Secondo Leonardo Maria Del Vecchio, il 5 novembre, data d’uscita nelle edicole del nuovo Quotidiano Nazionale di sua proprietà all’80%, “sarà un giorno storico per quello che rappresenta questo giornale, questa redazione. Ma è solo un primo passo”. Ha esordito così lo scorso 12 ottobre davanti ad una platea di 300 persone, tra giornalisti, amministrativi e tipografi riuniti nella sala Marco Biagi della nuova redazione bolognese di QN, via Mattei.
A qualcuno LMDV, nelle vesti di giovane pioniere dell’editoria italiana del primo quarto di secolo del Terzo millennio (Il 30% de Il Giornale, più l’80% dell’ex Gruppo MonRif con il nuovo Quotidiano Nazionale), ricorda il Raul Gardini dei tempi del Messaggero, che sbarca in Emilia-Romagna” per aprire un’edizione locale a Ravenna, sua città natale, e poi a Rimini, fine anni ’80, primi ’90: fece grandi investimenti; poi i risultati non furono conseguenti. Durò poco Il Messaggero in Emilia-Romagna e non sopravvisse al suicidio di Gardini, indagato da Di Pietro, il 23 luglio 1993 a Palazzo Belgioioso, Milano.
migliori alberghi
Gli inviati viaggiavano per tutto il mondo, alloggiando sempre, rigorosamente nei migliori alberghi delle città. Per l’edizione di Rimini e per fare concorrenza al Carlino, il dirigente Ferruzzi e allora presidente Montedison, titolare del quotidiano romano di via del Tritone, si comprò l’intera redazione del giornale bolognese dell’allora Gruppo Monti, che si trasferì armi e bagagli nella sede riminese del Messaggero, in via Cairoli 11.
Anche se il paragone caratteriale tra Del Vecchio e Gardini è forse inappropriato, tanto volitivo e di potere era il secondo quanto piuttosto neofita appare il primo.
caffè gratis
Ma si nota lo stesso regime di spese, con riferimento alle promesse d’agganciare il tenore di vita dei giornalisti del nuovo Quotidiano Nazionale al welfare del “Sistema EssilorLuxottica”. E di voler alzare il budget del premio sulle copie vendute da 600 mila a 800 mila complessive, da suddividere tra tutti i giornalisti del gruppo. E di introdurre la 15esima mensilità, inedita. E di raddoppiare gli stipendi alle firme arruolate nella nuova impresa.
Quanto poi all’espressione rivolta da LMDV ai giornalisti delle quattro testate del Gruppo (Carlino, Nazione, Giorno, il nuovo QN) durante l’incontro di presentazione della nuova iniziativa editoriale, “dovete esser trattati bene, per vedere il mondo bisogna viaggiare in business, dunque anche voi viaggerete in business”, l’idea non è nuova. L’aveva già sostenuta il 6 giugno 2024, in occasione dell’acquisto dell’Acqua di Fiuggi e delle sue Terme, incontrando il Sindaco della città e i soci, con l’obiettivo di rilanciarne il brand: “L’ambiente di lavoro deve essere un luogo nel quale si va con piacere: da domani il caffè per i dipendenti di Acqua e Terme di Fiuggi è gratis”, aveva detto in perfetto stile Marchionne: il manager Fiat mise per la prima volta piede in uno stabilimento dopo esserne diventato l’amministratore delegato e ordinò di “rifare i bagni”. Grandeur.
hard seltzer
Classe 1995, ha appena 27 anni Leonardo Maria quando nell’aprile 2024 decide -a due anni dalla scomparsa del padre, fondatore nel 1961 ad Agordo della società Luxottica- d’investire altri 3 milioni di euro, in aggiunta ai primi 3 iniziali, su Boem, diventando azionista di maggioranza della start up che puntava a farsi strada nel mercato italiano degli hard seltzer, drink aromatizzati gassati al gusto di zenzero e leggermente alcolici, alternativa innovativa alla classica “birretta”. Compagnia di viaggio, la Happy Seltz del rapper-influencer Fedez, di cui è stato ospite nel Pulp Podcast poche settimane fa, e di Camillo Bernabei e la J Project dell’altro rapper, Lazza.
