#Finsubito news dalla rete – Milano | Niguarda – Ex Caserma Mameli: il futuro quartiere prende forma tra parco pubblico, residenze e servizi


Milano, Niguarda.

Ottobre 2026. Prosegue il percorso di rigenerazione dell’ex Caserma Mameli, il vasto complesso militare di viale Giovanni Suzzani 125, tra Niguarda e Bicocca, destinato a trasformarsi in un nuovo quartiere residenziale immerso nel verde e aperto alla città.

In occasione del Forum Rigenerazione Urbana 2026, promosso dal Comune di Milano, il cantiere è stato eccezionalmente aperto al pubblico, offrendo a istituzioni, professionisti e cittadini l’opportunità di conoscere più da vicino il progetto che restituirà alla collettività un’area di oltre 100.000 metri quadrati, rimasta inaccessibile per decenni.

La visita, organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Rigenerazione Urbana, ha visto la partecipazione dei rappresentanti del Consorzio Opere Urbanizzazione e Bonifica Area Mameli, composto da Ardian, investitore principale, Near (ex Redo), co-investitore e società di gestione, e Prelios SGR, gestore della SICAF Areef 3 Mameli.

Tra i protagonisti dell’incontro anche l’architetto paesaggista Francesco Garofalo, fondatore di Openfabric, lo studio incaricato della progettazione del verde, che ha illustrato la visione del futuro parco pubblico, destinato a diventare il cuore del nuovo insediamento.

Un grande parco pubblico al centro del quartiere

Elemento centrale della trasformazione sarà un parco pubblico di circa 3,5 ettari, concepito come uno spazio aperto, accessibile e multifunzionale, in grado di accogliere attività ricreative, sportive e momenti di socialità.

Il progetto paesaggistico, depositato dal Consorzio presso gli enti competenti nel maggio 2026 e attualmente in attesa di approvazione, punta a trasformare l’attuale piazza d’armi in un grande giardino urbano, mantenendone l’impianto rettangolare e valorizzando la disposizione degli edifici storici.

Come spiegato dall’architetto Garofalo, l’obiettivo è ribaltare il carattere originario del complesso militare, trasformando uno spazio chiuso e separato dal contesto urbano in un luogo capace di creare nuove relazioni tra persone, città e natura.

Il parco sarà caratterizzato da percorsi pedonali, aree di sosta e spazi attrezzati per tutte le età. Sono previsti giochi per bambini, attrezzature per il fitness all’aperto, tavoli da ping-pong, campi da bocce e numerose panchine, oltre ad aree destinate all’incontro e alla convivialità.

Particolare attenzione sarà riservata al patrimonio arboreo. Le alberature esistenti sono state sottoposte a verifiche per individuare quelle da conservare e quelle che, per ragioni di sicurezza, dovranno essere rimosse e sostituite. Il progetto prevede la piantumazione di 385 nuovi alberi, con un incremento stimato del 41% della copertura arborea rispetto alla situazione attuale.

Il recupero delle sei casermette storiche

Uno degli aspetti più interessanti dell’intervento riguarda la conservazione del nucleo storico della caserma, costituito da sei edifici a forma di C, disposti simmetricamente, tre per lato, lungo la grande piazza d’armi, utilizzata in passato anche come campo da calcio.

La Soprintendenza ha richiesto la salvaguardia di queste costruzioni, testimonianza dell’originaria funzione militare del complesso, che saranno restaurate e adattate a nuove destinazioni.

Entrando dall’accesso principale di viale Suzzani, i tre edifici sulla destra avranno prevalentemente funzioni private: il primo ospiterà attività commerciali e di ristorazione, mentre gli altri due saranno convertiti in residenze. Le tre casermette sul lato sinistro saranno invece destinate a funzioni pubbliche, con spazi dedicati in particolare ad attività educative, culturali e di formazione professionale.

La loro conservazione consentirà di mantenere riconoscibile l’impianto storico dell’ex complesso militare, inserendolo in un contesto completamente rinnovato.

Otto nuovi edifici e uno studentato

Attorno al nucleo storico, nelle aree precedentemente occupate da capannoni e strutture di servizio già demoliti, sorgeranno otto nuovi edifici di differenti altezze, destinati prevalentemente alla residenza.

Tra questi è prevista una torre residenziale di 11 piani, collocata nei pressi dell’ingresso di viale Giovanni Suzzani, mentre uno degli edifici più estesi ospiterà uno studentato.

Il Piano Attuativo, approvato dal Comune di Milano nel 2021, prevede che il 50% della componente residenziale sia destinato all’edilizia residenziale sociale (ERS), comprendendo anche circa 800 posti letto in uno studentato convenzionato.

