#Finsubito news dalla rete – nuove regole INPS da dicembre



Per chi lavora nella Pubblica Amministrazione, la gestione dei permessi e dei congedi sta per entrare in una fase nuova. Da dicembre 2026, infatti, gli enti pubblici dovranno comunicare all’INPS informazioni molto più dettagliate sulle assenze dei propri dipendenti, indicando non soltanto la tipologia di beneficio utilizzato, ma anche le giornate effettive, le eventuali ore e il soggetto al quale è collegato il diritto.


La novità riguarda soprattutto i permessi Legge 104, i congedi parentali e le assenze per assistere familiari con disabilità. Non viene introdotto un nuovo sistema di autorizzazione né vengono automaticamente ridotti i diritti riconosciuti ai lavoratori. A cambiare è il modo in cui le amministrazioni devono documentarne l’utilizzo, attraverso comunicazioni previdenziali più precise e verificabili.

Dietro quello che potrebbe sembrare un semplice aggiornamento informatico si nasconde, in realtà, un passaggio significativo per l’organizzazione degli uffici pubblici. L’INPS punta a conoscere con maggiore esattezza quando viene utilizzata un’agevolazione, per quanto tempo e a favore di chi, rendendo più agevole il controllo delle informazioni trasmesse dai datori di lavoro.

Permessi Legge 104 2026: cosa cambia realmente da dicembre

Il riferimento normativo è il messaggio INPS n. 3267 del 14 ottobre 2026, che dà attuazione alle disposizioni contenute nella legge di Bilancio 2026, precisamente all’articolo 1, comma 724, della legge n. 199 del 30 dicembre 2025.

La disposizione nasce dall’esigenza di rafforzare i controlli sulla corretta fruizione delle misure destinate all’assistenza delle persone con disabilità e alla tutela della genitorialità. Per raggiungere questo obiettivo, il legislatore ha previsto che le amministrazioni trasmettano dati capaci di identificare in maniera puntuale ciascun periodo di assenza.

Finora le dichiarazioni contributive già consentivano di individuare diverse tipologie di permessi e congedi. Il nuovo sistema aggiunge però un livello informativo ulteriore: alla causale dell’assenza devono essere associati riferimenti temporali specifici e, quando previsto, il codice fiscale della persona che dà origine al beneficio.

In termini pratici, non sarà sufficiente registrare genericamente un periodo di congedo. Occorrerà identificare le date interessate e utilizzare codici differenti a seconda della prestazione.

È importante chiarire un aspetto: la nuova disciplina interviene soprattutto sugli obblighi di comunicazione delle amministrazioni, non sulle condizioni generali per ottenere i permessi. I lavoratori continueranno a fare riferimento alle disposizioni che regolano le singole tutele.

Quali amministrazioni pubbliche devono adeguarsi alle nuove disposizioni

Le istruzioni coinvolgono gli enti e le amministrazioni individuati dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001, con personale iscritto alla Gestione pubblica.

Il cambiamento interessa quindi un’ampia parte del settore pubblico, comprese le amministrazioni statali, gli enti territoriali e numerose altre strutture appartenenti al perimetro della PA.

Gli adempimenti riguardano direttamente gli uffici del personale, i servizi che elaborano le retribuzioni e le strutture amministrative incaricate delle denunce contributive.

La trasmissione continuerà ad avvenire attraverso il sistema UNIEMENS/ListaPosPA, già utilizzato per comunicare all’Istituto i dati previdenziali dei dipendenti pubblici. Saranno però necessari ulteriori elementi informativi, da associare alle registrazioni esistenti.

Per le amministrazioni, soprattutto quelle di dimensioni ridotte, l’adeguamento richiederà attenzione alla qualità dei dati e alla corretta configurazione dei programmi gestionali. Registrare un permesso e comunicarlo secondo le nuove specifiche tecniche diventeranno attività ancora più strettamente collegate.

Permessi Legge 104: come saranno registrati giorni e ore di assenza

Una parte rilevante delle istruzioni INPS è dedicata ai permessi previsti dall’articolo 33 della Legge 104/1992.

La disciplina distingue le assenze utilizzate dai dipendenti per assistere familiari con disabilità grave da quelle riconosciute direttamente ai lavoratori che si trovano nella medesima condizione.

Resta ferma, nei casi disciplinati dalla normativa, la possibilità di usufruire dei tre giorni mensili di permesso retribuito, secondo le condizioni previste dalla legge. La differenza riguarda la loro rappresentazione nelle comunicazioni previdenziali.

Per ogni utilizzo dovranno essere indicati il giorno interessato, la specifica tipologia di autorizzazione e, nei casi applicabili, il numero delle ore effettivamente fruite.

Il sistema utilizzerà sei identificativi, numerati dal 7 al 12, per distinguere le diverse fattispecie: dai permessi giornalieri a quelli orari, fino alle agevolazioni spettanti al lavoratore con disabilità.

Quando il beneficio è utilizzato per assistere un’altra persona, dovrà essere riportato il codice fiscale del familiare interessato. Nei casi in cui il diritto è esercitato direttamente dal dipendente con disabilità, il riferimento sarà invece quello del lavoratore.

Anche le frazioni di ora dovranno essere contabilizzate con precisione. A questo scopo l’INPS prevede una rappresentazione numerica in millesimi, nella quale il valore 1000 corrisponde a un’ora.

L’obiettivo è evitare che informazioni sintetiche o incomplete rendano difficile ricostruire l’effettiva distribuzione delle assenze.

