La crescita di una società si misura non solo in termini di sviluppo economico, ma anche dalla sua capacità di non lasciare indietro nessuno. L’innovazione che contribuisce a chiudere i divari sociali, ad aiutare i più fragili, ad abbattere barriere e a distribuire in maniera equa i benefici del progresso tecnico è quella che porta un cambiamento davvero positivo, partecipato da tutti. Dagli ausili stampati in 3D agli amplificatori acustici quasi a costo zero, dai promemoria per i farmaci che non chiedono di installare un’app agli esoscheletri per chi solleva carichi pesanti o svolge incarichi pericolosi, la tecnologia come strumento di inclusione – perché rende accessibili attività a chi ne è escluso – è il tema dell’edizione di quest’anno di Maker Faire Rome, l’evento di open innovation in programma dal 22 al 23 ottobre nella Capitale.
Negli spazi del Gazometro Ostiense e dell’Istituto Superiore Antincendi, che ospitano la manifestazione promossa e organizzata dalla Camera di Commercio di Roma in collaborazione con Regione Lazio e Lazio Innova, oltre 400 stand, 26 scuole superiori, 27 università e centri di ricerca mostrano i benefici che dispositivi e prototipi possono portare alle nostre vite in diversi ambiti, sul lavoro, a scuola, nel quotidiano: soluzioni inclusive, pensate per rispondere a esigenze concrete o problemi affrontati ogni giorno.
Stampa 3D e soluzioni accessibili
Un esempio di questo approccio è quello di e-Nable Italia, una comunità di volontari che stampa in 3D ausili personalizzati per bambini e ragazzi con differenze agli arti superiori. L’idea di fondo è semplice: un bambino che vuole tenere il manubrio non dovrebbe aspettare i tempi di un percorso sanitario. Si tratta di dispositivi progettati a partire dall’ascolto delle persone: non sostituiscono le protesi medicali, ma sono strumenti leggeri e accessibili che favoriscono gioco, sport, autonomia e partecipazione. Un momento dei talk di Maker Faire sarà dedicato anche al racconto di questa esperienza, che è entrata anche nelle scuole con percorsi Stem.
Ci sono anche altre tecnologie che si basano sulla stampa 3D, accomunate dall’obiettivo condiviso di migliorare la vita delle persone e progettate per costare poco: abbattendo le barriere del prezzo, diventano infatti accessibili a un maggior numero di persone. Tra gli esempi portati in fiera, c’è Cherubino, un amplificatore acustico indossabile per anziani con problemi di udito: il suo basso costo, grazie alle modalità scelte di ideazione e realizzazione, consente di superare il problema di tutti quelli che rinunciano ad acquistare un apparecchio tradizionale perché considerati troppo cari. Sulla stessa linea, la soluzione di “Printed to Play”, che stampa in 3D strumenti musicali per bambini che vivono in condizioni economiche difficili: un esempio è un violino con la cassa armonica stampata e l’archetto con i crini fatti di lenza da pesca. Uno strumento che in negozio può costare centinaia di euro si produce con poche decine.
Sulla stampa 3D ha lavorato anche una giovane maker di diciassette anni, Emma Borghi, che ha realizzato una mano bionica capace di replicare in tempo reale i movimenti di una mano umana letti da una webcam o dai segnali elettrici dei muscoli.
Non solo barriere economiche
L’accesso del pubblico all’innovazione può essere ostacolato dal prezzo alto delle tecnologie, ma anche dalla scarsa dimestichezza con gli strumenti digitali, come accade spesso con gli anziani fragili che non sanno usare app e smartphone. E visto che molti servizi presuppongo un account e un’applicazione sul telefono, molti di loro rimangono esclusi. Così il progetto Sanima si sviluppa secondo una logica diversa. Si tratta di un sistema di monitoraggio pensato per migliorare il livello di aderenza terapeutica, soprattutto per le persone anziane non autonome, assistite da un caregiver. Può capitare infatti di dimenticare di assumere un farmaco. Questa soluzione prevede un sensore applicato al blister dei farmaci: all’orario stabilito compare un avviso discreto sulla televisione, che sparisce quando la pillola viene presa; se la dose salta, la notifica arriva al familiare o al caregiver. A chi prende la medicina non viene chiesto nulla.
Tecnologie per la sicurezza
Nei luoghi di lavoro è fondamentale progettare ambienti e procedure di sicurezza e prevenzione che tutelino dipendenti e collaboratori delle organizzazioni: maggiore è il livello di inclusione, quanto più vengono considerate le esigenze e specificità di ciascuno anche sotto il profilo della riduzione del rischio. La tecnologia naturalmente può contribuire anche sotto questo aspetto, e Maker Faire lo dimostra con gli esoscheletri in mostra ai visitatori. In particolare, XoTrunk e FleXoTrunk, realizzati dall’Istituto italiano di tecnologia e Inail, sostengono la zona lombare mentre si lavora alla movimentazione manuale dei carichi pesanti: i dispositivi aiutano a prevenire i disturbi muscoloscheletrici di chi si occupa di mansioni fisicamente impegnative. Al contempo, Sapienza Università di Roma e il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza dell’Inail presentano Side, un esoscheletro per il braccio che, con la realtà virtuale, permette di addestrarsi ai rischi senza esporsi al pericolo.
Un altro progetto che risponde alle esigenze di sicurezza delle persone si basa sulle tecnologie radio LoRa e Meshtasti, pensato per le comunicazioni di emergenza in territori remoti o in aree colpite da calamità: realizzato da gruppi di volontari, promette di tenere in contatto chi vive o lavora dove il segnale non arriva.
“Ogni grande trasformazione tecnologica porta con sé una scelta: può allargare le opportunità o concentrarle nelle mani di pochi. La tecnologia di per sé non è neutrale, diventa inclusiva quando chi la progetta parte dai bisogni reali delle persone e quando chi la governa si preoccupa di renderla accessibile. Il nostro lavoro quotidiano è ridurre le distanze tra la piccola impresa e l’innovazione, tra i giovani e le competenze che il mercato chiede, tra i quartieri e le aree del territorio che corrono a velocità diverse. Un’economia in cui il digitale resta privilegio di chi ha già risorse è un’economia più fragile. Un’economia in cui l’innovazione arriva anche alla bottega, alla scuola, all’impresa familiare è un’economia più forte e più giusta”, sottolinea Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma. E aggiunge: “Maker Faire Rome nasce da questa convinzione. Da quattordici edizioni mette nello stesso spazio grandi aziende e maker, università e scuole, startup e cittadini, perché la conoscenza circola meglio quando nessuno resta fuori dalla porta. È questo il senso di un ecosistema aperto e inclusivo, e in questo senso l’inclusione non è un tema accanto all’innovazione: è il modo in cui l’innovazione genera valore per tutti”.
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