Rinascita Civica si astiene sul piano di riequilibrio. Nicoletta Perrotti: «La sostenibilità ventennale non è compiutamente dimostrata». E sulla variazione di bilancio: «Dietro le tabelle ci sono scelte politiche concrete»
Il Comune di Castrolibero mette sul tavolo il proprio percorso di riequilibrio finanziario. E dai banchi dell’opposizione arriva un’astensione che, nelle parole di Nicoletta Perrotti, è tutt’altro che neutra.
Perché Nicoletta Perrotti non mette in discussione la necessità di risanare i conti dell’Ente. Mette in discussione, piuttosto, le scelte politiche attraverso le quali quel risanamento viene costruito.
È questa la linea che emerge dal suo intervento sui punti 4, 5 e 6 del Consiglio comunale. E proprio il punto 5, quello relativo al Piano di riequilibrio finanziario pluriennale, diventa il passaggio politico più significativo della seduta.
Il parere del revisore è favorevole, sottolinea Nicoletta Perrotti, ma accompagnato da rilievi. E quei rilievi, secondo l’esponente di Rinascita Civica, non possono essere considerati un dettaglio.
La questione centrale è la sostenibilità del piano nell’arco dei vent’anni previsti.
Nicoletta Perrotti riconosce il lavoro compiuto dall’amministrazione e dai tecnici nella costruzione delle misure relative al bilancio 2026-2028. Ma osserva che, dopo il 2028, quelle misure vengono sostanzialmente proiettate nel tempo fino al 2045.
Ed è proprio qui che nasce la sua principale perplessità: oggi non esistono dati concreti sufficienti per dimostrare che le condizioni e le misure previste per i primi anni produrranno gli stessi risultati per tutto l’orizzonte ventennale.
Una considerazione che, nella sua ironia, potrebbe essere riassunta così: programmare fino al 2045 nel 2026 significa chiedere al futuro una certa dose di collaborazione. E il futuro, come noto, non ha ancora firmato il contratto.
Ma Nicoletta Perrotti non utilizza questa considerazione per bocciare il piano.
Anzi, chiarisce esplicitamente di non voler votare contro.
Non perché le perplessità non esistano. Al contrario: «Le perplessità, in tutta sincerità, le ho».
Il motivo della scelta è politico e istituzionale: secondo Nicoletta Perrotti, votare contro potrebbe essere interpretato come un auspicio di insuccesso del percorso di riequilibrio.
Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia.
Nicoletta Perrotti non vota a favore perché non vuole assumersi, attraverso il proprio voto, la responsabilità politica di un piano la cui sostenibilità ventennale non è ancora compiutamente dimostrata.
È dunque un’astensione motivata su due fronti: non ostacolare il risanamento e, contemporaneamente, non sottoscrivere politicamente tutte le scelte dell’amministrazione.
I numeri che preoccupano
Nel suo intervento, Nicoletta Perrotti richiama quindi i rilievi del revisore: la necessità di verificare nel tempo la tenuta delle misure, il rientro dal disavanzo, la capacità di riscossione delle entrate, indicata in una media quinquennale del 62%, con un rischio di mancata riscossione del 38%.
Poi ci sono le criticità di liquidità, le anticipazioni di tesoreria e la questione dei rapporti con Sorical e Regione Calabria.
Non sono, secondo Nicoletta Perrotti, elementi da utilizzare per fare propaganda, ma questioni che devono essere monitorate seriamente.
Ed è qui che arriva un altro passaggio importante.
Nicoletta Perrotti ricorda di avere fatto parte della maggioranza nelle precedenti consigliature e di avere avuto responsabilità amministrative. Non rinnega quella storia e non si sottrae alle responsabilità delle decisioni assunte quando era in maggioranza.
Ma oggi, sottolinea, è all’opposizione.
E l’opposizione, nella sua interpretazione, non deve approvare le principali scelte finanziarie della maggioranza: deve controllarle, verificarle e chiedere conto dei loro effetti.
Da qui l’annuncio del voto di Rinascita Civica: astensione.
Un’astensione che Nicoletta Perrotti definisce consapevole: non disinteresse, non voto contro Castrolibero, ma scelta di lasciare alla maggioranza la responsabilità politica delle proprie decisioni e all’opposizione quella di verificarne l’attuazione.
«Il piano è contabile nella struttura, ma politico nelle scelte»
La parte più polemica arriva quando Nicoletta Perrotti replica all’impostazione secondo cui il piano di riequilibrio sarebbe essenzialmente un atto tecnico.
