Il Comune di Venezia rafforza la lotta ai tributi non pagati e punta su controlli più efficaci, incrocio delle banche dati e nuove regole per le attività economiche. Chi non regolarizzerà la propria posizione potrà arrivare a perdere licenze e autorizzazioni, fino alla sospensione dell’attività. Allo stesso tempo, per cittadini e imprese che intendono saldare i debiti sono previste agevolazioni sulle sanzioni e possibilità di rateizzazione.
La Giunta comunale ha approvato, su proposta dell’assessore al Bilancio e ai Tributi Michele Zuin, il Piano per il miglioramento della capacità di riscossione e due proposte di regolamento. Il primo collega il rilascio e il mantenimento dei titoli necessari per svolgere un’attività economica alla regolarità tributaria; il secondo introduce una definizione agevolata delle entrate comunali. Entrambi i provvedimenti dovranno ora essere esaminati e approvati dal Consiglio comunale.
«La grande maggioranza dei cittadini e delle imprese paga regolarmente, fino all’ultimo centesimo, e ha diritto a vedere lo stesso rispetto delle regole da parte di tutti», sottolinea Zuin. Recuperare le somme dovute, spiega l’assessore, significa tutelare i servizi della città e difendere le imprese corrette dalla concorrenza di chi scarica sulla collettività una parte dei propri costi.
Il nuovo regolamento sulle attività economiche prevede verifiche sulle nuove aperture, sui rinnovi delle autorizzazioni e sugli esercizi già attivi. Le misure riguarderanno i debiti collegati all’attività d’impresa a partire da un importo complessivo di mille euro. Non saranno conteggiate le somme sospese, quelle interessate da un contenzioso tributario non ancora definitivo e quelle inserite in piani di rateizzazione rispettati regolarmente.
Per le attività già aperte, il Comune comunicherà le somme dovute e concederà 60 giorni per pagare o chiedere una rateizzazione. Se il debito non verrà regolarizzato, partirà un ulteriore procedimento, con altri 60 giorni a disposizione prima della sospensione e dell’eventuale revoca o annullamento del titolo. La richiesta di rateizzazione sospenderà questo secondo termine fino alla comunicazione della decisione sul piano. In caso di mancato pagamento anche dopo questa fase, l’attività sarà sospesa per 60 giorni, durante i quali sarà ancora possibile mettersi in regola. Scaduto inutilmente anche quest’ultimo termine, non sarà più possibile proseguire l’esercizio.
Regole specifiche sono previste per le nuove aperture, i rinnovi di licenze, autorizzazioni e concessioni. In caso di irregolarità, gli interessati avranno 10 giorni per presentare osservazioni. Successivamente, il procedimento potrà essere sospeso fino a 60 giorni per consentire il pagamento o la rateizzazione. Se la posizione resterà irregolare, la richiesta sarà respinta. Per le violazioni riscontrate dopo la presentazione di una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), il termine per mettersi in regola sarà invece di 60 giorni, trascorsi i quali il Comune potrà disporre la rimozione degli effetti della segnalazione e vietare la prosecuzione dell’attività.
I controlli interesseranno anche i passaggi d’azienda. Nei casi di responsabilità solidale previsti dalla legge, il pagamento potrà essere richiesto sia a chi cede l’attività sia a chi subentra, con 60 giorni di tempo per regolarizzare la posizione, anche attraverso un piano di rateizzazione.
Sul fronte dei debiti pregressi, il secondo regolamento introduce una definizione agevolata per alcune entrate comunali, tra cui Imu, Tari, imposta di soggiorno e canoni per l’occupazione del suolo pubblico e la pubblicità. La misura riguarda gli avvisi di accertamento notificati entro il 31 dicembre 2026 e i carichi affidati o da affidare all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo compreso tra il primo gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.
Per gli avvisi interessati, le sanzioni saranno ridotte al 4% del tributo, rispetto alle aliquote ordinarie del 30% o del 25%. Per i canoni è prevista una maggiorazione del 4%, mentre gli interessi saranno ridotti a un quarto di quelli indicati nell’atto.
Entrambi i regolamenti consentiranno di dilazionare i pagamenti in base all’importo del debito, fino a un massimo di 96 rate mensili per le somme più elevate. Sono previsti l’addebito sul conto corrente, l’applicazione degli interessi legali e, per i debiti maggiori o i piani più lunghi, la presentazione di specifiche garanzie. Chi rispetterà le scadenze del piano sarà considerato in regola ai fini delle disposizioni sulle autorizzazioni per tutta la durata della rateizzazione.
Anche il mancato rispetto del piano avrà conseguenze. In caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, oppure dell’ultima rata, il debitore avrà 60 giorni per rimediare. Se l’inadempienza continuerà, potrà scattare la sospensione dell’attività fino a 60 giorni e, in assenza di regolarizzazione, la revoca o la decadenza del titolo necessario per esercitarla.
Il piano approvato dalla Giunta punta inoltre a rendere più tempestivo il recupero delle entrate. Tra le misure previste figurano l’incrocio delle concessioni comunali con le banche dati tributarie per individuare i debitori, le verifiche sulle somme da pagare a soggetti che hanno pendenze con l’Amministrazione e l’eventuale compensazione nei casi consentiti dalla legge. Saranno introdotti anche promemoria, compresi quelli digitali, per ricordare le scadenze, procedure più rapide di accertamento e riscossione, formazione del personale e obiettivi specifici per gli uffici. L’attuazione sarà graduale, con verifiche ogni sei mesi.
«Vogliamo semplificare la vita a chi rispetta le regole e rendere più difficile continuare a ignorarle», aggiunge Zuin. L’obiettivo è affiancare ai controlli strumenti che aiutino chi vuole regolarizzare la propria posizione, dai promemoria alle rateizzazioni, individuando allo stesso tempo chi continua a non pagare.
Dopo il via libera definitivo del Consiglio comunale e gli adempimenti necessari per l’entrata in vigore, la Giunta stabilirà le modalità operative e i termini per aderire alla definizione agevolata. Le informazioni saranno pubblicate sui siti del Comune e di Veritas. Il provvedimento si aggiunge all’adesione alla rottamazione quinquies per i carichi affidati alla riscossione fino al 31 dicembre 2023, già approvata dal Consiglio comunale.
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