#Finsubito news dalla rete – Ingiustizia ai giovani di Castel Volturno. Il P.A.G. dato ai privati e negato alle associazioni


A Castel Volturno sia la sinistra che la destra si riempiono la bocca con il sostegno ai “giovani”, ma poi negano loro spazi che gli spettano di diritto e li affidano a privati con bilanci milionari.

Ecco la denuncia che abbiamo inviato agli organi competenti circa il P.A.G. – un bene immobile da 2mln di euro finanziato dal Ministero dell’Interno nel 2015 e che doveva essere destinato alle associazioni giovanili..

La denuncia

Al Commissario Straordinario del Comune di Castel Volturno
Dott. Fernando Mone

e, per conoscenza

Al Prefetto di Caserta
Al Presidente della Regione Campania
Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

Egregio Commissario,

con la presente, in qualità di Presidente del Centro Studi Officina Volturno, ente editore di Magazine Informare, intendo denunciare formalmente una situazione di estrema gravità che riguarda l’utilizzo di un immobile pubblico di Castel Volturno, realizzato con finanziamenti destinati espressamente ai giovani e oggi occupato pressoché interamente dalla società privata ATS Monte Maggiore.

Un bene nato per i giovani, finanziato per i giovani, progettato per i giovani, ma del quale i giovani di Castel Volturno non hanno mai potuto realmente beneficiare. La presente fa seguito all’incontro avuto con Lei, durante il quale ho già rappresentato questa situazione, contestando apertamente quanto sostenuto dall’architetto Gennaro Campoli, responsabile del settore Lavori Pubblici del Comune di Castel Volturno.

In quella circostanza, infatti, l’architetto Campoli affermava che l’immobile non fosse stato destinato specificamente ai giovani e fosse un progetto interamente comunale. Un’affermazione che abbiamo smentito, documenti alla mano, e che risulta in palese contraddizione con gli atti progettuali dello stesso Comune di Castel Volturno.

La Relazione Generale del progetto esecutivo, datata 8 luglio 2015 e allegata alla presente denuncia, non lascia spazio a interpretazioni. L’intervento, denominato “Aggregazione e Legalità a Castel Volturno“, è stato finanziato nell’ambito del Piano di Azione Giovani Sicurezza e Legalità, Linea di Intervento II, “Formazione, aggregazione e meritocrazia giovanile”, con risorse riconducibili alla programmazione nazionale del Ministero dell’Interno. La relazione progettuale descrive espressamente la realizzazione di un Centro di Aggregazione destinato a promuovere il protagonismo giovanile, sostenere la formazione, contrastare la dispersione scolastica e favorire l’integrazione e la partecipazione dei ragazzi alla vita sociale e culturale del territorio.

La struttura, articolata su due livelli per circa 860 metri quadrati complessivi, comprende laboratori didattici, spazi multimediali, aule studio, ambienti dedicati alle attività culturali e un auditorium da 78 posti.

Questa era la destinazione del bene. Questo era l’impegno assunto nei confronti dei giovani di Castel Volturno. Oggi, invece, ci troviamo davanti a una realtà completamente diversa.

La struttura risulta occupata quasi integralmente dal personale della ATS Monte Maggiore, soggetto privato impegnato nelle attività di riforestazione della Pineta di Castel Volturno. Al piano superiore una stanza risulta destinata all’Ente Riserve Naturali Regionali Foce Volturno, Costa di Licola e Lago di Falciano, ente che, peraltro, avrebbe in programma il trasferimento della propria sede a Giugliano in Campania.

Tutti gli altri spazi risultano utilizzati dalla ATS Monte Maggiore, con un’occupazione sostanzialmente esclusiva dell’immobile. La circostanza ancora più grave è che tale utilizzo sarebbe stato consentito attraverso un accordo diretto con il Comune, senza alcun bando pubblico, senza una procedura aperta e senza offrire alle associazioni giovanili del territorio la possibilità di usufruire stabilmente della struttura.

Contestiamo la scelta di consentire che una società privata utilizzi stabilmente una struttura pubblica finanziata per finalità di aggregazione, formazione e promozione della legalità giovanile, privando di fatto i ragazzi del territorio di un’opportunità che era stata espressamente prevista per loro. E denunciamo con altrettanta fermezza l’ingiustizia subita dalle associazioni che operano quotidianamente sul territorio.

Il Centro Studi Officina Volturno, attraverso Magazine Informare, costituisce da oltre vent’anni un presidio di cultura e impegno civile a Castel Volturno. Oggi la nostra realtà coinvolge oltre 60 giovani provenienti da tutta la Campania, che frequentano la redazione di Castel Volturno per imparare a fare giornalismo, raccontare le ingiustizie e costruire una coscienza critica e indipendente. Eppure a questi stessi ragazzi è stato sempre negato l’accesso a un bene pubblico realizzato proprio per sostenere attività come quelle che svolgiamo quotidianamente.

Troviamo tutto questo inaccettabile. È paradossale, oltre che profondamente ingiusto, che a Castel Volturno si continui a parlare di legalità e di opportunità per le nuove generazioni mentre un edificio finanziato per tali scopi viene utilizzato come sede operativa da un soggetto privato.

A nostro avviso siamo di fronte a una grave alterazione della destinazione originaria del bene, che impone una verifica immediata della compatibilità dell’utilizzo attuale con le finalità e gli eventuali vincoli del finanziamento.

Per queste ragioni CHIEDIAMO AL COMMISSARIO STRAORDINARIO UN INTERVENTO IMMEDIATO, finalizzato a:

1. Accertare le responsabilità amministrative che hanno determinato l’attuale utilizzo dell’immobile e verificare il rispetto della destinazione prevista dal finanziamento originario.

2. Verificare la legittimità dell’accordo attraverso il quale gli spazi sono stati concessi alla ATS Monte Maggiore, anche in relazione all’assenza, per quanto a nostra conoscenza, di una procedura pubblica.

3. Porre fine all’occupazione pressoché esclusiva della struttura da parte della società privata, adottando i provvedimenti necessari a ripristinarne l’originaria funzione pubblica.

4. Restituire concretamente il Centro di Aggregazione ai giovani del territorio, garantendo spazi e attività di formazione, cultura, socialità e partecipazione, attraverso modalità pubbliche, trasparenti e non discriminatorie.

Chiediamo inoltre alla Prefettura di Caserta e alla Regione Campania, destinatarie della presente denuncia, di intervenire nell’ambito delle rispettive competenze affinché venga verificato il rispetto delle finalità pubbliche del finanziamento e sia posta fine a una situazione che riteniamo gravemente lesiva degli interessi della comunità giovanile.

In assenza di interventi concreti, ci riserviamo di portare la vicenda all’attenzione di tutte le ulteriori autorità competenti, affinché siano accertate eventuali responsabilità e garantito il rispetto degli interessi pubblici.

Attendiamo un Suo sollecito e formale riscontro sulle iniziative intraprese a seguito della presente denuncia.
Distinti Saluti,

Tommaso Morlando
Presidente Associazione Centro Studi Officina Volturno

Antonio Casaccio
Direttore responsabile Magazine Informare


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