#Finsubito news dalla rete – voucher fino a 7.000 euro


Per molte imprese gli adeguati assetti organizzativi sono un obbligo, e la Camera di commercio di Bari li finanzia con un voucher. Il Bando Adeguati Assetti Organizzativi 2026 copre fino al 70% delle spese al netto di IVA, entro 7.000 euro, per il software che monitora l’equilibrio economico finanziario e la consulenza che costruisce gli assetti, con almeno 3.000 euro di spese.

Lo ha indetto la determinazione del Segretario Generale n. 132 del 29 settembre 2026. Le domande vanno su Restart, codice AAO, dalle 10:00 di martedì 13 ottobre alle 13:00 di venerdì 13 novembre 2026, in ordine cronologico fino a esaurimento dei 300.000 euro. Al 3 ottobre la pagina della Camera non riporta FAQ né rettifiche.

A conti nostri quei 300.000 euro bastano per 42 voucher pieni, quindi conviene a chi arriva alle 10:00 del 13 ottobre con preventivi, diritto annuale e polizza catastrofale in ordine e può chiudere il progetto entro febbraio 2027. Non serve a chi cerca un aiuto per la tenuta della contabilità e gli adempimenti, che il bando esclude come attività amministrative ordinarie.

Voucher adeguati assetti di Bari: 300.000 euro in ordine di arrivo

  • Cosa paga: software di monitoraggio in licenza o canone fino a 12 mesi e consulenza per strutturare gli adeguati assetti.
  • Chi lo chiede: micro, piccole e medie imprese, anche individuali, iscritte al Registro delle imprese di Bari, con sede o unità locale operativa nella circoscrizione.
  • Quanto: fino al 70% delle spese al netto di IVA, massimo 7.000 euro, spesa minima 3.000; in de minimis.
  • Quando: dalle 10:00 del 13 ottobre alle 13:00 del 13 novembre 2026, salvo esaurimento; spese dall’ammissione al 28 febbraio 2027.
  • Come: su Restart, codice AAO, con SPID, CNS o CIE e firma digitale.

7.000€Voucher massimo, raggiunto con 10.000 euro di spese

3.000€Spesa minima, IVA esclusa

42Voucher pieni nei 300.000 euro di dotazione (nostro conto)

Cosa paga il bando adeguati assetti di Bari e a chi

Voce Cosa prevede il bando Fonte
Atto Determinazione del Segretario Generale n. 132 del 29/09/2026, che indice il bando e ne allega testo e moduli come parte integrante. A monte c’è la delibera di Giunta n. 102 del 20/07/2026 sulle linee guida, il cui testo al 3 ottobre non è consultabile sull’albo Albo camerale, pubblicazione n. 576/2026
Base giuridica Funzioni delle Camere di commercio della L. 580/1993, come modificata dal D.Lgs. 219/2016 Art. 1 c. 1
Beneficiari Micro, piccole e medie imprese, individuali o collettive (Allegato 1 del Reg. UE 651/2014), attive e iscritte al Registro delle imprese di Bari Art. 2 c. 1 lett. a e c
Territorio Sede legale o unità locale operativa nella circoscrizione: provincia di Bari più Barletta, Andria, Trani, Bisceglie, Canosa di Puglia, Minervino Murge e Spinazzola Art. 2 c. 1 lett. b; nota camerale sulla circoscrizione (PDF del 2009)
Spese Software in licenza o canone per massimo 12 mesi per il monitoraggio dell’equilibrio economico finanziario; consulenza per analizzare e strutturare gli adeguati assetti Art. 3 c. 1
Periodo delle spese Dalla data di ammissione al 28/02/2027 Art. 3 c. 2
Agevolazione Voucher a fondo perduto: al netto di IVA non più del 70% delle spese ammissibili, massimo 7.000 euro Art. 7 c. 3
Spesa minima 3.000 euro al netto di IVA Art. 7 c. 5
Premialità Rating di legalità: 150, 300 o 500 euro per 1, 2 o 3 stelle. Certificazione della parità di genere: 250 euro Art. 7 c. 4
Dotazione 300.000 euro; la Camera può riaprire i termini, aumentare lo stanziamento o chiudere prima per esaurimento Art. 7 c. 1 e 2
Regime di aiuto De minimis, Reg. (UE) 2023/2831 Art. 8
Domanda Solo su Restart, codice AAO, dalle 10:00 del 13/10/2026 alle 13:00 del 13/11/2026; una sola per impresa Art. 10 c. 1; art. 5
Selezione Sportello valutativo in ordine cronologico (D.Lgs. 184/2025 art. 13 c. 2 lett. a), fino a esaurimento, con verifica di attinenza del progetto Art. 11 c. 1, 2 e 6
Erogazione Unica, dopo la rendicontazione, con ritenuta d’acconto del 4%; nessun anticipo Art. 7 c. 6; art. 13
Responsabile Servizio Promozione e Sviluppo del Territorio; responsabile del procedimento Nicola Mastropaolo Art. 16

