#Finsubito news dalla rete – Yields at a 24-year high equity premium cheaper – Options Brief – 6 October 2026


Il tratto lungo della curva dei Treasury ha registrato la chiusura più alta degli ultimi ventiquattro anni. Nella stessa seduta, i premi delle opzioni azionarie sono diminuiti.

REGIME DI MERCATO: RIALZISTA A BASSA VOLATILITÀ | VIX 15,52 | STRUTTURA A TERMINE: CONTANGO | SKEW: ELEVATO (143,04) | FUTURE VIX FRONT-MONTH: 17,35

Punti chiave

  • La volatilità dei tassi ha dominato il quadro. Il MOVE è salito del 5,88% a 113,61, un livello superiore a tutte le 60 sedute archiviate, a fronte di una mediana di 76,13.
  • Il premio sulle opzioni azionarie si è ridotto sulla settimana. La scadenza di venerdì prezza un movimento di 69,85 punti, rispetto agli 87,70 della seduta precedente, mentre il solo trascorrere del tempo lo avrebbe portato a circa 78,4.
  • L’indicatore di volatilità dell’indice non mostra valori fuori dall’ordinario. Il VIX, a 15,52, si trova entro un decimo dalla mediana delle ultime 60 sedute; il VIX1D, a 8,98, è inferiore ai livelli registrati in 54 di queste.

I rendimenti dei Treasury USA sono saliti lunedì, trainati dal tratto lungo della curva. Il trentennale ha chiuso al 5,66%, la chiusura giornaliera più alta da oltre ventiquattro anni, dopo aver toccato durante la seduta nuovi massimi pluridecennali per poi ripiegare. Il decennale ha terminato in area 5,30%, mentre il biennale è rimasto pressoché invariato intorno al 4,82%: la curva si è quindi irripidita, anziché registrare uno spostamento parallelo.

Parte della pressione è arrivata dall’Europa. Il primo ministro spagnolo ha indetto elezioni anticipate, facendo salire i rendimenti spagnoli, mentre le tensioni sul debito sovrano francese si sono attenuate: lo spread tra i titoli decennali tedeschi e francesi si è inizialmente ampliato verso 150 punti base, per poi chiudere vicino a 137, in calo di oltre quattro punti nella giornata.

I dati macroeconomici non hanno fornito indicazioni contrarie. L’indice ISM dei servizi di settembre si è attestato a 54,9, contro 55,0 atteso, con la componente dei prezzi pagati salita a 74,0 e quella dell’occupazione tornata sopra quota cinquanta, a 50,1.

  • USA (chiusura di lunedì 5 ottobre): l’S&P 500 è salito dello 0,66% a 7.773,95, vicino al suo massimo storico; il Nasdaq 100 ha guadagnato lo 0,87% a 31.076,44 e il Dow lo 0,18% a 51.273,12. L’ampiezza del mercato è stata equilibrata, con l’indice equal-weight in rialzo dello 0,65%. Nvidia ha guidato i rialzi con un progresso del 2,12% fino al record di 238,90, mentre Tesla è salita del 2,20% e Meta dell’1,90%; Apple ha perso lo 0,24%.
  • Europa: le chiusure di lunedì sono state contrastate. Lo Stoxx Europe 600 ha guadagnato lo 0,36% a 633,63, trainato dalle banche, con l’indice bancario in rialzo dell’1,40%. Il DAX è rimasto pressoché invariato a 25.254,21, mentre l’Euro Stoxx 50 ha registrato un lieve rialzo a 6.242,15. Il CAC 40 ha perso lo 0,80%, penalizzato da Schneider Electric.
  • Asia (martedì mattina): il Nikkei 225 sale dello 0,56% a 70.337 e l’Hang Seng dello 0,78% a 24.228, con il sottoindice tecnologico in rialzo dello 0,87%. La Corea ha riaperto in calo, con il Kospi in flessione di circa 1,1% in area 6.924. I mercati della Cina continentale restano chiusi.
  • Materie prime e tassi: il Brent si mantiene sopra quota 100, a 100,76, mentre il West Texas Intermediate si attesta intorno a 89,72. L’oro scambia vicino al supporto, appena sopra 4.100, con i future a 4.155,80 e l’argento intorno a 61,02. Il rendimento del trentennale è al 5,66%, quello del decennale al 5,30% e quello del biennale al 4,82%.
  • Regime di mercato: rialzista a bassa volatilità: VIX a 15,52, curva cash in contango, volatilità realizzata a venti giorni al 10,23% e in aumento, con l’indice dell’1,42% sopra la propria media a cinquanta giorni.

