Terra Madre Salone del Gusto 2026 a Torino: le conferenze in programma


Da giovedì 24 a domenica 27 settembre 2026 Torino ospita Terra Madre Salone del Gusto, la grande manifestazione che celebra il valore della biodiversità: il claim di questa edizione è infatti Biodiversity – Be Diversity, un invito a riconoscere la diversità come una risorsa fondamentale per il futuro del pianeta.


Nel lungo fine settimana dedicato all’iniziativa organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e di Ismea, Terra Madre 2026 celebra i 40 anni proprio di Slow Food Italia, nel ricordo del compianto presidente Carlo Petrini.


Numerosissime le conferenze in programma, nell’Auditorium Reale Mutua (in via Bertola 48 c): aperte a tutte e a tutti, su registrazione (sul sito di 2026.terramadresalonedelgusto.com).


Venerdì 25 settembre si apre alle 11 con l’appuntamento dal titolo Natura, spiritualità, biodiversità, un dialogo sulla necessità di ripensare l’atteggiamento dell’uomo che si crede padrone della natura: con la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini, intervengono l’attivista e pacifista indiano-britannico Satish Kumar, il cui pensiero si rifà all’ecologia profonda e all’interconnessione di tutti gli esseri viventi, e Paolo Morley-Fletcher, consulente strategico esperto di leadership consapevole e cambiamento culturale, che di mestiere accompagna individui e organizzazioni desiderosi di intraprendere percorsi di trasformazione profonda. Il programma prosegue alle 18 con Il gusto del potere. Il giusto del cibo: insieme a Edward Mukiibi, presidente di Slow Food dal 2022, dialogano il ricercatore e documentarista Raj Patel, il cui lavoro tocca da vicino le ingiustizie del cibo e le soluzioni per sistemi più equi e sostenibili, e la sociologa Jessica Duncan, studiosa della politica delle trasformazioni dei sistemi alimentari.

Sabato 26 settembre si apre alle 11 con Le ricette come strumenti di apprendimento. Intervista con Alice Waters. La chef, autrice e attivista statunitense, nota soprattutto per aver fondato nel 1971 il ristorante Chez Panisse a Berkeley, in California, e per aver contribuito a diffondere negli Stati Uniti il biologico e il  modello della filiera corta, racconta il suo pensiero, a partire dall’esperienza del progetto School Supported Agriculture, per capire come il cibo possa aiutare le giovani generazioni a riscoprire il valore degli ecosistemi locali, del patrimonio culturale e dei princìpi del cibo buono, pulito e giusto.

La conferenza Pensa come mangi. Il sapore della resistenza, in programma sabato 26 settembre alle 18, è un inno alla biodiversità, un manifesto contro l’omologazione del gusto. Intervengono il filosofo e giornalista britannico Julian Baggini, che nei suoi lavori esorta a interrogarsi sulle origini di ciò che mangiamo e sugli effetti che questo ha su ambiente, salute, economia e lavoro; la nutrizionista e docente all’Università di Brasilia Elisabetta Recine, attuale presidente del Consiglio nazionale brasiliano per la sicurezza alimentare e nutrizionale, ed Eric Schlosser, giornalista e saggista statunitense, autore del best seller Fast Food Nation, nella sua carriera ha indagato il modo in cui viene prodotto il cibo, anche attraverso il linguaggio documentaristico.

Domenica 27 settembre si apre alle 11 con la conferenza Noi siamo mare. Come rigenerare la biodiversità marina, dedicata al mondo del mare, troppo spesso escluso dalle riflessioni sul futuro del pianeta: la biologa marina inglese Helen Scales, docente all’università di Cambridge e giornalista radiofonica per la Bbc, si confronta con l’ecologo Roberto Danovaro, docente di Marine Ecosystem Restoration al master internazionale IMBRSea all’Università Politecnica delle Marche, su cosa fare per difendere la risorsa marina e la sua biodiversità, tanto ricca quanto ancora poco conosciuta. Il programma delle conferenze si chiude alle 18 con Terra e pace: la relatrice speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo Sofía Monsalve Suárez, il professore di Filosofia del diritto all’Università di Pisa Tommaso Greco e Dali Nolasco Cruz, membro messicano del board internazionale di Slow Food e fondatrice della rete di imprese di economia sociale e solidale di donne indigene Mopampa, si confrontano su come l’agricoltura possa essere un gesto di pace, in quanto atto di fiducia verso il futuro.

