#Finsubito news dalla rete – 70% a tasso zero per PMI


Su 400.000 euro investiti in una sede piemontese fuori dalle aree 107.3.c, il Bando A darebbe a una piccola impresa 40.000 euro di fondo perduto, il 10% pieno. Una media impresa, che in tabella legge il 5% (20.000 euro), ne riceverebbe fra 3.000 e 12.000, cioè fra lo 0,8% e il 3%. Sono nostre stime, con il tasso base europeo di ottobre 2026 e uno spread ipotizzato fra l’1% e il 2,2%: il contributo è un tetto, e lo consuma il valore del prestito a tasso zero. Il Bando A della misura «Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio» è soprattutto un finanziamento fino al 100% dell’investimento, 70% a tasso zero su fondi del PR FESR 2021/2027 (Azione I.1iii.4) e 30% della banca. Lo gestisce Finpiemonte e lo sportello resta aperto fino alle 12:00 dell’11 febbraio 2027 (DD 331/A1912A del 22 luglio 2026). Servono un processo produttivo industriale o logistico, almeno 150.000 euro di investimento e nuove assunzioni.

In sintesi: il Bando A Attrazione investimenti del Piemonte

  • Cos’è: un prestito fino al 100% dell’investimento (70% a tasso zero, 30% della banca) e, per le sole PMI, un fondo perduto pagato a fine progetto.
  • Per chi: PMI e mid cap (imprese a media capitalizzazione) industriali o logistiche, iscritte da due anni, con una sede piemontese in area produttiva.
  • Quanto: progetti da 150.000 a 3 milioni di costi ammissibili; fondo perduto con tetto del 10% (micro e piccole) o del 5% (medie) fuori dalle aree 107.3.c, ridotto dal valore del prestito.
  • Condizioni: nuove assunzioni, delibera bancaria allegata alla domanda, niente usato né leasing, immobili entro il 50%.
  • Scadenza: ore 12:00 dell’11 febbraio 2027, in ordine di arrivo, salvo esaurimento.
  • Come: domanda su FINDOM, esito entro 90 giorni.

150.000 €Investimento minimo per micro e piccole imprese

+1 ULAAssunzioni minime di una micro impresa (+2 piccola, +3 media, +5 mid cap)

11/02/2027Chiusura dello sportello alle 12:00, salvo esaurimento

Chi può chiedere il Bando A investimenti Piemonte 2026

Le assunzioni si misurano in ULA (unità lavorative annue: una persona a tempo pieno per dodici mesi vale 1, un part time o un ingresso a metà anno una frazione).

Dimensione dell’impresa Investimento minimo, IVA esclusa Assunzioni minime entro la conclusione Fondo perduto Bando B sulle assunzioni
Micro impresa 150.000 euro +1 ULA Sì, entro il tetto Sì
Piccola impresa 150.000 euro +2 ULA Sì, entro il tetto Sì
Media impresa 300.000 euro +3 ULA Sì, entro il tetto Sì
Impresa a media capitalizzazione (non PMI, fino a 3.000 dipendenti) 750.000 euro +5 ULA No, solo prestito No

Il massimo è 3.000.000 di euro di costi ammissibili per tutti. Entrano le imprese operative da almeno due anni ma senza unità locale in Piemonte, quelle che ci tornano e quelle già attive con un nuovo investimento iniziale; ai primi due casi sono riservati 8 dei 40 milioni. Servono due anni di iscrizione al registro delle imprese e un bilancio approvato. Le società nuove entrano solo se nate da operazioni societarie o partecipate da imprese produttive consolidate, e per le altre c’è l’Autoimpiego Piemonte, per chi avvia un’attività.

La sede deve stare in area produttiva secondo il piano regolatore comunale (PRGC), con visura catastale e documenti del PRGC a provarlo; uffici, co-working e spazi commerciali non valgono. Nessun codice ATECO è escluso a priori, ma i servizi devono essere «strettamente legati all’attività industriale» (FAQ 2.1), quindi commercio e turismo restano quasi sempre fuori. Chi riporta in Piemonte l’attività di uno stabilimento che chiude in un altro Paese dello Spazio economico europeo, con perdita di posti, ricade nel divieto di delocalizzazione (Allegato 2; FAQ 3.2). La definizione dell’Allegato 2 riguarda i trasferimenti fra Paesi dello Spazio economico europeo, ma la FAQ 3.2 parla di chiusure «al di fuori del territorio nazionale» senza distinguere: per un rientro da un Paese terzo conviene chiedere a Finpiemonte prima della domanda.