Il catalogo incentivi.gov.it, letto il 3 ottobre 2026, si discosta dal bando in tre punti. Indica una spesa ammessa da 3.000 a 10.000 euro, ma il bando non fissa un tetto di spesa; cita come base la delibera di Giunta n. 102, che ha dato solo le linee guida; elenca fra i settori agricoltura e pesca, mentre il regolamento de minimis del bando non si applica alla produzione primaria agricola, della pesca e dell’acquacoltura (Reg. UE 2023/2831 art. 1 par. 1 lett. a e c).

Quanto vale il voucher: il conto da 3.000 a 12.000 euro di spesa

Vale il minore fra due numeri, il 70% delle spese al netto di IVA e 7.000 euro. La soglia dei 3.000 riguarda le spese, il tetto dei 7.000 il contributo.

Spese ammissibili, IVA esclusa Voucher A carico dell’impresa, IVA esclusa Copertura effettiva
Meno di 3.000 euro Domanda non ammissibile Tutto Nessuna
3.000 euro 2.100 euro 900 euro 70%
5.000 euro 3.500 euro 1.500 euro 70%
10.000 euro 7.000 euro, tetto raggiunto 3.000 euro 70%
12.000 euro 7.000 euro 5.000 euro 58,3%

Oltre i 10.000 euro la domanda resta valida, ma la parte in più è tutta a carico dell’impresa. All’erogazione la Camera trattiene il 4%: su 7.000 euro ne arrivano 6.720.

Le premialità. Valgono 150, 300 o 500 euro con il rating di legalità e 250 con la certificazione della parità di genere, entro il 100% delle spese ammissibili e il massimale de minimis; rating e certificazione vanno posseduti dalla domanda all’erogazione (art. 7 c. 4). Il bando non dice se si sommano a un voucher che ha già toccato i 7.000 euro, e per questo, come cifra certa, diamo solo i 7.000 euro del voucher base. Il rating richiede almeno 2 milioni di euro di fatturato, anche di gruppo, e due anni di iscrizione (DL 1/2012 art. 5-ter; regolamento AGCM, delibera n. 31812 del 27 gennaio 2026, in vigore dal 16 marzo 2026). Per molte imprese del bando è fuori portata.

L’IVA. Quella che resta a carico senza possibilità di recupero, come per i forfetari, è un punto aperto. L’art. 7 c. 5 la ammette, ma il 70% si calcola «al netto di IVA».

Quali spese passano e dove la Camera traccia il confine

Il bando paga due cose, anche insieme (art. 3 c. 1). La prima sono i software in licenza o canone per massimo 12 mesi, purché «funzionali all’introduzione dei sistemi di monitoraggio permanente dell’equilibrio economico finanziario». La seconda è la consulenza di «professionisti (dottori commercialisti, avvocati, ecc.), studi legali o società di consulenza» per analizzare e strutturare gli assetti.

Il confine lo traccia la Camera con la verifica di attinenza alle finalità del bando (art. 11 c. 2). Un ERP o un CRM passano se servono al monitoraggio, non perché sono software. La consulenza sulle «ordinarie attività amministrative», per noi contabilità, adempimenti e dichiarativi, resta fuori anche se la fa lo stesso studio (art. 4).