Accanto alle conferenze dell’Auditorium Reale Mutua, Terra Madre propone altri momenti di confronto e approfondimento con produttori, docenti, tecnici, scrittori, istituzioni, e mondo della ricerca scientifica.

Conosciamo davvero le aree interne, la loro fragilità e la ricchezza di chi le abita e le custodisce? Lo spazio dedicato alle Terre Alte, realizzato grazie al supporto del main partner Acqua S.Bernardo, in piazza San Carlo a Torino, parte da queste domande per raccontare quanto la cura della montagna sia importante non solo per le comunità che la vivono, ma anche per le pianure e le città, e quanto l’abbandono di questi territori abbia conseguenze sull’intero equilibrio ambientale e sociale. Il programma delle conferenze mette al centro la biodiversità agricola e culturale delle Terre Alte e la necessità di coltivare, allevare e vivere la montagna attraverso modelli capaci di preservarne le risorse e generare nuove economie. 

Tra gli appuntamenti, l’incontro Coltivare le terre alte, (giovedì 24 settembre alle 17) in cui si parla di varietà tradizionali, terrazzamenti, mulini, forni e filiere da ricostruire; la presentazione di due nuovi Presìdi: le mele storiche del Trentino-Alto Adige e il Presidio nazionale della castanicoltura tradizionale, nato grazie al sostegno di Italyscape;  il lancio della campagna Terre Altre, riabitare e resistere, realizzata da Slow Food Italia con il sostegno del Consorzio del Parmigiano Reggiano per raccontare e sostenere chi si prende cura di pascoli, alpeggi, castagneti e produzioni tradizionali, l’avvio ufficiale del progetto A Scuola di Terre Alte, realizzato da Slow Food Italia con il contributo del Fondo Carta Etica di UniCredit: un laboratorio diffuso che trasforma le aziende agricole tra Alpi e Appennini in un’infrastruttura educativa a cielo aperto per formare le nuove generazioni ai mestieri delle terre alte; e poi diversi momenti di riflessioni su alcune delle tematiche più importanti e complesse di questi anni: la difesa dei formaggi a latte crudo, la tutela delle razze autoctone, il futuro dell’allevamento suino al pascolo, sempre più a rischio, la convivenza con la fauna selvatica.  

L’area Terre Alte è realizzata grazie a S.Bernardo, con la partecipazione del Consorzio del Parmigiano Reggiano e di PEFC Italia. In questo spazio – arricchito con gli alberi del vivaio regionale Gambarello di Chiusa Pesio (Cn), sono presenti anche i produttori del nuovo Presidio della castanicoltura tradizionale e alcuni alcuni pastori e casari  del Presidio dei prati stabili e dei pascoli, sostenuto da Eataly. 

Un altro spazio che ospita conferenze è quello delle sale del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, a Palazzo Carignano in piazza Carlo Alberto 8. Lo spazio, dal nome Nutrire le città del mondo, sostenuto da Comune di Torino, Comune di Roma, ICPI e BIA, insieme ai progetti CLEVERFOOD, AKLI BALADI e RACINeS, è un’arena internazionale dedicata al rapporto tra cibo, città e cooperazione, dove istituzioni, amministratori, ricercatori, produttori e comunità si confrontano sulle sfide dei sistemi alimentari urbani e sugli strumenti per trasformarle in politiche concrete. In questo contesto si svolge la Conferenza internazionale delle città del cibo, promossa dalla Città di Torino in coprogettazione con Slow Food Italia, con il coinvolgimento degli attori della Cooperazione, a partire dalla Regione Piemonte. La conferenza è una tappa degli Stati Generali della cooperazione internazionale degli Enti territoriali, ideati da Anci (Associazione nazionale comuni italiani). 