Da non confondere: Linea A Digitalizzazione 2026

Stesso gestore e stessa formula, ma altro atto (DD 228/A1912A del 19 maggio 2026) e altro oggetto: tecnologie digitali e cybersecurity. Sportello dalle 9:00 del 13 ottobre 2026, minimi da 50.000 euro, niente immobili, nessun obbligo di assunzione. La trattiamo nella guida al bando digitalizzazione Piemonte, Linea A.

La vicina più utile: Linea b Efficientamento produttivo

Stesso bando della Linea A, aperta dal 7 luglio 2026 al 29 ottobre 2028: finanzia anche diversificazione produttiva e trasformazione del processo, con minimi da 50.000 euro per micro e piccole imprese, senza immobili né assunzioni obbligatorie. È la strada per chi sta sotto i 150.000 euro o non può assumere.

Cosa finanzia il Bando A: capacità nuova, non sostituzioni

Per un’impresa già attiva l’investimento deve essere una nuova unità locale, un ampliamento con nuova metratura produttiva, da documentare con foto e planimetrie prima e dopo, oppure una diversificazione in prodotti «totalmente diversi» (FAQ 3.3). Rimpiazzare un macchinario vecchio non è un investimento iniziale. Le spese ammesse:

  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi o ricondizionati, software e hardware; veicoli puliti (non autovetture), colonnine e fotovoltaico solo se accessori, entro il 20%;
  • installazione e posa fino al 20% dei macchinari, brevetti e know-how fino al 10%, progettazione esterna fino al 20%;
  • terreni solo se siti degradati o ex industriali con edifici, fino al 15%;
  • acquisto, costruzione, ristrutturazione e bonifica di edifici produttivi.

Terreni, edifici e opere edili insieme non superano il 50% delle spese: su 150.000 euro il capannone vale al massimo 75.000. Per gli edifici il principio DNSH (non arrecare danno significativo all’ambiente) chiede il Protocollo ITACA, con un attestato di pre-valutazione gratuito e punteggio minimo 1,0 in ristrutturazione e 2,0 in nuova costruzione. In alternativa servono un APE sopra i minimi del DM 26 giugno 2015 più criteri ambientali minimi o piano dei rifiuti di cantiere. Senza prova al controllo in loco, la revoca è totale.

Prima la domanda, poi gli ordini. Contratto, ordine, acconto, fattura, perfino un bene preso in conto visione fanno partire il progetto (Allegato 2); permessi e studi di fattibilità no. Esclusi usato, leasing, beni sotto i 500 euro e lavori in economia; il ricondizionato passa se comprato da produttore o rivenditore, con i documenti del ricondizionamento (FAQ 3.9).

Quanto vale davvero: il fondo perduto è quello che il prestito lascia

Il Bando A fissa due tetti: uno sul fondo perduto, uno sull’aiuto complessivo, prestito compreso, misurato in ESL (equivalente sovvenzione lordo: quanto vale l’aiuto in euro di contributo; per un prestito agevolato, gli interessi risparmiati, attualizzati). Finpiemonte misura prima l’ESL del prestito e poi riconosce il fondo perduto solo nello spazio che rimane sotto il tetto complessivo, se supera i 500 euro (par. 2.12.1; FAQ 3.10). Nell’esempio più sotto, colonna «Spread 1,5%», una media impresa ha un tetto complessivo di 40.000 euro su 400.000: il prestito ne occupa 31.677, e al fondo perduto ne restano 8.323 invece dei 20.000 del 5%. Una piccola impresa ha un tetto complessivo doppio, e i suoi 40.000 ci stanno interi. Le premialità (rating di legalità, rating ESG, EMAS, parità di genere certificata, bonifica di siti dismessi, capitale almeno per metà femminile o giovanile) alzano di 1 punto il tetto del fondo perduto, di 2 se sono almeno due, ma non quello complessivo.