Spesa Rientra? Condizione o motivo
Canone di un software di cash flow management o di business intelligence Sì, ambito A Deve servire al monitoraggio dell’equilibrio economico finanziario; canone per massimo 12 mesi
ERP, CRM, HRM, gestione documentale Solo se funzionali al monitoraggio La Camera ne verifica l’attinenza (art. 11 c. 2)
Licenza software a tempo indeterminato Non chiaro Il «massimo 12 mesi» riguarda di sicuro il canone; sull’acquisto di una licenza perpetua il bando non è esplicito
Consulenza su organigramma, deleghe e responsabilità scritte Per noi sì, ambito B Nostra lettura: rientra nell’assetto organizzativo dell’art. 2086 c. 2 c.c.; l’attinenza la verifica la Camera (art. 11 c. 2)
Consulenza su budget, previsione di cassa a dodici mesi, piano di tesoreria Per noi sì, ambito B Nostra lettura: servono a verificare la sostenibilità dei debiti a dodici mesi (art. 3 c. 3 del Codice della crisi); l’attinenza la verifica la Camera (art. 11 c. 2)
Scadenzario dei debiti per anzianità: stipendi, fornitori, banche, fisco, INPS e INAIL Per noi sì, dentro il progetto sugli assetti Serve a cogliere i segnali dell’art. 3 c. 4 del Codice della crisi
Tenuta della contabilità, bilancio, dichiarativi, adempimenti No Consulenza sulle ordinarie attività amministrative (art. 4)
Certificazioni ISO o EMAS No Escluse dall’art. 4 anche se toccano l’organizzazione
Promozione commerciale e pubblicità No Art. 4
Connessione e canoni diversi da quelli dell’ambito A No Art. 4
Personale interno, trasporto, vitto e alloggio, diritti, imposte e tasse No Art. 4

Preventivo a risultati, non a ore. Fatti elencare cosa consegna il consulente: organigramma con deleghe, budget, previsione di cassa a dodici mesi, scadenzario, cruscotto dei segnali. Serve nella verifica di attinenza e nella relazione finale (art. 13 c. 1 lett. d).

Per un gestionale senza legami con il monitoraggio della crisi questo bando non è lo strumento: guarda gli altri contributi per software e cloud.

Perché la Camera di Bari paga gli adeguati assetti

Il bando esiste perché l’obbligo c’è già. L’art. 2086 c. 2 del codice civile chiede a chi fa impresa in forma societaria o collettiva un assetto organizzativo, amministrativo e contabile «adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa», anche per accorgersi in tempo della crisi. All’imprenditore individuale l’art. 3 c. 1 del Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019) chiede «misure idonee» a rilevarla.

Soglie dimensionali non ce ne sono. I limiti dell’art. 2477 c.c. (4 milioni di attivo, 4 milioni di ricavi o 20 dipendenti medi, anche uno solo per due esercizi consecutivi) decidono se la srl deve nominare l’organo di controllo o il revisore, non se deve avere gli assetti: quelli li istituiscono gli amministratori (art. 2475 c. 1). Nelle spa, dal 29 aprile 2026, valutazione e vigilanza degli assetti stanno nei nuovi artt. 2381-bis e 2396-quinquies c.c. (D.Lgs. 47/2026).

Gli assetti devono consentire di verificare la sostenibilità dei debiti almeno per i dodici mesi successivi e cogliere i segnali dell’art. 3 c. 4 del Codice, soglie precise su cui mettere alla prova un software prima di comprarlo:

Segnale Quando scatta Norma
Stipendi Debiti per retribuzioni scaduti da almeno 30 giorni, pari a oltre la metà del monte retribuzioni mensile D.Lgs. 14/2019 art. 3 c. 4 lett. a
Fornitori Debiti scaduti da almeno 90 giorni, superiori ai debiti non scaduti Art. 3 c. 4 lett. b
Banche e intermediari Esposizioni scadute da più di 60 giorni o oltre il fido da almeno 60 giorni, pari ad almeno il 5% del totale delle esposizioni Art. 3 c. 4 lett. c
INPS Ritardo di oltre 90 giorni nel versamento di contributi per un importo superiore sia al 30% di quelli dovuti nell’anno precedente sia a 15.000 euro; per le imprese senza dipendenti né parasubordinati, oltre 5.000 euro Art. 25-novies c. 1 lett. a
INAIL Premi scaduti da oltre 90 giorni e non versati per più di 5.000 euro Art. 25-novies c. 1 lett. b
Agenzia delle Entrate IVA scaduta e non versata, risultante dalle liquidazioni periodiche, superiore a 5.000 euro e almeno pari al 10% del volume d’affari dell’anno precedente; sempre sopra i 20.000 euro Art. 25-novies c. 1 lett. c
Agenzia delle Entrate Riscossione Carichi scaduti da oltre 90 giorni superiori a 100.000 euro per le imprese individuali, 200.000 per le società di persone, 500.000 per le altre società Art. 25-novies c. 1 lett. d