Il programma prosegue nelle Sale Plebisciti e Codici nel Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e affronta alcuni dei nodi centrali delle food policy contemporanee: dal ruolo dei mercati nelle agende politiche urbane al diritto al cibo e al welfare di comunità, dall’educazione alimentare alla ristorazione collettiva, fino alla sovranità alimentare e alla cooperazione internazionale. Tra gli appuntamenti, venerdì 25 settembre alle 13, Nutrire le città del futuro: i mercati al centro delle agende politiche, evento conclusivo del percorso dei Dialoghi Nazionali Italiani CLEVERFOOD, progetto di Horizon Europe che coinvolge cittadini, ricercatori, responsabili politici e operatori del settore nella transizione verso sistemi alimentari equi, sani e sostenibili. Sabato 26 settembre alle 16:30 è in programma Dal diritto al cibo adeguato al welfare di comunità, dedicato alle strategie locali per contrastare povertà, spreco e disuguaglianze. Nutrire il futuro: l’educazione alimentare e il diritto a un cibo buono, pulito e giusto, giovedì 24 settembre alle 16, che approfondisce il ruolo dell’educazione alimentare come strumento di cittadinanza attiva e di cambiamento per la salute pubblica, la sostenibilità e la giustizia sociale. Cibo buono, pulito e giusto nella ristorazione collettiva, venerdì 25 settembre alle 10:30, dedicato al ruolo delle mense come leva delle food policy urbane per sostenere le filiere corte, ridurre l’impronta carbonica, promuovere l’educazione alimentare e garantire il diritto alla salute; e La via italiana alle food policy: dalle piazze alle mense, un confronto sulla governance del cibo, dalla visione istituzionale alla progettazione dei territori e alla misurazione dell’impatto delle politiche alimentari. 

In Sala dei Codici, ampio spazio è dedicato alla cooperazione internazionale, con Lavoro, sviluppo locale e migrazione, giovedì 24 settembre alle 14:30, che racconta i partenariati territoriali tra Piemonte e Costa d’Avorio, e con Akli Baladi: il cibo come ponte tra culture, dedicato al progetto Akli Baladi – Politiche alimentari locali per le città italiane e palestinesi, coordinato dalla Città di Torino e co-finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Il progetto rafforza i legami tra Italia e Palestina attraverso pratiche sostenibili, economia sociale, scambio di conoscenze, riqualificazione dei mercati, educazione alimentare e valorizzazione delle filiere del miele, dei datteri e dell’olio. Domenica 27 settembre alle ore 10:30, alla Palestina è dedicato anche Sovranità alimentare e giustizia in Palestina, che approfondisce il ruolo del cibo come strumento di resistenza, diritti, autodeterminazione e sviluppo comunitario, a partire dal progetto IBTKAR, finanziato dalla Cooperazione Italiana (AICS) e guidato da Oxfam in partnership con COSPE, Banca Etica, Provincia di Bolzano, ACAD, ACAD Finance, REEF Finance e organizzazioni palestinesi e italiane. 

Tra gli eventi organizzati nel cortile interno del museo: 6 città, 5 mercati. Un’altra idea di mondo, giovedì 24 settembre alle ore 16:30 è dedicato al ruolo dei Mercati della Terra nelle food policy urbane e realizzato nell’ambito di Slow Food in Azione: Un’altra Idea di Mondo, progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione generale del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese – attraverso l’Avviso n. 2/2025, di rilevanza nazionale ai sensi dell’articolo 72 del Codice del Terzo Settore, annualità 2025. Il percorso coinvolge sei città pilota – Roma, Vicenza, Martina Franca, Crispiano, Alba e Pontremoli – e accompagna l’integrazione del cibo locale, pulito e giusto nelle agende istituzionali fino a Cheese 2027. Completano il programma gli appuntamenti dedicati a educazione alimentare e ristorazione collettiva, che approfondiscono il ruolo delle scuole e delle mense come strumenti di salute, sostenibilità, filiere corte e innovazione nelle politiche alimentari.

Infine, sabato 26 settembre alle 10:30, da segnalare tra le conferenze, Dal campo al piatto: sapori e filiere in Senegal che racconta il progetto RACINeS – Réseaux et actions coopératives et inclusives pour les nouvelles politiques alimentaires au Sénégal, che sostiene sette collettività locali nel rafforzamento dei sistemi alimentari e nella valorizzazione delle produzioni locali. Guidato da Bintou Ndiaye, trasformatrice di prodotti agricoli, e Mariama Fatty, formatrice in microgiardinaggio, l’appuntamento propone un percorso tra miglio, patata dolce, moringa e verbena, mostrando come saperi tradizionali, trasformazione alimentare e agricoltura urbana possano rafforzare le filiere locali. Lo showcooking porta in scena alcune preparazioni della tradizione senegalese, tra cui il Thièrè Mboum, il Thiakry e una confettura di patata dolce e baobab. 

 


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