#Finsubito news dalla rete – Edifici intelligenti: come integrare HVAC, dati e comfort? La visione Airzone per i progettisti | Articoli



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Un buon impianto HVAC è un punto di partenza, ma da solo non basta a rendere “intelligente” un edificio. Occorre conoscere come vengono utilizzati gli ambienti, interpretare i dati e coordinare climatizzazione, ventilazione e disponibilità energetica. Una trasformazione che coinvolge le tecnologie di controllo, ma anche le competenze e le scelte dei progettisti.

Ne abbiamo parlato con Adrián Ramos-Catalina, Direttore Airzone Italia, affrontando il rapporto tra automazione e progettazione, le prospettive della manutenzione predittiva e gli ostacoli all’integrazione dei sistemi. Fino al nuovo logo dell’azienda, che racconta anche visivamente un percorso di apertura e connessione.

Adrián Ramos-Catalina, Direttore Airzone Italia. SAIE Bologna 2026.
Adrián Ramos-Catalina, Direttore Airzone Italia. SAIE Bologna 2026. (Airzone)

Zonificazione HVAC: come adattare la climatizzazione all’occupazione e alle esigenze dei singoli ambienti

Oggi un edificio efficiente non può più limitarsi ad avere un buon impianto HVAC. Quali informazioni dovrebbe leggere e utilizzare per adattarsi realmente alle persone che lo occupano?

Adrián Ramos-Catalina

Un edificio veramente intelligente non si limita a produrre caldo o freddo: deve comprendere come vengono utilizzati gli spazi. Per questo deve raccogliere informazioni sull’occupazione, sulla qualità dell’aria, sull’umidità, sull’irraggiamento solare, sulle condizioni meteorologiche e sulla disponibilità energetica.

In Airzone lavoriamo proprio su questo principio: la climatizzazione consapevole deve adattarsi alle persone, non il contrario. Attraverso la zonificazione e l’integrazione con sensori e sistemi di gestione dell’edificio, è possibile erogare energia dove serve, quando serve e nella quantità necessaria.

L’obiettivo è migliorare il comfort e, allo stesso tempo, ridurre i consumi, evitando di trattare tutti gli ambienti come se avessero le stesse esigenze.

Conto Termico 3.0 e Building Automation: come accedere agli incentivi per il controllo degli impianti HVAC
Il Conto Termico 3.0 apre nuove opportunità per la Building Automation e il controllo degli impianti HVAC negli edifici esistenti. Il white paper di Airzone approfondisce il ruolo dei sistemi di controllo e regolazione negli edifici del terziario e offre due casi studio applicativi per comprendere requisiti, logiche di intervento e accesso agli incentivi.

Edifici autonomi: chi definisce le regole del comfort nell’era dell’intelligenza artificiale?

BACS, sensori e regolazione stanno rendendo gli impianti sempre più intelligenti. Quanto siamo vicini a edifici capaci di autoregolarsi? E quale ruolo resterà al progettista con l’arrivo dell’intelligenza artificiale?

Adrián Ramos-Catalina

Gli edifici stanno diventando sempre più autonomi, ma non credo che il progettista diventerà meno importante. Al contrario, il suo ruolo evolverà.

L’intelligenza artificiale può ottimizzare il funzionamento dell’impianto, ma serve qualcuno che definisca gli obiettivi, le logiche di gestione e il livello di comfort desiderato. L’automazione è efficace quando nasce da una progettazione corretta: è un aspetto che riscontriamo anche nello sviluppo dei sistemi Airzone.

Il futuro sarà quindi fatto di edifici capaci di collaborare con progettisti e utenti, fornendo informazioni e strumenti per prendere decisioni migliori. L’autonomia dei sistemi rende ancora più importante la qualità delle scelte iniziali.

LEGGI ANCHE: Energia, l’UE invita a ridurre i consumi nelle ore di punta: la climatizzazione intelligente diventa strategica

Progettare il comfort oltre la temperatura: qualità dell’aria e consumi nell’orizzonte EPBD IV

L’EPBD IV orienta il settore verso edifici a emissioni zero e sempre più smart. Come cambia la progettazione del comfort quando, oltre alla temperatura, entrano in gioco qualità dell’aria, occupazione e consumi?

Adrián Ramos-Catalina

Questo cambiamento è già iniziato. Oggi parlare di comfort esclusivamente in termini di temperatura è riduttivo: occorre considerare anche qualità dell’aria, umidità, ventilazione, occupazione e consumo energetico.

La sfida progettuale consiste nel trovare il miglior equilibrio tra questi elementi. La zonizzazione intelligente di Airzone va in questa direzione, perché consente di gestire individualmente ambienti con esigenze differenti.

Una sala riunioni, una camera da letto e un open space non possono essere trattati allo stesso modo. Progettare il comfort significa partire dall’uso degli spazi, per costruire una regolazione coerente con le necessità delle persone che li occupano.