«Allerta», nel bando, descrive il software: il Codice della crisi non prevede più procedure di allerta, e gli indici previsti dal testo originario dell’art. 13 non sono mai entrati in vigore.

Da non confondere: il voucher previene, il Codice della crisi regola

Voucher adeguati assetti di Bari

Agevolazione per prevenire la crisi, rivolta anche alle «imprese sane» che investono nel mantenimento dei «propri presidi di controllo» (art. 1 c. 1): software e consulenza, fino al 70% e a 7.000 euro. Esclude chi è in liquidazione o in concordato preventivo, salvo quello con continuità aziendale (art. 2 c. 1 lett. f).

Composizione negoziata e strumenti del Codice della crisi

Non sono agevolazioni e non erogano denaro. Le segnalazioni di INPS, INAIL, Entrate e Riscossione invitano a chiedere la composizione negoziata, se ce ne sono i presupposti (art. 25-novies c. 3). La differenza fra finanza agevolata e strumenti del Codice della crisi la spieghiamo a parte.

Lo sportello cronologico e le altre trappole di calendario

Sulla carta la finestra copre 32 giorni di calendario: la Camera può chiudere appena finiscono i fondi (art. 7 c. 2) e ammette le domande nell’ordine di arrivo registrato da Restart (art. 11 c. 6). Con 300.000 euro i voucher da 7.000 sono 42, un nostro conto che dipende da quanto chiede ciascuno.

Il precedente più vicino è una misura della stessa Camera, «Prevenzione crisi d’impresa e supporto finanziario», un contributo sugli interessi con la stessa finalità. Nel 2021 ha chiuso alle 9:50, 50 minuti dopo l’apertura delle 9:00, con 116 domande; nel 2022 alle 11:15, dopo due ore e un quarto, con 12 domande rimaste senza esame per esaurimento dei fondi. Misura diversa, quindi nessuna previsione: solo un motivo per essere pronti alle 10:00.

  • Niente si compila prima delle 10:00. Su Restart il bando compare solo a quell’ora; i moduli si preparano e si firmano prima.
  • La seconda domanda cancella la prima. Vale solo l’ultima (art. 5), con il suo orario: chi reinvia torna in coda.
  • Spese solo dopo l’ammissione. Valgono fino al 28 febbraio 2027, una domenica: l’ultimo giorno bancario è venerdì 26. Chi è ammesso a febbraio ha meno di un mese.
  • Il canone da 12 mesi va pagato entro febbraio. In pratica serve un canone fatturato e pagato in un’unica soluzione entro il 28 febbraio 2027, perché le mensilità successive cadrebbero fuori. Il bando non lo scrive così: è una nostra lettura dell’art. 3.
  • Il CUP va in fattura fin dall’emissione, con la dicitura «Spesa sostenuta a valere sul Bando Adeguati Assetti Organizzativi»: aggiunto a mano dopo non vale (art. 13 c. 1 lett. b). Si fattura quindi solo dopo l’ammissione.

Diritto annuale e altri requisiti che fanno cadere la domanda

Nella misura camerale più vicina la prima causa di esclusione è stata il diritto annuale, con 6 esclusioni su 7 nel primo elenco delle non ammesse dell’edizione 2020 e 4 su 9 nell’edizione 2022. I requisiti valgono alla domanda e vanno mantenuti fino alla liquidazione del voucher (art. 2 c. 1).