Impresa e localizzazione Regime di aiuto Tetto fondo perduto (con due o più premialità) Tetto aiuto complessivo in ESL Fondo perduto che resta davvero (nostra stima)
Micro o piccola, fuori dalle aree 107.3.c GBER art. 17 10% (12%) 20% 10%; con le premialità fra 10,76% e 12%
Media, fuori dalle aree 107.3.c GBER art. 17 5% (7%) 10% Fra 0,76% e 3,02%, premialità inutili
Micro o piccola, in area 107.3.c GBER art. 14 15% (17%) 27% 15%, fino a 17% con le premialità
Media, in area 107.3.c GBER art. 14 10% (12%) 22% 10%, fino a 12% con le premialità
Mid cap, fuori dalle aree 107.3.c De minimis Nessuno L’ESL del prestito, entro il plafond Nessuno
Mid cap, in area 107.3.c GBER art. 14, solo nuova attività Nessuno 15% Nessuno

GBER è il regolamento generale di esenzione (Reg. UE 651/2014); de minimis, il tetto di 300.000 euro di aiuti per impresa unica nell’arco di tre anni, su base mobile (Reg. UE 2023/2831). Le aree 107.3.c sono quelle della carta degli aiuti a finalità regionale (decisione C(2023)8654): con sedi dentro e fuori servono due domande.

Le stime vengono dalla nostra replica del simulatore ESL di Finpiemonte, con prestito a 60 mesi e 6 di preammortamento. Per l’Italia il tasso base europeo è il 2,71%, in vigore dal 1° luglio e confermato fino al 30 novembre 2026 nella tabella della Commissione europea aggiornata al 16 ottobre (il simulatore usa ancora il 3,64% del 2023). L’atto non fissa lo spread, il margine legato a rating e garanzie: 1% è il margine «solito» della Comunicazione 2008/C 14/02, 1,5% l’esempio del simulatore, 2,2% il margine per un rating BB con garanzie normali. E la concessione può arrivare 90 giorni dopo la domanda, con un altro tasso base: è una forchetta, non un preventivo.

Progetto e piano del prestito Spread 1% Spread 1,5% Spread 2,2%
400.000 euro, 60 mesi con 6 di preammortamento: valore del prestito (ESL) 27.915 € (6,98%) 31.677 € (7,92%) 36.944 € (9,24%)
Piccola impresa: fondo perduto 40.000 € 40.000 € 40.000 €
Piccola impresa con due premialità 48.000 € 48.000 € 43.056 €
Media impresa: fondo perduto (tetto 20.000 €) 12.085 € 8.323 € 3.056 €
Media impresa, stesso progetto senza preammortamento 14.492 € 11.054 € 6.241 €
150.000 euro, piccola impresa, 60 mesi: fondo perduto 15.000 € (18.000 con premialità) 15.000 € (18.000) 15.000 € (16.146)
1.500.000 euro, media impresa, 60 mesi 45.318 € 31.210 € 11.459 €
1.500.000 euro, media impresa, 72 mesi con 12 di preammortamento 19.743 € 2.188 € Zero: l’ESL (11,49%) supera il 10% e resta solo il de minimis
3.000.000 euro, mid cap fuori area, 84 mesi: ESL del prestito in de minimis 293.039 € 332.532 € 387.822 €

Per una media impresa fuori dalle aree 107.3.c, con questi tassi, l’aiuto complessivo resta fermo al 10%: più lungo è il prestito, più di quell’aiuto arriva come interessi risparmiati e meno come contributo a fine progetto. Così il piano a 72 mesi, facoltativo sopra il milione (par. 3.3), a una media impresa può costare tutto il fondo perduto. Per una mid cap fuori area tutto passa dal de minimis: su 3 milioni a 84 mesi l’ESL da solo può superare i 300.000 euro, e il bando non dice cosa succede.

Il Bando A conviene a chi ha bisogno di credito lungo e ha un piano di assunzioni vero; la media impresa fuori area è meglio che faccia i conti senza il fondo perduto. Nella prima edizione, dal 2023 al 2025, 57 progetti hanno ricevuto 3,2 milioni di fondo perduto su 57,7 milioni di investimenti: il 5,5% in media, mid cap comprese (nostro calcolo sulle slide della Regione del 19 febbraio 2026).

