Torna l’appuntamento con Dossier, il canale di BolognaToday dedicato a inchieste, focus e approfondimenti. Questa settimana siamo partiti dal nostro sottosuolo, tra petrolio, gas e nuovi progetti papabili, per poi tornare in superficie e occuparci delle trasformazioni immobiliari della città. Ci siamo quindi spostati sulle strade, nelle scuole e dentro una comunità religiosa presente a Bologna da decenni. Chiudiamo con un focus sui fondi per la ricostruzione dopo le alluvioni, tra contributi concessi, richieste ancora da soddisfare e difficoltà burocratiche.
Iniziamo dunque da quello che si nasconde sotto i nostri piedi. L’Emilia-Romagna è storicamente una delle regioni italiane più ricche di giacimenti di idrocarburi, ma negli anni la sua capacità produttiva si è progressivamente ridotta. Oggi conta 197 pozzi attivi e 26 centrali di raccolta e trattamento, mentre una società australiana punta a rilanciare le estrazioni nel Bolognese con quattro nuovi pozzi che potrebbero arrivare. C’è poi il sito di Minerbio uno dei principali per lo stoccaggio del gas del Paese. Abbiamo ricostruito numeri, papabili progetti e prospettive di un settore che potrebbe tornare a far parlare di sé. L’inchiesta a cura di Gianluca Notari è qui: Petrolio, gas e i quattro nuovi pozzi che potrebbero arrivare
Veniamo al mercato immobiliare. Noemi di Leonardo ha voluto capire cosa ne sarà di un luogo che per decenni ha fatto parte della vita di un quartiere. L’ex Cinema Smeraldo, in via Toscana. La sala ha chiuso nel 2018, nel 2025 un incendio l’ha devastata. Ora al suo posto arriveranno nuove abitazioni, con prezzi che arrivano a superare i 6mila euro al metro quadrato. Il progetto richiama il passato cinematografico dell’edificio, tra palchi, gallerie e riferimenti al grande schermo. Abbiamo esaminato l’intera offerta, in vista dei lavori previsti nel 2027.
Futuro con vista: case da oltre 6mila euro al mq al posto del cinema
Restiamo sulle trasformazioni della città, questa volta guardando alle strade. La Città 30 continua a far discutere, ma intanto arrivano i dati su incidenti, feriti e vittime, e anche sull’effetto del provvedimento – a cascata – sulla mobilità dolce. Intanto il Comune porta avanti la seconda fase del progetto: dopo lo stop & go a seguito della pronuncia del Tar, oltre cento punti della città saranno interessati dalla reintroduzione dei limiti a 30 chilometri orari, insieme a interventi sugli attraversamenti, sull’illuminazione e sulla sicurezza. Per questa fase sono previsti 16 milioni di euro. Gianluca Notari ha ricostruito cosa sta cambiando e intervistato l’assessore alla Mobilità Michele Campaniello, che difende il progetto e spiega come proseguirà.
Traffico, incidenti, mobilità dolce: ecco come sta andando la Città 30
Poi vi portiamo in una realtà forse poco nota, anche se di lunga tradizione. Ovvero la comunità mormone, che è presente sotto le torri dagli anni Sessanta. Federico Tulli ha cercato di capire quali regole seguono i fedeli e come vengono finanziate le attività e quale ruolo hanno la ricerca genealogica e le donazioni. Siamo partiti dalla sede cittadina di via Antoniotto Usodimare e dalle carte catastali, che raccontano anche una particolarità della presenza mormone bolognese.
Regole rigide, donazioni e una chiesa sul terreno del Comune: dentro la comunità dei mormoni
Torniamo anche questa settimana dentro le scuole per sondare la presenza degli studenti con cittadinanza non italiana nelle classi. Dopo la proposta del governo Meloni di rendere più stringenti i limiti e l’emanazione del nuovo decreto legge, Ilaria Traditi ha raccolto le voci di chi lavora ogni giorno negli istituti scolastici per comprendere quali difficoltà incontrano insegnanti e dirigenti e quali strumenti servono per affrontare situazioni molto diverse tra loro. Perché dietro i numeri ci sono storie, percorsi scolastici e bisogni che non sempre possono essere ricondotti a un’unica soglia.
Le scuole a Bologna e gli studenti non italiani: cosa cambia davvero con il nuovo decreto legge
Chiudiamo con un focus che fa perno sulle conseguenze delle alluvioni nel Bolognese. Dopo l’acqua, infatti, sono arrivati i conti: quelli dei danni subiti da famiglie e imprese e quelli dei contributi richiesti e concessi per la ricostruzione. Abbiamo messo in fila i dati dei Comuni della provincia e ascoltato chi sta ancora cercando di recuperare quanto perso. A Budrio, per esempio, le richieste superano i 5,17 milioni di euro, ma lo scarto tra le somme domandate e quelle riconosciute è particolarmente evidente per le imprese. Tra fatture, documentazione e procedure complesse, c’è anche chi ha deciso di rinunciare ai rimborsi. Un viaggio, quello fatto dalla nostra Noemi di Leonardo, tra numeri e testimonianze per decifrare quanto sia arrivato davvero a chi ha subito i danni.
Dopo l’acqua, i conti: quanto è arrivato davvero per ricostruire aziende e case
Per ora è tutto, ci rileggiamo il prossimo weekend. Nell’attesa qui trovate l’area Dossier e in basso qualche ulteriore spunto di lettura.
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