Requisito Cosa chiede il bando Fonte
Diritto annuale In regola all’invio, sanando versamenti omessi o incompleti anche degli anni passati e le cartelle; nessuna pendenza con la Camera. Ufficio Diritto Annuale: 080.2174270 e 080.2174355 Art. 2 c. 1 lett. d; modulo di domanda
DURC e sicurezza Regolarità contributiva e rispetto del D.Lgs. 81/2008; DURC acquisito d’ufficio all’ammissione e alla liquidazione; se è irregolare all’erogazione, la Camera trattiene l’importo dovuto Art. 2 c. 1 lett. j e c. 2
Polizza catastrofale Documento di polizza della L. 213/2023 art. 1 c. 101 con quietanza, a pena di esclusione, «dove applicabile»; chi non è tenuto lo dichiara e motiva Art. 2 c. 1 lett. i; art. 10 c. 3 lett. f; modulo di domanda, lett. i e allegato 4
Procedure concorsuali Esclusi liquidazione volontaria o giudiziale, liquidazione coatta amministrativa e concordato preventivo; ammesso il concordato con continuità aziendale Art. 2 c. 1 lett. f
Antimafia e condanne Nessuna causa ostativa; dichiarazione su casellario e carichi pendenti di legali rappresentanti, amministratori e altri soggetti con poteri di rappresentanza, direzione o controllo Art. 2 c. 1 lett. e e h; art. 10 c. 3 lett. d
Preventivi Datati dal 29/09/2026, in euro e in italiano, intestati all’impresa, su carta intestata del fornitore, con voci distinte e importi al netto e al lordo di IVA; niente autopreventivi o preventivi generici Art. 10 c. 3 lett. e
Fornitori Attività coerente da visura o Anagrafe tributaria; non beneficiari del bando; nessun controllo o collegamento (art. 2359 c.c.); non soci, amministratori o loro congiunti, né società in cui questi siedano Art. 6
Firma Firma digitale del titolare o legale rappresentante; inammissibili le domande firmate da altri o senza i documenti obbligatori Art. 10 c. 3 e 5

Diritto annuale e Restart li spieghiamo anche nella guida ai voucher camerali.

Un allegato dimenticato non si recupera. Quelli dell’art. 10 c. 3 sono a pena di esclusione e Restart non controlla che ci siano tutti. Il Codice degli incentivi esclude il soccorso istruttorio per i documenti chiesti a pena di inammissibilità (D.Lgs. 184/2025 art. 14 c. 2), e reinviare fa perdere la posizione. Nel precedente del 2022 due domande sono cadute per il modulo di domanda mancante.

La domanda su Restart, dalla firma all’invio

  1. Prima del 13 ottobre. Compila modulo di domanda, modulo intervento, dichiarazione su casellario e carichi pendenti ed eventuale procura, e firmali in formato CAdES (file .p7m), l’unico che Restart accetta.
  2. Il bollo. Paga i 16 euro con F24 (codice tributo 1552 nel fac simile della Camera) e tieni la quietanza da allegare (art. 10 c. 6).
  3. La PEC. Usane una sola, uguale nel modulo e nell’anagrafica di Restart: se manca o non coincide vale quella del Registro delle imprese (art. 10 c. 4).
  4. Dalle 10:00 del 13 ottobre. Entra su Restart (restart.infocamere.it) con SPID, CNS o CIE, scegli il bando AAO, compila la pratica e carica gli allegati, preventivi e polizza compresi.
  5. Il riepilogo. Scarica il modello generato da Restart, firmalo digitalmente (titolare, legale rappresentante o delegato) e ricaricalo nell’ultima versione.
  6. L’invio. INVIA è definitivo: data e ora assegnate da Restart fissano la posizione.

L’invio si può delegare a un intermediario abilitato, con procura speciale firmata da lui e dal legale rappresentante e registrazione su Restart (art. 10 c. 2).

Il voucher adeguati assetti in bilancio e nelle imposte

Il voucher è tassato. Un contributo pubblico concorre alle imposte sui redditi e all’IRAP se la sua disciplina non lo esclude espressamente (risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 748 del 2021), e il bando non lo esclude. Gli articoli del TUIR citati sono quelli in vigore al 3 ottobre 2026: dal 1° gennaio 2027 si applica il testo unico del D.Lgs. 117/2026, che li numera diversamente.