La banca delibera prima di Finpiemonte

Senza la lettera con cui una banca convenzionata comunica di aver deliberato, la domanda è irricevibile. Sulla sintesi del progetto la banca giudica la capacità di rimborso sull’intero prestito, non solo sul suo 30%. Banche convenzionate e simulatore sono sulla scheda del Bando A su Finpiemonte; con una banca non ancora convenzionata Finpiemonte verifica prima dell’istruttoria, e se il convenzionamento salta la domanda va rifatta (FAQ 1.4).

Tasso della quota bancaria (Eurirs o Euribor più uno spread legato al rating) e garanzie li decide la banca. Il rimborso è trimestrale a quota capitale costante: 60 mesi con 6 di preammortamento facoltativo fino a 1 milione di investimento, 72 con 12 oltre il milione, 84 con 12 per le mid cap oltre i 2 milioni. Una garanzia di Mediocredito Centrale si può aggiungere, ma il suo aiuto entra nello stesso tetto ESL (FAQ 4.2): per una media impresa è fondo perduto in meno, euro per euro.

L’obbligo vale per tutti i beneficiari del Bando A, non solo per chi chiede il Bando B. Si confrontano le ULA dei dodici mesi prima della domanda con quelle dei dodici mesi prima della conclusione, e l’incremento deve nascere dopo la domanda (par. 2.2 e 2.7). Nell’esempio delle FAQ di Finpiemonte (3.12), con la conclusione al 15 agosto 2028 la finestra va dal 1° settembre 2027 al 31 agosto 2028; con la conclusione al 14 agosto slitta indietro di un mese. Un tempo pieno assunto il 1° settembre 2027 vale 1 ULA, uno assunto il 1° marzo 2028 mezza: una media impresa che deve fare +3 ha bisogno di tre persone per tutta la finestra, o di sei per l’ultimo semestre.

Non contano stabilizzazioni di contratti a termine, personale da imprese collegate, apprendisti, collaboratori, interinali, partite IVA e sostituzioni di chi esce. Il par. 2.2 del Bando B fa contare invece le trasformazioni in contratti a tempo determinato o indeterminato di apprendistato, formazione-lavoro, collaborazioni, lavoro interinale e partite IVA (FAQ B 2.3); il Bando A non lo ripete in modo esplicito, quindi per il Bando A conviene chiedere conferma a Finpiemonte prima di contarle. Le assunzioni fatte prima della domanda non valgono, anche se nella media pesano dopo: Finpiemonte lo ha chiarito per il Bando B (FAQ B 2.8).

La data di conclusione decide la finestra. La fissa la concessione sul cronoprogramma che scrivi in domanda, entro 30 mesi (FAQ 3.11): se è troppo vicina, resta poco tempo per far maturare le ULA. La proroga, di norma una sola e fino a 12 mesi, si può chiedere anche per completare le assunzioni (par. 3.5.1). Se l’incremento non arriva, il bando non lo elenca fra le cause di revoca, ma è una condizione di ammissibilità (par. 2.7): il rischio va considerato reale.

Il Bando B: fino a 25.000 euro per ogni ULA in più

Solo le PMI possono chiederlo, entro 7 giorni di calendario dalla domanda sul Bando A, fino a 200.000 euro in tutto, in de minimis. Il tetto dei 200.000 viene dall’art. 53 del Reg. UE 2021/1060, non dal de minimis. Si incassa dopo la conclusione, e il livello raggiunto va tenuto 36 mesi dall’incasso, sostituendo chi esce. Chi deve assumere comunque e non lo chiede rinuncia a quel contributo; chiederlo però pesa sul de minimis, e prima di decidere conviene verificare come si conta il plafond de minimis.

Domanda, istruttoria e punteggio del Bando A

  1. Delibera della banca convenzionata sulla sintesi del progetto.
  2. Allegati obbligatori, pena l’irricevibilità: relazione tecnico economica (Allegato 6), DNSH (Allegato 7 o 8), preventivi per almeno il 70% con l’IVA esplicitata, visura catastale e documenti del PRGC, lettera della banca, foto e planimetrie per gli ampliamenti.
  3. Domanda su FINDOM firmata digitalmente dal legale rappresentante o da un delegato interno, con bollo da 16 euro.
  4. Istruttoria in ordine cronologico: Finpiemonte per l’ammissibilità formale, il Comitato tecnico di valutazione per il merito, con parere vincolante. Esito e concessione entro 90 giorni, integrazioni entro 15, opposizione al rigetto entro 10.

