ROMA (cronaca) – Il lavoro dei volontari per fronteggiare le emergenze nella capitale e in aumento ogni anno
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La carità non è soltanto risposta ai bisogni immediati, ma capacità di ascoltare, interrogarsi e trasformare la realtà. È questo il messaggio che accompagna il Rapporto di attività 2025 della Caritas diocesana di Roma, presentato nell’ambito dell’assemblea di inizio anno pastorale dal titolo «Una carità che interroga e rigenera». Il documento restituisce il quadro di un impegno capillare nella Capitale, attraverso servizi di ascolto, mense, empori solidali, strutture di accoglienza, interventi sanitari, sostegno allo studio e percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Ma non si limita a elencare le attività svolte: propone una verifica pastorale per comprendere l’efficacia degli interventi, individuare le criticità e rispondere con maggiore consapevolezza alle nuove forme di povertà.
«Verificare – scrive il direttore della Caritas diocesana, Giustino Trincia – significa imparare a fermarsi, rileggere attentamente ciò che è accaduto nelle nostre comunità, riconoscere con gratitudine ciò che ha portato vero frutto e comprendere con onestà intellettuale ciò che invece non ha funzionato».
Una rete di ascolto che raggiunge migliaia di persone
I numeri del 2025 raccontano una presenza diffusa nei quartieri della città. Sono state 12.619 le persone incontrate dai tre Centri di ascolto diocesani, mentre 241 Centri di ascolto parrocchiali hanno accompagnato altre 8.196 persone. Considerando anche i familiari, l’intervento della rete parrocchiale ha raggiunto complessivamente 16.132 persone. Il radicamento territoriale si fonda anche sull’impegno di oltre 1.600 volontari attivi nelle parrocchie romane e di altri 600 impegnati almeno una volta alla settimana nelle strutture di accoglienza promosse dalla diocesi. Un’attenzione particolare è rivolta alle giovani generazioni: nel corso del 2025, 3.405 giovani appartenenti a gruppi parrocchiali e classi scolastiche hanno vissuto esperienze di volontariato. I percorsi educativi nelle scuole hanno coinvolto 3.608 studenti in attività dedicate all’intercultura, alla pace, alla prevenzione delle dipendenze e alla giustizia sociale.

Cibo, casa e salute: risposte concrete alle fragilità
Il diritto al cibo rimane uno degli ambiti fondamentali dell’intervento Caritas. Le tre mense sociali hanno accolto 12.297 persone e distribuito 310.565 pasti. I cinque Empori della solidarietà attivi durante l’anno hanno sostenuto 1.362 famiglie, per circa 4.200 persone, mentre attraverso i buoni spesa sono state aiutate altre 1.039 famiglie, per un totale di 3.210 persone. Sul fronte dell’emergenza abitativa, l’impegno si è ampliato con l’istituzione dell’Area «Abitare e domiciliarità», pensata per affrontare non soltanto la condizione delle persone senza dimora, ma anche le difficoltà di famiglie esposte al peso degli affitti, dei mutui e della precarietà economica. L’Ostello Don Luigi Di Liegro ha accolto 554 persone, registrando 63.826 pernottamenti, mentre Casa Santa Giacinta ha ospitato 126 persone, con 28.983 pernottamenti. Proseguono inoltre i programmi di accoglienza per richiedenti asilo, famiglie e persone in condizioni di vulnerabilità. Importante anche l’attività sanitaria: il Poliambulatorio della Stazione Termini ha incontrato 3.707 persone provenienti da 117 Paesi e ha erogato 17.112 prestazioni sanitarie dirette. Il Centro odontoiatrico ha assistito 788 pazienti, con 3.330 prestazioni.

Giovani, lavoro e inclusione
Accanto all’assistenza materiale, la Caritas investe nell’educazione e nell’autonomia personale. Il programma di sostegno allo studio ha coinvolto 82 comunità parrocchiali, 39 delle quali hanno attivato per la prima volta un doposcuola grazie al contributo Caritas. Il Centro di aggregazione giovanile 5D ha accolto 176 minori, mentre la Scuola di italiano per stranieri ha coinvolto 285 persone provenienti da 66 Paesi. L’inclusione passa anche dal lavoro: attraverso il servizio «Officina delle Opportunità» sono state accompagnate 560 persone con attività di orientamento, formazione e inserimento lavorativo. Parallelamente, la Fondazione Salus Populi Romani ha seguito 156 persone e nuclei familiari nell’ambito dell’educazione finanziaria e del contrasto al sovraindebitamento. Dal settembre 2025 è operativo anche il programma di microcredito sociale «Mi fido di noi», che nei primi quattro mesi ha raccolto 51 richieste e avviato 23 istruttorie. Undici domande sono state approvate, per un valore complessivo di 72.200 euro.

Le sfide del triennio 2026-2029
Il Rapporto accompagna le nuove linee programmatiche della Caritas diocesana, raccolte nel titolo «Custodire le radici, perché da esse continui a germogliare vita nuova, con passione e gioia, alla luce del Vangelo». Cinque gli orientamenti che guideranno il cammino del prossimo triennio: rafforzare l’animazione pastorale e l’evangelizzazione; rilanciare le comunità parrocchiali e il volontariato; verificare e rigenerare le opere-segno; prestare maggiore attenzione alle nuove povertà, soprattutto tra giovani e anziani; garantire sostenibilità, trasparenza ed efficacia organizzativa. L’obiettivo è trasformare le esperienze di servizio in occasioni di partecipazione e corresponsabilità, affinché le comunità possano riconoscere i bisogni del territorio e affrontarli insieme. Perché la carità, quando sa interrogarsi e rinnovarsi, diventa una forza capace di rigenerare non soltanto chi riceve aiuto, ma l’intera comunità.
L’ampia rete di volontari su cui può contare la Caritas di Roma rappresenta una risorsa fondamentale per contrastare gli effetti di una povertà che aumenta. Nel 2025, i tre centri di ascolto dedicati a questo fenomeno hanno accolto 4.423 persone, il 43% delle quali si è rivolto alla Caritas per la prima volta. Tra gli utenti prevalgono gli stranieri, ma resta significativo anche il numero degli italiani.
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