2 Ottobre 2026
Le città stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nello scenario internazionale. Non sono più soltanto il luogo nel quale vengono applicate politiche definite ad altri livelli istituzionali, ma sono sempre più protagoniste nell’elaborazione di soluzioni, nella sperimentazione di nuove politiche e nella costruzione di reti di collaborazione tra territori.
È questo il tema al centro del dialogo tra Roberto Gualtieri, sindaco di Roma Capitale e presidente nazionale di ALI, e Quinton Lucas, sindaco di Kansas City e presidente della Democratic Mayors Association, che ha chiuso il Festival delle Città 2026 di ALI. Il confronto ha messo in relazione due città profondamente diverse per dimensioni, storia, struttura urbana e ordinamento istituzionale, ma chiamate ad affrontare alcune sfide comuni: dall’accessibilità della casa al costo della vita, dalla mobilità ai servizi, dalla qualità dello spazio urbano alla capacità delle amministrazioni di rispondere agli effetti dei cambiamenti sociali e climatici.
Il confronto tra Roma e Kansas City è partito da una questione concreta: come possono le città trasformare le grandi sfide del nostro tempo in politiche capaci di produrre risultati nella vita quotidiana delle persone? È una questione che riguarda sempre più direttamente i sindaci, hanno sottolineato i due primi cittadini. La crescita della centralità delle città nel dibattito internazionale è testimoniata anche dalle reti e dagli appuntamenti che riuniscono i governi locali, come l’Urban 20, dove le grandi città hanno portato al centro dell’agenda temi quali l’emergenza abitativa, il cambiamento climatico, la resilienza urbana e le migrazioni.
In questo scenario, il governo delle città si misura soprattutto sulla capacità di “getting things done”, di trasformare gli indirizzi politici in interventi concreti. Casa, trasporto pubblico, servizi, rigenerazione urbana, spazio pubblico, adattamento climatico e inclusione sono questioni globali che nelle città assumono una dimensione immediata e richiedono risposte operative.
Il confronto tra Gualtieri e Lucas ha messo in evidenza anche come problemi simili non implichino necessariamente le stesse soluzioni. Le politiche urbane devono infatti confrontarsi con caratteristiche economiche, sociali, territoriali e istituzionali differenti. L’esperienza di Kansas City, così come quella di Roma, mostra l’importanza di adattare gli strumenti alle condizioni concrete delle comunità e delle amministrazioni.
Un terreno particolarmente significativo è quello dell’housing. L’accessibilità della casa e l’aumento dei costi abitativi rappresentano una delle principali questioni che attraversano oggi le grandi aree urbane. Anche il costo della vita, tuttavia, non può essere ricondotto al solo prezzo dell’abitazione: incidono la mobilità, l’accesso ai servizi, la qualità degli spazi pubblici e la possibilità concreta di vivere pienamente la propria città.
«Le città sono i luoghi nei quali dobbiamo trovare le soluzioni concrete alle grandi sfide del nostro tempo – sottolinea Roberto Gualtieri –. Il punto è riuscire a combinare la valorizzazione dei beni comuni e dell’intervento pubblico con la forza e le opportunità dell’economia di mercato. La sfida dell’affordability riguarda proprio questo: costruire città nelle quali le persone possano permettersi non soltanto una casa, ma l’insieme dei servizi, della mobilità e delle opportunità che rendono possibile vivere pienamente la città. È su questo terreno che il governo delle città può fare davvero la differenza».
Anche Roma sta sviluppando politiche che intrecciano diritto alla casa, rigenerazione urbana e riuso del patrimonio pubblico, insieme a una strategia orientata alla prossimità dei servizi e alla qualità dello spazio urbano. Il confronto tra le due esperienze consente così di mettere a fuoco non un modello unico di città, ma la capacità delle amministrazioni di individuare strumenti adeguati ai propri territori.