Accanto alle abitazioni troveranno spazio attività commerciali, servizi di quartiere e funzioni culturali, con l’obiettivo di creare un insediamento urbano vivace e integrato con il tessuto circostante.

Nuovi collegamenti e abbattimento del muro di cinta

Un altro elemento fondamentale della trasformazione sarà l’apertura dell’area verso i quartieri circostanti.

L’attuale muro di cinta della caserma sarà demolito per buona parte del suo sviluppo, conservandone soltanto alcuni tratti a testimonianza della precedente destinazione militare.

In questo modo, l’ex complesso diventerà finalmente permeabile e attraversabile, grazie a una rete di percorsi pedonali pubblici immersi nel verde.

È prevista inoltre la realizzazione di una nuova strada di collegamento tra via Ferdinando Gregorovius e via Gerolamo Arganini, che correrà lungo i margini dell’area, garantendo l’accessibilità ai nuovi edifici residenziali senza compromettere la centralità pedonale del parco.

L’intervento permetterà così di ricucire una porzione di città rimasta a lungo isolata, creando nuove connessioni tra Niguarda, Pratocentenaro e Bicocca.

Bonifiche in corso e cantieri dal 2027

Dopo il completamento dell’iter per le autorizzazioni ambientali e la sottoscrizione della convenzione urbanistica, avvenuta nell’ottobre 2025, il Consorzio ha avviato le attività di bonifica preliminari alle opere di urbanizzazione.

A ottobre 2026 queste operazioni risultano ancora in corso, sebbene ormai in fase avanzata, con conclusione prevista entro il 2027.

Successivamente potranno prendere il via i cantieri veri e propri, indicativamente nel corso del prossimo anno, dando priorità alla realizzazione delle opere pubbliche, a partire dai sottoservizi, dalla nuova viabilità e dal parco.

La trasformazione complessiva richiederà ancora diversi anni, con una durata stimata di almeno sei anni per il completamento dei vari interventi. L’intenzione è comunque quella di restituire progressivamente gli spazi alla cittadinanza, senza attendere la conclusione dell’intero progetto immobiliare.

Il Consorzio ha inoltre confermato la volontà di proseguire il percorso di confronto e partecipazione con il territorio, avviato nel maggio 2026, attraverso incontri pubblici e iniziative dedicate ai cittadini.

Un po’ di storia dell’ex Caserma Mameli

L’ex Caserma Goffredo Mameli, situata in viale Giovanni Suzzani, a Niguarda, poco a nord dell’antico borgo di Pratocentenaro, rappresenta una significativa testimonianza della presenza militare nella periferia settentrionale di Milano.

Il complesso, generalmente ricondotto alla prima metà del Novecento, venne realizzato in un’area all’epoca ancora periferica, caratterizzata dalla presenza di terreni agricoli e da un’edificazione decisamente meno intensa rispetto a quella attuale.

La sua organizzazione planimetrica ruota attorno alla grande piazza d’armi rettangolare, sulla quale si affacciano le sei caratteristiche casermette a forma di C, disposte in maniera speculare lungo i due lati maggiori.

Questi edifici, sviluppati prevalentemente su un piano fuori terra, erano originariamente destinati all’alloggiamento delle truppe e dei cavalli. Pur nella semplicità dell’architettura militare, presentano alcuni elementi di interesse, come la disposizione regolare delle aperture, gli ingressi centrali e i portali decorati con un bugnato rustico.

La caserma ha ospitato per lungo tempo reparti dell’Esercito Italiano, tra cui il 3° Reggimento Bersaglieri. Il trasferimento delle attività militari, avvenuto nel 2009, ha segnato l’inizio di un lungo periodo di dismissione e abbandono, conclusosi soltanto con l’avvio dell’attuale operazione di rigenerazione urbana.

Dopo oltre ottant’anni di separazione dalla città, questo vasto recinto militare si prepara dunque a cambiare completamente volto, trasformandosi in un quartiere aperto, con abitazioni, servizi e soprattutto un grande parco pubblico.

Un intervento importante per questa parte di Milano, dove la sfida sarà riuscire a coniugare la conservazione della memoria storica con la qualità delle nuove architetture e degli spazi collettivi, affinché l’ex Caserma Mameli diventi davvero un luogo vissuto e frequentato dai cittadini.

  • Referenze fotografiche: Google, Comune di Milano, Roberto Arsuffi, Politecnico di Milano
  • Niguarda, Bicocca, via Gregorovius, ex Caserma Mameli, Municipio 9, Viale Suzzani, via Arganini, Consorzio Opere Urbanizzazione e Bonifica Area Mameli, Ardian, Near, Redo, Prelios SGR,




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