Voce Trattamento Riferimento
Natura Contributo in conto esercizio: copre costi di gestione Ris. 2/E/2010; risposta AdE n. 16/2023
Conto economico A5 «altri ricavi e proventi», con separata indicazione dei contributi in conto esercizio OIC 12 par. 56 lett. f
Quando si rileva Nell’esercizio in cui il diritto diventa certo: con l’ammissione o con la rendicontazione approvata, secondo il procedimento della Camera; per prudenza la seconda OIC 12 par. 56 lett. f
Costi coperti Consulenze in B7, canoni del software in B8; la quota di canone dell’anno dopo va in risconto attivo OIC 12 parr. 63 e 65; OIC 18
Imposte sui redditi Ricavo per competenza. Lettura alternativa: sopravvenienza attiva tassata all’incasso, che con spese e liquidazione nel 2027 porta allo stesso anno TUIR artt. 85 c. 1 lett. h, 109, 88 c. 3 lett. b
IRAP Concorre al valore della produzione; i costi coperti restano deducibili. L’imprenditore individuale persona fisica non la paga D.Lgs. 446/1997 art. 5 c. 3; L. 234/2021 art. 1 c. 8
Ritenuta del 4% Acconto da scomputare. Il bando cita l’art. 43 c. 2 del D.Lgs. 33/2025, che si applica ai pagamenti dal 1° gennaio 2027; il modulo di rendicontazione cita l’art. 28 c. 2 del DPR 600/1973, in vigore al 3 ottobre 2026 con lo stesso testo, che vale per un voucher pagato entro il 2026 Bando art. 7 c. 6; modulo di rendicontazione
Obbligo di pubblicazione Non scatta sotto i 10.000 euro di aiuti incassati nell’anno; sopra, per gli aiuti iscritti nel Registro nazionale degli aiuti la registrazione ne tiene luogo L. 124/2017 art. 1 cc. 127 e 125-quinquies
Restituzione dopo una revoca Sopravvenienza passiva deducibile TUIR art. 101 c. 4

L’esempio: una srl di Bari con 7.500 euro di spese

Ipotesi: srl con 12 dipendenti, consulenza di un commercialista sugli assetti per 4.500 euro e canone annuale di un software di cash flow per 3.000, IVA detraibile, spese nel 2027, IRES al 24% e IRAP ordinaria pugliese al 4,82%, l’aliquota 2026. È un conto, non un caso cliente.

Passaggio, in euro Senza premialità Con certificazione della parità di genere Norma
Spese ammissibili, IVA esclusa 7.500 7.500 Bando art. 3
IVA al 22%, detraibile 1.650, non è un costo 1.650
Voucher al 70% 5.250, sotto il tetto di 7.000 5.250 Bando art. 7 c. 3
Premialità 0 250 Bando art. 7 c. 4
Voucher lordo, quello che conta nel de minimis 5.250 5.500 Reg. UE 2023/2831 art. 3 par. 5
Ritenuta del 4% 210 220 Bando art. 7 c. 6
Incasso 5.040 5.280
IRES al 24% sul voucher 1.260 1.320 TUIR artt. 85 c. 1 lett. h e 77
IRAP al 4,82% sul voucher 253,05 265,10 D.Lgs. 446/1997 art. 5 c. 3; aliquota dall’elenco IRAP 2026 del Dipartimento delle Finanze
Voucher netto d’imposte 3.736,95 3.914,90
Risparmio d’imposta sui costi dedotti (28,82% di 7.500) 2.161,50 2.161,50 TUIR art. 109; D.Lgs. 446/1997 art. 5
Costo finale per l’impresa 1.601,55 1.423,60
Costo finale in percentuale della spesa 21,4% 19,0%

Tassato al 28,82%, il voucher del 70% vale netto il 49,8% della spesa. Ma i costi si deducono allo stesso tasso, e su un costo netto d’imposte di 5.338,50 euro il voucher netto copre esattamente il 70%. La ritenuta di 210 euro torna come credito. Di cassa si anticipano 9.150 euro con l’IVA; il voucher arriva dopo la liquidazione.

