#Finsubito news dalla rete – Fisco, banche dati e analisi di rischio portano in cassa 100 miliardi di euro


Analisi del rischio automatizzate e interoperabilità delle banche dati a disposizione dell’amministrazione finanziaria fanno fare un salto di qualità alla lotta all’evasione e alla compliance fiscale. La lotta all’evasione fiscale passa sempre più dalla capacità dell’Amministrazione finanziaria di selezionare preventivamente i contribuenti caratterizzati da un maggiore profilo di rischio grazie anche all’utilizzo di tecniche di intelligenza artificiale. È su queste basi che i recuperi dalla lotta all’evasione hanno intatti superato i 100 miliardi nel triennio 2023-2025.

Quello in oggetto è uno dei passaggi più significativi dell’audizione del Vice Ministro dell’Economia e delle finanze, Maurizio Leo del 16 settembre 2026 presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle misure di contrasto all’evasione fiscale e sull’utilizzo delle banche dati fiscali (si veda ItaliaOggi del 17/9/2026).

Il modello delineato dal Vice Ministro si fonda sulla piena utilizzazione delle informazioni che confluiscono nell’Anagrafe tributaria e nelle altre banche dati a disposizione del Fisco grazie anche alle nuove disposizioni in materia contenute nell’articolo 2 del Dlgs n.13/2024.

Interoperabilità delle banche dati e analisi del rischio

L’interoperabilità tra le banche dati dell’anagrafe tributaria – in particolare l’archivio dei rapporti finanziari e quello delle fatture elettroniche integrate – affiancata dalle tecnologie digitali e dagli strumenti di intelligenza artificiale, consente infatti all’amministrazione finanziaria il rafforzamento delle analisi del rischio fiscale e l’individuazione con maggiore precisione delle posizioni che meritano un approfondimento.

In questa ottica deve essere sicuramente inquadrata anche la crescita esponenziale degli accertamenti basati sulle anomalie e sui bassi punteggi ISA, passati da zero a circa 200mila nell’arco del solo anno 2025.

Liste selettive e prevenzione dell’evasione

Attraverso le banche dati, l’amministrazione finanziaria può individuare i soggetti a più alto rischio e costruire elenchi mirati sui quali concentrare l’attività di accertamento. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato economizzare le risorse dell’Amministrazione, evitando controlli generalizzati o scarsamente produttivi; dall’altro rendere più incisiva l’azione contro fenomeni di evasione ed elusione.

Il controllo fiscale tende così a spostarsi da una logica prevalentemente successiva e generalizzata verso una selezione preventiva fondata sui dati e sui rischi fiscali individuati. Le informazioni già conosciute dall’amministrazione, come appunto le risultanze degli ISA, diventano la base per far emergere incongruenze, anomalie e scostamenti che possono giustificare l’inserimento del contribuente in una lista di posizioni da sottoporre a controllo.

La logica è quella di concentrare l’azione amministrativa dove il rischio fiscale risulta più elevato. In altri termini, non tutti i contribuenti vengono considerati allo stesso modo: l’attività istruttoria viene indirizzata prioritariamente verso le posizioni che, sulla base delle informazioni disponibili e delle elaborazioni effettuate, presentano elementi di anomalia maggiormente significativi.

Le banche dati assumono quindi una funzione strategica nella fase che precede l’accertamento vero e proprio. Il patrimonio informativo a disposizione del fisco non viene dunque utilizzato soltanto per verificare ex post la correttezza delle dichiarazioni, ma anche per stabilire dove indirizzare l’attività di controllo. È questo il terreno sul quale l’interoperabilità delle informazioni può produrre gli effetti più rilevanti in termini di efficienza amministrativa.

Secondo quanto riferito dal Vice Ministro, tale impostazione contribuisce anche ai risultati ottenuti sul fronte del recupero dell’evasione. Nel 2023 sono stati recuperati complessivamente 31,4 miliardi di euro, saliti a 33,4 miliardi nel 2024 e a 36,2 miliardi nel 2025. Nel triennio 2023-2025 il recupero complessivo ammonta quindi a circa 101 miliardi di euro.

Leo ha ricondotto buona parte di questi risultati proprio all’impiego crescente degli strumenti tecnologici e delle informazioni disponibili nelle banche dati.

Compliance e avvisi bonari

Il sistema delle liste selettive si inserisce inoltre in una strategia più ampia, nella quale il controllo non rappresenta necessariamente il primo esito dell’analisi dei dati. Le informazioni disponibili possono infatti essere utilizzate anche in chiave preventiva, attraverso comunicazioni di compliance e avvisi bonari che consentono al contribuente di correggere eventuali incongruenze prima dell’avvio di un procedimento di accertamento. Anche su questo fronte l’incremento del numero di avvisi di compliance inviati dal fisco ai contribuenti è in costante incremento da un anno all’altro.

Ne deriva un modello nel quale la stessa analisi del rischio può condurre a esiti diversi a seconda della gravità e della natura dell’anomalia rilevata: da un lato la segnalazione preventiva finalizzata all’adempimento spontaneo, dall’altro l’inserimento nelle liste selettive destinate all’attività di controllo.

Il ruolo dell’IA e l’importanza del fattore umano

Particolarmente rilevante è il ruolo attribuito alle tecnologie di intelligenza artificiale. Nel disegno illustrato dal Vice Ministro, queste ultime costituiscono uno strumento di supporto alla selezione e all’analisi delle informazioni, ma non dovrebbero mai sostituire la valutazione umana. Leo ha infatti escluso che l’accertamento possa derivare automaticamente da una procedura informatica: l’elaborazione dovrà essere verificata dal funzionario e dovrà comunque essere garantito il contraddittorio con il contribuente.

Questo profilo assume particolare importanza proprio con riferimento alle liste selettive. L’inclusione di un contribuente in una platea considerata a rischio non equivale infatti, di per sé, all’avvio di un’attività di accertamento. La selezione costituisce una fase preliminare dell’attività amministrativa, finalizzata a individuare le posizioni da approfondire.

La questione centrale, nei prossimi anni, sarà quindi non soltanto la quantità di informazioni disponibili al fisco, ma soprattutto il modo in cui tali informazioni saranno incrociate, elaborate e utilizzate per costruire le liste selettive. Importante sarà fare passi in avanti anche sulla scrematura delle posizioni selezionate per escludere i c.d. “falsi positivi”.

Sono ancora troppi, a parere di chi scrive, i casi di lettere di compliance o di richieste di chiarimenti da parte del fisco che non tengono conto di pagamenti già effettuati o altre operazioni che giustificano l’anomalia stessa.

È su questo terreno, oltre che su quello della trasparenza dell’azione amministrativa, che si giocherà gran parte dell’equilibrio tra l’efficacia dei controlli e le garanzie del contribuente. (riproduzione riservata)


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