Fonte: Saxo, Bloomberg, CBOE. Livelli riferiti alla chiusura del 5 ottobre, salvo diversa indicazione. I livelli dei rendimenti si basano sui dati di chiusura pubblicati e non sulla colonna delle variazioni dell’export, che presentava dati non riconciliabili. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.

Le sei scadenze cash del VIX alla chiusura di lunedì rispetto alla seduta precedente, all’interno dei rispettivi intervalli delle ultime 60 sedute.

Lettura della curva

  • La curva ha mostrato dinamiche divergenti a seconda della scadenza. Il VIX1D è sceso del 16,54% a 8,98, mentre il VIX9D è salito del 6,55% a 12,85 e il VIX dell’1,37% a 15,52. VIX3M, VIX6M e VIX1Y hanno chiuso entro un decimo di punto dai livelli di venerdì.
  • I tassi rappresentano l’unico vero estremo. Il MOVE, a 113,61, è superiore a tutte le 60 rilevazioni archiviate, a fronte di una mediana di 76,13. La volatilità dell’oro, a 23,18, è inferiore a tutte le rilevazioni tranne quattro, mentre quella del petrolio è a 48,65.
  • Alcuni rapporti non riportati nel grafico. Il rapporto tra VIX3M e VIX è pari a 1,160, rispetto a una mediana delle ultime 60 sedute di 1,176, mentre il rapporto Nasdaq/S&P è a 1,398, contro 1,422. Lo SKEW è sceso di 1,84 a 143,04, un livello elevato rispetto a una norma di lungo periodo più vicina a 115, ma nella fascia intermedia del proprio intervallo degli ultimi tre mesi, durante i quali 37 sedute su 60 hanno registrato valori superiori.

Future sul VIX

  • Il calcolo sulla base della parità colloca il forward di ottobre a 17,44 e quello di novembre a 18,11, entrambi entro 0,09 dai rispettivi valori del feed; nessuno dei due ha quindi effettuato il roll e il confronto tra le sedute resta valido. Entrambi prezzano la volatilità a trenta giorni a partire dalla rispettiva scadenza, motivo per cui si collocano al di fuori della curva.
  • Il premio rispetto allo spot si è ridotto a 1,92 punti da 2,36: il forward di ottobre ha ceduto circa 0,23, mentre lo spot è salito di 0,21.

Fonte: Saxo, Bloomberg, CBOE, 6 ottobre 2026, circa ore 06:00 CET. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.

Il ranking di Saxo sulla volatilità implicita copre 186 sottostanti opzionali statunitensi e 327 dell’area euro, dove 0 corrisponde al minimo di un anno e 100 al massimo. La composizione numerica degli universi è cambiata durante la notte, quindi tutti i confronti riportati di seguito si riferiscono alla variazione dei singoli strumenti e non al confronto tra una mediana e l’altra.

  • Tassi e credito occupano le prime posizioni. Il fondo sui Treasury a lunga scadenza presenta un ranking di 97,4, il fondo sul credito investment grade di 89,9 e il fondo sui Treasury con scadenza da sette a dieci anni di 75,5, con volatilità implicite rispettivamente del 16,5%, 9,6% e 8,5%. I rispettivi ranking sono saliti di 5,4, 1,0 e 8,2 punti in una seduta.
  • I fondi sul mercato azionario ampio si trovano all’estremo opposto. Considerati come gruppo, presentano un ranking mediano di 20,6, il più basso tra i dieci gruppi monitorati dal sistema di raccolta dati, contro 75,5 per tassi e credito.
  • Il tipico titolo statunitense si colloca a metà classifica. Il ranking mediano è pari a 43,7, con un percentile mediano di 60,3. È importante distinguere le due misure: il ranking misura la distanza dagli estremi dell’ultimo anno, mentre il percentile indica quanti giorni hanno presentato condizioni simili a quelle odierne.
  • Il settore sanitario rappresenta sette dei primi venti titoli statunitensi, con Merck a 96,9 e Danaher a 94,0. Il fondo sul Brasile si è mosso nella direzione opposta, con il ranking sceso a 46 da un massimo di un anno dopo il primo turno delle elezioni. Per costi e commissioni, consulta le commissioni di Saxo Italia.

