#Finsubito news dalla rete – Certa Stampa – VIDEO-FOTO/ UNIONE DEI COMUNI DELLA LAGA, LA RIUNIONE SUI CONTI FINISCE NEL CAOS: SCONTRO AGOSTINELLI-FIORA’, ECCO LA SITUAZIONE CONTABILE SECONDO IL REVISORE GENNARELLI


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Doveva essere la riunione della chiarezza, la prima dell’Unione dei Comuni Montani della Laga dopo l’apertura dell’inchiesta giudiziaria che coinvolge Luca Galeotti, ex responsabile finanziario dell’Ente. Doveva servire soprattutto a mettere in fila numeri, anomalie contabili e possibili debiti accumulati negli anni. È finita invece con i toni altissimi e con uno scontro politico che, per lunghi tratti, ha riproposto all’interno dell’Unione quello già visto nel Consiglio comunale di Campli, tra il sindaco Federico Agostinelli e il rappresentante della minoranza camplese Marino Fiorà.

Una sorta di processo politico al primo cittadino di Campli, con contestazioni, repliche e momenti di forte tensione, mentre sul tavolo restava la questione principale: ricostruire una situazione contabile che, secondo il revisore dei conti Stefano Gennarelli, presenta gravissime irregolarità e somme potenzialmente molto consistenti da regolarizzare.

Il documento portato all’attenzione del Consiglio dell’Unione nasce proprio dal verbale redatto da Gennarelli il 29 luglio 2026. Il revisore aveva chiesto ad Agenzia delle Entrate, Agenzia Entrate-Riscossione, Inail e Inps informazioni sulla posizione dell’Ente e su eventuali inadempienze. Una verifica dalla quale è emerso un quadro pesantissimo, anche se gli stessi atti precisano che cifre, annualità e singole poste dovranno essere sottoposte a verifica analitica e non possono ancora essere considerate definitivamente cristallizzate.

Tra le anomalie indicate figura l’omessa contabilizzazione delle carte contabili bancarie a partire dal 2023, con conseguente disallineamento tra cassa e contabilità rispetto alle risultanze del Tesoriere. Il revisore segnala inoltre la parziale acquisizione e contabilizzazione delle fatture passive e l’omessa costituzione di impegni di spesa. Quest’ultima situazione potrebbe determinare, alla data del 31 dicembre 2025, la possibile emersione di debiti fuori bilancio per circa 636mila euro.

Ma non è tutto. Nella relazione si parla anche di una reiterata alterazione e cancellazione dei mandati di pagamento dal software Halley, circostanza che avrebbe determinato il disallineamento dei movimenti del conto di Tesoreria rispetto alle scritture contabili, l’inattendibilità dell’impianto contabile e l’impossibilità di riconciliare i flussi di cassa con le risultanze del Tesoriere.

Sul versante fiscale il quadro è altrettanto complesso. Secondo le verifiche riportate dal revisore, per il periodo 2020-2025 risulterebbero omessi versamenti Irpef e addizionali locali per 32.410,86 euro. I modelli 770 relativi agli esercizi dal 2020 al 2024 risultano omessi.

Per l’Iva, le dichiarazioni relative agli esercizi 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024 risulterebbero non presentate, così come le liquidazioni periodiche. Nel periodo 2020-2025 il revisore quantifica in 137.959,94 euro i versamenti Iva che risulterebbero omessi relativamente alle fatture d’acquisto soggette a split payment.

A questi importi si aggiungono 17.442,68 euro di versamenti Irap che risulterebbero omessi e 96.181,95 euro di versamenti contributivi. La relazione segnala inoltre che l’Unione non avrebbe provveduto alla presentazione dei modelli DMA/Uniemens a partire dal 2018.

Il conto complessivo, dunque, non può essere ridotto a un unico “ammanco” già definitivamente accertato: il documento distingue infatti tra versamenti che risulterebbero omessi, possibili debiti fuori bilancio e altre poste ancora da verificare. È proprio per questo che il Consiglio ha approvato un atto di indirizzo finalizzato alla ricostruzione integrale della contabilità.

C’è poi un passaggio particolarmente significativo. Negli atti viene richiamata una nota della Procura della Repubblica, protocollo 1433 del 9 settembre 2026, con la quale è stato rilasciato il nulla osta allo svolgimento delle operazioni di ricostruzione e ripristino della contabilità, nei limiti e secondo le eventuali prescrizioni contenute nella stessa nota.

Il Consiglio ha quindi deciso di assumere il verbale di Gennarelli come principale documento tecnico di riferimento, precisando però che questo non comporta l’automatica certificazione delle singole cifre né l’attribuzione di responsabilità personali. Agli uffici viene chiesto di ricostruire le scritture contabili, riconciliare la cassa con il Tesoriere, verificare fatture e obbligazioni, regolarizzare gli adempimenti fiscali, previdenziali e contributivi e predisporre i rendiconti di gestione ancora mancanti insieme al bilancio di previsione 2026-2028.

Il documento segnala infatti un altro dato rilevante: risultano ancora non approvati i rendiconti di gestione 2023, 2024 e 2025, oltre al bilancio preventivo 2026-2028.

La vicenda contabile, peraltro, arriva dopo anni nei quali Galeotti ha ricoperto ruoli centrali nell’area finanziaria dell’Unione. Gli atti pubblici dell’Ente confermano incarichi come funzionario economico-finanziario anche tra il 2025 e il 2026 e la sua presenza come segretario verbalizzante in diversi provvedimenti dell’Unione.

Una seduta, dunque, che avrebbe dovuto concentrarsi sulla ricostruzione dei conti e sulle misure da adottare e che invece è diventata anche terreno di un durissimo confronto politico. Agostinelli e Fiorà hanno riportato nell’aula dell’Unione lo scontro camplese, con domande sulle responsabilità politiche e amministrative della gestione e repliche accese.

Alla fine, però, resta soprattutto il contenuto degli atti. E i numeri descrivono una situazione che richiederà tempo per essere ricostruita fino in fondo. La stessa delibera evita conclusioni anticipate sulle responsabilità e dispone verifiche puntuali prima di considerare definitive le cifre. Sullo sfondo resta l’inchiesta giudiziaria: per Galeotti, come per ogni persona sottoposta a indagine, vale la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità.


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