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ECONOMIA · VENETO · 10 OTTOBRE 2026

Solo 26 amministrazioni su 560 hanno inviato segnalazioni qualificate al Fisco. Nel 2025 riconosciuti ai Comuni 111mila euro: Belluno, Treviso e Rovigo non hanno incassato contributi.

VENETO — Pochi Comuni partecipano all’attività di contrasto all’evasione fiscale. Nel 2024 soltanto 26 amministrazioni venete su 560, pari al 4,6%, hanno trasmesso all’Agenzia delle Entrate segnalazioni qualificate su possibili casi di evasione o elusione. Il dato emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre.

Nel 2025, sulla base degli accertamenti eseguiti nel 2024, ai Comuni veneti sono stati riconosciuti complessivamente 111.097 euro. La normativa assegna agli enti locali una quota delle somme recuperate grazie alle loro segnalazioni: dopo la riduzione al 50% applicata dal 2022, dal 2026 è previsto il ritorno al 100%.

Verona è il Comune che ha ricevuto il contributo più alto, con 30.125,66 euro. Seguono Vicenza e Venezia. I capoluoghi di Belluno, Treviso e Rovigo non hanno invece incassato somme: secondo la CGIA, il dato lascia supporre che non abbiano inviato segnalazioni qualificate.

I contributi riconosciuti ai Comuni veneti

Rank naz. Comuni Importo spettante (in euro)
15 Verona 30.125,66
25 Vicenza 20.871,14
33 Venezia 16.244,58
50 Negrar di Valpolicella (Vr) 8.006,68
51 Peschiera del Garda (Vr) 7.966,79
55 Fumane (Vr) 7.670,02
75 Villafranca di Verona (Vr) 4.268,66
82 Padova 3.427,97
93 Cerea (Vr) 2.603,70
105 San Michele al Tagliamento (Ve) 2.105,00
109 Salzano (Ve) 1.793,10
121 Schio (Vi) 1.526,79
131 Monastier di Treviso (Tv) 1.370,34
160 Legnago (Vr) 668,54
172 Caldogno (Vi) 562,15
187 Noventa Padovana (Pd) 469,27
198 Boschi Sant’Anna (Vr) 327,31
206 Bovolone (Vr) 283,56
216 Valdobbiadene (Tv) 207,50
233 Jesolo (Ve) 133,31
241 Montecchio Maggiore (Vi) 119,12
246 Castel d’Azzano (Vr) 107,50
259 Eraclea (Ve) 82,50
262 Thiene (Vi) 61,14
279 Santa Maria di Sala (Ve) 50,00
281 Tonezza del Cimone (Vi) 44,38
Totale Comuni Veneto Totale Comuni Veneto 111.097

La CGIA osserva che individuare e segnalare un presunto evasore richiede comunicazioni precise e circostanziate, personale formato e un’attività istruttoria complessa. Gli organici ridotti e la mancanza di competenze specifiche rendono difficile per molti enti utilizzare questo strumento. La formazione, sottolinea l’associazione, dovrebbe essere sostenuta anche dall’Amministrazione finanziaria.

Le segnalazioni possono riguardare attività commerciali o professionali senza partita Iva, abusi edilizi, immobili non dichiarati, residenze fittizie all’estero e disponibilità di beni non coerenti con i redditi dichiarati. Le amministrazioni, rileva la CGIA, tendono spesso a concentrare le risorse sul recupero dei tributi locali, come Imu e Tari. Nel rapporto si richiama inoltre il rischio che il contrasto a evasione e abusivismo sia impopolare sul piano elettorale.

Evasione fiscale: il confronto tra regioni

Nel 2023, ultimo anno con dati disponibili, in Veneto le imposte e i contributi evasi sono stimati in 8,252 miliardi di euro: 10,1 euro ogni 100 euro di gettito, contro una media italiana di 12,1. La tabella riporta anche il peso dell’economia non osservata sul valore aggiunto regionale.

Regioni Economia non osservata in % del valore aggiunto regionale Imposte e contributi evasi (in milioni €) Euro evasi ogni 100€ di gettito incassato
Calabria 19,0 3.282 20,4
Puglia 17,3 7.034 18,5
Sicilia 16,8 7.941 18,0
Campania 16,7 9.835 17,9
Sardegna 15,4 2.846 16,5
Molise 14,5 506 15,6
Umbria 13,6 1.616 14,6
Basilicata 13,4 881 14,4
Abruzzo 13,4 2.338 14,3
Marche 13,1 2.858 14,0
Liguria 11,9 3.066 12,7
Toscana 11,8 7.287 12,7
Lazio 11,3 12.058 12,1
Piemonte 10,2 7.168 10,9
Valle d’Aosta 9,9 254 10,6
Emilia-Romagna 9,6 8.246 10,3
Veneto 9,5 8.252 10,1
Friuli-Venezia Giulia 9,4 1.879 10,1
Prov. Aut. Trento 8,5 952 9,1
Lombardia 8,2 17.682 8,7
Prov. Aut. Bolzano 7,4 1.074 7,9
ITALIA 11,3 107.056 12,1
Nord Ovest 8,9 28.170 9,6
Nord Est 9,3 20.403 10,0
Centro 11,8 23.819 12,6
Mezzogiorno 16,5 34.665 17,7

Lavoro irregolare: Veneto al 7,2%

In Veneto gli occupati non regolari sono stimati in 169.100, pari al 7,2% degli occupati: un tasso inferiore alla media italiana del 10%. A livello nazionale le persone occupate irregolarmente sono oltre 2,6 milioni, secondo le stime Istat riportate nel dossier.

Regioni Occupati non regolari (unità) Tasso irregolarità* (%)
Calabria 111.300 17,9
Campania 283.100 14,4
Sicilia 221.200 14,0
Puglia 190.700 13,1
Molise 13.800 12,6
Basilicata 25.500 12,3
Lazio 335.700 12,1
Sardegna 73.000 11,5
Abruzzo 60.900 11,2
Umbria 37.100 9,8
Liguria 64.300 9,5
Piemonte 162.000 8,5
Marche 57.900 8,5
Valle d’Aosta 5.200 8,3
Toscana 141.600 8,2
Lombardia 402.500 8,0
Prov. Aut. Trento 21.600 7,9
Emilia-Romagna 169.600 7,7
Friuli-Venezia Giulia 40.600 7,4
Veneto 169.100 7,2
Prov. Aut. Bolzano 21.900 6,9
ITALIA 2.608.600 10,0
Nord-ovest 634.000 8,3
Nord-est 422.800 7,4
Centro 572.300 10,3
Mezzogiorno 979.500 13,8

Abusivismo edilizio, Veneto al 5,3%

Il rapporto richiama anche i dati 2022 sull’abusivismo edilizio: in Veneto il tasso è del 5,3%, rispetto al 15,1% della media nazionale. I valori più elevati sono indicati in Basilicata e Calabria, entrambe al 54,1%, seguite da Campania (50,4%), Sicilia (48,2%) e Puglia (34,8%). Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia risultano al 3,3%.

Per la CGIA, una collaborazione più efficace tra Comuni e Agenzia delle Entrate può contribuire a recuperare risorse pubbliche. L’associazione evidenzia le difficoltà organizzative degli enti locali, ma invita a rafforzare competenze e segnalazioni per rendere più incisiva la lotta all’evasione, al lavoro nero e agli abusi.

Fonte: Ufficio Studi CGIA di Mestre; elaborazioni su dati del Ministero dell’Interno, dell’Agenzia delle Entrate e dell’Istat.


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