leone film
Trascorrono pochi mesi e il 6 giugno si getta a capofitto nell’affare Acqua e Terme di Fiuggi. Poi il 17 dello stesso mese si fa sotto per irrobustire il brand della ristorazione con la Tsf Holding, con cui ha inaugurato il ristorante Vesta Fiori Chiari in quel di Brera a Milano, nel settembre 2022, Casa Fiori Chiari ad aprile 2023 e la Trattoria del Ciumbra a dicembre 2023. E poi Vesta Portofino nella baia di Paraggi, a Genova, dentro lo stabilimento balneare Le Carillon Dolce&Gabbana e Vesta Mare a Marina di Pietrasanta. Infine, il Twiga di Forte dei Marmi, acquistato da Flavio Briatore, che lo mette in vendita a ottobre. Affare portato a termine al 100% del brand nel dicembre 2024.
Non prima però d’aver concluso il 1° luglio un affare con la Leone Film Group, società di produzione e distribuzione cinematografica fondata dal regista e sceneggiatore Sergio Leone nel 1989 e passata agli eredi, i figli Raffaella e Andrea Leone. Un nome, la Leone Film, “che fa onore alla cultura italiana nel mondo”, dice Leonardo Maria.
marketing esperienziale
L’attività di partecipazione e acquisizione è frenetica: a novembre Del Vecchio si concentra su Outdoora, start-up innovativa focalizzata sulla progettazione e lo sviluppo del “socialartvertising”, nata a Milano nel 2023: murales artistico-pubblicitari che superano i confini fisici prendendo nuova vita sulle piattaforme digitali e diffondendo messaggi su scala globale, grazie al linguaggio universale dell’arte. Un anello di congiunzione tra la comunicazione esterna e il marketing “esperienziale”, un mercato che solo in Italia sembra valere all’epoca oltre 4 miliardi e che cresce ogni anno a doppia cifra.
Quest’investimento di Lmdv Capital si configura come un aumento di capitale dedicato, mirato a sostenere lo sviluppo dell’azienda: i fondi raccolti saranno impiegati anche per nuove assunzioni sul territorio italiano, si legge in una nota. Quindi, non sazio, a fine novembre investe anche in Carnissage, ristorante in Brera, specializzato in carni di qualità in una cornice elegante.
hospitality e tecnologie
Quando a fine anno il giovane erede Del Vecchio tira le somme il valore degli asset in portafoglio, dopo soli pochi anni, sfiora il miliardo di euro e un primo bilancio annuale viene chiuso in leggero utile. Così a fine 2024, al netto dei debiti verso lo stesso Del Vecchio, nello stato patrimoniale la vera passività sono i debiti verso banche con un’esposizione netta di 151 milioni più che compensata dal patrimonio netto che è di 164 milioni.
Un anno dopo, a fine 2025, le cifre dicono che un terzo del portafoglio di Lmdv è rappresentato dal real estate interamente di proprietà a Milano, con valori in crescita. Il resto è distribuito tra settori ad alto potenziale, dall’hospitality alle nuove tecnologie. In testa, EsaNano, che nel 2026 diventa il principale investimento sia per risorse finanziarie sia per impegno manageriale. Seguono le quote strategiche finanziarie, tra cui Ima Spa (Industrie Macchine Automatiche).
archivio storico
Quanto al conto economico, i ricavi in un anno balzano da 7,9 milioni nel 2023 a 67 milioni nel 2024 e l’ultima riga vede per Lmdv un primo utile di 32 mila euro a fronte del rosso di 1,9 milioni dell’anno precedente. Tra gli asset più dinamici spicca Acqua Fiuggi. In crescita pure la scommessa sul cinema e la joint venture con Leone Film per valorizzarne l’archivio storico.
E oggi? Oggi, si legge in una nota di LMDV sulla rappresentazione dell’indebitamento, “vale comunque osservare che, anche sommando all’esposizione personale la linea di credito di LMDV Capital e le posizioni assistite da beni reali, il totale è pari a 950 milioni di euro. Il patrimonio personale di Leonardo Maria è stimato sui 5/6 miliardi.
gin giapponese
Nel comparto hospitality, la Lvmh Hospitality ha integrato il Twiga e chiude il 2025 con un fatturato vicino ai 50 milioni. E tra gli altri possibili dossier c’è il lancio di un gin prodotto in Giappone e, nel futuro, anche un whisky, nell’ottica d’integrare verticalmente le attività nel beverage.
