#Finsubito news dalla rete – Imu, Tari, bollo auto e multe non pagate: da oggi si possono rottamare i debiti, ecco come fare domanda – Torino Cronaca


Una multa dimenticata, il bollo auto mai pagato, una vecchia cartella della Tari o dell’Imu rimasta in sospeso per anni. Per migliaia di contribuenti italiani si apre una nuova possibilità di mettersi in regola con il Fisco, evitando di pagare una parte delle somme accumulate nel tempo. Da oggi, venerdì 16 ottobre 2026, è possibile presentare domanda per la Rottamazione-quinquies dei debiti verso Comuni, Regioni e altri enti territoriali, una misura che consente di saldare determinate pendenze senza sanzioni e interessi.

L’agevolazione può riguardare anche i cittadini di Torino e del Piemonte, ma con una precisazione fondamentale: non tutti i debiti sono automaticamente ammessi. La possibilità di accedere alla rottamazione dipende infatti dall’ente creditore, dalle modalità di riscossione e dall’adesione dell’amministrazione alla misura.

Quali debiti si possono rottamare: dalle multe al bollo auto

La nuova definizione agevolata interessa alcune delle imposte e delle sanzioni più comuni per le famiglie italiane. Tra queste figurano l’Imu, l’imposta municipale sugli immobili, la Tari, relativa alla raccolta dei rifiuti, il bollo auto e le multe per violazioni del Codice della strada.

Il vantaggio economico può essere significativo, soprattutto per chi ha accumulato cartelle negli anni. Per i tributi ammessi, infatti, il contribuente dovrà versare il capitale originariamente dovuto, senza le sanzioni e gli interessi eliminati dalla procedura.

Per le multe stradali il meccanismo è leggermente diverso: la sanzione iniziale resta da pagare, mentre vengono cancellati gli interessi, le maggiorazioni per il ritardo e gli eventuali aggi di riscossione previsti dall’agevolazione.

Non si tratta, dunque, di un condono generalizzato. La rottamazione riguarda i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023, purché l’ente territoriale interessato abbia aderito alla procedura.

Torino e Piemonte, come verificare se le cartelle rientrano nella rottamazione

Per i contribuenti piemontesi il primo passaggio è verificare quali debiti possano effettivamente beneficiare della misura. Un cittadino che deve pagare una vecchia Tari al proprio Comune, per esempio, potrebbe essere ammesso alla rottamazione soltanto se il recupero di quella somma è stato affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e se l’amministrazione ha aderito.

Lo stesso principio vale per gli altri tributi territoriali. Secondo le informazioni diffuse, sono circa 1.500 le amministrazioni che hanno aderito alla procedura.

Per evitare errori, prima di presentare domanda è quindi consigliabile richiedere il cosiddetto Prospetto informativo, un documento che permette di conoscere esattamente quali cartelle siano ammesse e quanto si dovrebbe pagare usufruendo dell’agevolazione.

Come presentare domanda online entro il 15 dicembre

La procedura si svolge attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e può essere completata senza recarsi fisicamente agli sportelli.

Chi possiede Spid, Carta d’identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns) può accedere all’area riservata, entrare nella sezione dedicata alla Rottamazione-quinquies degli enti territoriali e richiedere il Prospetto informativo. Entro 12 ore dovrebbe arrivare un’e-mail contenente il collegamento per scaricare il documento, disponibile per cinque giorni.

È prevista anche una procedura senza credenziali digitali. In questo caso bisogna utilizzare l’area pubblica del portale, compilare il modulo con i dati richiesti e allegare un documento d’identità.

Una volta ottenuto il Prospetto, il contribuente potrà selezionare le cartelle da inserire nella domanda e scegliere se pagare in un’unica soluzione oppure a rate. Chi utilizza l’area pubblica dovrà indicare anche i numeri delle cartelle interessate.

La scadenza da segnare sul calendario è il 15 dicembre 2026, ultimo giorno utile per presentare la richiesta. L’invio della domanda, tuttavia, non comporta l’immediata cancellazione del debito: per conservare i benefici sarà necessario rispettare tutte le scadenze di pagamento.

Fino a 54 rate in nove anni: quando bisogna pagare

Una delle novità più rilevanti riguarda la possibilità di dilazionare il pagamento per un periodo particolarmente lungo. Chi non può saldare l’intera somma immediatamente potrà scegliere un piano fino a 54 rate bimestrali, distribuite nell’arco di nove anni, con un importo minimo di 100 euro per ciascuna rata.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà entro il 28 febbraio 2027 l’esito della richiesta, l’importo dovuto e il calendario dei versamenti.

Per chi sceglie il pagamento in un’unica soluzione, la scadenza sarà il 31 marzo 2027. La stessa data varrà per la prima rata di chi opta per la dilazione.

Nel corso del 2027 i successivi pagamenti dovranno essere effettuati entro il 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. A partire dal 2028 le scadenze saranno fissate al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno.

Chi sceglie la rateizzazione dovrà inoltre considerare interessi del 3% annuo, calcolati dal 1° aprile 2027.

Cosa succede se non si pagano le rate

La possibilità di distribuire il debito su nove anni rappresenta un aiuto importante, ma comporta anche l’obbligo di rispettare il piano concordato.

Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, oppure il versamento incompleto dell’ultima rata comporta la perdita dei benefici della rottamazione. In questo caso tornano dovute anche le somme precedentemente eliminate grazie all’agevolazione, mentre gli importi già pagati vengono considerati semplici acconti sul debito originario.

Per chi ha vecchie cartelle esattoriali, dunque, il consiglio è di verificare quanto prima la propria posizione, senza aspettare gli ultimi giorni disponibili. La nuova finestra potrebbe consentire di alleggerire il peso di debiti accumulati nel tempo, ma il primo passo resta controllare quali somme siano effettivamente rottamabili e valutare un piano di pagamento sostenibile.


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