Fonte dei dati: Saxo, al 6 ottobre 2026, sulla base della chiusura del 5 ottobre. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.

Dati basati sulla fine della giornata del 5 ottobre: si riferiscono quindi al posizionamento di lunedì e non all’andamento dei prezzi di oggi.

Dieci report, un solo verdetto: la seduta non offre una direzione chiaramente leggibile. Tutte le categorie hanno evidenziato lo stesso basso livello di convinzione, i volumi si sono concentrati su operazioni di dimensioni intermedie e pacchetti abbinati, mentre i pochi segnali netti sul lato aggressore si sono compensati tra loro.

  • Flussi sui singoli titoli: nessuna inclinazione netta, con i maggiori acquisti confermati in apertura orientati in direzioni opposte e l’unico segnale chiaro di convinzione concentrato nei semiconduttori.
  • Flussi settoriali ed ETF: laddove è possibile identificare chiaramente un lato, prevalgono i venditori di volatilità, mentre la domanda di protezione è di fatto assente. I fondi citati servono esclusivamente come contesto di mercato; per costi e commissioni sulle operazioni in fondi negoziati in borsa, consulta le commissioni di Saxo Italia.

Il movimento prezzato dal mercato delle opzioni per questa settimana, calcolato intorno alla chiusura di venerdì.

Movimento atteso fino a venerdì 9 ottobre, calcolato intorno alla chiusura del 2 ottobre utilizzando lo strike quotato più vicino per ciascun estremo dell’intervallo e derivato dai prezzi impliciti delle opzioni. Per la volatilità viene utilizzata la scadenza del 21 ottobre, la successiva disponibile. Dati ricavati dalla catena delle opzioni alla chiusura di venerdì; non si tratta di una previsione.Movimento atteso fino a venerdì 9 ottobre, calcolato intorno alla chiusura del 2 ottobre utilizzando lo strike quotato più vicino per ciascun estremo dell’intervallo e derivato dai prezzi impliciti delle opzioni. Per la volatilità viene utilizzata la scadenza del 21 ottobre, la successiva disponibile. Dati ricavati dalla catena delle opzioni alla chiusura di venerdì; non si tratta di una previsione.

  • Una sola seduta ha già assorbito più della metà dell’intervallo dell’indice. L’S&P 500 ha chiuso lunedì a 7.773,95, all’interno di un intervallo compreso tra 7.634,71 e 7.810,73: ciò equivale al 58% del movimento prezzato per l’intera settimana, e il movimento è avvenuto al rialzo.
  • L’utilizzo dell’intervallo varia tra i diversi strumenti. Il fondo sul Nasdaq 100 ha utilizzato il 51% del proprio intervallo e quello sul bitcoin il 54%, contro il 37% dell’energia, l’11% della volatilità e l’8% dell’oro.
  • Restano quattro sedute e il limite superiore è vicino. L’indice si trova 36,78 punti sotto il limite superiore dell’intervallo, pari a 7.810,73, dove lo strike quotato più vicino è 7810.
  • Le opzioni comportano un rischio elevato di perdite rapide e non sono adatte a tutti gli investitori; per costi e commissioni consulta le commissioni di Saxo Italia.

La sessione cash statunitense si svolge dalle 15:30 CET alle 22:00 CET. La bilancia commerciale di agosto sarà pubblicata alle 14:30 CET, prima dell’apertura, mentre il Tesoro terrà l’asta dei titoli a tre anni alle 19:00 CET, tre ore e mezza dopo l’inizio della sessione. Il governatore della Bank of Japan Ueda è intervenuto alle 08:00 CET.

