strategico regionale per l’intelligenza artificiale, successivamente approvato dalla Giunta, e una Carta regionale per lo sviluppo dell’IA, fondata sui principi di sviluppo etico, antropocentrico e responsabile, nel rispetto dei diritti fondamentali, della dignità della persona e dei diritti dei lavoratori.
Dal Palazzo ai cittadini: il chatbot regionale e Castello Utveggio
L’iniziativa non si limita all’istituzione di un Osservatorio, ma prevede anche la creazione di una rete di centri di competenza e l’adozione di una Carta regionale.

L’obiettivo fondamentale è prevenire la frammentazione, consentendo ai Comuni di aderire al sistema regionale anziché sviluppare assistenti isolati. Lo strumento rispetterà criteri stringenti di sicurezza, protezione dei dati e trasparenza algoritmica definiti all’interno di un Catalogo regionale.

Il secondo pilastro è il Centro di alta formazione e ricerca sull’intelligenza artificiale “Castello Utveggio”, situato a Palermo ma strutturato come un “Hub diffuso”. Il Centro si occuperà di formazione avanzata, riqualificazione dei dipendenti pubblici e ricerca applicata in settori chiave come la sanità, i servizi pubblici e la transizione ecologica.
Inoltre, offrirà supporto alle startup mettendo a disposizione infrastrutture di calcolo, spazi e servizi di orientamento verso il mercato.
Per contrastare la fuga dei cervelli e valorizzare le aree periferiche, sono contemplati incentivi alla mobilità per studenti ed esperti provenienti dalle isole minori e da zone geograficamente disagiate.
Il piano finanziario: trecentomila euro nel 2026
Sul piano finanziario, il DDL autorizza per il 2026 una spesa complessiva di 300 mila euro, di cui 250 mila destinati al Centro di Castello Utveggio e 50 mila al funzionamento dell’Osservatorio. A questi si aggiungono 100 mila euro per il biennio 2026-2027 per la comunicazione e il portale telematico.
I componenti dell’Osservatorio opereranno a titolo gratuito, salvo i rimborsi per le trasferte degli esperti esterni. Per garantire la sostenibilità a lungo termine, la struttura dovrà fare affidamento sulle future leggi di stabilità regionali e intercettare risorse da programmi europei, quali FSE, FESR, Horizon Europe ed Europa Digitale, oltre a finanziamenti privati e partenariati pubblico-privati.
La sfida: progetto strategico o nuova struttura da verificare?
La reale efficacia della governance regionale dell’IA dipenderà dalla fase di attuazione. Il testo esaminato lascia all’Osservatorio l’onere di definire i KPI e gli strumenti di misurazione dei risultati, senza fissare preliminarmente obiettivi numerici sui ricercatori da trattenere o sulle startup da creare.
Un fattore critico potrebbe essere rappresentato dalla gestione del Centro: la figura del Direttore scientifico sarà nominata dalla Presidenza della Regione, mentre la selezione pubblica di docenti ed esperti verrà affidata a un comitato indipendente basato sul merito.
La vera verifica non sarà la nascita delle strutture previste dal DDL, ma ciò che queste strutture riusciranno concretamente a cambiare nella pubblica amministrazione, nel sistema produttivo e nella vita dei cittadini siciliani.
La Sicilia, con questo disegno di legge, prova a costruire una propria governance regionale dell’IA. Il passaggio successivo sarà capire se l’Osservatorio riuscirà davvero a produrre conoscenza utile alle decisioni pubbliche e se Castello Utveggio riuscirà a trasformarsi in un luogo capace di attrarre competenze, sviluppare ricerca e creare opportunità.
La validità del progetto si misurerà, in ultima analisi, sulla reale capacità di generare alta professionalità e servizi utili alla collettività nel territorio siciliano.
INTERVISTA A IGNAZIO ABBATE

Presidente Abbate, perché la Sicilia ha bisogno di una strategia regionale sull’intelligenza artificiale?
“Serve una struttura in grado di programmare e organizzare a livello regionale quello che sarà il futuro dell’intelligenza artificiale. Sempre di concerto con le università, la Regione Siciliana — che è a statuto speciale e gestisce circa l’80% della pubblica amministrazione dell’isola — non può non avere una regia né rinunciare a dire la sua su questa nuova sfida. Per questo stiamo portando avanti un disegno di legge che prevederà anche una sede fissa, pensata per ospitare incontri, dibattiti e momenti di programmazione per tutto il territorio.”
Quali ritiene che saranno gli effetti del disegno di legge per cittadini, imprese e pubblica amministrazione?
“Saranno impatti importantissimi. Gli studi che nasceranno dal raccordo con il mondo universitario verranno messi direttamente a disposizione delle imprese. Sarà un’occasione di confronto di cui beneficeranno sia le aziende sia i singoli cittadini, che domani potrebbero diventare imprenditori di se stessi sviluppando le proprie idee. Il fatto che la Regione Siciliana apra questo canale e si doti di una struttura per gestire fasi così delicate rappresenta una garanzia per tutti .”
Il ddl prevede anche un Centro di alta formazione e ricerca al Castello Utveggio. Quale sarà il suo ruolo?
“Quella del Castello Utveggio sarà la sede principale, un luogo simbolico e importante per la Regione, anche se su questo aspetto ci sarà un dibattito aperto con il governo. La struttura è stata individuata durante i lavori della commissione, ma si aprirà un confronto con il Presidente della Regione e con l’esecutivo per valutare se confermare questo sito o individuarne un altro. Si doveva indicare una sede e si è voluto fare una scelta provocatoria e forte anche per istituire l’organismo che gestirà il futuro dell’IA in Sicilia.”
Il disegno di legge fa una menzione specifica anche al contrasto della fuga dei cervelli. Come pensate di trasformare questo obiettivo in risultati concreti per i giovani siciliani?
“C’è stato un confronto costante, con molti suggerimenti arrivati direttamente dai giovani e dagli studenti universitari. In questi giorni mi sto battendo come promotore delle borse di studio per gli specializzandi che scelgono di restare in Sicilia, a dimostrazione di quanto mi stia a cuore questo tema. Il DDL va nella stessa direzione: dobbiamo sostenere e trattenere i nostri talenti offrendo qualcosa in più. È naturale che i giovani vogliano viaggiare e scoprire nuovi orizzonti, ma il nostro compito è dare loro certezze e la possibilità di rientrare, trovando le risorse per realizzare sogni, idee e progetti d’impresa .”
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