Secondo PwC, il mercato Contract vale potenzialmente fino a 100 miliardi di euro. Rem Koolhaas e David Gianotten di OMA ripensano il Salone come infrastruttura per il design e la committenza internazionale
Fra 80 e 100 miliardi di euro. È il valore potenziale globale delle forniture di arredo per il contract — FF&E – acronimo di Furniture, Fixtures & Equipment – nelle principali categorie immobiliari. Le cifre provengono dalle prime elaborazioni di PwC. La collaborazione proseguirà con una ricerca dedicata a investimenti, mercati geografici, tipologie immobiliari e modelli di domanda».
Su quel mercato si apre Salone Contract, che debutta durante la 65ª edizione del Salone del Mobile.Milano, dal 13 al 18 aprile 2027 a Fiera Milano Rho. È una manifestazione dedicata alle grandi forniture e ai progetti integrati, con un masterplan affidato a Rem Koolhaas e David Gianotten dello studio OMA, fondato a Rotterdam nel 1975. Mette in relazione produttori di arredi, architetti, interior designer, investitori immobiliari, developer e operatori professionali.
Salone Contract 2027: dove si concentrano gli 80-100 miliardi delle forniture
La ripartizione geografica indica le Americhe come bacino maggiore, fra 34,8 e 42,6 miliardi, seguite dall’Asia-Pacifico, fra 27,9 e 34,2, e dall’area EMEA, fra 16,7 e 20,4. Per destinazione d’uso il segmento living vale fra 40 e 49 miliardi, gli uffici fra 17 e 21, il retail fra 15 e 18, l’hospitality fra 7 e 9.
La domanda di arredi, in questa quota di mercato, si forma lontano dai negozi e dalle scelte dei consumatori. Dipende dalla costruzione e dalla trasformazione del patrimonio immobiliare, e l’arredamento entra nel budget di un investimento più ampio: le decisioni seguono la destinazione dell’immobile, il posizionamento commerciale, le specifiche tecniche e la durata prevista dell’intervento.
Salone Contract: cosa cambia per la filiera italiana dell’arredo
Una sedia da catalogo e cinquecento sedie identiche per un albergo sono due prodotti diversi. Entrare in questo mercato richiede competenze che non coincidono con progettazione e manifattura: una fornitura per un albergo o un complesso di uffici può comprendere centinaia di prodotti, varianti dimensionali, finiture personalizzate, certificazioni, trasporti, installazioni e coordinamento con altre imprese, con una produzione allineata al calendario del cantiere e obblighi contrattuali che possono estendersi a manutenzione e sostituzione dei componenti.
Cambia anche la catena decisionale. Architetti e interior designer definiscono le specifiche, mentre developer, società di gestione e responsabili degli acquisti incidono sulla selezione dei fornitori.
La manifattura italiana dell’arredo è composta da grandi marchi, imprese familiari e produttori specializzati, spesso organizzati intorno a competenze tecniche e materiali specifici. Le grandi commesse aprono l’accesso a clienti internazionali fuori portata per la distribuzione tradizionale, e richiedono capacità finanziaria, logistica e continuità produttiva. La selezione annunciata per Salone Contract privilegia imprese in grado di sostenere commesse complesse: una scelta che distingue fra produttori capaci di un ruolo diretto nei grandi progetti e aziende che operano attraverso intermediari, reti di fornitura o partnership.
Resta il nodo della distribuzione del valore. In una commessa immobiliare, chi controlla il rapporto con il cliente, le specifiche e il coordinamento esercita un’influenza maggiore del singolo produttore.
Export legno-arredo in calo: 9,2 miliardi nel primo semestre 2026, -4,5%
La strategia arriva in una fase di contrazione. Secondo le elaborazioni del Centro Studi FederlegnoArredo su dati Istat, nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni della filiera legno-arredo sono scese del 4,5%, a 9,2 miliardi di euro. Fra i mercati di destinazione, gli Stati Uniti registrano -11,3%, la Germania -7,8%, il Regno Unito -5,3% e la Francia -4,6%.
“Il Salone resta, a livello internazionale, lo strumento migliore al servizio delle aziende,” ha dichiarato Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, che descrive il 2027 come un momento complesso per il settore e indica nel contract un’occasione per ampliare il business delle imprese.
Il masterplan OMA per Salone Contract: Forum, podiums, project plazas e arene B2B
Invece di una successione di stand autonomi, OMA propone una struttura percorsa da assi principali, con piattaforme espositive, spazi condivisi e luoghi destinati alle negoziazioni.