Per lei non è così.
Il piano, dice, è «un atto contabile nella struttura, ma fortemente politico nelle scelte».
E qui il ragionamento diventa particolarmente concreto.
Perché dietro un piano di riequilibrio non ci sono soltanto numeri. Ci sono decisioni su immobili, indennità, servizi, entrate, uscite e priorità.
La domanda, dunque, non è soltanto se i conti tornino.
È quale idea di Comune si stia scegliendo mentre si fanno tornare quei conti.
La vera opposizione di Nicoletta Perrotti arriva sulla variazione di bilancio
È soprattutto sul punto 6 che Nicoletta Perrotti esplicita il dissenso politico.
La frase è chiarissima:
«Una cosa è condividere il risanamento, una cosa è condividere le scelte politiche attraverso le quali questo risanamento verrà realizzato».
Qui non c’è soltanto una perplessità tecnica.
C’è un’opposizione politica precisa.
Nicoletta Perrotti cita infatti le riduzioni previste nel 2026 per stanziamenti relativi a cultura, urbanistica, tutela ambientale, viabilità, protezione civile e soggetti a rischio di esclusione sociale. Richiama inoltre la riduzione del fondo crediti di dubbia esigibilità per quasi 200 mila euro.
Ma precisa di non voler trasformare quei numeri in una polemica demagogica.
La sua domanda è un’altra:
«Qual è l’idea di Comune che questa amministrazione intende costruire mentre affronta il risanamento?»
È questo il punto politico sul quale Nicoletta Perrotti prende le distanze dalla maggioranza.
Secondo la sua lettura, Castrolibero rischia di avere una politica amministrativa troppo concentrata sulla gestione dell’emergenza e meno sulla costruzione di una prospettiva.
Aree edificabili e IMU: «Le scelte non possono viaggiare su binari separati»
L’altro esempio citato da Nicoletta Perrotti riguarda la delibera dell’11 settembre sull’atto di indirizzo per la revisione delle aree edificabili.
E qui la consigliera è molto precisa: non sostiene che siano già stati determinati i nuovi valori delle singole aree e quindi non afferma che la delibera abbia già prodotto una diminuzione del gettito IMU.
Ma pone una domanda politica e finanziaria.
Se il Comune è impegnato in un piano di riequilibrio ventennale, quali saranno le conseguenze sulle entrate dell’Ente qualora cambiasse la valorizzazione delle aree edificabili?
La risposta, secondo Nicoletta Perrotti, deve essere parte integrante della programmazione.
Perché urbanistica, fiscalità locale e risanamento finanziario non possono viaggiare su binari separati.
È un passaggio importante, perché dimostra come la critica di Rinascita Civica non sia semplicemente «non ci piace il bilancio».
La critica riguarda l’impostazione complessiva delle scelte amministrative e il loro possibile effetto nel tempo.
Non è un’astensione di comodo
Alla fine, Nicoletta Perrotti riconosce i pareri favorevoli degli uffici e del revisore e prende atto del permanere degli equilibri di bilancio.
Ma rivendica per l’opposizione un compito che va oltre il controllo formale delle cifre.
«Il compito dell’opposizione non è soltanto verificare se le colonne e le tabelle del bilancio quadrano, ma è anche chiedere dove quelle scelte porteranno la nostra comunità».
È probabilmente questa la chiave per leggere il voto di Rinascita Civica.
Nicoletta Perrotti non dice che il Comune non debba risanare i propri conti. Dice che il risanamento non può diventare una sorta di zona franca della politica, nella quale ogni scelta viene automaticamente giustificata dalla necessità di far quadrare il bilancio.
E questa è una distinzione tutt’altro che secondaria.
Perché quando si parla di un piano che guarda al 2045, la discussione non può fermarsi alla colonna delle entrate e a quella delle uscite. Deve inevitabilmente riguardare anche quale Castrolibero si vuole consegnare a quel 2045.
L’astensione di Rinascita Civica nasce dunque da qui: riconoscere la necessità del risanamento, ma non condividere l’impostazione politica con cui l’amministrazione intende realizzarlo.
Una posizione che Nicoletta Perrotti ha scelto di spiegare senza nascondersi dietro il voto contrario e senza confondere il controllo dell’opposizione con l’auspicio che il piano fallisca.
E, politicamente, è proprio questa la parte più interessante del suo intervento: non un’opposizione al risanamento, ma un’opposizione alle scelte che, secondo Rinascita Civica, quel risanamento porta con sé.
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