La scadenza odierna viene regolata alla chiusura delle 22:00 CET e include quindi l’asta, anziché scadere prima dell’evento. Questa circostanza assume un’importanza particolare questa settimana: il calendario delle aste e i verbali della Federal Reserve sono indicati nella Rapida panoramica del mercato pubblicata nella stessa mattinata come i motivi per cui la volatilità dei tassi resta sostenuta.

Le Trimestrali restano limitate fino a giovedì, quando pubblicheranno i risultati PepsiCo, Fast Retailing, Progressive e Tesco, seguite venerdì da Delta Air Lines. Gli esiti futuri sono incerti e possono comportare perdite.

  • Movimento implicito della seduta. Le opzioni SPXW prezzano 31,00 punti, pari allo 0,399%, fino alla chiusura di questa sera e 69,85, pari allo 0,899%, fino a quella di venerdì; entrambi i valori sono derivati dai prezzi impliciti delle opzioni. Le quotazioni prima dell’apertura sono indicative.
  • Ciò che il semplice trascorrere del tempo non spiega. Ieri mattina la scadenza di venerdì prezzava 87,70 punti, contro gli attuali 69,85. Il solo decadimento temporale avrebbe portato il valore a circa 78,4, quindi circa 9 punti di riduzione sono dovuti a fattori ulteriori rispetto al trascorrere del tempo.
  • Segnale sul rischio di coda. Lo SKEW è diminuito, mentre il premio del front-month rispetto allo spot si è ridotto a 1,92 punti da 2,36. A nostro avviso, il mercato potrebbe richiedere un premio inferiore per il rischio azionario a breve scadenza, pur continuando a pagare di più per il rischio legato ai tassi.
  • Lettura della correlazione. La correlazione implicita, a 11,72, è superiore a quella registrata in 54 delle ultime 60 sedute, mentre la dispersione, a 34,99, si colloca nella fascia intermedia. A nostro avviso, la volatilità dell’indice potrebbe essere sostenuta dalla correlazione piuttosto che dalla volatilità dei singoli titoli.

L’elemento da monitorare è se questi due segnali finiranno per convergere. Le opzioni azionarie sono diventate meno costose in una settimana in cui restano ancora quattro sedute e oltre metà dell’intervallo prezzato non è stato utilizzato, mentre la volatilità dei tassi ha raggiunto il massimo del proprio intervallo trimestrale proprio nel giorno in cui il trentennale ha registrato la chiusura più alta degli ultimi ventiquattro anni.

Si tratta di due letture dello stesso quadro macroeconomico e, a nostro avviso, una delle due potrebbe dover cambiare. Le opzioni comportano un rischio elevato di perdite rapide.


Nota importante: le strategie e gli esempi presentati in questo articolo hanno finalità esclusivamente educative. Sono pensati per contribuire a strutturare il processo di analisi e non devono essere replicati o implementati senza un’attenta valutazione. Ogni investitore o trader deve svolgere le proprie verifiche e tenere conto della propria situazione finanziaria, della propria tolleranza al rischio e dei propri obiettivi di investimento prima di prendere qualsiasi decisione. È importante ricordare che investire nel mercato azionario comporta rischi e che è fondamentale prendere decisioni informate.

Le opzioni sono prodotti complessi e ad alto rischio e richiedono conoscenza, esperienza di investimento e, in molti casi, un’elevata accettazione del rischio. Il trading di opzioni è altamente speculativo e non è adatto a tutti gli investitori a causa dei rischi connessi. La negoziazione di opzioni comporta un rischio elevato. Le opzioni acquistate possono scadere senza valore, con la conseguente perdita dell’investimento iniziale (premio e costi), mentre le opzioni vendute possono comportare per l’investitore perdite sostanziali (potenzialmente illimitate). Prima di investire in opzioni, è necessario essere ben informati sul funzionamento e sui rischi di tali prodotti.


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