#Finsubito news dalla rete – Stéphane Valeri (Sbm): «Portiamo all’estero il brand Monte-Carlo. Un nuovo progetto dietro al Casinò»


di
Enrica Roddolo

La Société des bains de Mer, dal 1863 la cassaforte di turismo e lusso di Monaco, si allarga: «Costruiremo sulle Terrazze del Casinò. E a fine 2027 un hotel in Francia, a Courchevel. Poi guardiamo a St Barth, Miami o Milano»

Sulle terrazze «del Casinò di Montecarlo sorgerà il nuovo grande progetto immobiliare, inizio lavori nel 2028, quattro anni per realizzarlo: ci sono opportunità anche per le aziende italiane». Stéphane Valeri, chairman e ceo di Monte-Carlo Société des Bains de Mer, la cassaforte turistica e di real estate del Principato, anticipa in esclusiva a L’Economia i piani del gruppo che gestisce dal 1863 il business del lusso a Monaco. E aggiunge: «Con il brand Montecarlo One vogliamo esportare il marchio Montecarlo. Dopo la prima apertura a Courchevel, il logo di hotellerie Monte-Carlo One potrebbe arrivare anche a Milano e Roma».

Si è conclusa la prima visita di Stato di un presidente della Repubblica italiana a Monaco.  E il Presidente Mattarella ho pernottato e pranzato al De Paris, fiore all’occhiello di Sbm. Anche lei ha radici italiane, Monsieur Valeri. 
«Sì come molti monegaschi ho origini piemontesi, cuneesi per parte di madre. E pure la famiglia di mio padre arrivò dall’Italia, da Roma». 




















































La Sbm fu fondata nel 1863 per volontà dell’allora principe di Monaco Carlo III, lei è stato appena rinnovato sull’onda dei forti risultati. 
«Nell’ufficio del primo manager François Blanc abbiamo realizzato il miglior cigar club al mondo e l’Hôtel De Paris è stato appena confermato nella lista dei 50 Best Hotels 2026. Quanto ai numeri, i ricavi consolidati per l’anno fiscale 2025-26 sono di 861,6 milioni di euro: +12% con l’hotellerie che cresce dell’11%, gli affitti di real estate del 4% e il gioco del 20%. I profitti sono di 86,6 milioni di euro, erano 74,5 milioni nel precedente anno fiscale». 

Suo padre lavorava al Casinò, fra l’altro proprio dal Casinò è anche partita la Vuelta quest’anno. Come avete fatto a far crescere un business che appariva destinato a languire? 
«Quando arrivai mi dicevano “il gaming è in declino, i giocatori sono anziani e ai giovani non interessa”. Invece abbiamo portato nuovi giocatori da Usa, Canada, Turchia, Medio Oriente». 

Dopo gli hotel, gli appartamenti e le boutique. E adesso che piani avete? 
«C’è il via libera del governo per tre nuovi piani del Monte-Carlo Bay hotel & resort. Inizio dei lavori a ottobre 2027. Poi vareremo un grande progetto sulle Terrazze del Casinò, dove si affaccia l’Opéra. Qui prima c’erano gli uffici Edmond de Rothschild. Un building di 13mila metri quadri, nel quale realizzeremo nuove terme marine con spa, dieci appartamenti e shop per top brand. Siamo in discussione con gruppi del lusso. Investimento? Si ragiona sulle centinaia di milioni di euro ma è ancora in elaborazione. Abbiamo già scelto gli architetti, Herzog & De Meuronche. Stanno ora lavorando con noi a Courchevel per il primo progetto alberghiero estero e hanno firmato l’estensione della Tate Modern a Londra. Ci saranno tante opportunità anche per le aziende italiane». 

Per esportare il brand Montecarlo vi siete alleati con D. Ream. A che punto è la collaborazione? 
«Sì, nel 2024 abbiamo firmato una partnership D. Ream, parte di Dogus Hospitality Group, per sviluppare un nuovo concetto dining con il logo Montecarlo Club 1863, data di fondazione di Sbm. Il primo locale aprirà alla fine del 2027 a Courchevel. Poi penseremo a esportare altrove il concetto, con il progetto su Dubai ora in stand-by per la geopolitica. Ma poi abbiamo portato già il marchio Le Casinò Monte-Carlo su due navi da crociera Crystal, e nel 2028 su una terza. Monte-Carlo One debutterà invece a Courchevel».

Per i Giochi invernali 2030? 
«Vogliamo creare uno dei più prestigiosi Palaces sulle Alpi. L’idea è aprire per l’inverno 2027. E dopo Courchevel, con lo stesso logo potremmo andare a Saint Barth, Miami». Ci sarà un Monte-Carlo One Milano? «Milano non è lontana da Monaco, è un’ipotesi che si può percorrere, poi Roma che è la capitale. Tra i nostri clienti, i primi sono gli americani quindi i mediorientali e i francesi. Al sesto posto ci sono gli italiani. Prima vengono Regno Unito e Svizzera». 

Quanti impiegati italiani in Sbm? 
«In estate siamo in tutto seimila e il fatturato di luglio e agosto è cresciuto dell’8%. In inverno siamo 4.500. Gli italiani sono circa 600. E l’hotel a Courchevel servirà a destagionalizzare il business. Lavoriamo al modello sociale, per esempio c’è un reward sui risultati: quest’anno ognuno avrà duemila euro, poi ci sono un social bonus e incentivi per chi lavora nei giorni del Grand Prix». 

Sbm è quotata a Parigi, chi sono gli azionisti? 
«Lo Stato ha il 64%, privati come il gruppo Lvmh e il gruppo cinese Galaxy hanno ciascuno il 5%. Il resto è sul mercato. Quando arrivai nel 2023 l’azione valeva 83 euro, oggi oltre 140 euro». 

Vede spesso Arnault? E il principe? 
«Ogni anno incontro Bernhard Arnault e parliamo della gestione del gruppo, di dinamiche del lusso. Nicolas Bazire, già direttore di Gabinetto di Édouard Balladur, è il suo rappresentante nel board. Con Alberto II? Ci conosciamo da 40 anni. Lo Stato è al 64%, lui è a capo dello Stato, ma la società è privata e le decisioni sono prese dal board: lo Stato ha cinque membri su 11». 

Tra Ranieri e Onassis fu guerra per il controllo della Sbm.
«Oggi non sarebbe più possibile con lo Stato al 64%, che mai venderà né accetterebbe di scendere in minoranza. È molto importante per Monaco poter controllare Sbm».


5 ottobre 2026


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