Non c’è niente da fare: in Italia la revisione dei trattori, siano essi lenti o veloci (cioè con velocità di progetto superiore ai 40 chilometri orari), è soggetta a continui rinvii. Se i controlli sui trattori lenti vengono rimandati da anni in mancanza di un decreto attuativo, la revisione dei trattori veloci – partita ufficialmente a febbraio 2026 grazie al Decreto Dirigenziale n. 494 del 25 novembre 2025 – registra già una proroga dei termini a causa di difficoltà operative.
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Fin dallo scorso febbraio, le incertezze relative all’applicazione e la scarsa reattività dei centri di controllo incaricati – gli Uffici della Motorizzazione Civile e i centri privati in regime di legge n. 870 del 1/12/1986 – hanno permesso a pochi imprenditori agricoli di eseguire le revisioni dei trattori per tempo, sollevando preoccupazioni tra le associazioni e le aziende del settore.
Preso atto dello scenario, il 10 giugno 2026 la Direzione Generale della Motorizzazione Civile ha emanato il Decreto Dirigenziale n. 303 che sposta dal 30 giugno al 31 dicembre 2026 la scadenza per eseguire i controlli dei trattori a ruote di tipo veloce immatricolati dal primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2019.
Partita fattibile o corsa contro il tempo?
Composto da un articolo unico, il Decreto Dirigenziale n. 303 non modifica le linee guida del DD n. 494 che definiscono le modalità di esecuzione delle revisioni, ma concede sei mesi in più per portare a termine i controlli dei trattori veloci (appartenenti alle categorie T1b, T2b, T3b, T4b, T5) immatricolati negli anni 2017-2019.
Resta da capire se il periodo aggiuntivo concesso sia sufficiente per completare le revisioni dei trattori veloci individuati nel DD n. 494. Ad oggi, infatti, il 31 dicembre 2026 è la scadenza ultima per revisionare anche i mezzi Tb immatricolati dal primo gennaio 2020 al 31 dicembre 2022.
Secondo le stime congiunte di Federacma e di altre associazioni della filiera, nel complesso i trattori veloci da controllare entro fine anno sono circa 7-8mila, un numero non trascurabile a cui si aggiungono i veicoli pesanti da revisionare nel 2026.
Revisione, la proroga non basta
In teoria, la finestra temporale più ampia concessa dal Decreto Dirigenziale n. 303, dovrebbe permettere ai centri autorizzati di superare i problemi iniziali, tra cui lo scarso coordinamento delle attività, la formazione insufficiente dei tecnici e il difficile approvvigionamento delle attrezzature. In pratica, da giugno a oggi, il sistema non si è sbloccato e le difficoltà operative permangono.
“Non c’è ancora stato un tavolo di confronto tra le associazioni del settore e la Motorizzazione relativo alla gestione operativa della revisione dei trattori veloci – fa sapere Andrea Borio, presidente di Federacma. Tuttavia, una misura di questa portata, soprattutto nella fase di prima applicazione, avrebbe bisogno di un confronto costante con gli operatori per individuare rapidamente le criticità e trovare soluzioni praticabili“.
Ad oggi il sistema dei controlli funziona a rilento, spingendo a pensare che sia praticamente impossibile portare a termine la revisione dei 7-8mila trattori interessati entro fine 2026.
“Il Ministero dei trasporti non dispone ancora di dati ufficiali e aggiornati sulle revisioni effettuate. Tuttavia, le indicazioni informali che ci arrivano parlano di numeri ancora estremamente limitati, nell’ordine di 150-200 revisioni, eseguite in buona parte da imprese contoterzi – afferma Borio. In tale contesto, non basta accelerare semplicemente il ritmo, bisogna prendere atto che la scadenza non è materialmente raggiungibile e intervenire subito sulle criticità operative e sul calendario delle revisioni”.
Controlli periodici: quali sono gli ostacoli?
Il numero ridotto di revisioni effettuate è da attribuire a difficoltà tecnico-procedurali (accettazione delle prenotazioni, formazione del personale, disponibilità di attrezzature), ma anche – secondo Federacma – a problematiche più banali che nella pratica rallentano fortemente il sistema.
“La trasmissione al Mit dei dati riguardanti le revisioni dovrebbe avvenire attraverso procedure completamente informatizzate, invece presenta ancora passaggi manuali – chiarisce Borio. A rallentare l’iter contribuisce il fatto che le macchine agricole non risultano ancora pienamente integrate nell’Archivio Nazionale dei Veicoli, semplicemente perché non esiste un archivio nazionale dei mezzi agricoli“.
“Tutti questi elementi dimostrano quanto sia necessario accompagnare l’introduzione dell’obbligo di revisione per i trattori veloci con procedure chiare, sistemi informatici funzionanti e un confronto operativo con chi le revisioni deve materialmente eseguirle” continua Borio.
Ulteriore rinvio sempre più probabile
Alla luce della situazione attuale, c’è da aspettarsi un’ulteriore proroga che sposti la scadenza del 31 dicembre 2026 almeno al 2027, rimandando ancora una volta l’esecuzione delle revisioni sui trattori veloci.
“Riteniamo una proroga indispensabile e imprescindibile. Naturalmente spetta al Mit individuare lo strumento amministrativo più corretto, ma sarebbe irrealistico mantenere una scadenza che, nelle condizioni operative odierne, non può essere rispettata – afferma Borio. La proroga non può però essere l’unica risposta: il tempo aggiuntivo deve servire a risolvere concretamente le criticità che stanno rallentando il sistema. Altrimenti rischiamo di spostare in avanti il problema senza risolverlo”.
Per sbloccare davvero il processo, Federacma sostiene che si debba partire da un principio: la revisione delle macchine agricole deve essere affidata a persone e imprese realmente qualificate.
“Le nostre officine possono dare un contributo fondamentale, perché conoscono i mezzi da controllare, dispongono di personale formato, hanno seguito corsi specifici e hanno investito in attrezzature e competenze. È però indispensabile che il quadro attuativo definisca finalmente in maniera chiara le procedure di controllo e garantisca criteri omogenei in tutti i centri autorizzati” aggiunge Borio.
Secondo Borio, “dopo quindici anni di attese abbiamo bisogno di un vero cambiamento. Altrimenti continueremo a fissare obblighi e scadenze sulla carta senza costruire un sistema di revisione realmente efficace. Quindi bisogna definire delle regole per creare delle Officine Certificate e noi siamo pronti a dare una mano”.
Slittamento delle scadenze, le ricadute sugli utenti finali
Il funzionamento rallentato del sistema e il probabile ulteriore rinvio della scadenza di fine anno creano incertezze tra i proprietari dei trattori veloci che non sanno se perseverare nelle prenotazioni dei controlli oppure sperare di disporre di più tempo per distribuire meglio i costi di revisione della loro flotta.
In ogni caso, indipendentemente dall’emanazione o meno di un’altra proroga, agli agricoltori e ai contoterzisti che possiedono mezzi Tb conviene farsi trovare pronti, eseguendo tutte le manutenzioni necessarie sui trattori ed effettuando anche dei controlli in preparazione alla revisione presso le officine di riferimento.
Fare un check preventivo, oltre a garantire maggiore sicurezza per gli operatori, riduce al minimo il rischio di non passare la revisione vera e propria e andare incontro a spiacevoli fermo macchina.
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