La griglia dell’Allegato 5 vale 100 punti, con minimi di 10 sulla chiarezza degli obiettivi, 40 sugli altri criteri tecnici e 5 sulla sostenibilità ambientale, più criteri economici e organizzativi da superare con un sì. Il testo chiede 60 punti in totale, la tabella somma i minimi a 55: finché Finpiemonte non chiarisce, conviene puntare a 60, e una relazione generica è già un motivo di rigetto. Sui tempi reali di istruttoria non ci sono dati pubblicati, e sul residuo della dotazione la DD 331 dice solo che a luglio 2026 restavano risorse su entrambi i bandi.

Cumulo, iperammortamento e fisco del contributo

Sulle stesse fatture il Bando A non si somma ad altri fondi europei. Con altri aiuti di Stato si cumula entro l’intensità più alta, con il de minimis entro quella del GBER, con le agevolazioni, fiscali o di altro tipo, che non sono aiuti di Stato purché non ci sia sovrafinanziamento (par. 2.13). Prima della domanda conviene scaricare la visura aiuti dal Registro nazionale aiuti, che Finpiemonte interrogherà prima della concessione.

Sugli stessi beni si può usare l’iperammortamento 2026, se sono nuovi, compresi negli allegati IV e V della L. 199/2025 e interconnessi. Il cumulo è ammesso se il sostegno non copre le stesse quote di costo e non supera il costo, e la maggiorazione si calcola al netto dei contributi (art. 1 c. 431; dal 2027 art. 364 c. 5 del testo unico delle imposte sui redditi). Il ricondizionato ne resta fuori. Nessuna fonte chiarisce se il prestito, che può coprire tutto il costo, conti come «sostegno» sulle stesse quote: su un investimento finanziato al 100% serve prima una risposta scritta.

Il fondo perduto, per la parte sui beni ammortizzabili, vale come contributo in conto impianti: concorre al reddito con gli ammortamenti, non all’incasso (art. 88 c. 3 lett. b TUIR). In bilancio va a riduzione del costo o in A5 con risconto passivo (OIC 16, par. da 86 a 88). Si liquida dopo i controlli sul rendiconto: la lettura prudente è iscriverlo quando le condizioni sono accertate (par. 87). Concorre a IRES, al 24%, e a IRAP; niente ritenuta del 4% sui contributi per l’acquisto di beni strumentali (art. 28 c. 2 DPR 600/1973). Chi fa domanda adesso incasserà dal 2027 in poi, quando le stesse regole stanno nel testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026, art. 97) e nell’art. 43 c. 2 del D.Lgs. 33/2025. Il prestito non è reddito. Nel bilancio ordinario, con un tasso così lontano dal mercato, si iscrive al valore attuale dei flussi scontati al tasso di mercato (OIC 19, par. 50). La differenza iniziale va a conto economico, salvo una diversa natura da motivare in nota integrativa (par. 53). Bilancio abbreviato e micro imprese possono tenere il valore nominale (par. 54).

Erogazione in due tempi, vincoli e revoche

Il prestito viene erogato in un’unica soluzione tramite la banca, dopo l’autorizzazione di Finpiemonte; il fondo perduto a progetto concluso, in proporzione alla spesa ammessa. Il rendiconto va su sistemapiemonte.it entro 60 giorni dalla conclusione e Finpiemonte lo esamina entro 80. Il CUP (codice unico di progetto) va su ogni fattura, la contabilità va tenuta separata, attività e sede restano in Piemonte per tutto il progetto e, nelle PMI, i beni immateriali restano in bilancio 3 anni.

Per cinque anni dalla conclusione l’attività agevolata non lascia il sito. Se va fuori da UE e Spazio economico europeo, entro cinque anni o dieci per le mid cap, la sanzione va da due a quattro volte l’aiuto. In area 107.3.c l’investimento resta nella zona 5 anni, 3 per le PMI (art. 14 GBER); fuori, il bando non fissa un vincolo quinquennale sui singoli beni, che il provvedimento di concessione potrebbe aggiungere. In caso di revoca si restituiscono debito residuo e contributo con gli interessi al tasso di riferimento UE, più 5 punti solo per la delocalizzazione. La crescita dimensionale dopo la concessione non penalizza.