Al centro della griglia si trova il Forum, definito da una cupola sospesa e trasformabile che funziona anche da superficie di proiezione, per presentazioni, conversazioni e incontri di lavoro. Le piattaforme espositive, i podiums, costituiscono i blocchi della struttura e si distribuiscono in 4 zone tematiche corrispondenti ai settori del contract: workspace, hospitality e residential, spazi pubblici, nautica. Ogni zona riunisce imprese accomunate dalla destinazione dei progetti, invece che dalla tipologia di prodotto.
I project plazas sono dispositivi espositivi montati su strutture mobili, riposizionabili durante la manifestazione per spostare l’attenzione fra i settori. Le arene B2B stanno alle intersezioni fra i cluster e ospitano incontri individuali e appuntamenti informali. Un corridoio d’ingresso introduce i fondamenti del contract e la mappa della manifestazione.
Il criterio cambia il modo in cui il visitatore incontra l’offerta. Un progetto alberghiero richiede sedute, arredi su misura, sistemi illuminotecnici, rivestimenti e altri componenti: il raggruppamento per mercato di destinazione li mostra come parti di uno stesso processo.
Alla presentazione del progetto, Mr. Koolhaas ha tenuto la lectio Current Preoccupations sui lavori recenti dello studio, mentre Mr. Gianotten ha illustrato struttura e obiettivi del masterplan, concepito per evolvere insieme al settore.

Il tour di Salone Contract: da Shanghai a Riyadh, dove vanno gli investimenti immobiliari
La piattaforma non si limita ai sei giorni milanesi. Il programma internazionale individua mercati e destinazioni d’uso: Shanghai, il 21 ottobre, per i grandi progetti urbani e gli sviluppi mixed-use; Londra, il 25 novembre, per gli spazi di lavoro; Miami, a dicembre, per il settore marine, con lavorazioni personalizzate e requisiti esecutivi elevati; Riyadh, nel gennaio 2027, per l’hospitality e i programmi di sviluppo alberghiero e turistico.
È una geografia diversa da quella dei mercati tradizionali dell’arredo italiano: segue le aree in cui gli investimenti immobiliari generano domanda di progettazione, forniture e servizi integrati. In questi contesti le imprese italiane accedono a commesse di dimensioni rilevanti e si confrontano con sistemi normativi, procedure di approvvigionamento e strutture decisionali differenti.
Replicare e differenziare: la questione industriale del Made in Italy
Le grandi forniture richiedono ripetibilità, prevedibilità dei costi, rispetto degli standard tecnici e continuità di produzione: la stessa soluzione in quantità elevate, con qualità costante e tempi compatibili con il cantiere. La personalizzazione aggiunge un livello: nell’hotellerie di fascia alta, nelle residenze di lusso e negli spazi commerciali l’identità degli interni distingue un progetto immobiliare, e i committenti chiedono materiali sviluppati su misura e componenti fuori catalogo.
Pesa anche la durata. Negli edifici di grandi dimensioni arredi e componenti sono soggetti a uso intensivo, manutenzione, sostituzione e rinnovamento, quindi la qualità si misura anche in resistenza, disponibilità dei ricambi, riparabilità e costi di gestione. Una lavorazione difficilmente replicabile può complicare la manutenzione di una fornitura estesa.
Per le imprese minori il problema riguarda le condizioni d’accesso: investimenti preliminari, strutture commerciali dedicate, capacità di assumere responsabilità contrattuali. La specializzazione tecnica diventa un vantaggio dentro la catena di fornitura, e lascia aperta la dipendenza da chi gestisce il rapporto con il cliente finale.
Salone del Mobile 2026: i numeri su cui poggia l’operazione
Nel 2026 il Salone Internazionale del Mobile, il Complemento d’Arredo, Workplace3.0 e S.Project hanno riunito 915 espositori da 32 Paesi, con il 38,6% di aziende straniere e 139 marchi fra debutti e ritorni. I visitatori sono stati 316.342 da 167 Paesi, con una quota di operatori professionali internazionali pari al 68%.
L’edizione 2027 comprende anche il ritorno biennale di Euroluce, con il suo forum sull’illuminazione, e la seconda edizione di Salone Raritas, dedicata a pezzi unici, edizioni limitate e alto artigianato: la prima contava 28 gallerie da 12 Paesi e 59 designer.
“Il cuore del Salone resta nelle aziende e nelle manifestazioni che ne costituiscono l’ossatura,” ha dichiarato Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.Milano, secondo cui i nuovi progetti ampliano la capacità della fiera di generare opportunità senza spostarne il centro.
La collaborazione con PwC serve a misurare il mercato, il masterplan di OMA a organizzare lo spazio in cui domanda e offerta si incontrano. Il resto si vedrà ad aprile, quando si saprà quante delle imprese selezionate chiudono commesse e non soltanto appuntamenti.

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