“Investitori attenti” si definiscono Del Vecchio e i suoi manager, che -se si presentano- “colgono le opportunità che rispecchiano la nostra filosofia, cioè quella di investire in imprese italiane con un forte radicamento nel territorio per valorizzare il Made in Italy”.
All’estero, tra gli asset figura la maison di lusso Parigi Martel, partita sul finire del 2025 con la sua prima collezione.
ruolo centrale
Ed è sempre a fine 2025 -anno finanziariamente spericolato- il 19 dicembre per l’esattezza, che esce la notizia secondo la quale LMDV è interessato a trattare la maggioranza del Quotidiano Nazionale, dopo aver già acquistato -rilevando la quota dal Gruppo Tosinvest dalla famiglia Angelucci- il 30% de Il Giornale, diretto da poche settimane da Tommaso Cerno. L’operazione acquisizione QN, invece, si conclude il 16 maggio 2026.
Leonardo Maria Del Vecchio l’ha ripetuto anche alla riunione con i 300 dipendenti convenuti il 12 ottobre: “Crediamo nell’informazione di qualità e nell’autonomia delle redazioni. Questa operazione rientra in un progetto industriale di lungo periodo che riconosce all’editoria un ruolo centrale per il Paese. Io vorrei dare questa possibilità al giornalismo: restituire lustro alle firme e portare il nostro tra i migliori giornali d’Europa”.
patriota romantico
Per aggiungere: “Se io penso alla Stampa di un tempo, il giornale dell’Avvocato, non era fonte di lucro, non era fonte di potere, quello che chiedeva ai propri giornalisti era di viaggiare, andare all’estero e poi mettersi nel salotto insieme a lui per raccontargli come veramente il mondo stava girando. Io sono un patriota romantico, come dico sempre, io amo questo Paese, sono innamorato dell’Italia, quindi penso che ci sia bisogno anche di girare il mondo e per girare il mondo e vederlo bene si viaggia in business class, quindi tutti in business, per dare valore, lustro alle firme e diventare internazionali”.
Ancora: “Qualche mese fa ho dato un’idea a un giornalista di un giornale competitor, diciamo così: ma perché non traducete il giornale in inglese? Dopo poche settimane l’hanno fatto. Ora non bisogna solo tradurlo il giornale in inglese, non bisogna guardare solo Le Monde o guardare FT o il Wall Street Journal, dal basso all’alto, e pensare che non si può fare. Sono editore da pochi mesi. Ma, ormai l’avrete capito, la mia idea è sempre la stessa e l’ho imparata da mio padre: fare meglio rispetto a ciò che c’era prima”.
piedi nella sabbia
Secondo Del Vecchio, il 5 novembre data di uscita nelle edicole del nuovo QN “sarà un giorno storico per quello che rappresenta questo giornale, questa redazione, ma è un primo passo. Non sono nell’editoria per fare politica o per chiedere aiuti di Stato. Inutile dirlo, sono nato fortunato, con un privilegio, io non ho bisogno di esser qui davanti a voi, non avrei avuto bisogno di fare questo tipo di investimento, sinceramente me ne starei molto più felice con i piedi nella sabbia, ma purtroppo qualcuno le mani le deve mettere se non c’è nessun altro dietro per fare qualcosa di grande per noi e per voi, per il Paese. Quindi si riparte dai giovani, e i giovani chi li educa? I genitori un po’ meno ultimamente, ma siete voi, e per parlare di Paese e di futuro bisogna parlare ai giovani. E a loro non si può parlare attraverso Tik Tok o i social media con gente che non ha né arte né parte, ma con grandi firme e con dedizione al lavoro. E chi deve darvi le frecce per consentirvi di parlare ai giovani e di fare centro è l’editore. Un editore che non guarda a spostare equilibri ma a cambiarli e cambiarli per il bene. Viaggiate”, ha concluso il giovane Leonardo Maria Del Vecchio.
A breve si vedrà.
(nella foto, il ristorante Vesta Mare a Portofino)
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