Dove le fonti non tornano: vale l’atto

Al 16 ottobre 2026 il catalogo incentivi.gov.it, aggiornato al 30 marzo, dà la chiusura al 10 settembre 2026 e 82 milioni; una pagina regionale sulle operazioni strategiche parla di 45 milioni in più nel 2025. Negli atti: chiusura all’11 febbraio 2027 (DD 331/A1912A), 40 milioni al Bando A e 5 al Bando B (DD 659/A1912A del 19 dicembre 2025), 32 milioni aggiunti con la DGR 14-1778 del 3 novembre 2025; gli 82 milioni sono il cumulato del Bando A dal 2023. E la pagina regionale del bando, con il suo «processo produttivo attivo» e i liberi professionisti fra i destinatari, è più larga dell’atto.

Domande frequenti sul Bando A Attrazione investimenti

Posso usare il Bando A per ristrutturare il capannone in cui lavoro già?

Solo dentro un nuovo investimento iniziale: nuova unità locale, ampliamento con metratura produttiva nuova o diversificazione. Rifare lo spazio che usi, senza capacità nuova, non basta; immobili e opere restano entro il 50% delle spese.

Il fondo perduto si somma al prestito o ne è una parte?

Sono due componenti distinte: il prestito può coprire fino al 100% dell’investimento e arriva dopo la concessione, il fondo perduto si calcola a parte e arriva a progetto concluso. Non può servire a rimborsare il prestito (art. 58 par. 7 Reg. UE 2021/1060). Se il prestito resti al 100% anche quando c’è il contributo, il bando non lo scrive: va chiesto all’URP di Finpiemonte.

Un apprendista confermato a tempo indeterminato conta come assunzione?

Per il Bando B sì, se l’apprendistato era già in corso alla domanda e la trasformazione avviene durante il progetto (FAQ B 2.3). Il Bando A non lo scrive in modo esplicito: prima di contarlo nell’incremento conviene chiederlo a Finpiemonte. Non conta invece la stabilizzazione di un tempo determinato: quel lavoratore è già nelle ULA di partenza.

Ho già firmato l’ordine del macchinario: sono ancora in tempo?

No, per quell’investimento: ordine, contratto, acconto o fattura prima della domanda cancellano l’effetto incentivante. Resta possibile un progetto diverso, con beni non ancora ordinati.

Un’impresa senza sedi in Piemonte può partecipare?

Sì, se è operativa da almeno due anni e attiva la sede entro la conclusione. Un’impresa estera deve essere iscritta da due anni al registro del suo Paese; iscrizione italiana e unità locale servono prima dell’erogazione (FAQ 2.5).

Chi ha già avuto il Bando A può ripresentare domanda?

Sì, con un progetto nuovo e distinto, per esempio con metratura ulteriore rispetto a quella già finanziata (FAQ 1.5). Sullo sportello aperto la domanda è una sola per impresa, salvo sedi dentro e fuori dalle aree 107.3.c, domanda respinta prima della concessione o rinuncia.

Se il progetto non ha i numeri del Bando A

Oltre alla Linea b, le misure con sportello aperto sono nel nostro calendario dei bandi aperti e delle loro scadenze; per un solo macchinario, senza metratura nuova né assunzioni, il confronto va fatto con la Nuova Sabatini.

Hai un investimento produttivo in Piemonte da almeno 150.000 euro e un piano di assunzioni? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo e, prima che la banca deliberi, calcoliamo con te il fondo perduto che resta con il tuo piano di rimborso e la finestra delle ULA.

Fonti ufficiali: Bando A aggiornato con la DD 331 del 22 luglio 2026; DD 331/A1912A del 22 luglio 2026 (BU n. 30 del 30 luglio 2026), proroga all’11 febbraio 2027; DD 659/A1912A del 19 dicembre 2025 (BU n. 52 del 24 dicembre 2025), Bandi A e B rettificati e dotazioni; pagina della misura sul portale bandi della Regione Piemonte, stato «Aperto» al 16 ottobre 2026. FAQ di Finpiemonte sui Bandi A e B del 24 febbraio 2026.


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