Sicurezza sul lavoro, l’Inail fa i conti con il 2025: meno morti, più malattie professionali e un cantiere normativo aperto.
Ne parliamo in questo articolo
La Relazione annuale dell’INAIL 2025 alla Camera fotografa un Paese in cui il rischio di morire sul lavoro scende lentamente, mentre emerge un sommerso di patologie professionali mai visto negli ultimi 26 anni. Per il mondo delle costruzioni, tra nuovi obblighi formativi, bonus-malus sui premi e rischio caldo, le novità sono molte.
Il documento contiene i numeri dell’andamento infortunistico e i conti dell’ente.
I numeri: più denunce, meno vittime
Nel 2025 le denunce di infortunio sono state circa 600mila, +1,2% rispetto all’anno precedente.
Di queste, 519mila riguardano lavoratori e 81mila studenti. Il dato più significativo è quello dei casi mortali: 1.198, contro i 1.239 del 2024 (-3,3%).
Tra i lavoratori i decessi sono stati 1.189, cioè 37 in meno.
Il calo si concentra sugli eventi avvenuti durante l’attività lavorativa (-4,1%). I morti in itinere, invece, sono rimasti sostanzialmente fermi (299 contro 298). Proprio il tragitto casa-lavoro resta il fronte più critico: le denunce in itinere sono salite a 104.417 (+2,4%) e hanno superato perfino il livello pre-pandemico del 2019.
Per leggere correttamente questi dati bisogna rapportarli all’occupazione.
Gli infortuni in occasione di lavoro sono 1.720 ogni 100mila occupati, un valore del 13,4% più basso rispetto al 2019. I decessi scendono a 3,69 ogni 100mila occupati (-4,9% sul 2024). La tendenza è quindi positiva, ma procede per piccoli passi, e i numeri assoluti restano, secondo le parole dello stesso Istituto, ancora troppo elevati.
Crescono le malattie professionali
Il dato che colpisce di più riguarda le malattie professionali.
Le denunce sono state 98.312, +11,3% rispetto al 2024. È il valore più alto degli ultimi 26 anni ed è quattro volte quello registrato nel 2000. Secondo l’Inail, questa crescita non indica necessariamente un peggioramento delle condizioni di lavoro. Riflette soprattutto l’emersione di casi finora non denunciati, grazie al lavoro di patronati e medici certificatori.
I lavoratori ammalati sono 63.136 (+8,8%). Ognuno ha in media 1,6 denunce, perché un’unica segnalazione può aprire più pratiche, una per ciascuna patologia. È un fenomeno tipico dei disturbi muscolo-scheletrici, che da soli rappresentano circa 70mila casi, tre denunce su quattro.
Anche il capitolo amianto riguarda da vicino le costruzioni. L’VIII Rapporto del Registro nazionale dei mesoteliomi (Renam) analizza oltre 37mila casi diagnosticati tra il 1993 e il 2021. Ne emerge che i settori storici dell’esposizione, come il cemento-amianto, la cantieristica navale e le carrozze ferroviarie, pesano sempre meno. Cresce invece il ruolo dell’edilizia, dove l’amianto si incontra oggi soprattutto durante demolizioni, ristrutturazioni e manutenzioni.
Decreto 159: cosa cambia per le imprese
Il decreto-legge 159 del 31 ottobre 2025, convertito dalla legge 198/2025, è il vero spartiacque dell’anno e attribuisce all’Inail nuove funzioni. Le principali sono queste:
- Premi assicurativi in ottica bonus-malus. Cambiano le aliquote di oscillazione del tasso per andamento infortunistico.
- Incentivi per i dispositivi di protezione individuale “intelligenti”. Si tratta dei cosiddetti smart DPI, dotati di sensori e connettività.
- Più formazione nei settori ad alto rischio. Il decreto indica espressamente costruzioni, logistica e trasporti.
- Linee guida sui “near miss”. Serviranno a tracciare i quasi infortuni, cioè gli eventi che non hanno causato danni ma avrebbero potuto farlo.
- Norme tecniche UNI consultabili gratuitamente. L’obiettivo è favorire la diffusione dei Sistemi di gestione della salute e sicurezza (Sgsl) e dei Modelli di organizzazione e gestione (Mog).
Bando Isi e formazione: le risorse sul tavolo
Il Bando Isi resta il principale strumento di sostegno agli investimenti in sicurezza. L’edizione 2025 mette a disposizione 600 milioni di euro a fondo perduto e privilegia i rischi nuovi ed emergenti, l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni. Tra gli impegni per il futuro, l’Inail indica la riorganizzazione dei processi del bando, per accorciare i tempi tra la domanda e l’erogazione dei fondi. Chi ha partecipato alle edizioni passate sa bene quanto sia importante.
Sulla formazione, all’Avviso pubblico 2024 da 24 milioni si aggiunge una nuova procedura da 50 milioni. Finanzierà corsi aggiuntivi per le figure della prevenzione su rischi psicosociali, clima e caldo, logistica, agricoltura, rilevazione dei near miss e, di nuovo, costruzioni.
Il caldo entra nelle regole
Uno dei risultati più concreti della ricerca Inail riguarda il rischio calore. Il progetto Worklimate, sviluppato con il Cnr, produce mappe previsionali dello stress termico. Nel 2025 queste mappe sono diventate la base tecnica delle ordinanze regionali di tutela dei lavoratori, adottate in tutte le regioni tranne Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige. A giugno la Conferenza delle Regioni ha approvato linee di indirizzo comuni sulla protezione dal calore e dalla radiazione solare.
Nei cantieri, dove il lavoro all’aperto nelle ore più calde è la norma, queste indicazioni stanno già cambiando l’organizzazione dei turni.
Guardando avanti
Sessant’anni dopo il Testo unico del 1965, l’Inail chiede una riforma per estendere l’assicurazione a nuove categorie di lavoratori, verso una copertura il più possibile universale. Chiede anche indennizzi più adeguati: tabelle del danno biologico aggiornate, una franchigia più bassa e un’indennità giornaliera più alta.
Sul piano operativo, la scommessa è il completamento del Sistema informativo nazionale per la prevenzione (Sinp). Mettendo in comunicazione le banche dati di Inail, Ministero del Lavoro, Ispettorato e Regioni, il Sinp dovrebbe permettere di prevedere dove si concentrerà il rischio e di orientare lì i controlli.
Resta un nodo aperto: all’Istituto manca ancora circa il 20% del personale previsto dall’organico. Le nuove competenze assegnate dal legislatore dovranno quindi fare i conti con risorse umane limitate.
La Relazione annuale 2025 completa è disponibile sul sito Inail, insieme alla sintesi dei dati infortunistici e ai grafici.
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