De minimis e cumulo

L’impresa unica, cioè il gruppo legato da rapporti di controllo, non può superare 300.000 euro di aiuti de minimis nell’arco di tre anni, su base mobile (Reg. UE 2023/2831 art. 3 par. 2). Conta l’importo lordo alla data di concessione, cioè all’approvazione dell’elenco delle ammesse: 5.250 euro nell’esempio, non 5.040. Il modulo di domanda, letto il 3 ottobre, usa ancora il conteggio per esercizi del regolamento 1407/2013; la verifica va fatta sui tre anni mobili, come spieghiamo nella guida al massimale de minimis dell’impresa unica e al suo calcolo. Per gli stessi costi il voucher si cumula con altri de minimis fino al massimale e con aiuti in esenzione o autorizzati entro l’intensità più alta (art. 9).

Quando arriva il voucher e quando si perde

Fase Cosa e quando Fonte
Istruttoria Entro 90 giorni dalla domanda: per il 13/10/2026 entro l’11/01/2027, per il 13/11/2026 entro l’11/02/2027 (nostro calcolo) Art. 11 c. 7
Integrazioni in istruttoria 10 giorni di calendario dalla richiesta, pena la decadenza Art. 11 c. 5
Preavviso di rigetto, se la Camera lo invia 10 giorni per osservazioni scritte (il bando non ne parla) L. 241/1990 art. 10-bis
Spese Dall’ammissione al 28/02/2027 (ultimo giorno bancario venerdì 26/02/2027), per almeno 3.000 euro effettivi Art. 3 c. 2; art. 12 c. 1 lett. c
Fatture Elettroniche, con il CUP della graduatoria e la dicitura del bando fin dall’emissione Art. 13 c. 1 lett. b
Pagamenti Bonifico, RI.BA o carta di credito, con distinta (CRO o TRN) ed estratto conto; per la carta, scontrino POS; niente contanti né assegni Art. 13 c. 1 lett. c
Variazioni Di fornitore, preventivo o tempi: via PEC a [email protected] e autorizzate prima della spesa nuova Art. 12 c. 1 lett. f
Rendicontazione su Restart Modulo, fatture .xml, pagamenti e relazione finale entro 60 giorni dalla fine dell’intervento: con fine al 28/02/2027, entro il 29/04/2027; integrazioni in 10 giorni Art. 13 c. 1 e 2
Liquidazione Entro 90 giorni dalla rendicontazione, salvo integrazioni: con rendiconto al 29/04/2027, entro il 28/07/2027. Con DURC irregolare la Camera trattiene l’importo dovuto e lo versa agli enti Art. 13 c. 3; art. 2 c. 2
Conservazione Documenti di spesa per 10 anni dal provvedimento di erogazione Art. 12 c. 1 lett. e
Cause di revoca Progetto non realizzato o difforme, mancata rendicontazione, perdita dei requisiti, obblighi violati, dichiarazioni mendaci, controlli impediti o con esito negativo, rinuncia, spese sotto le soglie Art. 14 c. 1

Fra le cause di revoca il bando mette le spese sotto i 3.000 euro «o inferiori al 70% dell’importo del voucher concesso» (art. 14 c. 1). La formula la riportiamo com’è. Il bando non dice come si combina con il calcolo del voucher, e prima di spendere meno del previsto conviene chiederlo alla Camera.

Per il bando le somme si restituiscono con l’interesse al tasso ufficiale di riferimento della BCE vigente alla data della revoca (art. 14 c. 2). Il Codice degli incentivi, per i bandi non ancora pubblicati al 1° gennaio 2026 (D.Lgs. 184/2025 art. 25 c. 1), lo maggiora di 5 punti quando la revoca dipende da requisiti mancanti scoperti dopo l’ammissione o da fatti imputabili al beneficiario; non lo maggiora per rinuncia o minori spese (D.Lgs. 184/2025 art. 17 c. 2 lett. a e c. 4). Quale delle due regole prevalga non lo diamo per certo.