Congedo straordinario e assistenza ai familiari: le informazioni richieste

Le modifiche interessano anche il congedo straordinario disciplinato dall’articolo 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151/2001, riconosciuto in presenza dei requisiti previsti per l’assistenza a persone con disabilità grave.

La segnalazione previdenziale continuerà a utilizzare il Codice Tipo Servizio 49, ma dovrà essere accompagnata da un’ulteriore registrazione capace di identificare il periodo effettivo e la persona assistita.

In questo caso l’identificativo previsto è il numero 6. Le date comunicate dovranno risultare coerenti con quelle già presenti nelle dichiarazioni principali, evitando discrepanze tra le diverse sezioni del flusso.

È un aspetto particolarmente importante per gli enti: la correttezza formale della comunicazione dovrà corrispondere alla situazione effettivamente documentata negli archivi del personale.

Congedi parentali e malattia dei figli: più dettagli anche sulla retribuzione

Il nuovo modello informativo non riguarda esclusivamente l’assistenza alle persone con disabilità. Un’altra parte consistente delle istruzioni è dedicata ai lavoratori che si assentano per esigenze familiari legate alla nascita e alla cura dei figli.

Per i congedi parentali saranno previste registrazioni differenti in base al trattamento economico riconosciuto. Dovranno essere distinti i periodi interamente retribuiti, quelli con indennità ridotta e le assenze prive di retribuzione.

In determinate circostanze sarà necessario comunicare anche la percentuale economica applicata, mentre per i congedi fruiti a ore verrà richiesto il relativo quantitativo.

Ulteriori specifiche riguardano il prolungamento del congedo parentale per l’assistenza ai figli con disabilità e le assenze connesse alla loro malattia.

Per queste ultime, le istruzioni distinguono le fattispecie riguardanti i bambini fino a tre anni da quelle relative ai figli di età superiore, secondo le disposizioni aggiornate dalla legge di Bilancio 2026.

Il principio amministrativo è il medesimo: ogni evento deve essere ricondotto alla corretta categoria, alla durata effettiva e al soggetto che ne determina il riconoscimento.

Come funziona il nuovo flusso UNIEMENS/ListaPosPA

Sul piano operativo, il meccanismo introdotto dall’INPS prevede l’utilizzo dell’elemento V1, Causale 7, Codice Motivo Utilizzo 5, da affiancare alle registrazioni previdenziali previste per le singole tipologie di assenza.

Le informazioni principali comprendono l’IdentAtto, che individua la specifica prestazione, il campo DataAtto, collegato alla data di pubblicazione del messaggio del 14 ottobre 2026, e il NumeroRegistro, destinato a contenere il codice fiscale del soggetto interessato secondo le istruzioni applicabili.

Si aggiungono GiornoInizio e GiornoFine, indispensabili per delimitare temporalmente il permesso o il congedo. Quando richiesto, il campo PercRetribuzione riporterà le informazioni economiche oppure i quantitativi di giorni e ore specificati dall’Istituto.

Una particolare attenzione viene riservata anche alla correzione degli errori. Le amministrazioni potranno sostituire una comunicazione inesatta o annullarla attraverso le modalità tecniche indicate dall’INPS, senza dover ricostruire arbitrariamente le informazioni già trasmesse.

Le nuove procedure si applicheranno a partire dalla denuncia relativa al mese di dicembre 2026. Non si tratta, dunque, di un obbligo di ricompilazione generalizzata di tutte le assenze precedenti.

Perché le nuove regole INPS rappresentano una sfida organizzativa per la PA

Il significato dell’intervento va oltre l’introduzione di qualche campo aggiuntivo nei programmi utilizzati dagli uffici.

La richiesta di informazioni più dettagliate impone alle amministrazioni di ripensare, almeno in parte, il collegamento tra gestione delle presenze, documentazione dei permessi, elaborazione degli stipendi e comunicazioni previdenziali.

Un Comune, per esempio, dovrà assicurarsi che i dati registrati nel sistema delle assenze siano sufficientemente precisi da alimentare correttamente il flusso destinato all’INPS. Lo stesso vale per gli altri enti interessati dalle nuove disposizioni.

In questo scenario, l’integrazione tra i diversi applicativi può diventare decisiva per limitare gli inserimenti manuali, ridurre gli errori e alleggerire il lavoro amministrativo.

C’è poi un ulteriore aspetto da non trascurare. Le informazioni richieste possono riguardare situazioni familiari delicate e persone con disabilità. La maggiore tracciabilità dovrà quindi accompagnarsi a un trattamento dei dati rispettoso delle regole sulla riservatezza, con accessi limitati alle figure autorizzate e procedure adeguate alla sensibilità delle informazioni gestite.

Il rafforzamento dei controlli, infatti, non dovrebbe trasformarsi in un aggravio ingiustificato per chi esercita un diritto riconosciuto dall’ordinamento. Spetterà soprattutto alle amministrazioni organizzare correttamente i nuovi adempimenti.

Da dicembre, insomma, la differenza non sarà soltanto tra un’assenza autorizzata e una non autorizzata. Diventerà essenziale anche la capacità della Pubblica Amministrazione di documentare con esattezza le tutele utilizzate dai dipendenti, senza compromettere la loro effettiva accessibilità.

È questa la vera questione posta dall’aggiornamento INPS: rendere più efficaci i controlli attraverso informazioni affidabili, evitando che la crescente complessità burocratica finisca per pesare proprio su quelle persone che le norme intendono proteggere.

Per i dettagli tecnici è possibile consultare il messaggio INPS n. 3267 del 14 ottobre 2026, contenente le istruzioni per la compilazione dei flussi previdenziali.


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