#Finsubito news dalla rete – Il prof. Nicola Mattoscio:lo spirito e l’identità dei luoghi,tra l’UE e il mondo multipolare – Corriere Peligno


di Sergio Venditti *

Sulmona,11 Ottobre– Il recente volume del Prof.Nicola Mattoscio (Rubbettino Editore,2024)*, Presidente della Fondazione PescarAbruzzo (la più prestigiosa del Mezzogiorno) ha contribuito e non poco, a rilanciare il tema cruciale del rapporto tra il vecchio continente ed il resto del mondo, con un’ottica inedita, vista dai territori dell’Abruzzo: “terra di mezzo”, tra il Sud ed il Nord del “BelPaese”.

Nella quarta di copertina si citano: “I tradizionali poteri militare ed economico non sembrano più sufficienti a spiegare l’assetto internazionale affermatosi a partire dalla fine della ‘Guerra Fredda….rimessa a una politica di potenza affidata alle forze della tecnologia e della ricerca, evidenzia fenomeni di decentramento……”Attraverso il soft power e lo smart power… sui contorni della nuova Guerra Fredda tecnologica… che ormai tende a oltrepassare la stentorea divisione tra democrazie liberali a economia di mercato ed autocrazie dispotico-stataliste… Dalla multipolarità…si rafforza la necessità di esprimere visioni per il futuro in cui riprenda vigore il sogno di un’Unione europea federale…” Da questo quadro generale il Prof.Mattoscio, Docente Emerito di Economia presso UNICH (di cui è stato anche Preside di Facoltà), ora esperto dei processi di globalizzazione e della conoscenza ,affronta cosi’ temi decisivi di grande attualità, specie relativi alla crescita ed allo sviluppo dell’U.E.

 Nella Presentazione di questa riflessione si fa riferimento ai primi tre decenni di quest’Istituzione continentale ( 1993-2023), che comunque si voglia giudicare ha rappresentato una svolta nella storia europea, nella vita politica,economica e sociale, pur con tutti i suoi limiti ed errori, che proprio ora appaiono più nitidi di fronte alla gravissima crisi in atto, scaturita dall’aggressione della Federazione Russa verso l’Ucraina, con una guerra cruenta ancora aperta, alle porte del vecchio continente. Ed ancora, quasi come una “tempesta perfetta “, nell’intrecciarsi con l’eterna tensione mediorientale, con alla base lo storico conflitto arabo-israeliano-iraniano, assieme agli altri focolai di tensione internazionale, non solo geopolitici, ma di natura economica e finanziaria, nell’approvvigionamento energetico mondiale, in primis per la vecchia Europa.

Quest’ultima definita comunque:”….uno dei laboratori piu’ virtuosi mai vissuti nella storia internazionale e dal cui ‘modus operandi’ e’ possibile desumere ‘fatti stilizzati’ davvero esemplari”, con ‘Buone Prassi’, a partire dai temi del Diritto delle Istituzioni e quello di Cittadinanza, in un mondo peraltro dove le democrazie liberali arretrano vistosamente, di fronte all’avanzare di modelli autocratici ed illiberali, con movimenti estremisti che crescono di consenso in molti Paesi; Nello stesso continente della Rivoluzione Francese, con le parole d’ordine di “Liberté, Egalité, Fraternité” e dei grandi movimenti socialisti, sia sindacali che partitici, per la conquista dei diritti fondamentali del lavoro, nonchè civili e politici, tutti nel cd “Secolo Breve”., che ora appaiono di nuovo rimessi in discussione. Ed i capitoli del libro, sono tutti di grande presa, sull’evoluzione del “sogno europeo” dei “Padri Fondatori”, con i faticosi passaggi istituzionali di mediazione, verso i governi nazionali, con l’Unione monetaria prima di quella politica ed il difficile equilibrio dei poteri tra Commissione, Parlamento e

Consiglio d’Europa, che ha reso la UE, fino ad ora ,un “pachiderma” lento e macchinoso, con il voto all’unanimita’ ed il relativo potere di veto, anche di un solo piccolo Paese dei 27 aderenti. In tal senso molti esperti ritengono che solo a maggioranza, si possa rendere l’Europa più tempestiva nelle decisioni e maggiormente innovativa e competitiva, verso i grandi “Imperi” globalizzati degli USA e della Cina, come auspicato dallo stesso” Rapporto Draghi“, presentato alla Commissione, ma poi ancora restato inattuato. E tra tutti questi temi, auspicando il varo di un nuovo europeismo, che non può che essere federale, come sognato dai nostri “profeti” nel dopoguerra: da A.Spinelli ad E.Rossi ed allo stesso I.Silone, con la rivista “Europa Socialista“, del 1946,dopo la vittoria sul nazi-fascismo, con il motto: “Liberare e Federare “contro i tutti nazionalismi e le dittature.

Per questo di grande attualità, è proprio quello che nel testo, il Prof.Mattoscio definisce ” Emigrazione internazionale ed Europa“: “E’ un clamoroso paradosso che agli inizi del XXI secolo, l’europeismo idealistico di Kalergi possa aver dato origine a una teoria del complotto,attribuendogli addirittura un piano per la sostituzione etnica delle popolazioni europee,allo scopo di controllarle”. Una tematica quella migratoria centrale, anche negli equilibri politici,di grandi Stati, dove vanno crescendo proprio le minoranze più estreme, agitando i sentimenti di paura e proponendo politiche di “remigrazione”.

Questo anche in un Paese come il nostro, che ha vissuto nella sua storia veri e propri esodi di massa, per sfuggire da povertà e miserie,non solo nel Mezzogiorno, con la Regione Abruzzo , che ha sofferto di questa piaga secolare e di tragedie del lavoro (Marcinelle nel 1956) e che oggi ha all’estero la stessa popolazione residente, avendo comunque espresso tante eccellenze individuali, in ogni campo, come testimoniato dal manager Fiat, Sergio Marchionne. (Recentemente è stato presentato il libro del Prof.Tommaso Paolini: “La Storia Economica dell’Abruzzo, dal Medioevo ai giorni nostri…” – Teaternum Ed.2026)

In conclusione è sottolineato, proprio nella Postfazione del volume, il richiamo al dettato fondamentale dei “Diritti umani, Occidente e bisogno d’Europa oltre i confini”, con il valore della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”dell’ONU e le parole di Papa Francesco: “Molti passi avanti sono stati fatti ma tanti ancora ne mancano e a volte purtroppo si torna indietro”, magari pensando al “ciclone Trump”: La sua “America First”, ancora imperversa, tra decine di guerre in corso, anche alle porte dell’Europa, che dovrebbero imporre proprio ora ai governanti del continente uno scatto di coraggio e di visione, decisivo per imporre una chiara agenda di riforme, a tappe forzate, arrivando a creare un nuovo modello istituzionale ,più forte, coeso ed avanzato, che non può che chiamarsi :”Stati Uniti d’Europa”.

* (Federico Caffè. Maestro di economia e di vita – 2001), da ricordare nel 2027 a 40 anni dalla sua scomparsa.

 * giornalista- Rivista “Tempo Presente” – Abruzzo


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