#Finsubito news dalla rete – Sanzioni Usa, il Terzo settore scrive all’Europa: difendete la nostra democrazia


Chiedono risposte urgenti sulla necessità di proteggere persone, organizzazioni e banche europee dal sempre più frequente uso politico degli strumenti pensati per contrastare il terrorismo e la criminalità internazionali. Chiedono un intervento urgente per arginare gli effetti dell’uso arbitrario di sanzioni unilaterali da parte degli Usa. Quattordici organizzazioni della società civile italiana, insieme alla Federazione europea delle banche etiche e alternative – Febea, concretamente hanno scritto alla Commissione europea e al governo italiano.

Sono Banca Etica, Acli, Altromercato, Associazione delle ong italiane – Aoi, Arci, Cnca, Consorzio Cgm, Coopfond, Febea, Gruppo Abele, Legacoop, Libera, Mag 2 finance, Mediterranea saving humans e Oxfam.

Ripristinare la sovranità europea

L’iniziativa accompagna e supporta le interrogazioni presentate da molti parlamentari europei di diversi gruppi politici sulle quali la Commissione Ue si dovrà esprimere entro 3 settimane (QUI le interrogazioni). Le richieste del network di organizzazioni italiane ed europee sono analoghe a quelle avanzate da 30 associazioni olandesi, che si sono rivolte al Governo e al Parlamento dell’Aia per chiedere di mettere in campo subito misure di tutela per i soggetti incensurati ingiustamente colpiti dalle sanzioni Usa e di avviare un’azione più ampia per ripristinare la sovranità europea nel settore dei servizi digitali e finanziari.

Aldo Soldi, presidente di Banca Etica – foto uff. stampa Banca Etica

Colpire e isolare soggetti civili, umanitari e istituzionali scomodi

Perché questa iniziativa? Perché sempre più spesso le liste anti-terrorismo sono utilizzate per colpire e isolare soggetti civili, umanitari e istituzionali ritenuti scomodi. Qualche esempio? I giudici della Corte Penale Internazionale, la relatrice Onu Francesca Albanese, ma anche singole associazioni, come il collettivo Autistici / Inventati – A/I, persone e realtà sono state sanzionate senza che nessun tribunale avesse constatato e giudicato condotte illecite a loro carico.

Al di là dei singoli casi che hanno contribuito a far emergere il tema, intendiamo richiamare l’attenzione sulle implicazioni sistemiche che misure di questo tipo possono avere per la tutela dei diritti, dello spazio civico, della libertà associativa e della piena partecipazione democratica

I primi firmatari della lettera

Un problema politico

«Aver dovuto sospendere il conto dell’Associazione A/I, a seguito dell’inserimento della stessa nella lista delle organizzazioni terroristiche del governo statunitense», spiega Aldo Soldi, presidente di Banca Etica, «è stata una decisione sofferta. In assenza di strumenti europei di tutela per le banche, abbiamo dovuto agire per evitare il rischio di subire sanzioni secondarie che possono pregiudicare l’operatività di tutti i nostri clienti».

Banca Etica, aggiunge sempre Soldi, «sta continuando a cercare soluzioni per il caso specifico di A/I, con l’obiettivo di smobilizzare le risorse del conto corrente dell’associazione. Ma vogliamo anche rendere evidente il problema politico nel suo complesso: da soli non possiamo cambiare le cose, per questo stiamo cercando di costruire una rete ampia di organizzazioni per chiedere al Governo e all’Unione europea di compiere atti concreti a difesa della autonomia giuridica e finanziaria di chi vive e opera nella Ue».

La lettera nel dettaglio

Il network chiede in particolare: tutela concreta per i sanzionati e di predisporre in Europa un punto di contatto, assistenza legale e supporto pratico per chi ritiene di essere ingiustamente destinatario di sanzioni. Chiede un’azione diplomatica e di premere sulle istituzioni europee per una presa di posizione chiara contro l’impatto sproporzionato delle sanzioni extraterritoriali sui fornitori di servizi europei e sui loro utenti, e incitarla a discuterne con urgenza con il governo degli Stati Uniti. 

Nuovi strumenti per opporsi. Propone inoltre la creazione di uno strumento europeo anti-coercizione, con l’identificazione di uno strumento normativo e operativo per opporsi, come Unione europea, alle sanzioni unilaterali considerate ingiuste. E di un regolamento di blocco per riformarlo rapidamente, rendendolo una misura efficace e sicura, e aggiornare l’allegato in cui sono contenute le misure sanzionatorie cui l’Europa si oppone.

Proteggere i servizi bancari con tutele aggiuntive. Nella lettera i quattordici chiedono anche di proteggere i servizi bancari per persone, organizzazioni e imprese e di predisporre tutele aggiuntive per le banche europee, per evitare che siano costrette a interrompere i servizi bancari a organizzazioni e imprese ingiustamente colpite da sanzioni estere, preservando le norme contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

Digitale europeo. Tra le richieste, c’è anche investire in un’infrastruttura digitale e finanziaria europea indipendente per dare massima priorità alla creazione di un’infrastruttura digitale europea indipendente e incentivare alternative europee per cloud, social media e sistemi di pagamento. 

L’appello inviato alla Commissione Ue e al governo italiano, fa sapere Banca Etica, è aperto a ulteriori sottoscrizioni da parte di organizzazioni, istituzioni e banche che vogliano difendere la sovranità finanziaria, l’indipendenza digitale e lo stato di diritto in Europa. Per manifestare la propria adesione si può scrivere a [email protected].

Nella foto, Donald Trump il 30 settembre durante un incontro alla Casa Bianca. Credit AP Photo/Manuel Balce Ceneta/LaPresse

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In apertura foto di Priscilla Du Preez 🇨🇦 per Unsplash

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