#Finsubito news dalla rete – Studenti e Gilet gialli, le proteste in Francia: schierati 70 mila agenti, «circa mille fermi». A Parigi 500 casseur attaccano la polizia


di
Stefano Montefiori e Giulia Taviani

I sindacati: «In piazza 800 mila persone». Il ministero: sono 410 mila. Chiusi i principali musei. Saccheggi a Marsiglia: 18 arresti

PARIGI Dopo una settimana di polemiche oggi il governo deve dimostrare di avere ripreso il controllo, e in tutta la Francia moltissimi cercheranno di impedirglielo. 

Per i sindacati sono scese in piazza oltre 800 mila persone, 410 mila secondo il ministero dell’Interno – tra studenti e rappresentanti del movimento dei Gilet Gialli. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha dichiarato sono stati schierati 70 mila agenti su tutto il territorio nazionale, insieme a elicotteri, veicoli blindati e idranti, e le truppe d’élite RAID della polizia erano pronte entrare in azione per aiutare le forze dell’ordine che si trovassero in difficoltà.




















































A Parigi i principali musei, tra cui il Louvre, il Museo d’Orsay, il Museo Picasso e il Grand Palais – dove è in corso una grande mostra su Cézanne – sono chiusi e Art Basel, una delle fiere d’arte contemporanea più prestigiose al mondo, ha aperto al pubblico venerdì, ma solo per un giorno, perché la minaccia di disordini ha spinto gli organizzatori ad annullare il programma del fine settimana. Rinviata a lunedì la partita del Paris Saint-Germain contro l’Olympique Lyonnais. Il prefetto di polizia di Parigi Patrice Faure ha esortato i commercianti parigini ad assumere guardie di sicurezza, poi ha precisato che la protezione dei titolari di attività e dei loro esercizi è responsabilità del governo.

500 casseur attaccano la polizia a Parigi

A Parigi la polizia – che nel Paese ha fermato circa mille persone, come dichiarato dal ministro dell’Interno, «ma si tratta di un numero che crescerà»  – ha schierato decine di blindati a Place de la Bastille ordinando con il megafono l’evacuazione della storica piazza. Ma violenti scontri sono scoppiati al termine della manifestazione che ha portato in piazza 110mila persone. «Oltre 500 casseur hanno attaccato le forze dell’ordine lungo Cours de Vincennes», nel sud-est della capitale, ha riferito la prefettura, precisando che gli agenti sono impegnati a fermare i responsabili dei disordini e a favorire il deflusso dei manifestanti. Gli scontri sono iniziati intorno alle 17.30, poco dopo l’arrivo del corteo a Porte de Vincennes, quando alcuni dimostranti hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine, che hanno risposto facendo ricorso a un mezzo idrante e ai gas lacrimogeni.

La manifestazione è stata poi completamente dispersa, ha reso noto la prefettura di polizia della capitale francese a Bfmtv, precisando che un elicottero della gendarmeria è stato impiegato per favorire il lavoro degli agenti a terra e individuare eventuali gruppi residui di facinorosi.

Il leader di France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, che oggi ha partecipato alla protesta a Parigi, su X ha criticato la polizia per aver lanciato «gas lacrimogeni» e sparato «alla rinfusa alla fine del corteo con l’obiettivo di ottenere immagini per le emittenti nazionali che per tutta la settimana hanno trasmesso le immagini che hanno spinto l’assassino di Trappes a compiere il suo gesto. Una vergogna senza fine».

In mattinata, a Lione, la polizia ha sciolto un primo raduno di circa 150 persone nei pressi dell’università, all’interno quindi del perimetro nel quale la prefettura ha vietato qualsiasi manifestazione. Mentre nel pomeriggio hanno fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. «Alcune persone hanno tentato di entrare nella zona interdetta con il volto coperto da passamontagna e maschere» e «sono stati effettuati ripetuti avvertimenti», ha spiegato una fonte della prefettura all’emittente francese BfmTv.

A Marsiglia decine di migliaia di persone hanno sfilato lungo le strade del centro: l’emittente francese BfmTv ha riferito che ci sono stati saccheggi nel V arrondissement che hanno preso di mira almeno cinque attività commerciali e finora sono state arrestate 18 persone. Scontri invece a Nannes tra manifestanti e polizia. 

Oltre a Parigi l’altro punto di tensione principale era Orléans, dove invece si è già conclusa in maniera pacifica la manifestazione contro il congresso del Rassemblement national. Guidati da personalità di spicco dei sindacati e dei partiti di sinistra, 16 mila persone di anti-estrema destra hanno manifestato per circa due ore. Marine Le Pen e Bardella faranno un comizio domani.

Minacce da un sito vicino all’Isis

L’attentato di ieri a Trappes – un morto e quattro feriti, tutti di origine africana e maghrebina – ha aggravato ancora la tensione, e il prefetto di Parigi ha deciso in serata di cambiare il percorso del corteo: non più da Bastille a Nation, ma da porte d’Italie a Vincennes. Solo che così i commercianti del nuovo percorso non hanno avuto il tempo di proteggere i loro negozi, come invece avevano fatto gli altri facendo ricorso a protezioni di legno e qualche volta erigendo muri in mattoni al posto di porte e vetrine.

Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez ripete più volte «saremo intrattabili con i violenti», che sembra però un’ammissione di debolezza e un invito alla sfida. Un sito vicino all’Isis esorta a sfruttare l’occasione per sparare nel mucchio, folla o polizia non importa, e compiere una strage nel modo più facile possibile. C’è anche la paura che a sparare siano estremisti di destra, come quello di ieri a Trappes. 

Le frasi di Macron a Trappes

Macron, di solito così imperturbabile, sembra in difficoltà: ieri sera dopo l’attentato è andato a Trappes per pronunciare un accorato discorso sull’unità della Nazione e sul fatto che «non è mai troppo tardi», ma ha commesso un errore incomprensibile: ha insistito sul fatto che si trattava della «prima volta che alcuni cittadini francesi vengono colpiti per la loro appartenenza etnica o religiosa». E le stragi di Mohammed Merah a Tolosa nella scuola ebraica? E l’attentato all’hyper cacher dopo Charlie Hebdo? E padre Hamel ammazzato mentre diceva messa da due terroristi islamisti? Subissato di critiche, a tarda sera Macron ha postato su X un messaggio riparatore. Ma non lo aiutano le immagini del suo arrivo a Trappes e della sua partenza, fischiato e insultato dai giovani. Peraltro durante il discorso di ieri sera a Trappes, definita in passato da Bardella «la capitale europea della Jihad», accanto al sindaco e Macron c’era Elias d’Imzalène, che invoca l’Intifada a Parigi ed è stato condannato per incitamento all’odio razziale.

Per adesso, quanto alla situazione politica, tutto sta andando come desiderano Le Pen e Mélenchon: una polarizzazione della vita politica dove non c’è spazio per i distinguo e le posizioni equilibrate, dove i vari centristi Edouard Philippe, Glucksmann etc. non riescono a farsi sentire. È il miglior modo per arrivare a un secondo turno tra i leader delle ali estreme, che vedrebbe Le Pen stravincere nelle urne e Mélenchon continuare la lotta nelle piazze, specie se nel frattempo al caos nelle strade si sarà aggiunto quello finanziario (stanotte Moody’s, clemente, non ha abbassato il voto della Francia).

24 ottobre 2026 ( modifica il 25 ottobre 2026 | 07:41)


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