Dall’Ecobonus al 65% agli incentivi per le imprese energivore, fino a droni, armamenti e cybersicurezza: le misure che l’esecutivo punta a finanziare nel biennio 2027-2028 con il margine concesso dall’Ue
Il via libera della Commissione europea alla «clausola di salvaguardia nazionale» apre la strada all’Italia per una maggiore flessibilità di bilancio, che consentirà di spendere 28,8 miliardi di euro nel biennio 2027-2028 (14,4 per ciascun anno). Lo scopo deve essere finanziare interventi nell’ambito di energia e difesa, distribuendo i fondi in egual modo, già a partire dalla prossima manovra. Anzi, sarà proprio in tale contesto che le misure delineate dal governo nella relazione al Parlamento allegata alla richiesta di scostamento di bilancio troveranno una definizione concreta. In attesa della decisione del Consiglio europeo per concludere la procedura e rendere l’ok definitivo, ecco un elenco di iniziative che l’esecutivo sta valutando.
Energia, misure per le famiglie
Partendo dal ramo dell’energia, Bruxelles ha specificato che le misure non dovranno essere di natura contingente ma contribuire al percorso europeo di riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e incrementare la produzione di energia pulita. Per farlo, il governo intende puntare a una riduzione dei consumi degli edifici e alla sostituzione di impianti datati con tre incentivi alle famiglie:
– Pompe di calore e sostituzione delle caldaie a gas: sono previsti sostegni economici per abbandonare vecchi impianti e passare a sistemi di riscaldamento più efficienti;
– Ecobonus al 65%: si ipotizza di far salire la detrazione fiscale del 65% su interventi di ristrutturazione edilizia che migliorano l’efficienza energetica, con attenzione alle prime case; lo sgravio al 65% sulle ristrutturazioni per l’efficientamento energetico delle prime case sarebbe migliorativo rispetto all’attuale detrazione al 50% (peraltro, stando alle norme attuali, lo sgravio dovrebbe addirittura scendere al 36% dal prossimo anno per le prime case e dal 36% al 30% per le seconde case). Qui l’articolo completo.
– Efficientamento degli immobili, riducendone il fabbisogno energetico: interventi che migliorino le prestazioni e limitino gli sprechi.
Sarà il governo, poi, a precisare beneficiari, requisiti, limiti di spesa e modalità di accesso alle agevolazioni.
Aiuti alle imprese energivore
Sempre in questo ambito, sono previste misure anche a favore delle imprese e del sistema produttivo che consumano grandi quantità di energia e sono maggiormente esposti all’oscillazione dei prezzi:
– Crediti d’imposta per le rinnovabili: sostegno agli investimenti delle aziende nella produzione di energia da fonti pulite, a partire dagli impianti fotovoltaici;
– Nuova «energy release»: l’idea è di riproporre un meccanismo che consenta alle imprese energivore di accedere a quote di elettricità a prezzo calmierato, collegandolo allo sviluppo di nuova capacità rinnovabile;
– Decarbonizzazione dei processi produttivi per ridurre la dipendenza delle aziende dai combustibili fossili e favorire l’elettrificazione dei consumi.
Infrastrutture e servizi pubblici
La relazione del governo indica anche una serie di interventi sugli edifici pubblici e sulle reti infrastrutturali, alcuni rivolti anche direttamente ai cittadini:
– Sconti e agevolazioni per il trasporto pubblico locali e nazionali per gli studenti, così da ridurre l’impatto del costo. In un secondo momento saranno stabiliti requisiti di reddito e risorse;
– Rafforzamento delle infrastrutture ferroviarie allo scopo di migliorare la mobilità e incentivare modalità di trasporto meno dipendenti dai combustibili fossili;
– Efficientamento energetico di edifici pubblici: scuole e università, ospedali e strutture sanitarie, impianti sportivi…
La logica è quella di finanziare investimenti che producano benefici anche negli anni successivi e non limitati a risolvere l’emergenza attuale ma temporanea.
Produzione di energia rinnovabile
Per concludere con il contesto energetico, infine, l’esecutivo intende rafforzare la produzione nazionale di energia da fonti alternative attraverso:
– Nuovi impianti fotovoltaici per aumentare la capacità di produzione di energia solare;
– Potenziamento della capacità produttiva idroelettrica;
– Sviluppo del biometano;
– Rafforzamento di reti e infrastrutture per la trasmissione e distribuzione di energia rinnovabile e miglioramento della sicurezza degli approvvigionamenti.
Difesa, le spese correnti e il personale
La seconda metà delle risorse, pari a 7,2 miliardi di euro all’anno per il 2027 e per il 2028, è destinata alla difesa. Secondo quanto stabilito dall’Europa, gli interventi dovranno essere coerenti con gli impegni assunti dagli Stati membri – e quindi anche dall’Italia – in ambito Nato. Il governo, perciò, ha suddiviso il programma per potenziare le capacità militari del Paese in due capitoli. Il primo riguarda le spese correnti e comprende:
– Potenziamento del personale militare: indicata tra le priorità, ideando interventi sulle retribuzioni e sul rafforzamento delle esigenze operative;
– Esigenze di esercizio: si intende destinare delle risorse a sostenere le necessità connesse al funzionamento e alla prontezza operativa dell’esercito e dei corpi militari.
Investimenti futuri e tecnologia
Infine, il secondo capitolo nell’ambito della difesa riguarda gli investimenti futuri e l’incremento dell’innovazione tecnologica:
– Rifinanziamento dei programmi pluriennali per assicurare continuità;
– Rinnovamento di mezzi e armamenti: potenziare le dotazioni militari;
– Fornitura di droni e sistemi tecnologici: tale misura implica lo sviluppo delle capacità tecnologiche, compresi i sistemi senza pilota;
– Rafforzamento della sicurezza informatica: lo scopo è contrastare gli attacchi informatici e le cosiddette minacce ibride, che combinano strumenti militari, digitali e di disinformazione.
Cosa succede ora
È importante ribadire che queste misure sopraelencate non sono approvate e tanto meno operative, ma fanno parte di una linea di programma su cui il governo sta lavorando e muovendo ancora delle ipotesi. Inoltre, il via libera della Commissione europea non rende lo scostamento di bilancio ufficiale. I prossimi passi sono, come anticipato, il passaggio al Consiglio Ue per l’approvazione definitiva, l’autorizzazione parlamentare allo scostamento di bilancio, dopodiché si arriva a stabilire le prime misure nell’ambito della legge di bilancio 2027 con relativi incentivi e requisiti per accedervi. Infine, ci sarà una verifica dell’ammissibilità delle spese, per accertare che le misure energetiche rispettino le condizioni europee e siano effettivamente riconducibili alla sicurezza energetica. Calendario rilevante anche per i conti pubblici, dal momento che – con le spese aggiuntive – il deficit è previsto al 3,4% del Pil nel 2027 e al 3,2% nel 2028, rispetto rispettivamente al 2,8% e al 2,6% nello scenario senza attivazione della clausola.
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