Il ruolo dei sindaci, tuttavia, non riguarda soltanto la capacità amministrativa. In una fase caratterizzata da trasformazioni profonde e da un crescente protagonismo delle città nelle relazioni internazionali, le amministrazioni locali sono chiamate anche a confrontarsi con questioni che investono la qualità della democrazia, l’autonomia delle istituzioni e il rapporto tra diversi livelli di governo.
Il dialogo tra Gualtieri e Lucas si inserisce quindi in una riflessione più ampia sul nuovo protagonismo delle città. La dimensione internazionale non sostituisce quella nazionale, ma la completa attraverso una rete crescente di relazioni tra amministrazioni che condividono esperienze, confrontano soluzioni e costruiscono forme di cooperazione.
Il Festival delle Città 2026 si conclude così con un confronto internazionale che rafforza una delle direttrici dell’iniziativa di ALI: mettere in relazione le esperienze dei territori e valorizzare il ruolo delle città come luoghi nei quali le politiche pubbliche possono essere sperimentate, realizzate e misurate concretamente. Al termine del dialogo è stato firmato un protocollo d’intesa tra ALI e Democratic Mayors Association, con l’obiettivo di rafforzare il confronto e la collaborazione tra le due realtà.
A conclusione della due giorni del Festival sono stati siglati due importanti Protocolli d’Intesa. Il primo è stato firmato tra Ali e Democratic Mayors Association. «Il protocollo siglato con il sindaco di Kansas City Quinton Lucas è un accordo molto importante di cui siamo fieri – ha detto Gualtieri – E’ anche un forte segnale del lavoro che si sta facendo per rafforzare l’azione internazionale dei sindaci progressisti italiani, favorendo uno scambio costante fra amministratori locali in tutto il mondo. Insieme all’impegno sull’housing a livello europeo e dopo l’U20 di New York, con questo protocollo rendiamo strutturale una collaborazione con i sindaci democratici americani, che oggi sono in prima linea per migliorare la qualità della vita dei cittadini, ma anche in una battaglia per la democrazia e per il cambiamento, a supporto del Partito Democratico in vista delle elezioni di medio termine e poi per le presidenziali americane. Oltre ad aver sancito una collaborazione molto importante, questo Protocollo è un grande riconoscimento per ALI ed evidenzia un rafforzamento del suo valore politico».
L’altro Protocollo d’Intesa è stato poi firmato anche tra Ali e Invimit Sgr S.p.A. (la società interamente detenuta dal MEF) che si occupa di valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico. L’accordo prevede una collaborazione continuativa tra le due parti con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza e l’utilizzo degli strumenti di valorizzazione del patrimonio immobiliare e di promuovere un confronto strutturato tra la Sgr e le amministrazioni locali rappresentate da Ali, anche in considerazione del ruolo di Invimit nel Piano Casa. Si inizierà con un percorso di ascolto dei Comuni da parte della Società per individuare criticità operative e normative, raccogliere buone pratiche e esperienze su un campione di circa 300 sindaci. Sarà presentato, sulla base dei risultati di questo percorso, il primo Rapporto ALI-INVIMIT sul patrimonio pubblico, mentre saranno inoltre promossi incontri a livello regionale e sarà istituito un tavolo di confronto permanente aperto anche a soggetti esterni.
«Il patrimonio immobiliare pubblico può essere una risorsa decisiva per affrontare la crisi abitativa e rigenerare le nostre città. Ma i Comuni – ha detto il sindaco di Roma Capitale e presidente di Ali, Roberto Gualtieri – hanno bisogno di strumenti concreti per utilizzarlo al meglio. Con questo accordo, Ali e Invimit partiranno dall’esperienza dei sindaci per capire quali difficoltà incontrano nella gestione dei loro immobili, raccogliere le soluzioni già sperimentate nei territori e formulare proposte utili alle amministrazioni. E’ un contributo concreto anche al Piano Casa: le politiche per un’abitazione accessibile possono funzionare solo se coinvolgono pienamente gli Enti Locali».
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