#Finsubito news dalla rete – Ferrero, ricavi record e nuovo stabilimento in Romania: il Piemonte si interroga sul futuro


La Ferrero di Alba si prepara ad aprire un nuovo capitolo della propria espansione internazionale. Il gruppo dolciario è infatti alle battute finali dell’acquisizione di un sito industriale a Timisoara, in Romania, dove intende realizzare un impianto produttivo. Una novità che amplia la presenza della multinazionale nell’Europa orientale e che solleva interrogativi anche sul futuro della filiera piemontese, soprattutto per le aziende che lavorano in appalto.

La notizia, anticipata dal portale economico rumeno Profit.ro, è stata confermata dalla società anche a Radiocor, agenzia del Sole 24 Ore. A illustrare il progetto è stato Giuseppe Papa, managing director di Ferrero per Ungheria, Romania, Bulgaria e Moldavia. L’obiettivo dichiarato è sviluppare una struttura industriale di nuova generazione, facendo leva sulle competenze manifatturiere locali, sulla posizione strategica del Paese e sulla disponibilità di personale qualificato.

Restano però da definire alcuni aspetti centrali dell’operazione: l’investimento previsto, i tempi di avvio, il numero di occupati e i prodotti che verranno realizzati nel nuovo stabilimento.

La società è già stata costituita

I preparativi per l’insediamento erano iniziati nei mesi precedenti all’annuncio. Il 21 maggio 2026 è stata registrata Ferrero Romania Industrial SRL, società con un capitale sociale di 5.000 lei e interamente controllata da Ferrero International S.A., la holding lussemburghese del gruppo.

L’oggetto principale della nuova società è la fabbricazione di prodotti a base di cacao, cioccolato e dolciumi. Secondo le informazioni riprese dall’agenzia ICE di Bucarest dal quotidiano Ziarul Financiar, Ferrero avrebbe inoltre già acquistato il terreno destinato al futuro impianto.

Per il momento, l’azienda non ha fornito ulteriori dettagli, rimandando le comunicazioni ufficiali a una fase successiva. L’apertura dello stabilimento rappresenterebbe comunque un cambiamento significativo per la presenza del gruppo nel Paese romeno, finora concentrata soprattutto sulle attività commerciali.

Il nodo delle nocciole e la strategia sulle materie prime

Tra gli aspetti ancora da chiarire c’è anche quello legato all’approvvigionamento delle nocciole, ingrediente fondamentale per diversi prodotti Ferrero.

Secondo alcune indiscrezioni, il progetto rumeno potrebbe comprendere anche l’avvio di coltivazioni di nocciole. Si tratta di un’ipotesi che non ha ancora ricevuto conferme ufficiali, ma che si inserirebbe nella strategia del gruppo volta a diversificare le fonti di approvvigionamento.

La questione è particolarmente rilevante per una multinazionale che utilizza circa un quarto della produzione mondiale di nocciole. La Turchia rappresenta una fonte centrale per il gruppo: da qui proviene circa il 70% delle nocciole utilizzate da Ferrero.

Una concentrazione che espone l’azienda alle oscillazioni del mercato e agli eventi climatici. Le gelate primaverili e la diffusione di parassiti hanno contribuito, lo scorso anno, a una forte impennata dei prezzi sul mercato turco. Tra giugno e ottobre, secondo i dati riportati, il costo delle nocciole sgusciate è passato da 9.000 a 18.000 dollari per tonnellata, spingendo il gruppo a sospendere gli acquisti e a utilizzare le proprie scorte.

Negli ultimi vent’anni Ferrero ha investito anche nella produzione in Cile e negli Stati Uniti, dove i volumi annui indicati raggiungono circa 100.000 tonnellate per ciascun Paese. Un’eventuale filiera agricola nell’Europa orientale potrebbe contribuire a ridurre la dipendenza da singole aree geografiche e a rendere più stabile l’approvvigionamento.

Ricavi record e nuove acquisizioni: il gruppo continua a crescere

L’espansione in Romania si inserisce in una fase di crescita per il gruppo dolciario. L’ultimo bilancio consolidato ha registrato ricavi record per 19,3 miliardi di euro, in aumento del 4,6% rispetto all’esercizio precedente. La forza lavoro globale ha superato quota 50.000 dipendenti.

Anche il mercato rumeno ha mostrato risultati significativi. La filiale commerciale ha registrato un fatturato di quasi 2 miliardi di lei, pari a circa 381 milioni di euro, con una crescita del 23%, 119 dipendenti e un utile netto vicino ai 20 milioni di lei.

La strategia internazionale non si limita alla costruzione o all’acquisizione di impianti. Ad agosto Ferrero ha annunciato un accordo per rilevare Purely Elizabeth, marchio statunitense attivo nel settore del benessere alimentare. A giugno, invece, il gruppo ha previsto un investimento da 60 milioni di euro in Francia, destinato anche allo sviluppo dei Nutella Cookies nello stabilimento di Nieppe, nell’Alta Francia. Sono operazioni che confermano una strategia orientata all’ampliamento dei mercati, dei marchi e della capacità produttiva.

Il Piemonte osserva: quali conseguenze per l’indotto?

È proprio la crescente articolazione geografica della produzione a suscitare interrogativi nel territorio d’origine del gruppo. La presenza di Ferrero in Romania non implica automaticamente un ridimensionamento degli stabilimenti italiani, ma resta da capire quale funzione avrà il sito di Timisoara all’interno della rete industriale della multinazionale.

La questione riguarda in particolare le imprese dell’indotto e le attività affidate in appalto, segmenti che potrebbero risentire di eventuali spostamenti delle commesse. La memoria torna alla vertenza delle addette al confezionamento emersa nell’Albese: attraverso il sindacato Usb erano state denunciate retribuzioni in alcuni casi ferme a circa 5 euro l’ora per operaie impegnate anche nel confezionamento degli ovetti Kinder Sorpresa. La protesta era arrivata il 4 ottobre 2024 davanti ai cancelli dello stabilimento di Alba.

La questione riguarda soprattutto le imprese della filiera e le attività esternalizzate in appalto, segmenti che potrebbero risentire di eventuali riallocazioni delle commesse. Riaffiora alla memoria la vertenza delle addette al confezionamento emersa nell’Albese: tramite il sindacato USB erano state denunciate retribuzioni, in alcuni casi, ferme attorno a 5 euro l’ora per operaie impiegate anche nell’imballaggio degli ovetti Kinder Sorpresa.

La protesta era culminata il 4 ottobre 2024 con un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di Alba.endere le preoccupazioni di una parte dei lavoratori, ma che non costituisce una prova di possibili trasferimenti di produzione in Romania.

Sul fronte dell’occupazione diretta, intanto, a fine settembre è stato firmato il rinnovo del contratto integrativo Ferrero per il quadriennio 2026-2029, che coinvolge oltre 7.000 lavoratrici e lavoratori in Italia. Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno sottolineato la qualità delle relazioni sindacali.

Per il Piemonte, la partita si giocherà anche sulle prossime comunicazioni ufficiali. Finché non saranno chiariti destinazione produttiva, tempi e dimensioni del progetto rumeno, le conseguenze per lo stabilimento di Alba e per il suo indotto resteranno una questione aperta.


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