Monitoraggio impianti HVAC: come usare i dati per anticipare anomalie e inefficienze

Gli impianti producono una quantità crescente di dati. Come si passa dal semplice monitoraggio alla possibilità di anticipare inefficienze, anomalie e necessità di manutenzione?

Adrián Ramos-Catalina

Il vero valore dei dati emerge quando riusciamo a trasformarli in capacità predittiva. Oggi possiamo già individuare anomalie di funzionamento, inefficienze e consumi insoliti prima che diventino problemi evidenti.

Grazie al cloud e all’analisi dei dati, le piattaforme di monitoraggio consentono di osservare il comportamento degli impianti e identificare situazioni che richiedono attenzione. Il passaggio fondamentale è da una gestione reattiva a una gestione proattiva: intervenire sui segnali di un possibile problema, senza aspettare che si manifesti un guasto.

Un’altra prospettiva importante riguarda la gestione flessibile della domanda elettrica. Leggere i consumi dei diversi impianti è un presupposto per coordinarne il funzionamento e sfruttare meglio questa possibilità.

Interoperabilità degli impianti: cosa manca per integrare pompe di calore, fotovoltaico e accumulo?

Pompe di calore, fotovoltaico, accumulo, ventilazione e sistemi di controllo devono dialogare sempre di più. Il futuro sarà un unico ecosistema energetico dell’edificio? Quali ostacoli impediscono oggi una piena interoperabilità?

Adrián Ramos-Catalina

Credo che questa evoluzione sia inevitabile. Nei prossimi anni l’edificio si comporterà sempre più come un unico organismo energetico: pompe di calore, fotovoltaico, accumulo, ventilazione e climatizzazione dovranno condividere informazioni e coordinarsi.

In Airzone vediamo già questa esigenza nelle richieste di integrazione con i produttori HVAC, con i sistemi di gestione energetica e con le piattaforme di automazione e controllo degli edifici.

L’ostacolo principale, oggi, non è tanto tecnologico quanto legato alla frammentazione del mercato: troppi sistemi parlano linguaggi diversi. Interoperabilità e standard aperti saranno determinanti per esprimere pienamente il potenziale degli edifici intelligenti.

Adrián Ramos-Catalina, Direttore Airzone Italia. SAIE Bologna 2026.
Adrián Ramos-Catalina, Direttore Airzone Italia. SAIE Bologna 2026. (Airzone)

Edifici intelligenti verso il 2030: quali competenze servono al progettista tra dati, automazione e cybersecurity?

Guardando al 2030, quale cambiamento avrà l’impatto maggiore sul modo di progettare e gestire gli edifici? E quali competenze dovrebbe iniziare a sviluppare oggi un progettista?

Adrián Ramos-Catalina

Se dovessi indicare una sola tendenza, sceglierei la convergenza tra digitalizzazione, energia e comfort. Gli edifici del 2030 saranno valutati sempre più anche per la capacità di adattarsi alle persone, dialogare con la rete elettrica e ottimizzare automaticamente le proprie risorse, oltre che per l’efficienza energetica.

Per questo consiglio ai progettisti di sviluppare già oggi competenze che vadano oltre l’impiantistica tradizionale: analisi dei dati, automazione, integrazione tra sistemi e cybersecurity.

Il cambiamento più significativo sarà la capacità di trasformare l’edificio in una piattaforma intelligente centrata sull’utente. È la direzione nella quale sta lavorando Airzone, con l’obiettivo di rendere il comfort più personalizzato, efficiente e sostenibile.

Nuova identità Airzone: il professionista al centro del rapporto tra tecnologia e comfort

Questa evoluzione trova espressione anche nella nuova identità visiva di Airzone. Come è nato il nuovo logo e che cosa volevate comunicare?

Adrián Ramos-Catalina

È stato un percorso lungo, iniziato nel 2021, che ha coinvolto diversi gruppi di lavoro interni. Ci siamo confrontati su come far evolvere il marchio rispettandone l’identità: una parte del lavoro riguardava proprio il legame con il cerchio del logo precedente.

In un’azienda che conta oltre 650 dipendenti, sentivamo l’esigenza di rappresentare un cambiamento e trasmettere un maggiore senso di apertura. Abbiamo quindi aperto il cerchio: la “A” è diventata un simbolo che richiama questa apertura e, nella sua forma, può ricordare anche un’onda di comunicazione.

Anche i colori hanno un significato. Il verde richiama la sostenibilità, mentre il blu rimanda al cloud e alla dimensione professionale.

Per noi il professionista resta il collegamento essenziale tra Airzone, che produce e sviluppa tecnologie, e l’utente finale. Le nostre soluzioni hanno un contenuto tecnico importante: il ruolo di chi le progetta, le integra e le porta nelle case e negli edifici è centrale. La nuova identità vuole raccontare anche questo rapporto.


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