#Finsubito news dalla rete – Bonus mamme 2026, ecco le regole Inps: chi ne ha diritto e quanto vale


È in arrivo il bonus mamme 2026 che quest’anno sarà più generoso. Sarà pagato a dicembre e avrà un importo di 720 euro, vale a dire 60 euro al mese contro i 40 del 2025. E’ quanto definito con la circolare dell’Inps di ieri, 16 ottobre, in cui è stata illustrata la disciplina del Nuovo bonus mamme. Le mensilità spettanti per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 saranno corrisposte, in unica soluzione, nel mese di dicembre 2026, contestualmente al pagamento della mensilità riferita al medesimo mese.

Le novità

Per l’anno 2026, il beneficio è riconosciuto dall’Inps nella misura di 60 euro mensili per ciascun mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell’attività di lavoro autonomo, nel rispetto dei requisiti illustrati dalla circolare, fino a un massimo di dodici mensilità e a un importo complessivo di 720 euro. Per ottenere il bonus occorre fare domanda. Le novità normative prevedono in particolare, l’incremento dell’importo mensile da 40 euro a 60 euro, fino a un massimo annuo di 720 euro; il differimento all’anno 2027 dell’esonero contributivo parziale di cui all’articolo 1, comma 219, della legge n. 207/2024; il coordinamento, per l’anno 2026, con l’esonero contributivo previsto dall’articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, in favore delle lavoratrici madri con almeno tre figli titolari di un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Chi ha diritto al bonus

Occorrono diversi requisiti. In sintesi: il bonus mamme 2026 spetta alle lavoratrici dipendenti, pubbliche e private (escluso il lavoro domestico), e alle lavoratrici autonome con i requisiti previdenziali previsti. Occorre avere due figli, con il più piccolo sotto i 10 anni, oppure almeno tre figli, con il più piccolo sotto i 18 anni. Per le madri con almeno tre figli, il bonus non spetta nei mesi in cui è attivo un contratto di lavoro a tempo indeterminato. È inoltre necessario avere un reddito da lavoro complessivo non superiore a 40.000 euro annui. Il requisito familiare deve essere presente dal 1° gennaio 2026 o maturare entro il 31 dicembre: il bonus decorre dal mese in cui si soddisfano tutte le condizioni.

Attività di lavoro

Più nel dettaglio, le lavoratrici madri devono essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, o lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie autonome, comprese le casse di previdenza professionali di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, e la Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.

Rientrano nell’ambito di applicazione del Nuovo bonus mamme anche i rapporti di lavoro intermittenti, nonché quelli a scopo di somministrazione. Il beneficio spetta esclusivamente per i mesi o le frazioni di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell’attività di lavoro autonomo, con esclusione dei periodi di sospensione.

Per le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni speciali rilevano i periodi di iscrizione per i quali sussiste l’obbligo contributivo connesso all’effettivo esercizio dell’attività. Per le professioniste iscritte a una Cassa di previdenza professionale rilevano i mesi di iscrizione alla Cassa o al Fondo di riferimento nell’anno 2026.

Per le lavoratrici iscritte alla Gestione separata rilevano i periodi di effettiva attività lavorativa di competenza dell’anno 2026.

Sono escluse dalla platea delle beneficiarie del Nuovo bonus mamme, le titolari di cariche sociali e le imprenditrici non iscritte all’Assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima.

Lavoratrici madri con tre o più figli

Per le lavoratrici madri con tre o più figli, il Nuovo bonus mamme non è riconosciuto per i mesi in cui sussiste, anche in parte, un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Le lavoratrici con tre o più figli, titolari di un contratto a tempo indeterminato, possono infatti accedere fino al 31 dicembre 2026 all’esonero del 100 per cento dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti (IVS) per la quota posta a loro carico, ai sensi dell’articolo 1, comma 180, della legge n. 213/2023.

Conseguentemente per tali lavoratrici, nel caso di trasformazione di un rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, il diritto al Nuovo bonus mamme cessa a decorrere dal mese di trasformazione del rapporto di lavoro. Si evidenzia, inoltre, che anche i rapporti di apprendistato rientrano nei contratti di lavoro a tempo indeterminato, poiché gli stessi, come previsto dall’articolo 41, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, devono considerarsi contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani.

Requisito economico

Per accedere al Nuovo bonus mamme è necessario che la somma dei redditi da lavoro, autonomo o dipendente, rilevanti ai fini del calcolo delle imposte per l’anno 2026 sia pari o inferiore a 40.000 euro annui.

Ai fini della verifica del limite di reddito pari a 40.000 euro annui, si tiene conto della somma di tutti i redditi da lavoro percepiti dalla madre lavoratrice in relazione alle attività lavorative svolte, compresi quelli esenti da imposizione fiscale o assoggettati a regimi di tassazione sostitutiva o agevolata. Tali redditi sono considerati al lordo di eventuali franchigie o riduzioni percentuali previste ai fini fiscali.

Rilevano altresì i redditi equiparati o sostitutivi della retribuzione percepiti durante la vigenza del rapporto di lavoro, quali, a titolo esemplificativo, le indennità per congedo di maternità, di malattia o di congedo straordinario, trattamenti di integrazione salariale. Non rilevano, invece, le prestazioni connesse alla cessazione del rapporto di lavoro, quali NASpI, DIS-COLL e i trattamenti pensionistici, comprese le pensioni ai superstiti

Per le lavoratrici dipendenti, il reddito è considerato al netto dei contributi previdenziali obbligatori trattenuti dal datore di lavoro; non sono invece deducibili gli eventuali contributi previdenziali facoltativi, inclusi quelli versati per riscatti o ricongiunzioni.

Come fare domanda

l Bonus mamme 2026 va richiesto all’Inps tramite il portale online, accedendo con SPID, CIE, CNS o eIDAS, oppure attraverso il Contact Center o un patronato. La data di apertura delle domande sarà comunicata successivamente dall’Istituto.

Nella domanda, la lavoratrice deve dichiarare di possedere i requisiti richiesti: essere madre di due figli, con il più piccolo sotto i 10 anni, oppure di almeno tre figli, con il più piccolo sotto i 18 anni; essere dipendente (escluso il lavoro domestico) o autonoma iscritta a una gestione previdenziale obbligatoria; avere redditi da lavoro relativi al 2026 non superiori a 40.000 euro. Le madri con almeno tre figli devono inoltre dichiarare di non avere un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato nei mesi per cui chiedono il beneficio.

Occorre indicare i dati dei figli e scegliere la modalità di pagamento, tramite Iban o bonifico domiciliato. L’Inps effettuerà controlli sulle dichiarazioni: eventuali informazioni false possono comportare sanzioni, la perdita del beneficio e il recupero delle somme erogate.


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