#Finsubito news dalla rete – Il decretino. Il tetto per lo 0,44% degli studenti, ma solo se si può fare


Il principio resta, il contenuto si assottiglia. A conti fatti, il decreto legge che introdurrà il tetto del 30% degli studenti stranieri in classe riguarderà lo 0,44% degli studenti in Italia, che in totale sono poco più di 8 milioni. In valore assoluto si tratta, come si legge in un documento della Camera dei deputati di metà 2024, di 27.566 studenti, divisi tra la scuola primaria e la secondaria: appena il 3,8% di tutti gli allievi di origine straniera. Una platea ridottissima per la quale si crea un provvedimento bandiera e perfino un attrito con il Quirinale. A uso e consumo della campagna elettorale e della corsa per sottrarre terreno a Roberto Vannacci.

Alla vigilia dell’approvazione del provvedimento in Consiglio dei ministri, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara delinea i dettagli della misura. In conferenza stampa con lui ci sono altri esponenti della Lega, tra cui Matteo Salvini. Valditara parla ora di “criterio puramente linguistico” nella formazione delle classi. Ma perché la platea sarà così ridotta? Dal numero degli studenti stranieri in Italia bisogna escludere quelli che già conoscono l’italiano. Bisogna poi togliere quelli che sono nati in Italia e hanno frequentato la scuola dell’infanzia nel nostro Paese. Restano quindi i bambini nati all’estero, arrivati in Italia durante il loro percorso di formazione, che non conoscono la lingua. Anche se figli di cittadini europei. 

La percentuale dello 0,44%, in realtà, potrebbe scendere ancora, perché Valditara annuncia un altro correttivo, in linea con il monito sul diritto allo studio del presidente della Repubblica. “Gli uffici scolastici territoriali – spiega il ministro – coordineranno i presidi per distribuire in maniera più equilibrata gli studenti tra le scuole di prossimità; dove ciò non sarà materialmente possibile, saranno previste deroghe e un potenziamento dell’insegnamento dell’italiano”. Tradotto: in centri come Mestre, Monfalcone o in alcuni quartieri di Milano, questo tetto non sarà applicato. Perché in quelle aree si potrà superare il 30%. Per non costringere gli alunni a lunghi viaggi per poter andare a scuola. Una lesione del diritto allo studio che per il Quirinale non è accettabile. 

Ancora un altro paletto: il decreto legge entrerebbe subito in vigore, ma non saranno toccate le classi già formate a settembre 2026. Si inciderà su quelle del prossimo anno scolastico. Se però uno studente si iscriverà ad anno in corso, non sarà inserito in una classe dove c’è già il 30% di studenti che non conoscono l’italiano, ma in una dove il tetto non è stato raggiunto.

Meno impattante a livello numerico l’altra misura del provvedimento: il divieto di indossare a scuola il burqa e il niqab, i due indumenti musulmani, spesso imposti, che coprono interamente il volto delle donne. A domanda di HuffPost durante la conferenza stampa né Salvini né Valditara sanno fornire una stima anche approssimativa delle ragazze che oggi entrano a scuola con il velo: “Non possiamo censire come si va vestiti a scuola, ce lo vieterebbero. Indipendentemente da quante siano è giusto intervenire, perché la dignità della donna va rispettata sempre e comunque”, spiega Valditara. Dall’opposizione nei giorni scorsi, come ricorda il ministro, si faceva riferimento a circa 500 casi, ma potrebbero essere di meno. La Lega ha sempre in mente la storia di Monfalcone, dove la preside di una scuola superiore ha predisposto una stanza ad hoc per riconoscere le studentesse con il volto coperto prima dell’ingresso in classe: “Quando è emerso quel caso – è il ragionamento che fa Valditara – ci sono arrivate molte segnalazioni. Il fenomeno in alcune zone d’Italia è più diffuso di quanto si pensi”.

Dal governo viene confermato lo strumento: un decreto legge. Un atto del governo che dovrebbe servire solo nei casi di necessità e urgenza. “Sia per quanto riguarda il divieto di burqa e niqab che per il tetto degli studenti, non si vede in che modo possano sussistere i requisiti di necessità e urgenza”, spiega a HuffPost la professoressa Monica Bonini, docente di diritto pubblico e costituzionale all’Università di Milano Bicocca. “In questo caso l’assenza di urgenza è ancor più evidente, perché il provvedimento arriva ad anno scolastico già iniziato”. Quello dell’eccessivo uso dei decreti è un tema annoso e certamente non confinato al governo di Giorgia Meloni. Ma questo caso è peculiare: “Tutti i governi usano i decreti anche in circostanze in cui questi requisiti, previsti chiaramente dalla Costituzione, non ci sono. Questa volta però c’è un elemento in più”, argomenta la docente, “in un ordinamento democratico e pluralista, quando in gioco ci sono i diritti – è il ragionamento – e in questo caso parliamo di diritto allo studio, il decreto legge non è per definizione lo strumento adatto per intervenire. C’è bisogno della riflessione di entrambe le Camere”. Riflessione che in questo caso ci sarà forse solo in sede di conversione del decreto in legge dello Stato, se non si procederà a colpi di fiducia. Così come è avvenuto per molti altri decreti degli ultimi anni. I vari sulla sicurezza, per esempio. Il presidente della Repubblica, che ha avvertito il governo del rischio di creare classi ghetto, non dovrebbe opporsi allo strumento del decreto, ma ha implicitamente fissato alcuni paletti sul contenuto: “È difficile in generale che un presidente della Repubblica non emani un decreto, perché si tratta di un atto immediatamente operativo”, spiega Monica Bonini. Sull’attacco di Meloni a Mattarella, con il riferimento alla circolare che il presidente ha fatto quando era ministro dell’Istruzione, Bonini dice che “il presidente della Repubblica ha esercitato il suo potere di esternazione. È grave cercare lo scontro, perché indebolisce l’istituzione”.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม