Prometeia rivede al rialzo le previsioni per l’economia della provincia di Ravenna e porta al +0,4% la crescita del valore aggiunto nel 2026, due decimi di punto percentuale in più rispetto alla precedente stima. Nel secondo trimestre dell’anno arrivano segnali di ripresa dall’industria manifatturiera e dalle costruzioni, mentre rallenta il commercio al dettaglio. Positivo anche l’andamento dell’export, che nei primi sei mesi dell’anno cresce del 4,9%.
Tra le ragioni della revisione vengono indicati l’inatteso calo della domanda mondiale di petrolio, in particolare in Cina e Giappone, che ha allungato i tempi della scarsità, il minor trasferimento dei rincari ai beni non energetici e il traino del PNRR, ormai alle battute conclusive.
I dati sono stati presentati il 1° ottobre dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio, nell’ambito della riunione del Tavolo sulle opportunità economiche e occupazionali, alla presenza di Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, Riccardo Graziani, vicepresidente della Provincia di Ravenna, Guido Caselli, direttore del Centro Studi di Unioncamere Emilia-Romagna, e dei vertici di istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali.
Ripartono industria e costruzioni, soffre l’artigianato edile
Nel dettaglio, nel secondo trimestre del 2026 l’industria manifatturiera, considerando le imprese fino a 500 dipendenti, ha registrato un aumento della produzione del 2,3%, superiore al +1,9% rilevato a livello regionale. Tengono anche gli ordini, in crescita dello 0,6%, trainati soprattutto da quelli provenienti dall’estero, che segnano +1,3%.
Recuperano anche le costruzioni, con il volume d’affari delle imprese ravennati in aumento dell’1,9% rispetto allo stesso trimestre del 2025, a fronte di una crescita media regionale dello 0,5%.
Più critica rimane invece la situazione delle imprese artigiane. Nel manifatturiero gli indicatori mostrano una sostanziale stabilità, con produzione e ordini entrambi a +0,2% rispetto al secondo trimestre del 2025, risultati che rappresentano comunque un miglioramento rispetto ai valori negativi registrati l’anno precedente. Più pesante la situazione dell’artigianato edile, dove il volume d’affari registra un -5,1%, risentendo maggiormente della diminuzione degli interventi di ristrutturazione edilizia dopo la fine degli incentivi.
Commercio in calo, export a +4,9%
Segnali di rallentamento arrivano dal commercio al dettaglio, che chiude il trimestre a -0,9%, in un quadro condizionato dall’inflazione e dalla prudenza nei consumi. Gli andamenti sono però differenti a seconda dei settori: il commercio alimentare cresce in valore del 3,7%, risultando maggiormente interessato dall’aumento dei prezzi, mentre il comparto non alimentare scende del 2,7%, perché di fronte ai rincari questo tipo di consumi risulta più facilmente rinviabile o comprimibile. Leggermente negativo anche l’andamento della grande distribuzione organizzata, a -0,2%.
Continua invece a crescere l’export ravennate. Secondo gli indicatori provvisori del commercio internazionale di fonte Istat relativi al primo semestre del 2026, le esportazioni complessive a valore corrente delle imprese della provincia segnano un +4,9%, risultato superiore sia al +4,5% dell’Italia sia al +3% dell’Emilia-Romagna.
Tra gli elementi di maggiore preoccupazione emerge il divario di genere nelle posizioni professionali e nelle retribuzioni. Le donne che raggiungono ruoli di vertice rappresentano appena il 22% del totale, mentre il gap nella retribuzione settimanale lorda, calcolato in base alla qualifica, si attesta complessivamente al -25%.
Guberti: “Giovani protagonisti del sistema produttivo”
«Il rapporto tra i giovani e il mondo occupazionale in un momento storico segnato da incertezza, cambiamenti sociali e transizioni economiche – ha dichiarato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – restituisce un’immagine dinamica e realistica di una generazione sospesa tra ambizioni forti, consapevolezze acute e un contesto sociale ed economico non sempre all’altezza delle aspettative. In un territorio che invecchia la voce dei giovani assume un valore strategico, imprescindibile, non possiamo permetterci di ignorarla, né di sottovalutarla. Occorre non soltanto rafforzare la connessione tra scuola e impresa, ma rendere l’orientamento un processo strutturato, continuo e realmente accessibile a tutti. Così come è strategica la voce delle donne. Per competere è necessario che le condizioni siano le stesse per chiunque vi operi: stesso mercato, stesse regole, in ogni campo, imprenditoriale, scolastico, sociale. La sfida è culturale prima ancora che tecnica: dobbiamo rimuovere barriere informative e sociali che ancor oggi limitano le scelte di tanti ragazzi e ragazze, uomini e donne».
«Oltre a colmare il mismatch tra domanda e offerta di competenze – ha concluso Guberti – dobbiamo perseguire l’obiettivo di dar vita a un ecosistema in cui i giovani si sentano concretamente protagonisti del sistema produttivo, in cui il lavoro sia vissuto come spazio di realizzazione personale e contributo attivo all’avvenire del territorio. Qui si apre lo spazio della corresponsabilità: scuola, università, imprese e istituzioni devono continuare a lavorare insieme, in modo strutturato, per restituire ai giovani una bussola credibile».
«I dati presentati oggi – ha dichiarato Riccardo Graziani, vicepresidente della Provincia di Ravenna – confermano la grande capacità del nostro territorio di reagire e cogliere le opportunità di crescita, al tempo stesso ci pongono davanti a sfide che non possiamo ignorare. Investire sui giovani, valorizzare il talento femminile e rafforzare il dialogo tra scuola, formazione e imprese significa costruire condizioni di sviluppo più solide, inclusive e durature. Solo attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni, sistema economico e parti sociali potremo sostenere la competitività del territorio e offrire alle nuove generazioni reali opportunità di crescita e realizzazione. È su questi obiettivi che istituzioni e imprese sono chiamate a lavorare insieme».
Imprese giovanili, il ruolo dei distretti
Un approfondimento dell’Osservatorio è stato dedicato anche alle imprese guidate da giovani imprenditori, considerate una componente strategica del sistema produttivo ravennate ma spesso alle prese con ostacoli legati alla minore esperienza, a reti relazionali più deboli e a maggiori difficoltà nell’accesso a competenze e mercati.
L’indagine della Camera di commercio, elaborata sulla base del recente approfondimento Il ruolo dei distretti per le imprese giovanili, realizzato dal Centro Studi Tagliacarne nell’ambito del 18° Rapporto annuale Economia e Finanza sui distretti industriali di Intesa Sanpaolo, evidenzia come l’appartenenza a un distretto industriale possa contribuire a ridurre questi ostacoli, favorendo crescita, investimenti e competitività.
Le imprese giovanili inserite nei distretti mostrano infatti migliori prospettive di fatturato ed export e una maggiore propensione a investire in innovazione, tecnologie digitali, sostenibilità e formazione del personale. Possono inoltre beneficiare di filiere maggiormente integrate e di un accesso più agevole alle relazioni commerciali e istituzionali.
La presenza di reti collaborative con altre imprese, università e centri di ricerca contribuisce inoltre a rafforzare i processi di apprendimento e di diffusione della conoscenza. Dall’analisi emerge quindi il distretto come un fattore in grado di favorire lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile, sostenendone i percorsi di crescita e rafforzandone la capacità competitiva.
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