Le aggressioni nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari restano un fenomeno rilevante per la sicurezza sul lavoro. A confermarlo è la survey nazionale INAIL 2026, che fotografa la diffusione degli episodi di violenza nei servizi sanitari e socio-sanitari dell’Istituto.
La violenza sul luogo di lavoro viene descritta come un fenomeno multifattoriale, capace di incidere non solo sulla salute e sicurezza dei lavoratori, ma anche sull’organizzazione dei servizi, sui processi assistenziali e sugli esiti delle cure. Rischio aggressioni
Survey INAIL 2026: 1.145 operatori coinvolti
L’indagine ha interessato l’intera popolazione degli operatori sanitari e socio-sanitari INAIL, composta da 2.128 unità appartenenti a diversi profili professionali, tra cui medici, infermieri, fisioterapisti, tecnici ortopedici, tecnici sanitari di radiologia medica e assistenti sociali.
Il questionario, anonimo e digitale, è stato somministrato tra il 28 gennaio e il 18 febbraio 2026. Hanno partecipato 1.145 operatori, pari al 54% dei professionisti contattati. Rischio aggressioni
Il 46% ha subito almeno un episodio di violenza
Il dato centrale è significativo: 527 operatori su 1.145, pari al 46%, hanno dichiarato di aver subito almeno un episodio di violenza negli ultimi cinque anni di attività lavorativa. Rischio aggressioni
Il fenomeno interessa in modo trasversale diversi contesti professionali, compresi quelli legati alle attività di accertamento e valutazione medico-legale.
Nel confronto con la precedente rilevazione del 2019, la quota di lavoratori che riferisce episodi di violenza è passata dal 39% al 46% nel 2026. Rischio aggressioni
Aggressioni soprattutto verbali
La quasi totalità degli episodi segnalati è di natura verbale.
Secondo la survey, le aggressioni verbali rappresentano il 98% degli episodi dichiarati e si manifestano principalmente attraverso insulti, offese, minacce e molestie verbali.
Le aggressioni fisiche e quelle compiute attraverso strumenti digitali o web risultano invece molto più contenute. Rischio aggressioni
I grafici riportati a pagina 2 del documento mostrano chiaramente la netta prevalenza della componente verbale rispetto a quella fisica e online.
Ambulatori e spazi di accoglienza i luoghi più esposti
Gli episodi di violenza si verificano soprattutto nei contesti caratterizzati da un contatto diretto con l’utenza.
Gli ambulatori rappresentano il principale luogo di accadimento, con 327 episodi, pari al 62%. Seguono gli spazi comuni interni, tra cui sale d’attesa, aree di accoglienza e uffici, con 166 episodi, pari al 31%. Rischio aggressioni
Più contenuti i casi registrati negli uffici del servizio sociale e nei centri di riabilitazione.
Più della metà degli episodi durante gli accertamenti medico-legali
Un altro dato particolarmente rilevante riguarda il momento in cui avviene l’aggressione.
Oltre la metà degli episodi segnalati, 294 casi pari al 56%, si verifica durante attività di accertamento medico-legale. Un ulteriore 32%, pari a 167 casi, si concentra invece nelle fasi di accoglienza dell’utenza. Rischio aggressioni
Questo elemento è particolarmente significativo nel contesto INAIL, dove alle attività di assistenza sanitaria si affiancano quelle medico-legali e indennitarie, caratterizzate da modalità di interazione con l’utente differenti rispetto al tradizionale rapporto terapeutico. Rischio aggressioni
Chi è più spesso l’autore dell’aggressione
Nell’87% dei casi, l’autore dell’episodio aggressivo è l’utente che accede agli ambulatori INAIL per controlli e accertamenti relativi al danno indennizzabile.
Una quota minore riguarda familiari, caregiver o accompagnatori, mentre risultano più rari gli episodi riconducibili a soggetti estranei ai percorsi assistenziali. Rischio aggressioni
Il grafico a pagina 4 evidenzia una distribuzione pari all’87% per utenti o persone assistite, 10% per caregiver o familiari e 3% per soggetti estranei.
Le principali cause percepite: aspettative economiche e tempi di attesa
La survey individua anche diversi fattori associati al rischio di aggressione.
Tra quelli maggiormente segnalati figurano:
- aspettative economiche dell’utenza: 29,5%;
- insufficiente conoscenza delle finalità della tutela assicurativa e delle procedure istituzionali: 24,6%;
- tempi di attesa negli ambulatori: 22,2%;
- modalità di comunicazione tra personale sanitario e lavoratore: 20,4%. Rischio aggressioni
Si tratta quindi di un fenomeno che non dipende esclusivamente da fattori individuali, ma anche da aspetti organizzativi, informativi e relazionali. Rischio aggressioni
Meno aggressioni fisiche rispetto al 2019
Se da un lato aumenta la quota complessiva di operatori che dichiara di aver subito episodi di violenza, dall’altro emerge un dato positivo sul fronte degli eventi più gravi.
Le aggressioni fisiche sono scese da 28 episodi nel 2019, pari al 6% del totale, a 7 episodi nel 2026, pari all’1%. Rischio aggressioni
Secondo il documento, questa riduzione potrebbe riflettere almeno in parte gli effetti delle iniziative di prevenzione, formazione e sensibilizzazione già avviate dall’Istituto, anche se la verifica dell’efficacia di tali interventi richiederà ulteriori campagne di monitoraggio. Rischio aggressioni
Prevenzione e monitoraggio restano centrali
I risultati confermano la necessità di affrontare il rischio aggressioni attraverso strategie integrate che comprendano organizzazione, formazione, gestione delle attese, informazione all’utenza e miglioramento dei processi comunicativi.
Per INAIL, attività di analisi e monitoraggio rappresentano strumenti essenziali per orientare gli interventi di prevenzione, supportare la valutazione e gestione del rischio e promuovere ambienti di lavoro più sicuri per il personale sanitario e socio-sanitario.
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