Come procedere adesso: cosa preparare prima delle 10:00 del 13 ottobre

  1. Controlla in visura che sede o unità locale operativa stiano nella circoscrizione e quale PEC risulta al Registro delle imprese.
  2. Sana il diritto annuale, verifica il DURC e prepara la polizza con quietanza, o la motivazione se l’impresa non è tenuta.
  3. Scarica la visura sul Registro nazionale degli aiuti e misura lo spazio de minimis degli ultimi tre anni.
  4. Definisci un progetto da almeno 3.000 euro, 10.000 per il voucher pieno, pagabile entro il 26 febbraio 2027.
  5. Raccogli preventivi datati dal 29 settembre 2026 da fornitori senza legami con l’impresa.
  6. Firma i moduli in CAdES e paga il bollo con F24.
  7. Prova l’accesso a Restart con l’identità digitale di chi firma; se usi un intermediario, verifica che sia registrato.

Se il voucher di Bari non fa per te, guarda la pagina con scadenze e click day dei bandi a fondo perduto, che aggiorniamo ogni mese, e la selezione dei bandi di ottobre 2026.

Domande frequenti sul bando adeguati assetti della Camera di Bari

Il commercialista che tiene la contabilità può fare la consulenza pagata dal voucher?

Sì, se non è socio, amministratore o prossimo congiunto di soci e amministratori, non è collegato all’impresa (art. 6), ha un’attività coerente da visura o Anagrafe tributaria e non chiede il voucher per sé. La consulenza deve riguardare gli assetti, non la tenuta della contabilità, che l’art. 4 esclude fra le «ordinarie attività amministrative»: meglio un preventivo e una fattura distinti.

Un’impresa della provincia BAT può chiedere il voucher della Camera di Bari?

Sì, se la sede legale o un’unità locale operativa è in uno dei sette comuni BAT che una nota della Camera sulla circoscrizione assegna a Bari: Barletta, Andria, Trani, Bisceglie, Canosa di Puglia, Minervino Murge, Spinazzola. Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli non compaiono. La nota non porta data: è un PDF del dicembre 2009, ancora sul sito camerale al 3 ottobre, e non risulta riconfermata da atti recenti. Nei casi dubbi chiedi conferma alla Camera.

Sono un’impresa in regime forfetario: l’IVA conta nella spesa e il voucher subisce la ritenuta?

Sono due punti aperti. L’art. 7 c. 5 ammette l’IVA che resta a carico, ma il 70% si calcola «al netto di IVA»: con 7.500 euro di spese più IVA il voucher sarebbe 6.405 euro in una lettura, 5.250 nell’altra. Sulla ritenuta, la L. 190/2014 (art. 1 c. 67) la esclude sui ricavi dei forfetari che lo dichiarano, mentre il bando applica il 4% a tutti. Prassi non ne abbiamo trovata: chiedi conferma scritta alla Camera.

Il voucher adeguati assetti è tassato?

Sì. Concorre alle imposte sui redditi e all’IRAP come contributo in conto esercizio, con la ritenuta del 4% all’erogazione, che poi si scomputa. Nell’esempio di una srl pugliese, su 5.250 euro di voucher restano 3.736,95 euro netti d’imposte, ma i costi coperti si deducono.

Un libero professionista non iscritto al Registro delle imprese può chiedere il voucher?

No. Il bando chiede l’iscrizione al Registro delle imprese di Bari (art. 2 c. 1 lett. a e c), e il Codice degli incentivi ammette i lavoratori autonomi solo se il bando lo prevede (D.Lgs. 184/2025 art. 10 c. 1). Il professionista può però essere il fornitore della consulenza, alle condizioni dell’art. 6.

Vuoi arrivare alle 10:00 del 13 ottobre con la domanda pronta? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo e verifichiamo con te diritto annuale, preventivi e fornitori prima dell’apertura.

Fonti ufficiali: Bando Adeguati Assetti Organizzativi della Camera di commercio di Bari (PDF); scheda dell’albo camerale sulla determinazione del Segretario Generale n. 132 del 29 settembre 2026, pubblicata dal 29 settembre al 6 ottobre 2026; pagina del bando sul sito della Camera di commercio di Bari. Testo del bando e stato della pagina, senza FAQ né rettifiche, verificati il 3 ottobre 2026.


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